martedì 27 giugno 2017

Agricoltura, emergenza siccità: i consigli del CREA

Il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'Analisi dell'Economia Agraria apporta un contributo con una serie di conoscenze, tra queste un nuovo progetto sull’agricoltura digitale.



Il fenomeno della siccità che si sta abbattendo intensamente in questi giorni sul nostro Paese va letto alla luce del cambiamento climatico globale e della variabilità delle precipitazioni, che si stanno accentuando sempre di più nel corso degli ultimi anni.


Per limitare i danni derivanti all’agricoltura è indispensabile soccorrere tempestivamente con l’irrigazione le colture. Per tentare di ovviare alla penuria di acqua negli invasi, le aziende dovranno, quindi, essere dotate di impianti irrigui ad alta efficienza, calibrandone gli interventi in base alle fenofasi (le fasi di sviluppo delle colture) più sensibili alla carenza idrica. Grazie a tali accorgimenti, sarà possibile scongiurare il rischio di compromettere il raccolto dell’annata o dell’impianto stesso in caso di colture perenni.

In tal senso la ricerca del CREA può apportare il suo contributo con una serie di conoscenze da tradursi in buone pratiche. Uno fra tutti, il progetto che sta per vedere la luce sull’agricoltura digitale. Si tratta di una vera e propria rivoluzione tecnica e culturale che utilizza le conoscenze già acquisite per raggiungere la sostenibilità, con pratiche agricole ad alto uso di informazioni. Ne deriverà, infatti, la realizzazione di DSS (Decision Support System), un sistema integrato di conoscenze teoriche, previsioni climatiche e informazioni provenienti da sensori (nel terreno 0 a contatto della vegetazione) e/o da radiometri trasportati da veicoli che si muovono in campo o che sorvolano il campo (a bordo di droni), il territorio (su velivoli leggeri), la regione (telerilevamento da satelliti).

I DSS, quindi, si dimostrano uno strumento efficace di gestione della risorsa idrica, assistendo l’agricoltore nel dosare i volumi irrigui in funzione delle caratteristiche del suolo, della vegetazione e della sensibilità agli stress ambientali della specie coltivata.

Inoltre, anche le specie vegetali dovranno adeguarsi all’insufficienza di acqua. Attualmente il miglioramento genetico non va ad individuare un singolo gene di resistenza alla siccità, ma i tratti distintivi (e le relative sequenze geniche) che consentono alle piante di produrre (o di resistere) in condizioni di carenza idrica. Tali tecniche però richiedono tempi di realizzazione non immediati.

Collisioni Progetto Vino, è esperienza langhe con le vigne storiche dei grandi crus del vino Barolo

Nell'ambito di Collisioni, si rinnova l'appuntamento con il Progetto Vino, un incoming di esperti a Barolo nei giorni del Festival per una serie di degustazioni, visite in cantina, tour, walk-around tasting, pranzi e cene con produttori e consorzi per far vivere agli ospiti internazionali il territorio e i vini piemontesi e italiani. La Cantina Sordo Giovanni di Castiglione Falletto presente con i suoi crus.


Il vino, ormai da quattro anni, è diventato uno dei temi centrali che animano Collisioni che insieme alla sua proposta artistica, letteraria e musicale, ha voluto integrare un progetto dedicato alla cultura enogastronomica italiana.

Giunto alla sua nona edizione, Collisioni viene considerato da gran parte della critica come il miglior festival in Italia per la sua formula innovativa e la capacità di parlare a un pubblico trasversale, proponendo musica, letteratura, cinema, enogastronomia in un ambiente suggestivo dove si respira grande libertà. 

Cultura, territorio, enogastronomia e spettacolo, nel magnifico paesaggio delle Langhe piemontesi, così Collisioni è diventato un modello vincente. I grandi mostri sacri della musica mondiale, i premi Nobel, le leggende viventi della letteratura, del giornalismo e del cinema e non ultime le grandi star del mondo del vino: sono queste le anime che hanno decretato il successo internazionale di Collisioni, il primo festival agrirock d’Europa.

Collisioni si svolge a Barolo, nuova mecca della cultura, meta del turismo internazionale e da qualche anno epicentro del territorio Unesco Piemonte, unico paesaggio vitivinicolo italiano ad aver meritato questo riconoscimento. Un paese trasformato per un weekend in un grande palcoscenico non-stop dove ogni piazza e via del paese si anima di incontri con i più prestigiosi nomi della letteratura mondiale, della musica, del giornalismo e dello spettacolo, installazioni artistiche, performance musicali e teatrali e grandi concerti con le più importanti star del panorama internazionale, ma anche enogastronomia, vino e tradizione culinaria.

La centralità dei grandi prodotti dell’enogastronomia italiana è un elemento essenziale dell’anima e dello spirito di Collisioni che si rinnova a ogni edizione grazie al Progetto Vino. Ideato e diretto dallo scrittore ed esperto di vino Ian D’agata, ha l’obiettivo di dar voce alla regionalità e alla ricchezza di quello straordinario tesoro che è il patrimonio vinicolo italiano. Come per le scorse edizioni, l'evento si avvale di un panel di ospiti provenienti da tutto il mondo, appositamente selezionati da Ian D'Agata: “Sono tanti i giornalisti e i sommelier che mi chiedono ogni anno di intervenire. Naturalmente devo operare un’attenta selezione. Quello che mi preme maggiormente è portare nel parterre di Collisioni solo chi realmente decide ogni giorno le sorti dei vini italiani nei mercati consolidati e in quelli emergenti. Soltanto così questo progetto rappresenta un’opportunità di crescita concreta e contribuisce a diffondere nel mondo il meglio dei nostri prodotti”.

La scelta degli invitati rappresenta la vera cifra stilistica di Collisioni e del Progetto, perché caratterizza la qualità e lo stile della manifestazione, che cresce ogni anno grazie al sostegno dei tanti consorzi e produttori che hanno creduto nella formula e contribuito a farla crescere nel tempo, trasformandola in un appuntamento ricorrente e ambito dai professionisti di tutte le nazioni. A fianco delle Regioni e dei maggiori Consorzi sono sempre più numerose le realtà pubbliche e private che aderiscono ogni anno al Progetto Vino e sostengono la sua crescita con degustazioni dedicate al vino e non solo. Tra queste volevo segnalare, per importanza e legame con il territorio, la Cantina Sordo Giovanni di Castiglione Falletto, partner del Collisioni Progetto Vino 2017.

Giovedì 13 luglio 2017, dalle ore 17.00 la Cantina Sordo organizzerà uno specifico evento per l’occasione: #BEVISORDO A COLLISIONI, un evento dedicato ai “FANTASTICI 8 CRUS DI BAROLO 2013” un’esclusività dell’azienda agricola guidata da Giorgio Sordo.

Il programma prevede la visita guidata alla parte storica della cantina, fondata nel 1912, per poi arrivare alla nuova cantina, un progetto architettonico terminato nel 2016; qui si terrà la degustazione degli 8 Crus di Barolo Sordo a cui parteciperanno esperti, opinion leader, sommelier, influencer e giornalisti da tutto il mondo.

La degustazione sarà commentata dall’intervento straordinario di Ian D’Agata, che ricordo è anche Direttore scientifico a Vinitaly International Academy e consulente scientifico a Vinitaly International. In tale occasione sarà presentato in anteprima il suo nuovo libro scritto in collaborazione con Michele Longo Vicedirettore Iandagata.com e Member of wineducationalboard.com (W.E.B) e Lingzi He, dal titolo “Barolo and Barbaresco: A land of magical terroirs and crus”.

Seguirà una cena in cantina con prodotti tipici del territorio a cura dello chef Danilo Lorusso del Ristorante La Crota di Roddi (CN) www.ristorantelacrotalanghe.it

La Cantina Sordo sarà inoltre presente durante tutta la manifestazione Collisioni Agrirock dal 14 al 18 luglio con il Barolo Sordo all’interno del palco “Wine & Food” e nei prestigiosi private tasting dislocati a Barolo durante il Festival.

Informazioni e programma completo su www.collisioni.it/

AZIENDA AGRICOLA SORDO GIOVANNI
Via Alba Barolo 175
Borgata Garbelletto
12060 Castiglione Falletto (CN)
Italia
Tel. +39 0173 62853
Fax +39 0173 462056
info@sordogiovanni.it
www.sordogiovanni.it

lunedì 26 giugno 2017

Vini rosati: un fenomeno in crescita. E a Roma torna Bererosa per rafforzare l’immagine e la conoscenza dei pink wine made in Italy

25 milioni di ettolitri i consumi mondiali previsti per il 2018. Il 6 luglio a Roma, presso gli spazi di Palazzo Brancaccio, di scena la sesta edizione della manifestazione di Cucina&Vini. E il rosa nel calice impazza nel mondo social.

Il fascino di Palazzo Brancaccio con il suo bellissimo giardino, la magia dell’estate romana, oltre duecento etichette di rosati provenienti da tutta Italia, abbinate alla sfiziosa proposta street food che spazia dalle originali reinterpretazioni del tipico maritozzo romano ai fritti ascolani. Tutto questo è Bererosa 2017, sesta edizione della manifestazione organizzata da Cucina & Vini per celebrare i migliori vini rosati italiani, fermi e spumanti.

Bererosa anche quest’anno torna nella storica dimora ottocenteca nel cuore di Roma per una serata glamour a tinte ‘pink’ che nell’edizione 2016 ha registrato il boom di 3500 presenze. L’appuntamento, aperto a tutti (costo biglietto 15 euro), è per giovedì 6 luglio dalle ore 17.00 alle 23.00 (dalle 15.30 per la stampa) con degustazioni in compagnia dei produttori per scoprire il meglio delle loro etichette en rose.

“Rafforzare l’immagine e la conoscenza dei rosati italiani - spiega Francesco D’Agostino, direttore di Cucina & Vini - è l’obiettivo di Bererosa, che in ogni edizione pone al centro il forte appeal di questa tipologia e la conseguente necessità di lavorare sulla loro promozione per coglierne in pieno le potenzialità che dentro i nostri confini sono ancora poco sfruttate e che invece all’estero trovano maggiori sbocchi. Malgrado sia un vino spesso definito intrigante e dalla grande semplicità, che lo rende ‘comprensibile’ pure ai non intenditori, ancora oggi il rosato fatica per esempio ad essere presente in maniera capillare nelle enoteche e nelle carte dei ristoranti nazionali. Eppure, avanza il livello di gradimento tra i Millennials e tra i social addicted che si informano su Internet, condividono, twittano e esprimono opinioni a colpi di like e hashtag all’insegna del rosa”.

Sui social è "Pink Wine" 

Secondo una ricognizione interna, se l’immaginario collettivo metterebbe anche su Internet e sui social la grandeur francese al primo posto, con la parola iconica ‘rosè’, a sorpresa è invece la locuzione ‘pink wine’ quella più popolare e più utilizzata per indicare i vini rosati: sono 177 milioni i risultati prodotti su Google - con Stati Uniti, Australia, Regno Unito sul podio dei Paesi dove si registra negli ultimi sette giorni il più alto numero di ricerche al mondo, digitando appunto ‘pink wine’ (fonte Google Trends) - mentre l’omonimo hashtag risponde a oltre 29mila post pubblici su Instagram e a circa 25mila su Twitter. A grande distanza, con più di 5,1 milioni di risultati sul motore di ricerca, segue vin rosé che solo sulla piattaforma di condivisione d’immagini segna oltre 7.500 post pubblici con il rispettivo hashtag #vinrose. Fanalino di coda nel linguaggio virtuale, il nostro tricolore con ‘vino rosato’ che, seppur presente su Instagram e Twitter, si ferma a 460.000 risultati prodotti su Google.

Statistiche e previsioni

Bottiglie made in Italy che negli ultimi anni hanno evidenziato un vero e proprio miglioramento sul fronte qualitativo e della valorizzazione, a cui fa eco un aumento dei consumi mondiali stimati sui 25 milioni di ettolitri nel 2018 (previsioni Euromonitor International). A fare la parte del leone, principalmente l’Europa (23,6 mln hl prodotti nel 2015, +3% sul 2014) con Francia, Germania, Regno Unito, Italia e Spagna che ne consumano oltre il 70% assieme agli Stati Uniti. Il nostro Paese, in particolare, copre il 4% dei consumi globali, soprattutto attraverso le vendite nella Gdo, dove i rosati registrano un +1,3% in volume e un +3% in valore con 51,2 mln di euro ad aprile 2017 (dati Iri). Numeri che per la sola tipologia spumante salgono addirittura a +10,3% in volume e a +7,4% in valore (11,5 milioni di euro) e che comunque testimoniano la crescente attenzione da parte dei consumatori verso questi vini. Prodotti non più relegati solo al gusto femminile e all’estate, ma adatti a qualsiasi stagione e molto flessibili nell’abbinamento, sempre più apprezzati dalle fasce adulte così come dai giovani, che lo preferiscono però al calice durante l’aperitivo.

Ma se il mondo del vino si scopre comunque sempre più social e web 2.0, non è da meno il suo legame con il cibo, che a Bererosa trova ampio spazio nell’area street food: quattro postazioni dove poter scegliere ed acquistare il cibo da abbinare alle oltre 200 etichette in degustazione, con proposte declinate sul pesce (crudo e cotto), sul maritozzo romano ‘rivisitato’, sui fritti ascolani, su salumi e formaggi. In degustazione inoltre gli oli extravergine protagonisti della XXIV edizione dell’Ercole Olivario, il prestigioso concorso dedicato alle eccellenze olivicole del Bel Paese.

Ecco i protagonisti dell’area street food a Bererosa 2017

• Meglio Fresco Pescheria: Arturo & Mary, coppia nella vita e nel lavoro, saranno presenti con le loro selezioni di crudi, tra cui le ostriche, e una vasta scelta di creazione cotte;

• Il Maritozzo Rosso: nuovo ed originale format che reinventa il maritozzo, tipico lievitato romano. Da sempre conosciuti nel classico abbinamento con la panna, i maritozzi de Il Maritozzo Rosso, brand ideato da Edoardo Fraioli, sono invece arricchiti da farciture originali sia salate che dolci;

• La Bottega dell’Oliva Ascolana: sempre presente con cartocci di fritti ascolani, tra cui le olive fatte a mano nel loro laboratorio di Ascoli. Ma ci saranno anche i cremini e i piconi, dei ravioli di pasta croccante che racchiudono una morbida farcitura al formaggio.

• Le Strade della Qualità: il giovane Mirko Giannella, dopo anni di esperienza maturata nel mondo della distribuzione, ha creato Le Strade della Qualità, società specializzata in distribuzione e selezione di prodotti di alta gastronomica. Sarà presente con una selezione di salumi e formaggi.

Continua il sodalizio con Diam Bouchage, azienda di punta nella produzione di tappi in sughero, valido partner tecnico anche quest’anno.

L’elenco delle aziende a Bererosa 2017 (in aggiornamento)

• ALTO ADIGE: Muri Gries

• TRENTINO: Istituto Trento Doc (Abate Nero, Altemasi, Balter, Cantina Toblino, Cantine Ferrari, Cantine Monfort, Cesarini Sforza Spumanti, Endrizzi, Letrari, Maso Martis, Maso Nero, Moser, Revì, Rotari, Viticoltori in Avio), Redondel

• PIEMONTE: Batasiolo; La Biòca; La Scolca; Terre Miroglio

• LOMBARDIA: Guido Berlucchi; Calatroni; Castello di Gussago; Cola Battista; Ferghettina; Fratelli Berlucchi; Guerci; Le Marchesine; Manuelina; Uberti; Costa Ripa

• VENETO: Andreola; Astoria; Bortolomiol; Cavalchina; Le Manzane; Masottina; Pozzobon; Ruggeri; Tenuta Baron; Zenato

• LIGURIA: Lunae Bosoni

• EMILIA ROMAGNA: Colombarola

• TOSCANA: Il Borro; Poggio Bonelli; Tenuta Casteani

• MARCHE: Luigi Giusti; Montecappone

• ABRUZZO: Cataldi Madonna; Farnese Vini; I Fauri; Marramiero; Zaccagnini

• UMBRIA: Castello delle Regine; Feudi Spada; Le Cimate; Briziarelli

• LAZIO: La Luna del Casale; Marco Carpineti; Muscari Tomajolo; Vigne del Patrimonio

• CAMPANIA: Crateca; Marisa Cuomo; San Salvatore

• PUGLIA: Biocantine Giannattasio; Cantine PaoloLeo; Cantine San Marzano; Conte Spagnoletti Zeuli; D’Alfonso del Sordo; D’Araprì; Duca Carlo Guarini; Garofano; Giai Vini; Le Vigne di Sammarco; Mazzone; Marulli; Rivera; Spelonga; Tenuta Zicari; Torrevento; Varvaglione; Vetrére

• CALABRIA: Librandi

Bererosa 2017
Giovedì 6 luglio
Dalle 17 alle 23 a Palazzo Brancaccio
Viale del Monte Oppio, 7 - Roma
Biglietto: € 15 (calice da degustazione e sacca porta bicchiere inclusi)
Ingresso ridotto € 10 per sommelier regolarmente tesserati (Ais, Ars, Fis, Fisar, Onav ) previa esibizione tessera d’iscrizione in biglietteria.

Agricoltura e Clima. Italia: campagne devastate per caldo e siccità


Giugno bollente in Italia dove le temperature massime sono risultate superiori di 3,6 gradi la media di riferimento con un valore di 28,3 gradi mentre le precipitazioni sono risultate in calo del 65,4% provocando una crisi idrica di portata storica a livello nazionale. 


E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Ucea relativi alla seconda decade del mese che evidenzia una situazione di criticità diffusa sul territorio con nubifragi e grandine nel nord Italia che hanno aumentato i danni. Frane e allagamenti diffusi, ma anche campagne devastate a macchia di leopardo dalla Lombardia, con una forte grandinata nel bresciano con campi di mais spianati e alberi sradicati lungo i canali in diverse zone della regione, fino al Veneto dove nel trevigiano sono caduti chicchi grandi come palline da golf con serre di ortaggi e fiori divelte, campi di mais distrutti, vigneti di Prosecco rovinati.

Le precipitazioni non hanno peraltro scalfito lo stato di grave siccità dei campi perché l’acqua per poter essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento mentre gli acquazzoni aggravano i danni e pericolo di frane e smottamenti. Con il prolungarsi dell’assenza di pioggia in gran parte della Penisola l’allarme siccità si è ormai esteso ad oltre i 2/3 della superficie agricola nazionale interessando praticamente tutte le regioni anche se con diversa intensità.

La situazione si sta aggravando con effetti catastrofici per la produzione con perdite ben superiori al miliardo stimato, se non pioverà nell’arco delle prossime due settimane in modo costante e non violento. Nei campi coltivati lungo tutta la Penisola con il grande caldo e la crisi idrica per gli agricoltori è sempre piu’ difficile ricorrere all’irrigazione di soccorso per salvare le produzioni, dagli ortaggi alla frutta, dai cereali al pomodoro, ma anche i vigneti e gli uliveti ed il fieno per l’alimentazione degli animali per la produzione di latte per i grandi formaggi tipici.

Agricoltura e irrigazione. Il Mipaaf a sostegno alle produzioni agricole e la messa in sicurezza dei territori interessati

Oltre 107 milioni di euro per la realizzazione di infrastrutture irrigue strategiche. Martina: interventi cruciali per sostegno all'agricoltura e messa in sicurezza dei territori.

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha reso noto che sono stati assegnati al Mipaaf 107,65 milioni di euro dal decreto che ripartisce il Fondo istituito per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese. 

Il provvedimento è ora all'esame delle Commissioni parlamentari competenti per materia, le quali avranno trenta giorni per rendere il proprio parere.

Il finanziamento, che si inserisce nel piano più generale per le infrastrutture strategiche del Paese, prevede la realizzazione di sei interventi riguardanti le infrastrutture idriche con una dotazione di oltre 92 milioni di euro e la difesa del suolo, dissesto idrogeologico, risanamento ambientale e bonifiche, cui sono destinati più di 15 milioni di euro.

Per la realizzazione delle opere i cantieri potranno prendere il via già dal 2017.

"Con questi interventi - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - possiamo raggiungere due obiettivi fondamentali come il sostegno alle produzioni agricole e la messa in sicurezza dei territori interessati. Andiamo a intervenire anche su bacini dove in questi anni si sono verificate alluvioni o inefficienze di gestione. Le opere che abbiamo previsto sono strategiche, infatti, perché garantiscono una maggiore efficienza delle reti irrigue e un minore spreco d'acqua per le nostre produzioni alimentari. Tra gli interventi c'è la ristrutturazione di una parte del Canale Cavour, un'opera colossale che risale al 1866 e che rappresenta ancora oggi un capolavoro di ingegneria che consente alle nostre produzioni, in particolare risicole, di esistere. Sono felice che il Governo abbia confermato ancora una volta l'attenzione al settore primario, inserendo questi interventi nell'ampia strategia di sviluppo delle infrastrutture del Paese".

LE OPERE PREVISTE

-    Ristrutturazione della Rilevata Dora del Canale Cavour

-    Interventi di consolidamento dell'argine del fiume Ombrone nei pressi della città di Grosseto

-    Più efficienza nel Sistema del Montedoglio in territorio toscano e umbro

-    Sistemazione idraulica del torrente Mattinatella nel Gargano

-    Regimazione del torrente "Fosso Fiorentino" con relativa messa in sicurezza in agro del Comune di Trebisacce (CS) - tratto medio - alto

-    Sistemazione idro-geologica degli argini del torrente Valloncello in agro del comune di Amendolara (CS)

Amazon: Coldiretti, biologico cresce a 81,6 mld. Italia leader in Europa


Enoturismo. Per l'Italia il 2017 è l'anno del sorpasso

Per l’80% dei Comuni e delle Strade del Vino previsioni positive sul 2016: erano 14 milioni gli arrivi di enoturisti alle strutture e alle cantine dei territori per un valore di 2,5 miliardi di euro. Previsto un aumento di arrivi e volume d’affari per oltre il 40% dei Comuni e il 60% delle Strade del Vino.


L’enoturismo si conferma per l’Italia come una risorsa economica e culturale con ampi margini di crescita. 


Nonostante la qualità delle infrastrutture sia giudicata insufficiente da Comuni e Strade del Vino, nonostante il basso utilizzo dei moderni sistemi di comunicazione (il 76% delle Strade non ha una App per smartphone e il 4% neanche un sito internet), e l’assenza in quasi la metà dei Comuni di un ufficio dedicato, nel 2017 operatori e amministratori locali prevedono il sorpasso sul 2016. Per oltre l’80% del campione del XIII rapporto nazionale su Turismo del Vino - curato per conto di Città del Vino dall’Università di Salerno con il coordinamento scientifico del professor Giuseppe Festa, direttore del corso in Wine Business - il flusso degli arrivi in cantina e il fatturato dell’enoturismo sono aumentati o almeno rimasti stabili rispetto all’anno precedente. Gli arrivi in cantina e il valore dell’enoturismo sono aumentati per il 40,22% dei Comuni e il 60,87% delle Strade Vino. Nel 2016 il XII Rapporto stimava in 14 milioni gli arrivi enoturistici alle strutture dei territori e un valore di 2,5 miliardi di €.

Luci e ombre sull’enoturismo? Sicuramente si, ma i segnali che arrivano dal basso sono anche positivi. Tre Comuni su 4 non prevedono la tassa di soggiorno, ma chi lo fa la utilizza come una possibilità in più per la politica turistica dell’amministrazione: come l’ecomaratona del Chianti a Castelnuovo Berardenga (Si), le feste dell’uva e del vino a Bardolino (Vr), l’apertura di un ufficio dedicato a Suvereto (Li) e a Conegliano (Tv) o la manutenzione dei sentieri escursionistici ad Aymavilles (Ao). La formazione del personale di accoglienza e la conoscenza della lingua inglese sono ancora un punto debole, come in tanti casi infrastrutture, trasporti e collegamenti. Anche i rapporti tra istituzioni e operatori devono migliorare, poiché 1 Strada del Vino su 3 giudica ancora non propositivi e collaborativi i Comuni di riferimento, mentre gli stessi Comuni non hanno sotto controllo il numero di visite alla filiera enoturistica dei propri territori: solo il 4,17% fa la raccolta dati.

Di contro il livello medio dei servizi offerti dagli operatori del settore enoturistico (cantine, ristoratori, albergatori, etc.) agli enoturisti è giudicato dai Comuni sufficiente/discreto (6,76 in media), con più del 30% che si spinge a riconoscere un voto pari a 8; il 44% delle Strade ha direttamente organizzato nel 2016 più di 3 eventi e le stesse Strade del Vino sono percepite dagli operatori enoturistici come un organismo importante sul territorio nell’84% dei casi. Rimane da migliorare però l’interazione tra gli operatori del settore, i Comuni e altri soggetti pubblici, giudicata insufficiente (5,48 nella media delle risposte delle Strade del Vino).

Questi in sintesi i risultati emersi dal XIII Osservatorio, ricerca condotta attraverso due distinti questionari online coinvolgendo un campione di 25 Strade del Vino italiane e 116 Città del Vino su un totale di 420 (27,62%) e presentata durante la Convention di Città del Vino, in Umbria, al Simposio Europeo sull’Enoturismo, venerdì 23 giugno.

“Alla luce di questi risultati appare sempre più indispensabile istituire una cabina di regia a livello nazionale e almeno regionale per monitorare costantemente il fenomeno e stimolarne la crescita con adeguate politiche enoturistiche – commenta il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon -. C’è bisogno di norme che favoriscano lo sviluppo dei territori, il finanziamento di progetti enoturistici, nuove opportunità aperte dai PSR. Insomma, oggi più che mai il settore ha bisogno d’investimenti perché può creare tanta occupazione, come dimostrano anche i dati del libro bianco delle Città del Vino presentato durante il Trentennale dalla fondazione dell’Associazione, celebrato a Roma il 21 marzo”.

“Anche la formazione del personale, dell’operatore privato e dell’operatore pubblico coinvolto nella governance del territorio a fini enoturistici, è un passaggio fondamentale per il miglioramento della progettazione, dell’organizzazione e della conduzione dei sistemi di servizio a vantaggio dei turisti del vino – aggiunge il professor Giuseppe Festa dell’Università di Salerno -. Marketing territoriale, gestione dell’accoglienza e padronanza delle lingue straniere, in particolare l’inglese, sono le competenze più necessarie e opportune”.