venerdì 18 agosto 2017

E-commerce. Alibaba: analisti vedono boom del titolo, salirà del 34%. E l'Italia prima al mondo sulla piattaforma cinese a tutela di vino ed eccellenze agroalimentari

Alibaba sembra un titolo decisamente sottovalutato secondo gli analisti, che vedono nel futuro delle azioni del gigante asiatico del commercio elettronico un rialzo fino al 34% rispetto ai valori di ieri quando il titolo ha chiuso in $163.92.

Puntare in borsa su Alibaba, perché no, visto che l'Italia già investe per valorizzare le proprie eccellenze enogastronomiche sul sito di acquisto online cinese ed il vino ad esempio è uno dei prodotti più gettonati, basti pensare che solo nei primi cinque mesi del 2016 le importazioni cinesi sono cresciute del 42%, raggiungendo la quota di 1 miliardo di euro.

Un successo annunciato sin dal suo primo lancio, con la famosa giornata che gli fu dedicata il 9 settembre dello scorso anno; un evento speciale, tra l'altro presentato in anteprima mondiale a Vinitaly proprio da Jack Ma, il suo fondatore. Da quel momento le aziende vitivinicole italiane presenti sulla piattaforma passarono da 2 a 50 con oltre 500 etichette. Un passo importante, specialmente sul fronte della tutela, in quanto l'Italia è l'unico Paese al mondo ad avere garantito ai prodotti Dop e Igp la stessa tutela contro il falso che hanno i brand commerciali sulla piattaforma e-commerce cinese. 

L'alleanza con Alibaba per contrastare la contraffazione è iniziata due anni fa con numeri impressionanti: impedita la vendita mensile di quasi 100mila tonnellate di falso parmigiano, 10 volte di più della produzione autentica, o di oltre 13 milioni di bottiglie di Prosecco che non arrivava dal Veneto. Una tutela che con questo accordo è stata estesa dalla piattaforma b2b, accessibile solo alle aziende, a quella b2c, dando garanzia ai 430 milioni di utenti della rete di siti di Alibaba che potranno acquistare vero Made in Italy. Per individuare i falsi il Ministero delle politiche agricole ha costituito una task force operativa dell'Ispettorato repressione frodi che quotidianamente cerca i prodotti contraffatti e li segnala ad Alibaba. Entro 3 giorni le inserzioni vengono rimosse e i venditori informati che stanno usurpando le indicazioni geografiche italiane. Ma non solo, con il nuovo accordo Alibaba si impegna anche a promuovere momenti di educazione dei venditori e dei consumatori sull'importanza delle indicazioni geografiche alimentari.

Con il commercio elettronico, la più grande fonte di entrate di Alibaba, i ricavi oggi sono su del 58% a 43 miliardi di yuan (6,3 miliardi di dollari). Nella lista degli analisti che hanno rivisto al rialzo i prezzi, spiccano gli esperti di Nomura che hanno portato il target price da 170 a 201 dollari mentre quelli di Deutsche Bank lo hanno fissato ancora più in alto a $208 (da $201). 

I più ottimisti restano finora gli analisti dell’ufficio studi di Raymond James secondo cui il prezzo del concorrente asiatico di Amazon si spingerà fino a  $220, ovvero il 34% sopra i valori della chiusura di ieri. Alla base della view positiva c’è stata la conferma, avvenuta in occasione della trimestrale diffusa ieri, dell’espansione positiva delle attività fuori dal settore tradizionale dell’ecommerce.

Nel trimestre che si è chiuso a giugno, il gruppo ha registrato ricavi in aumento del 56% a 50,2 miliardi di yuan (7,4 miliardi di dollari) e utile netto a 14,03 miliardi di yuan (2,07 miliardi di dollari).

giovedì 17 agosto 2017

Formazione. Vitivinicoltura: Analisi sensoriale dell'uva con il metodo ICV

Organizzati da Vinidea, società di consulenza che si occupa della formazione di enologi, iniziano i nuovi corsi sull'assaggio dell'uva attraverso la metodica di analisi sensoriale messa a punto presso l’ICV Institut Coopératif Du Vin. Date: 25, 29 e 30 agosto, 5 e 6 settembre a: Tezze di Piave (TV), Locorotondo (BA), Camerano (AN), Velletri (RM), Poggibonsi (SI), San Michele a/A (TN).


La valutazione della qualità enologica dell’uva è un obiettivo fortemente ricercato sia dai tecnici viticoli, che devono potere avere a disposizione parametri oggettivi per indirizzare le scelte in vigneto, sia dagli enologi, che, sulla base delle caratteristiche dell’uva, devono adattare la tecnologia di vinificazione.


La metodica di analisi sensoriale messa a punto presso l’ICV, ed applicata nella pratica da circa vent’anni, rappresenta una risposta concreta alle esigenze sopra descritte. Questa tecnica infatti può definire il peso di varie pratiche agronomiche sul profilo sensoriale dell'uva: inerbimento, diradamento dei grappoli, etc. Le risposte alla domanda: "Che cosa si può fare in vigneto per modificare le caratteristiche sensoriali dell'uva?" sono fornite utilizzando come esempi didattici i risultati di prove reali: andamento dei valori dei descrittori durante il periodo di maturazione dell’uva, influenza delle forme di allevamento, dell’età del vigneto, delle condizioni climatiche e delle tecniche colturali.

Un’altra delle applicazioni pratiche più interessanti dell’analisi sensoriale delle uve consiste nel contributo che può dare all’organizzazione della vendemmia. Valutando infatti il potenziale qualitativo delle uve, è possibile definire degli obiettivi di maturità adeguati ad ogni tipologia di vino che si vuole produrre, e quindi impostare il calendario vendemmiale in funzione di questi stessi obiettivi. L'ICV, grazie alla sua ripetibilità ed al costo ridotto, si sta affermando anche come tecnica di riferimento complementare alle analisi chimico-fisiche dell’uva (zuccheri, acidità, maturità fenolica ecc.).

Programma:

-    introduzione, presentazione ICV e origine della metodica
-    perché è importante l’analisi sensoriale delle uve ed utilizzare un metodo preciso per applicarla
-    i principi del metodo ICV e le modalità di campionamento
-    approccio analitico: valutazione dei 19 descrittori con esercitazione pratica su campioni di acini          pre-selezionati in laboratorio (pausa)
-    approccio sintetico: definizione dei livelli di maturità (4 parametri)
-    simulazione del campionamento in campo con uve locali (fino ad un massimo di 3/4 campioni)
-    effetto di alcune pratiche agronomiche sul profilo sensoriale delle uve
-    i profili di riferimento per alcune varietà internazionali
-    applicazione della metodica all’organizzazione della vendemmia
-    conclusioni e discussione

Docenti:

Giuliano Boni o Gianni Trioli, Vinidea.

Date e Sedi:

venerdì 25 agosto 2017 - Enopiave, Tezze di Piave (TV)
martedì 29 agosto 2017 - Istituto tecnico agrario “Caramia Gigante”, Locorotondo (BA) (*)
mercoledì 30 agosto 2017 - Hotel Gens Camuria, Camerano (AN) (*)
martedì 5 settembre 2017 - CREA, Velletri (RM)
mercoledì 6 settembre 2017 - Isvea, Poggibonsi (SI)
data da definire, settembre 2017 - FEM, San Michele all’Adige (TN)

(*) Corso gestito da Assoenologi: gli associati godono di tariffe preferenziali e la partecipazione darà diritto a 8 crediti formativi. Per partecipare alle sessioni organizzate nelle sedi di Locorotondo e Camerano va obbligatoriamente utilizzato il modulo d’iscrizione scaricabile dal sito: www.assoenologi.it/main/index.php?pages=corsi (corso n° 4), da inviare via email all’indirizzo sezione.pugliabascal@assoenologi.it, a cui ci si può rivolgere anche per informazioni. Non è prevista l’iscrizione on line.

Termine di iscrizione: 3 giorni lavorativi prima della data di svolgimento, o al raggiungimento del numero massimo di partecipanti previsto per ogni sede.In ogni sede, il corso sarà attivato al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.

Info e costi: www.vinidea.it

mercoledì 16 agosto 2017

Vino&Neuroscienza. Effetto placebo del marketing, così il vino più costoso è anche più buono. Un nuovo studio dell'Università di Bonn.

Il prezzo ha effetto sulla percezione del gusto e sul comportamento del consumatore. Un vino caro ci appare più buono rispetto ad uno più conveniente, e questo a causa dell'effetto placebo del marketing che influenza il nostro cervello. 


A rivelarlo è una nuova ricerca dal titolo: “How context alters value: The brain’s valuation and affective regulation system link price cues to experienced taste pleasantness”, a cura di Liane Schmidt, Vasilisa Skvortsova, Claus Kullen, Bernd Weber & Hilke Plassmann dell’Università di Bonn, pubblicata su Scientific Reports, che dimostra quali siano le aree del cervello che intervengono sulla nostra percezione modificandola.

Il primo a definire l’effetto placebo ed il suo impatto sui risultati clinici, fu Stewart Wolf, medico e ricercatore americano nel campo della medicina psicosomatica, nel 1950. Da un punto di vista scientifico si è venuto così a dimostrare come, il convincersi di qualcosa che avviene attraverso un meccanismo d’interazione tra mente-cervello-corpo, porti a una risposta specifica da parte del sistema nervoso che, in certi casi, produce un effetto atteso. Sull'effetto placebo del marketing, il primo studio concreto risale al 2005 ad opera Baba Shiv, Professore Associato di Marketing dell'Università di Stanford, che ha voluto indagare su quanto il prezzo di un determinato prodotto possa, in maniera determinante, influenzare le aspettative del consumatore con la pubblicazione: “Placebo Effects of Marketing Actions: Consumers May Get What they Pay For”, in cui viene dimostrato che le azioni di marketing, come la determinazione di un prezzo, possono alterare la reale efficacia dei prodotti a cui vengono applicati.

In un lavoro precedente al presente studio presso la Business School francese INSEAD, Hilke Plassmann, Professore Associato del gruppo di ricerca di marketing, ha dimostrato invece che un prezzo più alto, ad esempio per il cioccolato o il vino, aumenta le aspettative che il prodotto sarà anche di sapore migliore, e questo, a sua volta, andrà ad influire nelle zone di elaborazione del gusto del nostro cervello.

Tuttavia, come ha tenuto a spiegare il Prof. Bernd Weber, direttore del Centro di Economia e Neuroscienze (ENC) presso l'Università di Bonn, sino ad oggi, ci era stato poco chiaro capire i meccanismi di questo processo mentale. Ora, quando siamo di fronte al fenomeno in cui due prodotti identici sono percepiti diversamente relativamente alla differenza di prezzo, si tratterà di “Effetto Placebo del Marketing”. Come con i farmaci placebo, esso avrà un effetto unicamente dovuto alla proprietà attribuite al prodotto: "La qualità ha il suo prezzo!"

Lo studio 

I test sono stati effettuati presso il Life & Brain Center dell’Università di Bonn, su un gruppo di 30 volontari, 15 uomini e 15 donne con una età media intorno ai trent'anni, attraverso l’utilizzo di tecniche di imaging a risonanza magnetica funzionale, (Magnetic Resonance Imaging, MRI), l'attività cerebrale di ogni partecipante e stata monitorata e registrata online durante gli assaggi.

Tengo a precisare che queste prove, portano alcuni importanti contributi alla comprensione dei diversi effetti placebo:

a) offrono una misura diretta e obiettiva del processo;

b) informano sui meccanismi biologici alla base dell’effetto del contesto;

c) aiutano a identificare i fattori che differenziano i vari gradi di risposta al placebo.

Ai partecipanti sono stati somministrati diversi campioni di vino attraverso un tubicino e la loro bocca è stata risciacquata dopo ogni assaggio con un liquido neutro; questo per evitare contaminazioni olfattive. Prima di ogni assaggio ai volontari è stato comunicato il prezzo del vino che avrebbero assaggiato e che era lo stesso sia in caso di prezzo alto sia in caso di prezzo più contenuto. Dopo ogni assaggio ai partecipanti è stato chiesto di fornire una votazione da 1 a 9.

Risultati

I dati raccolti attraverso le misurazioni con MRI scanner confermano che i vini più costosi erano quelli considerati più buoni. Le zone del cervello che si attivavano di più in corrispondenza di un prezzo più alto sono state la corteccia prefrontale mediale e lo striato ventrale. La prima più coinvolta nella comparazione dei prezzi e dell'aspettativa della valutazione del vino, mentre la seconda è parte del sistema di ricompensa e motivazione del cervello. Come spiega il prof. Weber, il sistema di ricompensa e motivazione si attiva più significativamente con prezzi alti ed apparentemente fa aumentare l’aspettativa di grande qualità e valore dell’esperienza sensoriale.

In ultima analisi, si è evidenziato che il sistema di motivazione e ricompensa escogita una sorta di trucco su di noi, come ci spiega Liane Schmidt di INSEAD. Stando al fatto che tutti i vini in degustazione erano obiettivamente identici, quando i prezzi sono più alti, siamo portati a credere che i sapori avvertiti riconducibili alla qualità siano realmente presenti nel vino stesso anche se questo non è vero.

La domanda ora nasce spontanea: può l’effetto placebo essere inibito, ovvero, potremo in qualche modo salvarci dall’influenza del marketing? Il prof. Weber risponde che questo può essere possibile confidando di più nei propri sensi, che possono essere allenati attraverso le nostre esperienze e renderli così più indipendenti dalle convinzioni che il mercato ci impone.

sabato 12 agosto 2017

Concorsi. UPVIVIUM – Biosfera gastronomica a Km 0, l’UNESCO promuove “La tavola conviviale a Km 0”

Si chiama “UPVIVIUM – Biosfera gastronomica a Km 0” il concorso organizzato dalle tre Riserve di Biosfera MaB UNESCO dell’Appennino Tosco-Emiliano, del Delta Po e delle Alpi Ledrensi e Judicaria, in collaborazione con “ALMA - Scuola Internazionale di Cucina Italiana, rivolto agli esercizi di ristorazione dei propri territori. Aperte le iscrizioni al concorso gastronomico.



UPVIVIUM vedrà protagonisti ristoratori e produttori agroalimentari impegnati assieme nell’ideazione di preparazioni gastronomiche che utilizzino e valorizzino le tipicità di ciascun territorio.


Il tema prescelto per l’edizione 2017/18 del concorso è la “tavola conviviale”, che non solo valorizza il menù e la proposta del ristoratore, ma offre al cliente l’esperienza dello stare a tavola e del condividere con gli altri commensali il valore della pietanza assaggiata.

Il concorso gastronomico non è quindi esclusivamente finalizzato alla strutturazione di un menù, ma mette al centro le potenzialità comunicative del convivio, che possono essere spese per il racconto e la valorizzazione dei prodotti locali di cui il piatto è composto.

Potranno partecipare tutti gli esercizi di ristorazione (ristoranti, agriturismo, rifugi, …) aventi sede all’interno dei Comuni, facenti parte delle tre Riserve di Biosfera UNESCO.

I ristoratori interessati possono iscriversi entro il 31 agosto 2017, scaricando regolamento e moduli di iscrizione dal sito www.upvivium.it/iscrizioni.

Saranno ammessi al concorso massimo 20 esercizi di ristorazione per ciascuna Riserva di Biosfera (per un totale di 60), in base all’ordine in cui perverranno le iscrizioni.

Il concorso si svolgerà nei fine settimana, a partire da venerdì 6 ottobre 2017, fino a domenica 17 dicembre 2017 e sarà preceduto da una giornata di formazione gratuita per tutti i ristoratori, curata dai docenti di ALMA.

I vincitori saranno scelti da giurie tecniche qualificate e le finali si terranno tra gennaio e marzo 2018, prima a livello locale in ciascuna Riserva di Biosfera presso istituti alberghieri, quindi i migliori 3 classificati per ciascun territorio si “sfideranno” in una finalissima presso la sede di ALMA a Colorno (PR). Vi sarà inoltre un concorso on-line, che darà voce ai clienti che hanno degustato i “piatti” in concorso.

Al vincitore la possibilità di accedere ad un corso di formazione personalizzato per due persone presso ALMA comprensivo di pernottamento e cena presso un ristorante stellato.

Al concorso verrà data ampia visibilità sui media locali e nazionali dalle 3 Riserve di Biosfera con l’obiettivo di attrarre visitatori interessati a conoscere i valori del territorio, anche grazie ad un percorso gastronomico di qualità. Con UPVIVIUM si intende favorire ed incrementare l’utilizzo delle produzioni agroalimentari locali, spesso elementi di conservazione della “biodiversità coltivata ed allevata”, sensibilizzando gli esercizi di ristorazione alla piena valorizzazione del proprio territorio e della cultura gastronomica locale nei menù offerti agli ospiti.

Per la Biosfera UNESCO Alpi Ledrensi e Judicaria possono partecipare al concorso tutti gli esercizi muniti di regolare licenza di ristorazione aventi sede nei comuni situati all’interno dei territori della Biosfera: Bleggio Superiore, Bondone, Comano Terme, Fiavè, Ledro, Riva del Garda, San Lorenzo Dorsino, Stenico, Storo e Tenno.

Info: www.upvivium.it; info@upvivium.it

www.facebook.com/RiservaBiosferaUnescoAlpiLedrensiJudicaria/

Alpi Ledrensi e Judicaria

0465/321210

mabunesco@bimsarca.tn.it

venerdì 11 agosto 2017

Agroalimentare: al via i contratti di filiera e di distretto

Pubblicata circolare applicativa contratti di filiera e di distretto. Martina: intervento strategico con 260 milioni di euro per filiere più forti. 


Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stata pubblicata sul sito internet del Mipaaf la circolare applicativa per l'attivazione dei contratti di filiera e di distretto. Si tratta di uno strumento che ha una dotazione finanziaria di 60 milioni di euro in contributo conto capitale e 200 milioni di euro di contributo a tasso agevolato attraverso il Fondo rotativo di sostegno alle imprese. 

L'obiettivo dei contratti di filiera e di distretto è sostenere investimenti di rilevanza nazionale nel settore agricolo, agroalimentare e delle agroenergie promuovendo l'integrazione delle politiche di investimento dei diversi attori della filiera.

Nell'avviso sono presenti i requisiti e le modalità di presentazione delle domande e dei progetti di filiera, che andranno inviate al Ministero a partire dal 27 novembre 2017. Nella nuova circolare vengono rafforzati gli strumenti di controllo del Ministero sulle attività delle imprese e delle banche finanziatrici e aumentata la trasparenza nei rapporti tra istituti di credito e aziende della filiera con un forte contenimento rispetto al passato dei tempi e dei costi di gestione dei programmi di investimento. Ai progetti che coinvolgono le Regioni del Sud Italia sono riservate l'80% delle risorse e una premialità nella valutazione qualitativa effettuata da un'apposita Commissione.

"Vogliamo proseguire il lavoro di integrazione nelle nostre filiere agroalimentari - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - supportando progetti che possano dare più valore a tutti i segmenti produttivi coinvolti. Mettere insieme l'esperienza delle industrie di trasformazione con il tessuto di piccole e medie imprese agricole è un obiettivo strategico sul quale continueremo a spingere col massimo impegno. Con questo investimento possiamo attivare risorse pubbliche e private per circa 500 milioni di euro, che daranno un contributo utile alla crescita di tutto il sistema in particolare nelle regioni del Mezzogiorno. Il successo del Made in Italy agroalimentare sarà ancora più forte quanto più sapremo essere capaci di rafforzare le filiere nazionali nel loro rapporto stretto col territorio".

Tutti i dettagli della circolare: www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9327

giovedì 10 agosto 2017

Brexit: il paesaggio rurale inglese è destinato a cambiare

Graeme Willis, autore di un rapporto dell'Associazione per la protezione dell'Inghilterra rurale: "si tratta di una crisi silenziosa”. Martina in una nota su fb: "Il dogma dell'austerità ha offuscato la forza del progetto europeo.


Jan Siberechts, View of Nottingham from the East, 1695 c.
Gli allevamenti, le piccole fattorie e imprese agricole che caratterizzano la campagna inglese nei prossimi trentanni potrebbero scomparire del tutto. Colpa della Brexit che mette a repentaglio tutto il settore agricolo.


Così un articolo del Corriere della Sera di oggi, a cui ha fatto riferimento in un commento il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, sulla sua pagina facebook, ormai diventata vero e proprio "Speakers' Corner" sui temi dell'agricoltura europea.

I sussidi europei, con il dopo Brexit, favoriscono aziende di grandi dimensioni rispetto a quelle di stampo famigliare, si legge nell'articolo del Corriere. A rischiare di grosso è la campagna inglese, ha commentato il Principe Carlo, che si è sempre espresso a difesa della tradizionale distribuzione dei campi e allevamenti e che, con le sue tenute in Cornovaglia, si erge da paladino della coltura biologica.

Ma a rilanciare l'allarme abbracciando in pieno la battaglia dell'erede al trono inglese, giunge ora anche un rapporto dell'Associazione per la protezione dell'Inghilterra rurale, potente gruppo di difesa per la conservazione del paesaggio, secondo la quale il mosaico di fattorie che ha dato alla campagna carattere, bellezza e spazio per la natura è in via d’estinzione: spetta al governo intervenire “con sussidi mirati”.

"Gli agricoltori inglesi sono a rischio per l'effetto della Brexit", commenta il Ministro Martina, "non arriveranno più gli aiuti garantiti dalla Politica agricola europea e mantenere quel tipo di investimenti per un singolo Paese non è affatto semplice".

"Il 55% del reddito delle imprese agricole inglesi arriva dai fondi europei, continua citando l'articolo del Corriere della Sera. "È una lezione concreta per chi fa propaganda tutti i giorni, anche in Italia, sull'uscita senza conseguenze dall'Unione europea. Per difendere la sovranità nazionale, alzando muri e barriere. Salvo accorgersi che i muri, come nel caso degli agricoltori inglesi, fanno male soprattutto ai piccoli, ai deboli".

Credo sia nostro compito, dovere delle forze progressiste, spiega Martina a conclusione del suo intervento su Facebook, "lottare ancora perché l'Europa cambi. Perché ritrovi lo slancio e uno spirito più forte di servizio ai cittadini e alle imprese. Perché il 58% degli allevatori e agricoltori inglesi ha votato a favore dell'uscita dall'Ue. E su questo dato si misura tutta la difficoltà dell'Europa di questi anni. Il dogma dell'austerità ha offuscato la forza del progetto europeo. Mai come oggi però serve impegno, per contrastare la falsa propaganda populista e nazionalista. Come insegna la campagna inglese.

Per Graeme Willis, autore del rapporto, di tratta di “una crisi silenziosa”, come riporta il Times. “Le piccole fattorie che operano con metodi tradizionali faticano a ritagliarsi uno spazio sul mercato. Se non sapremo introdurre la giusta riforma agricola, rischiamo di svanire completamente”. I numeri sembrano avvalorare la tesi catastrofistica. Nel 2005 l’Inghilterra contava 85mila piccole fattorie. In dieci anni c’è stato un caldo del 30 per cento. Oggi ne restano 59mila. Nel contempo le imprese industriali, che occupano più di 200 ettari, si sono ampliate.

Riuscirà il governo a trovare una formula per il dopo Brexit che possa aiutare anche le aziende di famiglia? In Scozia il problema è stato arginato con una modifica del modello fiscale: chi lascia ai figli una fattoria o un allevamento non paga le tasse di successione. In Inghilterra la situazione è più complicata per i piccoli contadini. Il paradosso è che oltre il 50% per cento degli agricoltori inglesi si è espresso a favore della Brexit e il 55 per cento degli introiti delle imprese agricole del Paese deriva proprio dall’Unione europea.

mercoledì 9 agosto 2017

SCIENZA DEL VINO. I PREMI RICERCA PER LO SVILUPPO 2017 SIVE-OENOPPIA E ASSOENOLOGI-VERSINI

Si è concluso il percorso di selezione dei lavori scientifici candidati ai Premi 2017 Ricerca per lo Sviluppo, una competizione promossa dalla Società Italiana di Viticoltura ed Enologia per favorire il dialogo tra ricerca e produzione in campo vitivinicolo. 


Sono risultati vincitori la Dott.ssa Daniela Fracassetti del DeFENS dell’Università degli Studi di Milano, con il lavoro “Il gusto di luce nel vino bianco: meccanismi di formazione e prevenzione” e Ricardo Chagas, del LAQV REQUIMTE, Universidade Nova de Lisboa (Portogallo)  con la ricerca: “Formazione di torbidità proteica nel vino bianco - il ruolo base della SO2 nel meccanismo di aggregazione proteica”.

I Premi Ricerca per lo Sviluppo si avvalgono del supporto di Assoenologi e di contributi da parte della Fondazione Edmund Mach e di Oenoppia. Peculiarità del riconoscimento è il ruolo primario dato ai tecnici agronomi e enologi nella definizione dei vincitori, preliminarmente selezionati da un qualificato Comitato Scientifico, composto nel 2017 da 49 scienziati del settore, di cui 23 italiani, 16 europei e 10 extra-europei.

La presentazione ai tecnici delle ricerche candidate selezionate è avvenuta ad Enoforum, il convegno biennale di incontro e dialogo tra tecnici, ricercatori e fornitori del settore vitivinicolo internazionale, che ha celebrato nel 2017 a Vicenza la sua decima edizione.

Premio ASSOENOLOGI VERSINI 2017

Giunto alla sua VI edizione e dedicato alla memoria dello scomparso scienziato trentino è riservato ai ricercatori italiani. Quest’anno hanno concorso 38 lavori scientifici prodotti da 23 centri di ricerca della penisola. Il Comitato Scientifico ne ha inseriti 15 nel programma di Enoforum 2017.

La classifica definitiva vede vincitori Daniela Fracassetti, Sara Limbo, Antonio Tirelli, del DeFENS dell’Università degli Studi di Milano, con il lavoro “Il gusto di luce nel vino bianco: meccanismi di formazione e prevenzione”, che si focalizza sull’effetto di composti ad attività antiossidante per limitare le interazioni tra metionina e riboflavina e la fotodegradazione di quest’ultima. Il fondo di ricerca su cui opera la Dott.ssa Fracassetti riceverà un contributo di € 7.500 da parte di Assoenologi.

Oltre al vincitore, compongono il gruppo dei migliori classificati (in ordine alfabetico dell’autore principale):

Piergiorgio Comuzzo, Rosanna Tonioli, DISAAA Università degli Studi di Udine con il lavoro “Approccio elettroanalitico per lo studio di antiossidanti ad uso enologico”;

Paola Domizio, Livio Cencioni, Lorenzo Portaro, GESAAF Università di Firenze; Linda Bisson, University of California, Davis CA, con il lavoro “Schizosaccharomyces japonicus: lievito con elevata capacità di rilascio di polisaccaridi. Valutazione dell’impatto sulla stabilità proteica dei vini”;

Matteo Perini, Federica Camin, Fondazione Edmund Mach, San Michele a/A, con il lavoro “Un metodo innovativo per identificare l'annacquamento del vino”;

Laura Rustioni, Osvaldo Failla, DISAA Università di Milano, con il lavoro “Scottature e conseguente ossidazione dei tannini: danno o miglioramento delle uve”.

Premio SIVE OENOPPIA 2017

Dedicato alla Ricerca Internazionale ed è giunto alla sua III edizione, essendo stato istituito nel 2013; è sponsorizzato dall’associazione Oenoppia che raggruppa i principali attori coinvolti nella produzione e nello sviluppo di prodotti enologici e che intende in questo modo contribuire all’avanzamento della conoscenza nel settore vitivinicolo.

Hanno partecipato alla competizione internazionale 36 lavori scientifici da 26 gruppi di ricerca, di cui 12 selezionati dal Comitato Scientifico per essere presentati oralmente ad Enoforum 2017.

È risultato vincitore Ricardo Chagas, del LAQV REQUIMTE, Universidade Nova de Lisboa (Portogallo), che con i colleghi Luisa Pinto Ferreira, Ricardo Boavida Ferreira, Ana Lourenço ha presentato i risultati della sua ricerca sul tema “Formazione di torbidità proteica nel vino bianco - il ruolo base della SO2 nel meccanismo di aggregazione proteica”. Il lavoro riguarda il ruolo, fino ad oggi misconosciuto, svolto dall’anidride solforosa presente nel vino nell’indurre formazione di ponti disolfuro tra le proteine instabili, che conducono all’aggregazione e successiva precipitazione delle proteine stesse. Il premio in denaro di € 7.500 versato sul fondo di ricerca del laboratorio è finanziato da Oenoppia.

Hanno ottenuto i migliori punteggi nella valutazione, oltre al vincitore (in ordine alfabetico dell’autore principale):

Panagiotis Arapitsas, Fulvio Mattivi, Fondazione Edmund Mach San Michele all’Adige; Maurizio Ugliano, Università di Verona con il lavoro: “Wine-Oxygen-Antioxidants: How to address more effectively the winemaker choices”;

Carmen Berbegal, Lucìa Polo, Isabel Pardo, Sergi Ferrer, ENOLAB, ERI BioTecMed, Universitat de València, M.José Garcia Esparza, Univesitat Politecnica de València (Spagna) con il lavoro “Immobilizzazione dei lieviti in trucioli di rovere e in polvere di cellulosa per la fermentazione in bottiglia dello spumante”;

Tommaso Bonciani, Luciana De Vero, Paolo Giudici, Dipartimento di Scienze della Vita, Università di Modena e Reggio Emilia con il lavoro “Evolutionary strategies to develop high-Glutathione yeast strains for winemaking”;

Magali Picard, Gilles de Revel, Stéphanie Marchand, ISVV, Université de Bordeaux (Francia) con il lavoro “Deciphering the wine ageing bouquet: sensory and molecular study of a complex olfactory concept”.

SIVE (Società Italiana di Viticoltura ed Enologia)

Associazione senza fini di lucro a cui aderiscono tecnici vitivinicoli e aziende di tutta Italia. Dal 1996 è attiva nel campo della formazione e dell’aggiornamento tecnico; ha al suo attivo l’organizzazione di oltre 100 tra convegni, seminari, incontri tecnici e viaggi studio in Italia e all’estero. Svolge funzioni di segreteria operativa la società VINIDEA, assieme alla quale SIVE organizza ogni due anni il convegno Enoforum con sede itinerante.

Dal 2005 la SIVE si è data l’obiettivo di “Sostenere una maggiore collaborazione tra le aziende produttive e il mondo della ricerca enologica e viticola”, aiutando il mondo della produzione nella formulazione della domanda ed il mondo della ricerca nella definizione della propria offerta di conoscenze utili alla produzione. I premi SIVE Ricerca per lo Sviluppo sono stati istituiti per contribuire al raggiungimento di tale obiettivo e - dal 2007 ad oggi - si sono candidati ben 293 lavori di ricerca italiani e stranieri, che rappresentano quindi una rassegna molto ampia della produzione scientifica vitivinicola dell’ultimo decennio, che è stata così portata a conoscenza del mondo della produzione. 

ASSOENOLOGI

Nasce ad Asti nel 1891, quando Arturo Marescalchi, in occasione del primo “convegno” della categoria, fondò la “Società degli enotecnici italiani”, cioè la progenitrice dell’attuale “Associazione enologi enotecnici italiani”. Assoenologi si propone, senza fini di lucro e nel rispetto del principio della mutualità, la tutela professionale dell'enologo e dell'enotecnico e dei tecnici del settore vitivinicolo in generale sotto il profilo sindacale, etico, giuridico ed economico, e di rappresentare la categoria a tutti i livelli.

L'Assoenologi inoltre sostiene la ricerca in campo viticolo-enologico e incentiva la sperimentazione finalizzata alla risoluzione dei problemi tecnici con cui gli enologi e gli enotecnici ogni giorno si devono confrontare in vigneto ed in cantina.

Promuove inoltre l'aggiornamento tecnico dei soci con pubblicazioni, convegni, seminari ed altri mezzi idonei e sostiene lo spirito associativo e di solidarietà tra gli enologi e gli enotecnici ed i tecnici vitivinicoli con incontri, riunioni, pubblicazioni, convegni e similari, e con tutte quelle attività o iniziative che si ritengono necessarie all'interesse mutualistico dei soci.
Un altro scopo primario dell'Assoenologi è quello di operare per il miglioramento e la tutela della produzione vitivinicola nazionale e per la sua valorizzazione e diffusione in Italia e all'estero partecipando a comitati e commissioni ministeriali e proponendo ai competenti uffici obiettive considerazioni e risoluzioni.

OENOPPIA

Associazione no-profit creata nel 2009 che raggruppa i principali attori coinvolti nella produzione e nello sviluppo di prodotti enologici. I 18 membri di Oenoppia rappresentano approssimativamente l’85% dei prodotti enologici utilizzati dagli enologi nel mondo. Essi possiedono una forte cultura del vino e un approccio internazionale al mondo vitivinicolo, di cui la creazione dell’associazione è espressione. Per decenni, e nel caso dei soggetti storici per oltre un secolo, i gruppi che compongono Oenoppia hanno fondato il loro sviluppo sulla ricerca e sull’innovazione. La loro conoscenza delle applicazioni enologiche è stata sviluppata sia internamente sia grazie alla collaborazione con i principali centri di ricerca del mondo. I soci Oenoppia hanno promosso la pubblicazione di un gran numero di pubblicazioni scientifiche e brevetti riguardanti la ricerca della migliore espressione possibile del potenziale qualitativo delle uve.

Il sostegno di OENOPPIA al Premio SIVE Internazionale è un’ulteriore concreta espressione dell’impegno a favore del settore, a supporto della conoscenza generale dei fenomeni che intervengono nella trasformazione dell’uva in vino.

Sono membri di Oenoppia: AB Group, Agrovin, AEB, Eaton, Bioseutica, Dal Cin, Enologica Vason, Chr. Hansen, DSM-Oenobrands, Erbslöh - La Littorale, Esseco-Sofralab, Fermentis, Laffort, Lallemand, Lyven, Novozymes, Silvateam, Cofalec.

Fondazione Edmund Mach

Svolge attività di ricerca scientifica, istruzione e formazione, sperimentazione, consulenza e servizio alle imprese, nei settori agricolo, agroalimentare e ambientale. La Fondazione continua gli scopi e l’attività dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige, ed è strutturata in tre poli costituiti dal Centro Istruzione e Formazione, dal Centro Ricerca e Innovazione e dal Centro Trasferimento Tecnologico. Quest’ultimo in particolare rappresenta la struttura della Fondazione designata a gestire le attività di ricerca applicata e sperimentazione, i servizi, e la consulenza a favore delle imprese del settore agro-forestale.  

I Premi SIVE Ricerca per lo Sviluppo hanno la peculiarità di essere aggiudicati sulla base delle valutazioni dei tecnici del settore.

Il processo di selezione prevede tre fasi:

I candidati inviano i riassunti dei lavori di ricerca alla Segreteria SIVE, che ne valuta l’ammissibilità e che li sottopone ad un primo giudizio del Comitato Scientifico SIVE (composto da 50 ricercatori italiani e stranieri) sulla base del criterio “grado d’innovazione e interesse dell’argomento”.

I lavori meglio classificati nella prima fase vengono inseriti nel programma delle presentazioni orali del convegno Enoforum ed i tecnici partecipanti esprimono su di essi una loro valutazione in base al criterio “utilità per lo sviluppo della produzione vitivinicola”.

I lavori finalisti sono quindi nuovamente valutati dal Comitato Scientifico, che valuta il “valore scientifico” degli stessi e valida il risultato dei tecnici.

I vincitori delle passate edizioni dei Premi SIVE Ricerca per lo Sviluppo:

Premio SIVE 2007: Emilio CELOTTI, Giuseppe CARCERERI de Prati e Paolo FIORINI - “Moderno approccio alla gestione della qualità delle uve rosse”

Premio SIVE 2009: Raffaele GUZZON, Agostino CAVAZZA e Giovanni CARTURAN -“Immobilizzazione di starter malo lattici. Tecnologia, effetti biologici e fermentazioni sperimentali con ceppo di O. oeni immobilizzati in matrici ibride silice/alginato”

Premio SIVE VERSINI 2011: Matteo GATTI, S. CIVARDI, F. BERNIZZONI, S. PONI - “Effetti differenziali del diradamento dei grappoli e della defogliazione precoce su resa, composizione delle uve e qualità dei vini in Sangiovese”

Premio SIVE VERSINI 2013: Diana GAZZOLA, S. VINCENZI, A. CURIONI - “Valutazione delle capacità chiarificanti di un nuovo coadiuvante proteico estratto da vinaccioli”

Premio SIVE INTERNAZIONALE 2013: Ramon MIRA DE ORDUÑA - “Full automation and control of vinifications by FT-NIR spectroscopy: An innovation presenting ground-breaking opportunities”

Premio SIVE VERSINI 2015: Fabio CHINNICI e C. RIPONI - “Controllo dell’ossidazione di (+)-catechina mediante chitosano: ipotesi di utilizzo in vinificazioni a ridotto contenuto in solfiti”

Premio SIVE OENOPPIA 2015: Vicente FERREIRA - “Comprendere e gestire i problemi di riduzione”