mercoledì 24 maggio 2017

CANTINE APERTE, AL VIA NEL WEEKEND LA FESTA ‘POP’ DEL VINO

DA 7 A 800 CANTINE PARTECIPANTI IN 25 EDIZIONI. ATTESI 1MLN DI ENOTURISTI IN TUTTA ITALIA.


Oltre un milione di enoturisti attesi in circa 800 cantine socie del Movimento Turismo del Vino, circa 2mila le iniziative speciali pensate in tutte le aree enologiche d’Italia e già quasi 50mila bicchieri ‘solidali’ distribuiti.


Sono i numeri della 25^ edizione di Cantine Aperte (27 e 28 maggio), nata nel 1993 con sole 7 cantine toscane aderenti e replicata lo stesso anno anche in Trentino e in Piemonte. “Cantine Aperte è l’evento ‘pop’ del vino per eccellenza – ha detto Magda Antonioli, direttore del Master in Economia del turismo all’Università Bocconi di Milano e ispiratrice della prima edizione -; ed è nato oltre che per intercettare una domanda turistica latente anche per la necessità di portare trasparenza nelle cantine italiane dopo lo scandalo del metanolo: una sorta di esigenza di giustizia rivendicata dai migliori produttori del Paese. Da allora l’enoturismo ne ha fatta di strada, diventando da nicchia a fenomeno sempre più centrale non solo per i consumi di vino ma anche di turismo, con gli stranieri in grande crescita”.

Il prossimo fine settimana per sue le nozze d’argento saranno centinaia le feste del vino organizzate in tutta Italia e abbinate allo sport, alla cultura, al cibo, ai giochi, alla musica e soprattutto alla solidarietà, con il progetto “Bottiglia Solidale” in favore dei territori marchigiani colpiti dal terremoto, o con la vendita dei calici griffati Cantine Aperte 25, i cui proventi andranno all’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc)”. Tra le attività più curiose dedicate ai quasi 30mln di eno-consumatori solo in Italia, la visita (in Piemonte) ai ‘crotin’ - le cantine sotterranee scavate a mano nel tufo - alla scoperta della vinificazione in anfora; il ‘Porca l’Oca’ (in Umbria) una speciale degustazione itinerante tra vigne e boschi in compagnia del gruppo musicale ‘CarroBestiame’; l’’Eyes Wine Shot’, l’intrigante spettacolo teatrale sul vino (in Puglia); i segreti del Bisso marino (una seta che nasce dal mare) spiegati in Sardegna da Chiara Vigo. E ancora, l’apertura di 30 (eno)dimore storiche da parte dell’omonima associazione, i pacchetti sport and wine, le passeggiate a cavallo, i nordic walking ma anche voli in elicottero, parapendio e rafting; i corsi di fumetto e i concorsi artistici en plein air, il safari tra le vigne con mountain bike o in trenino. In Toscana, Lombardia, Puglia, Basilicata, Calabria, Molise, Liguria e Valle D’Aosta Cantine Aperte è prevista solo per la giornata di domenica 28 maggio.

Info: www.movimentoturismovino.it

Vitignoitalia, è boom di presenze per la XIII edizione del Salone dei Vini e dei Territori Vitivinicoli Italiani

Con oltre 17000 ingressi, +15% sull'anno precedente chiude i battenti Vitignoitalia 2017. E al Napoli Wine Challenge trionfano i vini campani.

Si è chiusa con grande successo e partecipazione la XIII edizione di Vitignoitalia, il Salone dei Vini e dei Territori Vitivinicoli Italiani in scena a Napoli, nei magnifici spazi di Castel dell’Ovo. Per tre giorni Napoli è diventata il centro del mondo vitivinicolo italiano con oltre 200 aziende provenienti dai principali terroir nazionali. 

Sono state circa 1.000 le etichette in degustazione per un pubblico di appassionati e addetti ai lavori che hanno preso parte inoltre ai diversi appuntamenti del fitto programma ad iniziare dall’affascinante mondo dell’aceto balsamico con “La Storia centenaria e la filosofia dell’Acetaia Giusti”: un percorso di degustazione con 7 diverse tipologie, partendo dall’IGP, passando per il DOP, fino al 100 anni, condotto da Guido Nisi, esperto e responsabile dell’Azienda. “Quattro diverse interpretazioni di quello che una volta si chiamava Tocai: Il Friuliano”, sono state invece, a cura di European Sommelier, le degustazioni con i vini di Villa Russiz, Livio Felluga, Vigne di Zamò e Nanonis. Bayer ha presentato il workshop “L’agricoltura di precisione per il futuro del Pianeta. Aziende, produttori, consumatori e Media si incontrano”. 

Spazio anche all’incontro nato in sinergia tra il Festival della Filosofia in Magna Grecia e Vitignoitalia, “Il Vino si fa Filosofia nelle parole di Massimo Donà”: un percorso di “Conoscenza” a cura di Massimo Donà, ordinario di Filosofia teoretica all’Università San Raffaele di Milano, che ha stimolato il piano logico razionale e quello emotivo tramite riflessioni, atmosfere musicali, assaggi del mediterraneo e degustazioni di vino in una miscellanea condotta dall’Antropologa Annalisa di Nuzzo; degustazione di Falerno del Massico Villa Matilde a cura di FISAR. 

Ed infine, il programma dell’ultima giornata di lavori ha previsto, oltre alle centinaia di etichette in degustazione, un focus sul più importante dei vini del Sud, con “Le Varie Sfaccettature del Taurasi”, e sul “Tartufo Nero dell’Irpinia”: il tubero più pregiato in abbinamento con grandi vini campani a cura di Regione Campania e degustazioni affidate ad AIS.

Assegnati i premi della prima edizione del Napoli Wine Challenge. A trionfare sono stati i vini di casa, a dimostrazione degli altissimi standard qualitativi raggiunti dall'enologia campana. La giuria, presieduta da Daniele Cernilli con affianco Luciano Pignataro e un team che ha visto la partecipazione di Chiara Giannotti, Chiara Giorleo, Adele Elisabetta Granieri, Wanda Mann (giornalista statunitense) e Patrick Low (buyer di Singapore), ha premiato per la categoria “Spumanti”, il Caprettone della casa vinicola Setaro; per i bianchi ex aequo tra la Falanghina Benevento IGP 2016 di Castelle e il Campania Fiano IGP 2014 Oi Nì dell'azienda agricola Eduardo Scuotto. Tra i rosati netta affermazione di Piedirosè, Pompeiano Rosato IGP 2016 della cantina Iovine. Durissima la lotta tra i rossi dove a spuntarla è stato il Taurasi 2008 di Calafè. Mentre il primo gradino del podio dei vini da dessert è stato conquistato, con un punteggio medio che ha sfiorato i 92/100, dalla Falanghina passita di Castelle. “Un challenge molto interessante – ha commentato Daniele Cernilli, presidente di giuria – con una giuria variegata, ma che non ha faticato a trovare un linguaggio comune. Il successo delle etichette campane testimonia della crescita di questa regione che ormai da tempo si è attestata tra quelle in grado di esprimere una qualità e una varietà di assoluto valore”.

Proprio con rifermento al carattere commerciale, molto soddisfacente, è stata poi l’esperienza del gruppo dei buyer internazionali selezionati dall'ICE, provenienti da ben 17 Paesi differenti e protagonisti di incontri be to be con le aziende presenti a Vitignoitalia e di educational tour per visitare le aziende agroalimentari del territorio.

Un risultato che come ha tenuto a sottolineare Maurizio Teti, direttore di Vitignoitalia, conferma il posizionamento raggiunto di una manifestazione che può contare su un pubblico di affezionati a cui, di anno in anno, si aggiungono nuovi appassionati. Cospicua ed in aumento anche la presenza di operatori del settore, a dimostrazione di quanto l’evento riesca ad unire in pieno l’aspetto entertainment a quello di business. Fondamentale inoltre la liaison con le istituzioni.

Vitignoitalia si svolge con il patrocinio del Comune di Napoli e in collaborazione con la Regione Campania e Unioncamere Campania.

martedì 23 maggio 2017

THE NIGHT DINNER E ACADEMY: GLI APPUNTAMENTI PIÙ ATTESI DI VINÒFORUM

THE NIGHT DINNER: LE 10 CENE “EXPERIENCE” FIRMATE VINÒFORUM – LO SPAZIO DEL GUSTO E CON L’ACADEMY SI VA ALLA SCOPERTA DELLE ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE DEL BEL PAESE.

 Tra gli appuntamenti più attesi della XIV edizione di Vinòforum – Lo Spazio del Gusto, in programma a Roma da sabato 3 a lunedì 12 giugno 2017, ci sono sicuramente quelli targati The Night Dinner.

Un format spettacolare e fuori dagli schemi che vedrà sul palco 10 grandi nomi della cucina. Ognuno di questi firmerà una cena esclusiva, con posti limitati e disponibili solo su prenotazione. Menu ad alto tasso gourmet ma non solo: ogni chef sceglierà infatti lo skyline di una città e le musiche che ispireranno e accompagneranno le sue preparazioni. In abbinamento, grandi vini e cocktail studiati e preparati da barman professionisti.

Ecco, giorno per giorno, tutte le stelle protagoniste:

Sabato 3 giugno aprirà le danze Marcello Trentini del ristorante Magorabin di Torino; domenica 4 sarà il turno di Andrea Provenzani de Il Liberty di Milano; lunedì 5, dietro i fornelli troveremo Stefano Ciotti del Nostrano di Pesaro; martedì 6 ci sarà Salvatore Bianco de Il Comandante Restaurant di Napoli, che a fine cena dividerà il palco con Stefano Fanticelli per una degustazione guidata di sigari e distillati. Mercoledì 7 splenderà la stella di Roy Caceres del Metamorfosi di Roma; giovedì 8 a ingolosire i presenti sarà Caterina Ceraudo de Il Dattilo di Crotone; venerdì 9 in plancia di comando troveremo Cristiano Tomei dell’Imbuto di Lucca; sabato 10, seconda serata in “rosa” con Alba Estevez Ruiz del Marzapane di Roma; domenica 11, Eiji Yamamoto del Sushisen di Roma porterà con sé una sferzata di Oriente; lunedì 12, gran chiusura affidata all’estro e al talento di Francesco Apreda dell’Imago di Roma. In abbinamento, solo per citare alcune delle aziende protagoniste, le etichette di Champagne J. H. Quenardel, i vini firmati Contratto, Opera e quelli della Famiglia Cotarella.

Altro importante spazio dedicato alla cultura del cibo e del vino di qualità sarà quello della Vinòforum Academy. Un luogo aperto a tutti - appassionati, operatori, ma anche giovani e neofiti - all’interno del quale si potrà prendere parte a decine di appuntamenti giornalieri tenuti da esperti del settore. Master Sommelier saranno a disposizione per esclusivi speed tasting, mentre all’interno di Dispensa Italia si potrà approfondire la conoscenza dei prodotti a “denominazione d’origine” insieme a chi da sempre lavora per l’eccellenza gastronomica del Paese.

Non mancheranno le degustazioni guidate con i grandi produttori d’eccellenza:

3 giugno: Il Verdicchio: storia di un grande bianco italiano
4 giugno: I Vini dell’Etna
5 giugno: Verticale di Stillato Principe Pallavicini. / La grappa Nonino: il più importante distillato italiano nella sua migliore interpretazione.
6 giugno: Verticale di Pinot Nero Barthenau Vigna Sant’Urbano.
7 giugno: Il Titolo di Elena Fucci.
8 giugno: Degustazione di Champagne.
9 giugno: Il Fiano, l’autoctono bianco dall’eterna giovinezza.
10 giugno: Alla scoperta delle migliori bollicine italiane.
11 giugno: I vini del Sole, tutto il calore del Primitivo di Manduria.
12 giugno: Marchesi di Barolo.

VinòforumEventi srl | Zona Farnesina, Roma | 3-12 giugno, dalle ore 19:00 alle 24:00 (fino alle 01:00 venerdì e sabato). Biglietto di ingresso € 16 comprensivo di calice e carnet da 10 degustazioni di vino. Cene con posti limitati e prenotazione obbligatoria su www.vinoforum.it

Agroalimentare e tutela del consumatore. Pasta italiana: obbligo di indicazione in etichetta della materia prima

Secondo un indagine della Coldiretti, sulla base dei dati Istat relativi ai primi due mesi del 2017, aumentano del 15% le importazioni di grano duro dal Canada destinate alla produzione di pasta senza alcuna indicazione in etichetta sulla reale origine. 

La Coldiretti sottolinea l’importanza del decreto dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda per l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima per la pasta trasmesso all’Unione Europea, contro il quale si stanno già muovendo le lobby canadesi che trovano purtroppo terreno fertile anche in Italia. 

Più della metà del grano duro importato in Italia proviene dal Canada dove peraltro viene fatto un uso intensivo di glifosate nella fase di pre-raccolta, vietato in Italia perché accusato di essere cancerogeno. Ma la mancanza dell’etichetta di origine non consente di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative, ma impedisce anche ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionale e con esse il lavoro e l’economia nazionale.

L’81 % dei consumatori italiani ritiene che la mancanza di etichettatura di origine nella pasta possa essere ingannevole secondo la consultazione pubblica on line sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal Ministero delle Politiche Agricole. “Si tratta di un provvedimento fortemente sostenuto e atteso dalla Coldiretti per garantire maggiore trasparenza negli acquisti e fermare le speculazioni che hanno provocato il crollo dei prezzi del grano italiano al di sotto dei costi di produzione”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Il taglio dei prezzi pagati agli agricoltori sotto i costi di produzione ha provocato praticamente la decimazione delle semine di grano in Italia con un crollo del 7,3% per un totale di 100mila ettari coltivati in meno che peseranno sulla produzione di vera pasta italiana nel 2017, oltre che sull’ambiente, sull’economia e sul lavoro delle aree interne del Paese.

In pericolo - precisa Moncalvo - non ci sono solo la produzione di grano e la vita di oltre trecentomila aziende agricole che lo coltivano, ma anche un territorio di 2 milioni di ettari a rischio desertificazione e gli alti livelli qualitativi per i consumatori garantiti dalla produzione Made in Italy”.

L’Italia è il principale produttore europeo e secondo mondiale di grano duro, destinato alla pasta con 5,1 milioni di tonnellate su una superficie coltivata pari a circa 1,4 milioni di ettari che si concentra nell’Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia che da sole rappresentano il 41% della produzione nazionale, seguite dalle Marche. Nonostante ciò - sono ben 2,3 milioni di tonnellate di grano duro che arrivano dall’estero in un anno senza che questo venga reso noto ai consumatori in etichetta.

Export Agroalimentare: Stati Uniti terza meta dei prodotti italiani

Secondo i risultati di una ricerca Ismea, il 10% della produzione agroalimentare italiana è “a stelle e strisce”. Nei primi mesi del 2017 la bilancia commerciale con gli Usa vede una crescita del surplus di 24 milioni di euro.


Gli Stati Uniti si confermano un mercato di sbocco molto importante per i prodotti agroalimentari italiani: dopo Germania (17,5%) e Francia (10,9%), è il Paese oltre atlantico a costituire una delle mete principali dei prodotti italiani, con una quota del 10% dell’export.

Guardando allo scambio con gli Usa, il surplus per l’Italia nel 2016 è stato di 2,9 miliardi di euro, 350 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente: importiamo dagli Stati Uniti meno di quanto esportiamo, come confermato anche dai primi due mesi del 2017. In controtendenza rispetto al resto dell’agroalimentare italiano, che ha mostrato un peggioramento del deficit rispetto a gennaio/febbraio 2016, la bilancia commerciale con gli Usa vede una crescita del surplus di 24 milioni di euro in avvio del 2017, grazie all’aumento delle esportazioni (+ 4,2%) e alla stabilità delle importazioni (-0,3%). Negli ultimi due anni la crescita degli acquisti Usa dall’Italia è stata maggiore rispetto all’espansione dell’import statunitense nel complesso, con un differenziale positivo del 2%.

Nelle esportazioni, risultano maggiormente rilevanti i comparti “Vini e mosti”, che da soli rappresentano il 35% dell’export totale nel 2016, “oli e grassi” (il 14%) e “cereali, riso e derivati” (12%); nel complesso questi tre aggregati esprimono oltre il 60% dell’export complessivo. Per quasi tutti i comparti produttivi, nel 2016 gli scambi con il mercato statunitense fanno registrare un surplus di bilancio; fanno eccezione le coltivazioni foraggere, l’ittico, le coltivazioni industriali e la frutta fresca e trasformata.

L'OIV a Vinorus per rafforzare la collaborazione con la Russia

Il presidente dell'OIV Monika Christmann ed il capo dell'Unità di Diritto ed Economia Tatiana Svinartchuk si sono recate a Krasnodar (Russia) per partecipare all'inaugurazione dell'esposizione Vinorus e alla conferenza sulle aspettative attuali del settore viticolo russo.

Credits Mikhail Mordasov
Christmann ha presentato gli obiettivi e il suo ruolo dell'Organizzazione, nonché i dati statistici sulla congiuntura del mercato viticolo mondiale. Nell'ambito della conferenza si è anche tenuta una riunione aperta al pubblico del Comitato nazionale del coordinamento per la collaborazione con l'OIV che ha suscitato un vivo interesse tra i partecipanti e tutti gli attori della filiera. Tatiana Svinartchuk ha invece presentato le procedure operative e i principali documenti normativi discussi ed elaborati dall'OIV.

Sono state inoltre discusse le sfide della cooperazione internazionale nell'elaborazione e nell'applicazione di norme di produzione e commercializzazione del vino e di altri prodotti vitivinicoli internazionali. Nello specifico, l'attenzione è stata posta sull'importanza dell'applicazione delle norme internazionali nella legislazione nazionale, al fine di evitare possibili problemi di adempimento per i produttori locali e, contestualmente, difficoltà commerciali per importatori ed esportatori.

Anche la formazione di specialisti in enologia e viticoltura è stata indicata come aspetto fondamentale. La presidente dell'OIV ha infattti sottolineato l'importanza dei programmi di mobilità internazionale per studenti.

Dati alla mano, oggi la Russia si colloca solo all’11esimo posto nella classifica della produzione mondiale di vino, ma ha delle concrete potenzialità d’incrementare la produzione e di destinare dei volumi anche all’export. Il paese sta intensificando la produzione vinicola locale anche per far fronte al crescente consumo di vino, ad oggi pari a 7 litri all’anno per abitante.

Negli ultimi 10 anni la superficie vitata è aumentata del 30%, raggiungendo gli 85mila ettari. Per diminuire maggiormente le importazioni entro il 2020 si dovrebbe arrivare a piantare altri 50mila ettari di nuovi vigneti. Negli ultimi due-tre anni sono avvenuti in Russia dei cambiamenti profondi nel settore della produzione vinicola e della legislazione che lo riguarda: il prezzo delle licenze alle aziende vinicole è diminuito e la viticoltura ha assunto la stessa importanza dell’agricoltura col risultato che i produttori hanno potuto accedere alle sovvenzioni statali.

I vini russi vengono prodotti nel distretto di Krasnodar, in Crimea, a Sebastopoli, nella regione di Rostov e nelle repubbliche del Caucaso. L’associazione di viticoltori e produttori di vino russi ha attribuito la denoninazione di origine protetta ai vini “Kuban” (distretto di Krasnodar), “Dolina Dona” (regione di Rostov), “Stavropol” (distretto di Stavropol), “Daghestan” (Repubblica del Daghestan), “Dolina Tereka” (Repubblica di Cabardino-Balcaria), “Nizhnyaya Volga” (regioni
di Astrakhan e Volgograd), “Krym” (repubblica di Crimea).

Successivamente alla conferenza sono state organizzate delle visite a vigneti russi (Abrau-Durso, Vedernikov, Usadba Divnomorskoye, Elbuzd, Lefkadiya) per i rappresentati dell'OIV e i partecipanti alla conferenza.

La presidente dell'OIV si è complimentata per l'alto livello tecnico e l'eccellente qualità dei vini, auspicando che questa visita consentirà di dare dinamicità alla partecipazione della delegazione russa ai lavori dell'OIV.

CANTINE APERTE: VINO A FUMETTI IN TOSCANA PER I 25 ANNI

Oltre 80 cantine festeggeranno domenica i 25 anni della festa che ha rivoluzionato il turismo del vino.

In alto i calici: domenica 28 maggio Cantine Aperte in tutta la Toscana. Dal trekking nei vigneti alle verticali di vecchie annate, passando per la cucina e la natura. Tante le iniziative in programma e la vera novità di questa edizione sarà la collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics: in cantina arrivano i fumettisti per “disegnare” il vino attraverso il fumetto

Porte aperte nelle oltre 80 cantine toscane che domenica 28 maggio parteciperanno a Cantine Aperte, l’evento dell’anno per gli appassionati di vino promosso dal Movimento Turismo del Vino Toscana. Una edizione particolare questa, perché proprio in Toscana 25 anni fa nasceva in via sperimentale questa iniziativa che nel tempo ha contribuito a cambiare l’approccio al vino da parte del consumatore.

Dalla Maremma del Morellino, alle terre dell’Orcia Doc, da Carmignano a Pisa, da Cortona ad Arezzo, senza dimenticare le grandi Docg, Brunello, Chianti Classico e Vino Nobile di Montepulciano. Sarà una vera festa del vino toscano, accompagnata anche da una colonna sonora speciale scritta e cantata dal cantautore fiorentino Lorenzo Baglioni. «Tante novità per questa storica edizione di Cantine Aperte – dice il presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana, Violante Gardini – dal nuovo sito pensato come strumento di “navigazione” verso le cantine, all’inno di Cantine Aperte che ha già riscosso un grande successo di visualizzazioni, fino ad arrivare alla collaborazione con i fumettisti della Scuola Internazionale di Comics, tutto con l’obiettivo di cambiare la comunicazione del vino pensando soprattutto ai giovani appassionati».

Il vino a fumetti. La grande novità di questa venticinquesima edizione, come anticipato, sarà la collaborazione tra il Movimento Turismo del Vino Toscana e la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, la più importante accademia internazionale per la formazione di artisti del fumetto. Alcune delle cantine partecipanti avranno per tutta la giornata un fumettista che racconterà attraverso le immagini il vino “a fumetti” e la giornata di Cantine Aperte. Un modo per coinvolgere il visitatore, ma anche per dimostrare che la comunicazione di questo grande prodotto, il vino, sta cambiando.

Le attività in programma e il sito che ti porta in cantina. Oltre alle dimostrazioni artistiche dei fumettisti, le cantine che parteciperanno all’evento organizzeranno molte attività collaterali per fare da sfondo alle degustazioni. Dal trekking nel vigneto, alla musica live in cantina. Poi le degustazioni sensoriali, o le verticali di vecchie annate, fino a passare per la tavola con la riscoperta di piatti della tradizione abbinati ai grandi vini toscani. E ancora la natura che incontra il vino, fino ad arrivare addirittura a incontri con vini stranieri. Nelle oltre ottanta cantine sparse per le provincie Toscane ce ne saranno per tutti i gusti e passioni, basterà solo scegliere la cantina.  Sarà anche più facile farlo grazie al nuovo sito di MTV Toscana che con la geo referenziazione delle cantine permetterà a tutti di localizzare l’elenco delle cantine più vicine a dove si troveranno facendo partire la navigazione con le indicazioni stradali per arrivare direttamente a destinazione.

Cantine Aperte. Da 25 anni, nato proprio in Toscana, è oggi l’evento enoturistico più importante in Italia. Nel 1992 in Toscana partì come evento sperimentale, su idea della fondatrice e allora presidente del Movimento Turismo del Vino, Donatella Cinelli Colombini. Visto il grande successo che ebbe, dal 1993, ogni ultima domenica di maggio, le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le loro porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati di vino. Cantine Aperte è un marchio di proprietà del Movimento Turismo del Vino, registrato e protetto giuridicamente per contrastarne qualunque abuso/imitazione e garantire ai consumatori qualità e professionalità nell’accoglienza, tratti distintivi delle cantine MTV.

L'Associazione Movimento Turismo del Vino Toscana è un ente non profit che raccoglie oltre 90 fra le più prestigiose cantine del territorio regionale, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione.

Per scoprire le aziende aderenti a Cantine Aperte e i relativi programmi è in aggiornamento la pagina dedicata all’evento su www.mtvtoscana.com