venerdì 19 agosto 2016

Food Travel Monitor 2016. Analisi del fenomeno Food&Travel

Food Travel Monitor: cresce il turismo del gusto
Roberta Garibaldi, ambasciatore italiano della WFTA, ha supervisionato l’indagine per l’Italia.

Italia, prima meta golosa del mondo. Lo rivela il “Food Travel Monitor 2016”, il più importante studio internazionale sul tema turismo enogastronomico presentato dalla World Food Travel Association. 

Il presente studio condotto dalla World Food Travel Association (WFTA) è considerato il più completo rapporto sul Turismo Enogastronomico Mondiale. La ricerca ha coinvolto 11 Paesi in tutto il mondo e ha fornito importanti e dettagliate informazioni che permetteranno una maggiore comprensione del comportamento e delle motivazioni dei turisti enogastronomici fornendo uno strumento utile per gli operatori del settore.

Nel nostro Paese l’importanza strategica del comparto enogastronomico, quale segmento di turismo, è andata progressivamente crescendo nel corso degli anni, divenendo la motivazione principale dello spostamento di turisti alla ricerca non solo della conoscenza del prodotto ma anche del territorio di produzione. Un fenomeno quello del Food&Travel che rappresenta uno dei settori più dinamici e creativi in Italia e nel mondo.

Roberta Garibaldi - Direttore del CeSTIT - Centro Studi per il Turismo dell'Università di Bergamo e Ambassador per l'Italia della WFTA - ha esposto i risultati della sezione italiana della ricerca, che lei stessa ha coordinato analizzando alcuni degli aspetti più significativi sul profilo del turista enogastronomico italiano, la sua definizione e rilevanza nel mercato del turismo mondiale, le motivazioni che lo spingono nella scelta delle destinazioni; il suo profilo psicoculinario e gli aspetti ed impatti sociali che derivano, l'importanza del food come motivo di soddisfazione al fine di ritornare in una località, recensirla e promuoverla presso i propri conoscenti.

Undici i Paesi coinvolti nella ricerca: Italia, Francia, Germania, Irlanda, Regno Unito, Spagna, Australia, Cina, India, Messico e Stati Uniti. Ne è emerso che è proprio il nostro Paese, insieme a Francia e Giappone, ad essere considerato per tutti vera e propria “Mecca” dei golosi. Ma veniamo nel dettaglio. 

Il 49% dei turisti internazionali sono mossi dalla gola: scelgono la destinazione non più, e non solo, in base al luogo ma per quello che là si può assaggiare. Si delinea così sempre più un “turismo di esperienze” e quella gourmand (cibo, vino e sempre più birra), supera di fatto la motivazione culturale.

Ben il 93% dei viaggiatori, durante le vacanze, ha visitato una cantina o una fattoria, ha visto all’opera un casaro o un mastro birraio, ha venerato i grandi chef negli showcooking dei festival o ha assaltato un food truck a caccia di street food.

La Cina, immenso bacino di potenziali nuovi food traveller, indica il nostro Paese come unica meta enogastronomica al di fuori dell’Oriente, mentre per gli Stati Uniti, l’Italia è la sola destinazione estera citata dagli intervistati. Si conferma al primo posto anche per i tedeschi, che addirittura segnalano a parte la Toscana (4° posto) e Roma (10° posto) come mete enogastronomiche d’eccellenza.

In evidenza nella ricerca si pone la generazione dei Millennials: il ben 52% di loro infatti si dichiara un viaggiatore del gusto, più delle altre fasce d’età. E considerato che nelle loro mani c’è sempre uno smarthphone, la promozione turistica dovrà servirsi sempre più del passaparola generato dai social.

Il fenomeno del food travel andrà a rafforzarsi nei prossimi anni perché particolarmente interessati all’elemento cibo sono proprio i giovani Millennials e gli abitanti di Paesi come Cina e India, i grandi turisti di domani, ha dichiarato Roberta Garibaldi. Il viaggiatore Food&Beverage è inoltre ad alto valore aggiunto, con una propensione alla spesa più alta: sia per la spesa in food&wine durante il viaggio, sia perché tende a partecipare ad altre attività culturali quando viaggia, sia perché acquista volentieri prodotti tipici da riportare a casa dopo il viaggio. Particolarmente significativo in Italia infine è il crescere dell’interesse, negli ultimi anni, per lo street food, grazie ai sempre più numerosi Foodtruck Festival in giro per la Penisola. Analogamente in crescita sono le visite ad aziende e mercati agricoli, sinonimo di un’attenzione sempre maggiore verso la provenienza e la qualità del cibo.