mercoledì 28 settembre 2016

I borghi. Ambasciatori dell'agroalimentare made in Italy

Approvata legge per la valorizzazione dei Piccoli Comuni
Ci sono trecentomila imprese che producono la maggioranza del Made in Italy. E in tre su quattro cibi Doc.

Sono salvi 5.585 piccoli comuni al di sotto di cinquemila abitanti, pari al 70% del totale dei Comuni presenti sul territorio. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla storica approvazione all’unanimità della legge per la valorizzazione dei Piccoli Comuni alla Camera.

Una svolta per tutelare e valorizzare un patrimonio naturale e paesaggistico, culturale e artistico senza eguali per la popolazione residente ma anche per il numero crescente di turisti italiani e stranieri che vanno alla ricerca dei tesori nascosti del Belpaese.

Nei piccoli comuni vivono 10,3 milioni di italiani in un territorio dove si "coltiva" oltre la metà della produzione agroalimentare nazionale che ha reso celebre il Made in Italy nel mondo grazie alla presenza di oltre 300mila le imprese agricole impegnate quotidianamente per assicurare la salvaguardia delle colture agricole tradizionali, il mantenimento delle tipicità alimentari, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e dagli incendi per valorizzare un ambiente che offre grandi opportunità di sviluppo sostenibile.

Tre piccoli comuni su quattro sono il territorio di riferimento per gli allevamenti destinati alla produzione di formaggi o salumi italiani a denominazione di origine (Dop), mentre nel 60 per cento dei piccoli comuni si trovano gli uliveti dai quali si ottengono i pregiati oli italiani a denominazione di origine.

Ma moltissimi sono i piccoli comuni che legano le proprie fortune a specialità note e meno note del territorio: dal Puzzone di Moena al Sedano bianco di Sperlonga, dal carciofo di Montelupone al vino di Gavi, fino ai maccheroncini di Campofilone o Taleggio che lega il suo nome al noto formaggio che adesso verranno meglio tutelati.

“Si tratta di risultati di un intero tessuto imprenditoriale che devono essere sostenuti con un modello di sviluppo che si impegni a recuperare in queste aree i troppi ritardi infrastrutturali e nei servizi offerti con interventi che vanno dalle tecnologie informatiche alle scuole, dagli ospedali alle poste fino alle edicole, per valorizzare una straordinaria risorsa, che può diventare la forza sociale ed economica di una nuova fase di sviluppo”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.