giovedì 22 settembre 2016

TECNOLOGIE 4.0: L'AGRICOLTURA METTE IL TURBO

PIANO NAZIONALE INDUSTRIA 4.0: COLDIRETTI, INVESTIMENTI AGRICOLI STRATEGICI PER PAESE
Innovare il Made in Italy per aumentare la competitività delle imprese.

Il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda
E’ strategica la scelta di sostenere gli investimenti mirati nella ricerca e nello sviluppo delle tecnologie per agricoltura che si classifica tra i settori più dinamici del Made in italy con aumento dell’1,8% del valore aggiunto fa registrare l’aumento annuale più elevato con un tasso pari al triplo di quello dell’industria e più del doppio di quello dei servizi nel secondo trimestre del 2016. 

E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare le misure agricole previste all’interno del piano nazionale Industria 4.0 presentato dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e dal Premier Matteo Renzi che prevede l’accesso delle imprese agricole  alle misure di sostegno agli investimenti come iperammortamento al 250% e superammortamento per acquisto di tecnologie 4.0; investimenti per favorire l'accesso delle imprese alla banda ultralarga, in coordinamento con le risorse per tali infrastrutture comprese nei fondi europei agricoli; azzeramento del costo della garanzia primaria Ismea per le imprese agricole, attraverso un plafond dedicato nell'ambito del rifinanziamento del Fondo di Garanzia Mise; rilancio e estensione dei contratti di sviluppo anche per le imprese agricole e la filiera agroalimentare; potenziamento della ricerca agricola e agroalimentare con il Crea e agroalimentare.

“Un impegno condiviso con il presidente del Consiglio Matteo Renzi che consente una strategia integrata di innovazione del Made in Italy per aumentare la competitività delle imprese” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare “l’importanza di estendere la banda larga e le nuove tecnologie nelle aree rurali a sostegno delle imprese e dei cittadini che in misura crescente scelgono di vivere lontano dalle città. Esiste purtroppo un pesante “digital divide” tra città e campagna dove le nuove tecnologie – ha concluso Moncalvo - sono uno strumento indispensabile per far esplodere le enormi risorse che il territorio può offrire.