venerdì 16 settembre 2016

Via libera alla reintroduzione dell’obbligo dell’etichetta dei prodotti alimentari

Etichetta obbligatoria per gli alimenti: vanno sempre indicate sede di produzione e di confezionamento
E' entrata in vigore la legge di delegazione europea che prevede regole anche per l'etichettatura degli alimenti. Una misura a costo zero che sostiene competitività Made in Italy e occupazione.

E’ positiva la reintroduzione dell’obbligo di indicare nell'etichetta dei prodotti alimentari lo stabilimento di produzione che va però al più presto accompagnato anche dall'indicazione obbligatoria della provenienza di tutti gli alimenti come ha chiesto il 96,5 per cento degli italiani sulla base della consultazione pubblica on line sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf) che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’entrata in vigore della legge di delegazione europea 2015 che prevede regole anche per l'etichettatura degli alimenti che l'Italia dovrà adottare entro 12 mesi.

La scomparsa dell’obbligo di indicare in etichetta lo stabilimento di produzione era stata provocata dall’entrata in vigore il 13 dicembre 2014 delle norme europee sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori del Reg. UE 1169/2011. Tale regolamento consente però ai singoli Stati Membri di introdurre norme nazionali in materia di etichettatura obbligatoria di origine geografica degli alimenti qualora i cittadini esprimano in una consultazione parere favorevole in merito alla rilevanza delle dicitura di origine ai fini di una scelta di acquisto informata e consapevole.

Questa opportunità che è stata ora colta per l’indicazione dello stabilimento di trasformazione e di confezionamento deve essere ora sfruttata anche per l’origine della materia prima impiegata come chiede il 96,5 per cento dei consumatori che ritiene necessario che l’origine debba essere scritta in modo chiaro e leggibile nell'etichetta dove ancora manca, dai formaggi ai salumi, dalle conserve vegetali ai succhi di frutta, fino alla pasta e al latte a lunga conservazione.