mercoledì 2 novembre 2016

Romagna: Albana to Sangiovese, a Journey into Native Italian Varietals. Un viaggio dentro i vini autoctoni italiani

Simply Italian Great Wines U.S. Tour 2016. Con Albana e Sangiovese la Romagna del vino conquista il mercato stelle e strisce
Degustazioni guidate, 130 operatori ai seminari e circa 500 fra importatori e distributori ai workshop per conoscere ed apprezzare le due eccellenze “made in Romagna”.


12 cantine romagnole sotto la regia del Consorzio Vini di Romagna in trasferta negli USA si sono distinte con i loro vini in una delle tappe storiche e più importanti del calendario eventi Simply Italian Great Wines: lo U.S. Tour che si è tenuto il 24 ottobre a New York e il 26 ottobre a Los Angeles, organizzato da I.E.M. (International Exhibition Management) insieme alla filiale americana I.E.E.M. (International Event & Exhibition Management).

Doppia trasferta per il Consorzio Vini di Romagna che dopo le positive esperienze ottenute negli anni precedenti, è tornato negli USA per presentare direttamente i vini romagnoli nel principale mercato mondiale per il vino di qualità. New York e Chicago sono state le due capitali americane che hanno ospitato le 12 aziende romagnole volate oltre oceano: Santa Lucia e Tenuta Casali di Mercato Saraceno; Bissoni, Celli, Tenuta La Viola, Giovanna Madonia di Bertinoro; Leone Conti, La Sabbiona, Poderi Morini, Spinetta di Faenza; Casa Vinicola Poletti di Imola e l’azienda Randi dell’area di Bagnacavallo.

130 operatori ai seminari e circa 500 fra importatori e distributori ai workshop hanno avuto occasione di incontrare e conoscere i nostri vini dimostrando grande attenzione e apprezzamento». Ha affermato soddisfatto Filiberto Mazzanti, Direttore del Consorzio Vini di Romagna. Sugli scudi ancora una volta il Sangiovese, che sempre più sta innalzando il proprio livello qualitativo e che sempre più si fa largo fra vini di altre regioni da tempo presenti sul mercato estero.

A New York la Preview dei Sangiovese Riserva 2011, con 8 vini presentati, ha letteralmente incantato e ricevuto unanimi apprezzamenti da operatori e giornalisti. Nella degustazione di Chicago, al Sangiovese Superiore e Riserva si è affiancato anche l’altro importante vitigno capace di caratterizzare il territorio romagnolo in maniera unica e inimitabile, l’Albana secco e passito: i vini degustati hanno anche qui sbalordito i presenti per complessità, ampiezza ed eleganza inattese.

Qualità indiscutibile della produzione vinicola romagnola che va fatta conoscere. L'evento si va così ad inserire all'interno delle strategie che il Consorzio metterà in atto per far partire una rinnovata fase di sviluppo. La presenza del Consorzio Vini di Romagna negli Usa è anche connotata da un’attività social su Facebook, Twitter e Instagram, volta a generare giusta curiosità e conoscenza iniziale della Romagna vinicola a partire dai produttori partecipanti alla trasferta e ai loro territori di riferimento, ma anche a diffondere informazioni geografiche, storiche, culturali, gastronomiche di questo prezioso spicchio d’Italia.

Il Consorzio Vini di Romagna

Il Consorzio Vini di Romagna, fondato nel 1962, è una realtà associativa che riunisce cantine, aziende vinicole e produttori di vino al fine di tutelare la produzione di vino della Romagna. Opera per sostenere la qualità dei vini romagnoli, l’equilibrio dei prezzi e la promozione del prodotto e del suo territorio. Tutelare una cultura vitivinicola significa valorizzare e farsi portavoce di un’eccellenza: il buon vino della Romagna, quel bè che ne rispecchia l’essenza identitaria. Proprio per curarne gli interessi, il Consorzio promuove le denominazioni di origine controllata attivando iniziative promo-commerciali e strategie di comunicazione su più fronti. Nel corso degli anni l’attività si è ampliata notevolmente: il numero dei viticoltori e delle cantine associate è incrementato sensibilmente. Oggi questa realtà può dirsi a tutti gli effetti protagonista della crescita enologica della Romagna che ha raggiunto in questi ultimi anni livelli di eccellenza qualitativa.

Un sorso di storia

Siamo nel 1962, a Faenza. Intorno a una grande tavola si riuniscono alcuni dei più agguerriti tra i difensori dei vini romagnoli – Elio Assirelli e il segretario comunale Alteo Dolcini – con l’intento di delineare la struttura e i compiti di un “Consorzio per la difesa dei vini tipici romagnoli”. Nell’ottobre dello stesso anno l’organismo viene legalmente costituito: è la nascita dell’Ente Tutela Vini di Romagna, che si dota ben presto di un’immagine che ne rispecchi l’identità. Il marchio delineato va nella direzione di un’iconografia in cui tutti possano riconoscersi. Viene scelto il Passatore, Stefano Pelloni, il brigante romagnolo che a metà XIX secolo soleva scorrazzare per le terre di Romagna suscitando il terrore dei nobili e ricevendo ammirazione dalle classi popolari.