martedì 6 dicembre 2016

Il Concorso “Nuovi fattori di successo” premia i giovani imprenditori innovativi e “green”

Innovative, “green” e multifunzionali: ecco le aziende vincitrici del concorso lanciato da Ismea e RRN.

Sono 8 le aziende che hanno vinto la quinta edizione Concorso Nuovi fattori di successo. Uno spaccato dell’agricoltura del futuro, sostenibile, orientata alla qualità e polo di attrazione del territorio.

Giovani, innovativi, “green”: questi i tratti distintivi degli imprenditori agricoli selezionati dal Concorso “Nuovi fattori di successo”, iniziativa organizzata dall’Ismea nell’ambito della Rete Rurale nazionale 2014-2020 e giunta alla sua quinta edizione.

L’obiettivo del concorso, che ha premiato finora 45 aziende a fronte di una partecipazione di circa 250 giovani, è promuovere le buone prassi in agricoltura messe in atto dagli under 40, grazie alle risorse stanziate dai Piani di sviluppo rurale.

Quest’anno sono otto le aziende che si sono classificate a seguito della selezione tecnica effettuata dall’Ismea e della successiva verifica finale da parte di un comitato di valutazione super partes, composto, tra gli altri, dalle Organizzazioni agricole giovanili più rilevanti sul piano nazionale. Tra le otto aziende selezionate, le prime tre saranno protagoniste nelle prossime settimane di film realizzati da giovani filmakers professionisti, mentre tutte quante verranno coinvolte in iniziative nazionali e internazionali targate RRN.

Ecco in ordine di graduatoria i vincitori del concorso:

Francesco Romano gestisce assieme alla sorella Chiara l’azienda di vocazione prevalentemente vitivinicola “Antico Castello”, dal nome di una costruzione feudale nei pressi dell’azienda che ora non esiste più, spazzata via dal terribile sisma che nel 1980 ha colpito l’Irpinia.  Giovane ingegnere lui e laureata in economia lei, hanno scelto con coraggio di rivitalizzare l’azienda di famiglia con investimenti high tech, l’adozione di metodi di coltivazione biologici e un orientamento verso la qualità (Taurasi e altre Dop dell’Irpinia).

Vincenza Ferrara, nella sua azienda Dora in provincia di Enna adotta pratiche agricole eco-compatibili per gestire il suo uliveto, costituito da ulivi secolari di elevato pregio storico paesaggistico.  E sono propri gli ulivi secolari alla base dell’attività ricerca svolta da Vincenza, nel settore dell’ecologia storica, in collaborazione con centri di primario livello in Italia a all’estero. L’azienda è dotata di un frantoio aziendale ed è aperta ad attività formative e di cooperazione internazionale.

Simone Rech della tenuta Amadio ha sviluppato la sua attività di produzione vitivinicola nel cuore dei Colli Asolani e la sua cantina, scavata nella roccia ad una profondità di 7 m sotto il livello stradale, è in perfetta armonia con l’ambiente circostante grazie anche all’utilizzo di materiali naturali e locali, quali legno e pietra. L’azienda associa alla sensibilità ambientale anche uno spiccato grado di innovazione tecnologica.

Le altre 5 aziende classificate possono essere considerate espressione delle diverse facce dello Sviluppo rurale: dal forte legame con il territorio, come l’azienda agricola di Paolo Montioni, inserita in uno degli areali vitivinicoli più rinomati d’Italia (la zona del celebre Montefalco Sagrantino in Umbra), alla ricerca di innovazioni di prodotto, come nel caso di Eleonora Lisi che nella campagna aretina ha reinterpretato la tradizione vinicola dell’azienda di famiglia “i Natali” sperimentando una gamma di prodotti innovativi.

L’azienda Floralia di Fabiano Oldani nel lodigiano è invece un esempio di multifunzionalità e inclusione sociale grazie alla attività di fattoria sociale accreditata dalla regione Piemonte, mentre Salvatore Rossano ha fatto della salvaguardia dell’ambiente la bandiera della sua attività imprenditoriale nell’omonima azienda agricola in provincia di Crotone dove propone l’utilizzo degli asini per la concimazione naturale nel rispetto delle norme di condizionalità della regione.

Infine l’azienda di Manuel Guella è un fulgido esempio di agricoltura biologica di montagna, a minimo impatto ambientale e dove le produzioni vegetali e zootecniche si integrano in un ciclo continuo.