venerdì 23 giugno 2017

VINO ITALIANO, VINITALY NEGLI STATI UNITI CON MISE E ICE

AL VIA A NEW YORK IL TOUR MONDIALE DELL’INTERNATIONAL ACADEMY. MANTOVANI (DG VERONAFIERE): MERCATO ANCORA AD ALTO POTENZIALE DI CRESCITA. FORTE (DIRETTORE ICE NEW YORK): FONDAMENTALE ELEVARE IL POSIZIONAMENTO DEL VINO ITALIANO.


È New York l’obiettivo principale del vino italiano per la fine di giugno, con due appuntamenti targati Vinitaly International. 


Si parte con il Summer Fancy Food Show (25-27 giugno) e il Wine bar realizzato da Vinitaly International nell’ambito del progetto di promozione supportato dal ministero dello Sviluppo Economico (Mise) e organizzato dall’ ICE (Italian Trade Agency). Una quarantina le aziende made in Italy coinvolte in un matching del gusto con professionisti del settore e giornalisti. Sempre a New York saranno 33 i candidati Via (Vinitaly international Academy) impegnati dal 26 al 30 giugno a conseguire la certificazione di ‘Ambasciatori’ del vino italiano attraverso il brand Vinitaly.

Tra gli operatori del settore che parteciperanno ai corsi, anche 8 professionisti del vino provenienti dal colosso della ristorazione italoamericana, Batali & Bastianich Hospitality Group. Tra gli importatori statunitensi presenti, anche Total Wine & More, Vias Import Ltd, Banfi Vintners, Domaine Select, LUX Wines, Horizon Beverage Company, Chambers street wines, International Wine Imports, Southport Wines LLC. Si tratta del primo corso di certificazione negli Usa e dell’avvio del tour mondiale dedicato ai corsi VIA diretti da Ian D’Agata, le cui prossime tappe (a settembre) saranno Shanghai e Pechino.

Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: “Le dinamiche della domanda che registriamo negli Stati Uniti inquadrano un mercato tutt’altro che maturo, come osservato ieri anche da Sace che ha inserito gli Usa tra i 15 Paesi ad alto potenziale di crescita, con un tasso di incremento annuo delle nostre esportazioni del 5,5% da qui al 2020. E, nonostante la pausa di riflessione di questo primo quadrimestre, il vino italiano ha sino ad oggi fatto meglio dei propri competitor, con una crescita di circa il 27% nell’ultimo triennio. Veronafiere con Vinitaly si sente un attore chiave per lo sviluppo del nostro export, che persegue sia autonomamente che grazie a collaborazioni tra istituzioni, Ice e sistema fieristico, come nel caso del Fancy Food e del Piano per la promozione straordinaria del made in Italy, che oggi serve più che mai in ottica di incremento dei flussi commerciali”.

Secondo le elaborazioni Ice su base Census - Dipartimento del Commercio statunitense, nei quattro mesi di quest’anno le importazioni di vino italiano sono cresciute in valore dello 0,3% per un corrispettivo di 576,2mln di dollari. L’Italia si conferma market leader nel mercato Usa con una quota del 31,3%, seguita dalla Francia (in rimonta nel quadrimestre con +15,4% per 535,1 milioni di dollari), Nuova Zelanda, Australia e Spagna. Perdono terreno in termini di valore i bianchi (-1,7%) e i rossi (-0,9%) italiani mentre moderano la corsa gli sparkling - che lo scorso anno avevano guadagnato +33,7% -, con +6%.

"Questi dati – commenta Maurizio Forte, direttore dell'Agenzia ICE di New York –, uniti alla rilevazione dei prezzi medi di vendita del vino italiano negli USA, rispetto a quelli dei concorrenti, in particolare la Francia, confermano l'importanza e la necessità del Progetto Vino USA che il Ministero per lo Sviluppo Economico e l'Agenzia ICE lanceranno nella seconda parte del 2017. È fondamentale elevare il posizionamento del nostro vino, rafforzare la presenza nella aree interne del Paese ed allargare la conoscenza dei vitigni autoctoni e dei territori italiani”. Concludendo, il direttore Forte esprime anche “forte soddisfazione per la collaborazione con Veronafiere/Vinitaly International Academy in occasione del Summer Fancy Food di New York”.

ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE ITALIANE NEL MONDO. IL PROSCIUTTO TOSCANO VOLA A NEW YORK

Dal 25 al 27 giugno l’eccellenza toscana a New York per il Summer Fancy Food Show, una delle maggiori fiere di settore, con espositori provenienti da tutto il mondo.

Il Prosciutto Toscano Dop vola per il terzo anno a New York: dopo il successo delle scorse edizioni, dal 25 al 27 giugno 2017 il Consorzio tornerà al Summer Fancy Food Show, una delle fiere enogastronomiche più importanti al mondo, che si tiene ogni anno al “ The Javits Center”.

Presso lo stand 2504 della Collettiva Toscana, i buyers potranno incontrare il Presidente, il Direttore e i Consorziati del Consorzio Prosciutto Toscano, degustare il prodotto e conoscerne la storia, e informarsi sulle varie fasi della produzione.

Con il Summer Fancy Food Show il Consorzio del Prosciutto Toscano prosegue nell’attività di internazionalizzazione del brand, avviata negli ultimi anni con la partecipazione alle fiere più prestigiose del settore, come Anuga, le edizioni precedenti del Summer Fancy Food e il Sial in Canada che hanno permesso al Consorzio di avvicinare buyers, addetti del settore e consumatori di tutto il mondo.

L’obiettivo è di continuare a spingere l’export, che già oggi rappresenta il 10% del fatturato, e far conoscere qualità e il gusto del Prosciutto Toscano Dop nel mondo.

La storia

La suinicoltura toscana ha origini lontane, contadine e poderali ed il prodotto che ne deriva ha mantenuto fino ad oggi quelle caratteristiche di genuinità, gusto e sapidità che lo elevano a risultati eccellenti. Correva l’anno 1000 quando l’arte della conservazione delle carni suine nella regione Toscana ha avuto il suo consolidamento; in realtà, leggi riguardanti la macellazione del maiale e la conservazione della sua carne si rintracciano già al tempo di Carlo Magno. I contadini toscani nel periodo invernale macellavano il maiale ingrassato con passione per un anno, trasformandolo in salumi destinati al consumo familiare. Questa operazione diventava quasi una festa, in cui genuinità, gusto e sapore raggiungevano livelli di eccellenza. È però intorno al XV secolo, al tempo dei Medici, che la produzione del Prosciutto Toscano viene regolamentata con disposizioni riguardanti l’intero processo produttivo.

Consorzio

Il Consorzio del Prosciutto Toscano nasce nel 1990 con lo scopo di promuovere, valorizzare e tutelare il prodotto sul mercato nazionale ed estero, mantenendo però lo stretto legame con il territorio nel quale si inserisce: la Toscana. Nel 1996 il Prosciutto Toscano ottine l’ambito riconoscimento comunitario della DOP - “Denominazione di Origine Protetta” grazie all’impegno e al rispetto per la tradizione alimentare toscana di tutti i Consorziati, che hanno deciso di aderire con orgoglio alle precise regole stabilite dal Disciplinare di Produzione.

I suini sono scelti solo se nati, allevati e macellati in Toscana e nelle altre regioni limitrofe.Gli animali devono avere almeno 9 mesi di età ed un peso vivo tra i 144 ed i 176 kg. La lavorazione, esclusivamente di cosce fresche (non sono ammesse cosce congelate o sottoposte ad altri trattamenti di mantenimento), è effettuata solo presso prosciuttifici situati in Toscana. La salatura è eseguita a secco con l’impiego di sale, pepe e aromi naturali tipici del territorio toscano. Il sapore che ne deriva è molto caratteristico: un gusto delicato che, arricchito sapientemente da quegli aromi inconfondibili della “toscanità”, hanno reso famoso il Prosciutto Toscano.

Il controllo della produzione è effettuato da un organismo di certificazione autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali che verifica il rispetto, da partedi tutti i produttori delle regole previste nel Disciplinare di Produzione. Solo se vengono rispettate le rigide prescrizioni produttive,i prosciutti possono ottenere, dopo una lunga stagionatura, il marchio a fuoco del Consorzio raffigurante la Regione Toscana che contraddistingue il Prosciutto Toscano DOP e ne garantisce la qualità.

Il sapore delicato, il rosso cremisi delle fette, asciutte e magre, il gusto intenso esaltato da una leggera sapidità sono i tratti distintivi di una delle eccellenze dell’enogastronomia toscana. Il sapore e l’aroma lo rendono inimitabile, ma il segreto del successo del Prosciutto Toscano è dato in primo luogo dal clima perfetto per la stagionatura, caratterizzato dalle brezze, venti temperati di terra e di mare che soffiano su un territorio protetto dai venti di tramontana dalla catena degli Appennini. Un gusto delicato ma arricchito sapientemente da quegli aromi inconfondibili della “toscanità”, tipici della sua vegetazione, ricca di lentischi, mirti, ginepri, ingredienti segreti delle ricette dei produttori. Perfetto in abbinamento a pane "sciocco" ovvero rigorosamente non salato e naturalmente, nel pieno rispetto per la tradizione, un buon bicchiere di Chianti.

giovedì 22 giugno 2017

Il mercato del gusto a misura di foodies. Presentato a Roma il Gourmet Food Festival

Presentata alla Città del gusto di Roma la prima edizione di Gourmet Food Festival, in programma dal 17 al 19 novembre a Lingotto Fiere Torino.


Sarà una tre giorni dedicata ai foodies, agli amanti dei prodotti enogastronomici di qualità e agli operatori interessati ad avviare nuovi contatti professionali. 

La nuova manifestazione nasce dalla consolidata collaborazione tra GL events Italia, filiale italiana del player mondiale nell’organizzazione di eventi, tra cui Sirha Lyon, Bocuse d’Or e Coppa del Mondo di Pasticceria, e Gambero Rosso, azienda Global Trend Leader & Educator nel settore wine travel food.

Durante Gourmet Food Festival il pubblico di conoscitori e appassionati potrà incontrare i più grandi artigiani del gusto e i volti celebri della ristorazione italiana, i migliori produttori e le loro unicità. Fare, assaggiare, imparare, ma non solo: come in un vero spazio metropolitano, si potrà anche comprare passeggiando tra botteghe che rappresentano le migliori espressioni del food & wine. Ad oggi, sono circa 150 le aziende selezionate ad aver aderito all’evento, provenienti da tutta Italia e dal mondo.

Lunghissima, e ancora in fieri, la lista dei grandi artigiani del gusto che hanno dato la loro adesione alla manifestazione: Igles Corelli, Simone Padoan, Gino Sorbillo, Franco Pepe, Peppe Guida, Iginio Massari, Gianfranco Pascucci, Sal Deriso, Patrick Ricci, il barman Massimo D'Addezio e i Talent di Gambero Rosso Channel Laura Ravaioli, Vito, Max Mariola, che sapranno intrattenere, informare e formare chi li seguirà nei seminari, nelle masterclass e nelle degustazioni, organizzati e dislocati nell’area allestita a Lingotto Fiere.

A testimoniare l’attenzione riservata a Gourmet Food Festival la presenza dell’assessore al Commercio del Comune di Torino, Alberto Sacco, che ha dichiarato: "Siamo orgogliosi di ospitare a Torino il Gourmet Food Festival, evento che permetterà alla città di diventare ancora una volta un centro internazionale di primo piano per l'enogastronomia; un'opportunità per valorizzare le eccellenze del territorio e rafforzare la posizione del capoluogo piemontese anche in ambito turistico. Sono certo che la prima edizione di quello che auspichiamo diventi un importante appuntamento fisso dedicato al gusto avrà un ottimo successo perché sarà l'occasione per il grande pubblico di poter avere nel medesimo contesto una selezione dei migliori gourmet provenienti dall'Italia e dal mondo".

Paolo Cuccia, Presidente di Gambero Rosso, ha dichiarato la sua soddisfazione per "La partnership tra Gambero Rosso e il gruppo leader mondiale nell’organizzazione di eventi GL Events, iniziata con Gourmet Expoforum, prosegue e si espande". Cuccia ha inoltre rimarcato che "Il continuo impegno del Gambero Rosso a servizio sia del mondo della produzione delle eccellenze italiane del settore agroalimentare che lo sviluppo di contenuti di grande utilità, per una crescita consapevole delle conoscenze e della cultura della Ho.Re.Ca.". Infine "Un grazie alla città di Torino, una delle principali capitali d'Italia in termini di gusto e di attrattività".

Daniele Villa, amministratore delegato GL events Italia: "Ci fa piacere presentare questo nuovo evento che si svolgerà a Torino, cuore di un territorio dalla vocazione enogastronomica riconosciuta, potendo contare sull'esperienza di GL events nell'organizzazione di eventi in questo settore, tra cui il Sirha Lyon, punto di riferimento a livello mondiale. Elementi che, insieme alla collaborazione con Gambero Rosso, ci consentono di proporre al mondo dei foodies e degli appassionati di eccellenze gastronomiche un evento che farà vivere a tutti i partecipanti una vera e propria esperienza sensoriale Gourmet".

Il programma (ancora work in progress) è consultabile sul sito www.gourmetfoodfestival.it

INFO
Gourmet Food Festival - Prima edizione
Lingotto Fiere - Via Nizza 294 – Torino
Venerdì 17 novembre - Dalle 17:00 alle 23:00
Sabato 18 novembre - Dalle 10:00 alle 23:00
Domenica 19 novembre - Dalle 10:00 alle 20:00
Biglietto d'ingresso: 10 €

Sono in fase di studio pacchetti per le varie esperienze gourmet
www.gourmetfoodfestival.it
www.facebook.com/gourmetfoodfestival
www.instagram.com/gourmetfoodfestival/

GENOME EDITING, NUOVA FRONTIERA DELLA RICERCA SCIENTIFICA PER L’AGRICOLTURA DEL FUTURO

Presentato oggi il manifesto della SIGA “Prima i geni: liberiamo il futuro dell’agricoltura italiana”. Anche il CREA fra i firmatari del manifesto sulle nuove tecnologie genetiche.

Dodici tesi per individuare la via italiana al nuovo miglioramento genetico e, di conseguenza, alla nuova agricoltura. Dodici tesi che costituiscono l’appello della ricerca italiana affinché l’Unione Europea non includa i nuovi metodi di miglioramento genetico, in particolar modo il genome editing, fra gli OGM.

Di questo si è discusso oggi a Roma, alla presentazione dell’appello “Prima i geni: liberiamo il futuro dell’agricoltura”, elaborato dalla SIGA (Società italiana di genetica agraria) e sottoscritto dal CREA.

L’aggiornamento delle tecniche di miglioramento genetico è particolarmente necessario per il futuro della nostra agricoltura: se desideriamo una maggiore sostenibilità dei sistemi colturali dobbiamo integrare i valori della tradizione con quelli dell’innovazione per la competitività delle nostre imprese agricole.

Tra le tecniche innovative di miglioramento genetico, il genome editing rappresenta indubbiamente quella più efficace in termini di risultati conseguibili e di tempi per l’ottenimento di nuove varietà. Grazie alla precisione di tale tecnologia innovativa viene modificato esclusivamente il tratto di DNA da migliorare, riproducendo quanto avviene attraverso le mutazioni o l’incrocio (processi che sono alla base della struttura genetica delle moderne varietà coltivate di tutte le specie agrarie), ma in maniera rapida e selettiva.

Questa prospettiva sembra particolarmente adatta alla nostra agricoltura, perché consente di mantenere, la varietà e la tipicità dei nostri prodotti, modificando solo quei caratteri responsabili ad esempio della resistenza agli stress ambientali, alle malattie e ai parassiti. Inoltre, questa tecnica  è anche molto più rapida rispetto alle altre, e consentirà di trovare soluzioni a vecchi e nuovi problemi che rappresentano i fattori limitanti per lo sviluppo delle principali filiere del made in Italy.

L’Italia, anche attraverso le competenze dei ricercatori del CREA, ha contribuito a decifrare il genoma di molte specie agrarie di interesse strategico per il nostro Paese (vite, pesco, agrumi, pomodoro, frumento, carciofo, melenzana, ecc..).

Oggi queste informazioni rappresentano un patrimonio irrinunciabile, non solo per comprendere i meccanismi molecolari alla base dell’espressione di caratteri rilevanti in agricoltura, come la produttività e la qualità, la resistenza a stress biotici o abiotici, ma anche per l’applicazione sistematica ai programmi di miglioramento genetico. Con questa consapevolezza e le accresciute competenze, il CREA sta investendo nello sviluppo di programmi di miglioramento genetico che prevedono anche l’utilizzo di questa innovativa tecnologia.

«Il genome editing – ha spiegato Salvatore Parlato, Presidente del CREA – rappresenta una delle nuove frontiere della ricerca scientifica, che modificherà la nostra agricoltura, rendendola capace di produrre più cibo, utilizzando meno acqua e fertilizzanti, consentendoci, inoltre, di valorizzare il patrimonio di agrobiodiversità di cui l’Italia è straordinariamente ricca. Intervenendo direttamente su alcuni caratteri, come la resistenza a stress ambientali e patogeni, sarà possibile migliorare la produttività delle colture e la qualità dei prodotti, ottenendo varietà di pregio dall’elevato valore economico».

Sostenere e promuovere il vino marchigiano. Al via il primo step del progetto The Wine Lab

Il vino nelle Marche: innovazione, sostenibilità e mercato: questo è il titolo dell'evento organizzato dall’Università degli Studi di Macerata, nell’ambito del progetto europeo “The Wine Lab” in collaborazione con il Laboratorio Umanistico per la Creatività e l'Innovazione (LUCI) e CREAHUB.

L’iniziativa, che si terrà all’interno del Festival della Soft Economy di Symbola a Treia (MC) Giovedì 6 Luglio dalle ore 14.00, sarà un’occasione di confronto tra aziende vitivinicole, università, operatori economici, istituzioni e tutti gli interessati per cercare di trovare soluzioni alle sfide di innovazione, sostenibilità e mercato che i produttori del nostro territorio affrontano ogni giorno.

Generare innovazione tra pratica e ricerca creando relazioni tra università e piccoli produttori del comparto vitivinicolo. Questo è lo spirito che muove il progetto The Wine Lab, di cui abbiamo recentemente parlato. Iniziato a gennaio 2017, si articolerà attraverso diverse attività in cui i soggetti del territorio – imprese, associazioni, enti locali, decisori politici e cittadini – saranno attivamente coinvolti.

L'appuntamento di giovedì 6 luglio è da considerare il primo step del progetto dove verranno presentati i risultati emersi dai questionari alle aziende vitivinicole sui bisogni di innovazione ed i casi di studio, condividendo pubblicamente idee e possibili obiettivi comuni.

Il progetto europeo, coordinato da Alessio Cavicchi, Professore Associato presso il Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo dell'Università degli Studi di Macerata, avrà la durata di tre anni grazie al co-finanziamento dell’Unione Europea nel quadro del programma Erasmus +, Alleanze della conoscenza.

Per partecipare è necessario registrarsi entro il 30 Giugno cliccando qui.

L’iniziativa è gratuita e aperta a tutti.

Programma

14.00 – 14.30      Accoglienza e registrazione

14.30 – 14.45      Saluti istituzionali

14.45 – 15.15      Il progetto The Wine Lab: presentazione dei risultati emersi dai questionari alle aziende vitivinicole sui bisogni di innovazione

15.15 – 16.00       Presentazione di casi di studio

16.00 – 16.30       Pausa caffè

16:30 – 18.00      Tavoli di lavoro paralleli: discussione approfondita sui bisogni di innovazione su specifici temi

Ore 18.15            Sessione plenaria: presentazione dei principali bisogni di innovazione emersi dai lavori dei tavoli

Ore 19.00 Discussione, condivisione di idee e possibili obiettivi comuni e conclusioni

Per il programma dettagliato (in continuo aggiornamento) visitate il nostro sito www.creahub.it

Per informazioni:

Ufficio valorizzazione della ricerca ILO e Placement
ricerca.ilo@unimc.it
0733 258 2480-2657

L'arte della Pizza, al via la selezione Campania del premio PIZZA CHEF EMERGENTE 2017

Manifestazione promossa da Witaly parallelamente al premio MIGLIOR CHEF EMERGENTE D’ITALIA da ormai undici anni assegna l’ambito trofeo ai più meritevoli tra i giovani professionisti nelle cucine italiane.


Pizza Chef Emergente  sceglie la formula del “contest” per coinvolgere giovani pizzaioli ricchi di passione e divulgare attraverso di loro la cultura italiana dell’arte della pizza.


Le selezioni tra i numerosi potenziali candidati sono un arduo lavoro di opera di Luigi Cremona, noto critico gastronomico, coadiuvato da giornalisti enogastronomici e pizzaioli famosi a livello nazionale.

Come ogni anno, dalla prima edizione di questo premio, partner di eccellenza sono i molini Agugiaro & Figna con il marchio “5 Stagioni”, la gamma più completa di farine dedicata all’utilizzo in pizzeria e conosciuta in tutto il mondo.

Il premio si disputa giovedì 6 luglio a Napoli presso il Circolo Nautico Posillipo.

Quest’anno è inserito per la prima volta all’interno di “FRESKISSIMA”, evento di degustazione giunto alla sua terza edizione e organizzato dall’associazione Progetto Abbracci ONLUS (presidente Claudio Zanfagna) con lo scopo di donare una cucina e un refettorio per un ricovero destinato ai senza fissa dimora presso la parrocchia di S. Gennaro al Vomero.

L’appuntamento di luglio dal titolo “Pizze e sfizi ‘nterra ò mare” è dedicato allo Street Food partenopeo e vede la partecipazione di autentici campioni del tradizionale cibo da strada tra i quali Giuseppe Pignalosa, Pasquale Rossi, Gino Sorbillo, Nello Falanga, Pasquale Torrente, Peppe Aversa, Rosario Sbaglio, Marco Leopoldo, Casa Infante, Bakery Pasqualino.

I giovani pizzaioli selezionati hanno massimo 35 anni e si distinguono per la passione ed il desiderio di valorizzazione dei prodotti tipici campani che inseriranno all’interno delle loro preparazioni.

La gara

Ogni Pizza Chef deve presentare una pizza a tema obbligato: LA MARGHERITA.

Deve utilizzare prevalentemente prodotti della sua regione con basso valore economico, in rispetto della filosofia di utilizzo di prodotti semplici ma di qualità. Ogni ricetta deve essere interamente eseguita in loco salvo l’impasto base.

I concorrenti: Michele Castaldo (O’ Gemell- Casal Buono), Emilano Corcione (Morsi & Rimorsi-Ottaviano), Alessandro di Gennaro (Daniele Gourmet-Avellino) Simone Esposito (Napoli Napoli- Napoli), Danilo Fusco (Benvenuti al Sud- Napoli), Salvatore Lioniello (O’ Sole mio- Succivo), Vincenzo Matarese (Bob & Claire-Pozzuoli), Nino Pannella (Nino Pannella-Acerra), Domenico Pisciottano (La Pietra Azzurra-Caselle in Pittari), Vincenzo Puopolo (da Attilio Albachiara- Napoli), Michele Sorvillo (Chalet O’ Sole Mio- Orta di Atella), Tina Vuolo (Guglielmo Vuolo-Napoli).

I 2 vincitori delle qualificazioni campane saranno ammessi alla finale di Pizza Chef Emergente d’Italia 2017 che si disputerà dal 7 al 10 ottobre a Roma. All’interno della stessa manifestazione saranno selezionati i finalisti pizza chef emergenti per il Nord, per il Centro e per il resto del Sud e tutti insieme si scontreranno per il conseguimento del trofeo finale.

Sicilia en Primeur 2017 – "Summer Edition" a Radicepura a Giarre

Degustazioni di vini di alta qualità sotto la regia dei produttori che raccontano segreti e curiosità di rossi e bianchi imbottigliati in Sicilia. Da domenica, 25 giugno, ore 18.00.


E' il filo conduttore di “Summer Edition”, l’evento di Assovini - associazione che riunisce 76 aziende vitivinicole siciliane - che si terrà ogni domenica fino al 22 ottobre 2017 in collaborazione con il Radicepura Garden Festival.


“Summer Edition”, che debutta domenica 25 giugno alle 18, apre un nuovo appuntamento dell'edizione 2017 di Sicilia en Primeur con una formula inedita: dopo la degustazione tecnica dei vini - dedicata a ristoratori, enotecari, sommelier, buyer- anche wine lovers e curiosi del mondo dell'enologia avranno la possibilità di assaggiare i vini delle aziende Cottanera (Etna - Randazzo, Ct); Di Giovanna (Sambuca di Sicilia, Ag); Feudo Maccari (Noto, Sr). A seguire, l’aperitivo DROP! con DJ Set / Mixology / Tasting.

Tra i vini in degustazione domenica 25 giugno: Etna Bianco (Cottanera), Etna Rosso (Cottanera),Vurrìa, Grillo (Di Giovanna), Rosato di Nero d’Avola (Di Giovanna), Family & Friends (Feudo Maccari), Saia (Feudo Maccari). Nelle successive domeniche, fino al 22 ottobre, saranno in degustazione tante altre etichette di aziende Assovini.

La degustazione tecnica è con prenotazione obbligatoria a causa del numero limitato di posti disponibili.

Info e prenotazioni: promozione@assovinisicilia.it indicando il/i nominativi e un telefono per la conferma. Posti disponibili per le degustazioni: 20, con prenotazione aperta sino ad esaurimento. Operatori: ingresso gratuito (ristoratori, enotecari, sommelier, buyer). Pubblico: ingresso a pagamento euro 15.

Assovini Sicilia è un’associazione che riunisce 76 aziende vitivinicole siciliane di piccole, medie o grandi dimensioni, accomunate da tre elementi: il controllo totale della filiera vitivinicola, dal vigneto alla bottiglia; la produzione di vino di qualità imbottigliato; la visione internazionale del mercato.

Il mondo del vino siciliano ha a Radicepura un giardino intitolato ad Alfeo e Aretusa, realizzato da James Basson, garden designer inglese stabilitosi nel sud della Francia. La sua passione per i paesaggi naturali, da cui si ispira, lo porta a specializzarsi nei dry gardens e nell’utilizzo di materiali naturali e di artigiani locali. Ha vinto numerosi premi nei Garden Shows in giro per il mondo, medaglie d’oro in Giappone, Singapore, Philadelphia e Londra. Al recente Chelsea Flower Show 2017, Basson ha vinto una medaglia d'oro nell’ambito dell’evento organizzato dalla Royal Horticultural Society. Basson ha conquistato inoltre il “Best Show Garden”, il premio principale della storica e prestigiosa manifestazione inglese, con il suo “The M&G Garden” dedicato all'isola di Malta.

Radicepura è un parco incantevole e polifunzionale incastonato nella terra di Sicilia. Il parco si trova a Giarre, in provincia di Catania, in un territorio unico, a metà strada tra l’Etna e il Mar Ionio. Nasce dal sogno di un uomo, Venerando Faro, che qui ha esaltato la sua esperienza storica nel campo del florovivaismo internazionale. 5 ettari, 3000 specie di piante, la Banca dei Semi, le strutture dedicate all'accoglienza congressuale e agli eventi privati. Spazi diversi in un luogo unico, che si propone come punto di riferimento per il turismo congressuale ma anche centro di eccellenza per ricercatori, paesaggisti, operatori del verde e appassionati tutti.

Radicepura Garden Festival (21 aprile – 21 ottobre 2017) è il primo evento internazionale sul Garden Design del Mediterraneo che coinvolge i protagonisti del paesaggismo, dell’arte e dell’architettura. Il festival nasce con l’obiettivo di valorizzare il verde, come motore di sviluppo di Italia e d’Europa, attraverso iniziative, eventi e linguaggi culturali: dalla musica alle installazioni artistiche, dalla botanica ai percorsi enogastronomici. Il tema di questa prima edizione è “Esperienze mediterranee”.

PREMIO ISCHIA, IL CRITICO VISINTIN ELETTO MIGLIOR COMUNICATORE DEL GUSTO

Valerio Massimo Visintin, alias il "Critico Mascherato", si aggiudica il Premio Ischia per la narrazione enogastronomica. Conferito ai giornalisti che nell'arco della loro carriera si sono distinti per professionalità e deontologia, il Premio Internazionale di Giornalismo Ischia, alla sua 38ma edizione, rinnova la collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier.

Cresce l’apprezzamento per la sezione dedicata al racconto del vino e del cibo, nata lo scorso anno in collaborazione con l’AIS. “In oltre cinquant’anni di attività abbiamo potuto percepire l’eccellente considerazione di cui gode l’Associazione Italiana Sommelier nell’opera di valorizzazione del vino italiano” ha dichiarato Antonello Maietta, Presidente nazionale dell’AIS; “attraverso il Premio Ischia intendiamo evidenziare anche l’impegno che dedichiamo all’enogastronomia in tutte le sue sfaccettature e l’attenzione nei confronti di chi la racconta con entusiasmo e competenza.”

Nell’albo di quanti si possono fregiare di questo ambito onore figurano i più significativi personaggi del giornalismo mondiale. La celebre “Penna d’oro”, il Premio Comunicatore Internazionale e gli altri riconoscimenti tematici hanno valorizzato, nel corso di trentasette edizioni, quello che a buon titolo si può definire l’approdo dei grandi del giornalismo.

Quest’anno il Premio Ischia per la narrazione enogastronomica, che sarà consegnato a Lacco Ameno il 30 giugno, è stato assegnato a uno dei più acuti critici gastronomici, Valerio Massimo Visintin, che ha fatto dell’anonimato la sua dottrina. Da ventisette anni scrive per il “Corriere della Sera”, in diverse rubriche cartacee e web che la testata dedica alla ristorazione e all’enogastronomia. Ha pubblicato numerose guide e alcune apprezzate opere di narrativa. Collabora con le riviste “Vitae” e “Grande Cucina”.

“Non c’è giornalista più atipico e solitario del critico”, afferma Visintin. “Noi non ci confrontiamo con i fatti, non diamo notizie, non scandagliamo verità nascoste. Azzardiamo sentenze, basandoci sulla lettura di percezioni personali. Tanto più opinabili e volatili in campo gastronomico, dove prevalgono il gusto individuale e persino l’umore del momento. Questo premio, dunque, non soltanto mi onora, ma restituisce alla mia piccola missione quotidiana un senso di utilità e concretezza, che talvolta rischia di perdersi. In trent'anni di ristoranti, ho guadagnato trenta chili. Ora posso dire che è servito a qualcosa.”

Visintin, infatti, crede fermamente che i critici gastronomici debbano mantenere l’anonimato nell’esercizio delle proprie funzioni. Per questo motivo, visita i ristoranti soltanto in incognito: chef, camerieri e osti non conoscono il suo volto. Per mantenere il suo anonimato, nelle occasioni pubbliche si presenta con il viso coperto da un passamontagna.

La giuria ha assegnato il premio a Visintin con questa motivazione: “Per il rigore dimostrato in decenni di attività nelle vesti di critico enogastronomico, svolta con acume e obiettività, osservando un irreprensibile anonimato per tener fede al proposito di giudicare ogni locale dal punto di vista dell’avventore qualsiasi, senza i privilegi derivanti dall’essere conosciuti. Un anonimato che ha condotto a forti condizionamenti nella sua vita privata e sociale. Pregevolissima è anche la sua prosa, che rivela una profonda conoscenza della lingua italiana: efficace, accurata, stilisticamente esemplare, spesso ravvivata da una vena arguta e spiritosa”.

mercoledì 21 giugno 2017

Vigneto, cantina, mercato. Investimenti, valorizzazione, ricerca, al via il VII Forum nazionale vitivinicolo della Cia

Il VII Forum nazionale vitivinicolo della Cia il 23 giugno a Montepulciano.


Una tavola rotonda per analizzare gli scenari di mercato e fare il punto su investimenti, ricerca, modelli di sviluppo e possibili sinergie nel settore."Vigneto, cantina, mercato. 


Investimenti, valorizzazione, ricerca": è questo il titolo del VII Forum nazionale vitivinicolo con cui la Cia-Agricoltori Italiani dà appuntamento a esperti del settore, mondo delle istituzioni e dell'imprenditoria venerdì 23 giugno alla Fortezza Medicea di Montepulciano.

L'Italia è leader mondiale nel settore con 51 milioni di ettolitri di vino prodotti nel 2016, ma occorre individuare modelli che contribuiscano alla creazione di valore nei territori vitivinicoli oltre a sistemi e sinergie per potenziare il Made in Italy. Per questo, l'incontro proporrà una riflessione sui nuovi scenari di mercato del comparto, con particolare attenzione ad alcuni passaggi di rilevanza strategica della filiera, come gli investimenti, la ricerca e la dematerializzazione dei registri.

I lavori inizieranno alle 09.30 con i saluti del sindaco di Montepulciano Andrea Rossi, del presidente della Cia Toscana Luca Brunelli e di Piero Di Betto, presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. Alle due relazioni introduttive di Denis Pantini di Nomisma e di Daniele Piccinin del Gruppo di Interesse Economico Vitivinicolo Cia seguirà la tavola rotonda moderata dal giornalista de Il Sole 24 Ore Giorgio Dell'Orefice, a cui parteciperanno esponenti del mondo imprenditoriale e politico.

Interverranno: Linda Mauperon, Coordinatrice delle Unità Politiche vitivinicole della Commissione Europea DG Agri, Luca Sani, presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati; Marco Remaschi, assessore all'Agricoltura della Regione Toscana; Stefano Zanette, presidente del Consorzio Doc Prosecco; Antonio Rallo, presidente Doc Sicilia e dell'Unione Italiana Vini; Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Dop Parmigiano Reggiano e Giovanni Busi, presidente del Consorzio Docg Chianti; Ruenza Santandrea, Coordinatrice Vitivinicolo – ACI; Luca Bianchi, Capo Dipartimento Politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca del Mipaaf e Brunella Saccone, dell'Ufficio Agroalimentare e Vini dell'Agenzia ICE.

Le conclusioni saranno affidate al presidente di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino. Seguirà visita alle Cantine "Tenute del Cerro".

Vinòforum - Lo Spazio del Gusto e Birròforum: migliaia di presenze per i due eventi nel segno della contaminazione

Terminati i due appuntamenti capitolini dedicati al meglio delle produzioni enogastronomiche e brassicole del nostro Paese. Informato e a caccia di esperienze oltre la semplice degustazione: è l’identikit del visitatore di quest’anno fotografato dagli organizzatori.

Una vera e propria esperienza multisensoriale quella vissuta a Vinòforum – Lo Spazio del Gusto (3-12 giugno) e a Birròforum (15-18 giugno), le due manifestazioni che anche quest’anno hanno animato gli spazi en plein air in Lungotevere Maresciallo Diaz a Roma, coinvolgendo grandi chef, maestri pizzaioli, produttori e buyer internazionali con una ricca proposta di eventi legati all’universo del wine, del food e a quello brassicolo, ma anche alla contaminazione culturale. Un mosaico di appuntamenti, tra curiosi esperimenti gustativi e degustazioni, che hanno riscosso un grande successo di pubblico, con ricadute più che positive per le aziende partecipanti.

“Vinòforum e Birròforum hanno coinvolto due target molto differenti di pubblico - spiega Emiliano De Venuti, ideatore e organizzatore delle due manifestazioni - ma se proprio dovessimo tirare una linea tra i due mondi direi che il profilo che va delineandosi è quello di un consumatore, principalmente donna, informato e sempre più attratto da un’offerta variegata. Mai come per queste edizioni, abbiamo avuto dimostrazione che la nostra scelta di puntare sulla contaminazione funziona ed è in grado di intercettare e attrarre un vasto pubblico orientato ad esperienze che vadano oltre la semplice degustazione. Per questo il nostro obiettivo rimane quello di proporre format in grado di lavorare su tre livelli: business, entertainment e formazione.”

Sono stati 42mila i visitatori - suddivisi tra wine&food lovers, operatori del settore e stakeholder - della XIV edizione di Vinòforum – Lo Spazio del Gusto,che ha ospitato oltre 500 cantine vitivinicole, più di 2.500 vini in degustazione, 40 Temporary Restaurant con oltre 120 ricette (fusion, carne, pesce, pizza, fritti) e 20 special dinner, tra gli incontri targati Maestri in Cucina, con menu a 4 mani firmati da 10 grandi cuochi insieme ad altrettanti maestri pizzaioli della Penisola, e le esclusive cene di The Night Dinner, con la partecipazione di chef e bartender che hanno proposto piatti ad alto tasso gourmet, vini e cocktail studiati ad hoc, sullo sfondo degli skyline di diverse città del mondo. Tra le novità 2017, anche i momenti formativi organizzati dalla Vinòforum Academy che hanno registrato il tutto esaurito nel corso dell’evento, dando ai partecipanti l’occasione ideale per conoscere il patrimonio agroalimentare italiano, tra speed tasting con Master Sommelier, degustazioni con grandi produttori vitivinicoli e incontri dedicati alle eccellenze gastronomiche nella Dispensa Italia.

La produzione brassicola di qualità è stata invece protagonista della V edizione di Birròforum che ha portato sul palcoscenico 20 birrifici artigianali, esclusivamente italiani, abbinati alla tradizione culinaria del “fritto misto all’italiana” approdata per la prima volta a Roma grazie al “gemellaggio” con Fritto Misto, la più grande manifestazione italiana dedicata alla frittura che si svolge ogni anno nel centro storico di Ascoli Piceno.

Per l’unicità del suo format, Birròforum anche per questa edizione è stato un successo in termini di presenze, registrando oltre 18mila visitatori che in soli quattro giorni hanno partecipato alla manifestazione degustando le decine di etichette spillate con stili e gusti differenti per ogni palato. Promossi a pieni voti dal pubblico gli originali incontri di “Birretta da Chef” che, grazie al supporto della Cinegustologia® di Marco Lombardi, hanno visto andare in scena quattro speciali cene firmate da grandi chef (Davide Scabin, Massimo Viglietti, Arcangelo Dandini, Susanna Sipione) e raccontate in associazione a film diretti da veri maestri del grande schermo, da Stanley Kubrick a Quentin Tarantino; ma anche i laboratori per appassionati e neofiti, che ogni sera hanno visto alternarsi degustazioni guidate, momenti dedicati alle tecniche e ai processi di birrificazione e approfondimenti sulle novità del mondo della birra.

Friuli Venezia Giulia. Arriva la DOCG per i vini del Collio

In occasione dell’anteprima dei vini del Collio, il Consorzio di Tutela presenta a livello internazionale la Denominazione di origine controllata e garantita. Le due new entry: "Collio Gran Selezione" e Pinot grigio "Superiore".


I vini del Collio, famosi in tutto il mondo e con una produzione che si attesta su 6,5 milioni di bottiglie vendute all’anno, avranno la massima tutela di qualità prevista in Italia. 


Il Consorzio presieduto da Robert Princic ha infatti ufficialmente avviato con il Ministero per le politiche agricole, la procedura per il riconoscimento della Docg all’intero territorio costituito da 1.450 ettari coltivati a vite. La decisione è maturata con i produttori, con le istituzioni locali e regionali ed è stata illustrata a giornalisti italiani e stranieri in occasione del nuovo evento speciale “Enjoy Collio Experience”: cinque giornate dedicate alle persone, al vino e al territorio, caratterizzate da un ricco programma iniziato il 14 giugno e conclusosi domenica 18.

Un territorio meraviglioso il Collio: posto all’estremo lembo orientale della regione, in provincia di Gorizia e a ridosso del confine con la Slovenia, alla bellezza della natura si uniscono le opere che gli uomini hanno creato nei secoli; dalle chiesette ai castelli, dai “vignali” ai frutteti ed oliveti, dai prodotti della cucina locale, alla varietà delle lingue che si sentono parlare dagli abitanti di queste colline. Un unicum che, proprio per l'eccezionale valore universale, ha spinto a presentare la candidatura del Collio a sito Patrimonio Mondiale dell'Unesco.

Da queste premesse ora si guarda alla DOCG, la denominazione di origine controllata e garantita che, con uno specifico disciplinare di produzione in fase di definizione e di approvazione, formalizzerà ciò che nei fatti ha già da anni le caratteristiche di una Docg, esaltandone la qualità percepita e conferendole maggior valore.

«Il riconoscimento a cui puntiamo ci rende ovviamente molto orgogliosi – afferma Robert Princic, Presidente del Consorzio di Tutela – e credo di parlare a nome di tutto il Collio quando affermo che questo prossimo traguardo sarà una vittoria per tutto il territorio, la possibilità di legare a doppio filo la terra e i vini a cui dà vita».

La denominazione di origine controllata e garantita è la massima qualificazione attribuibile ad un vino ed è un marchio di origine italiano che garantisce al consumatore l’area geografica di produzione. Oltre a rispettare tutti i parametri stabiliti dal disciplinare per i DOC, i vini DOCG sono soggetti a maggiori controlli a garanzia della massima qualità, visivamente riconoscibili con la fascetta (il contrassegno di Stato) sul collo delle bottiglie.

Motore di ogni attività del Consorzio di Tutela è senza dubbio lo stretto legame con le sue genti che lavorano la terra e tutelano giorno dopo giorno il territorio, la consapevolezza di arricchire, attraverso la cura delle vigne, il patrimonio ambientale e sostenere la tutela del paesaggio.

L’introduzione del disciplinare di produzione DOCG si inserisce così nella strategia di crescita dell’immagine e della peculiarità del prodotto contribuendo alla valorizzazione di tutto il patrimonio naturale del luogo. Di fatto la produzione Collio Doc ha da anni le caratteristiche della Docg, infatti già adesso le rese per ettaro sono basse, garantendo la massima qualità.

Le varietà, oggi riconosciute dal disciplinare in vigore, saranno le stesse, ma due sono le novità da non trascurare. La prima riguarda un "Collio Gran Selezione", uvaggio 100% autoctono al vertice della piramide qualitativa delle future etichette, che sarà a base di Friulano (Tocai), con in percentuale minore la Malvasia e/o la Ribolla gialla, e che avrà un periodo di invecchiamento di almeno 24 mesi. In altre parole un Collio bianco top.

L'altra new entry sarà il Pinot grigio "Superiore", soggetto ad una regolamentazione più restrittiva che prevederà una resa per ettaro inferiore e un periodo di vinificazione più lungo. Non dimentichiamo che a Gorizia già 170 anni fa si produceva Pinot grigio e se ne analizzò il mosto il giorno 3 ottobre 1847, col pesa-mosto Wagner da poco brevettato.


CONSORZIO TUTELA VINI COLLIO: fondato nel 1964, il Consorzio rappresenta le 166 aziende socie e si occupa della tutela, valorizzazione e promozione della denominazione. È uno dei consorzi più antichi d’Europa, se si considera che la prima associazione fra viticoltori del Collio fu fondata nel lontano 1872, il terzo in Italia e il primo in Friuli Venezia Giulia. Il Consorzio, un tempo impegnato essenzialmente in Italia, punta oggi, dopo 50 anni di percorso, sempre più alla promozione e ai mercati internazionali.

AL VIA LA NUOVA EDIZIONE DI CANELLI CITTÀ DEL VINO: CASA GANCIA APRE LE SUE PORTE E CELEBRA IL METODO CLASSICO


Dal 23 al 25 giugno torna la kermesse che celebra lo spumante italiano la cui storia è indissolubilmente legata al nome Gancia, la casa spumantistica co-protagonista della manifestazione.


Tutto pronto per una nuova edizione di Canelli Città del Vino, la tre giorni di degustazioni, enogastronomia, musica e tradizioni che si svolgerà dal 23 al 25 giugno nel cuore di Canelli, capitale del Metodo Classico e terra riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Proprio a Canelli Carlo Gancia nel 1865 perfezionò, per la prima volta in Italia, questo vino prodotto con rifermentazione in bottiglia.

Gancia come tutti gli anni farà parte del circuito delle quattro cattedrali sotterranee che terranno le cantine aperte per le visite e le degustazioni durante la manifestazione accogliendo i visitatori con un programma fitto e interessante.

Durante le tre giornate infatti i visitatori potranno, su prenotazione, visitare le “cattedrali sotterranee” di Casa Gancia, ovvero le splendide gallerie di affinamento con volte a crociera, risalenti al 1660, culla del progetto che ha portato al riconoscimento a Patrimonio dell’Umanità per il territorio delle Langhe e Colline Astigiane e degustare gli spumanti Gancia presso il Wine Shop dell’azienda.

Per questa edizione Casa Gancia ospiterà la cantina BISSON di Chiavari (www.bissonvini.it), ideatrice del processo di invecchiamento delle bottiglie di Metodo Classico sul fondale marino ad una profondità di 60 metri. In degustazione saranno quindi proposti: l’Alta Langa Docg Metodo Classico Brut 36 mesi, l’Asti Docg e lo Spumante Metodo Classico Bisson. La visita guidata su prenotazione e le degustazioni saranno al costo di € 20,00; per chi è in possesso della Canelli Wine Card il costo sarà di € 10,00; per info e prenotazioni rivolgersi al numero: 0141 830253.

Durante la manifestazione i riflettori saranno inoltre puntati sul Secondo Forum Nazionale sul Metodo Classico dal titolo “Questione di Metodo” che si terrà sabato 24 giugno alle ore 10:00 presso le Cantine Contratto, via G.B. Giuliani 56.

L’appuntamento metterà attorno ad un tavolo i principali attori delle maggiori aree vocate del settore. Voluto e ideato dal giornalista Vanni Cornero, dopo il focus del 2016 su un mondo a tante velocità, il tema dominante di quest'edizione riguarderà i numeri che contraddistinguono il Metodo Classico: numeri a tutto tondo, che non sono solo bottiglie vendute ma, anche, immagine, comunicazione, trasmissione di valori e di identità territoriali.

La manifestazione Canelli Città del Vino 2017 coinvolgerà come ogni anno tutta la cittadinanza e i visitatori con importanti appuntamenti come cene a tema, local food, eventi in piazza, accompagnati da musiche della tradizione, spettacoli e intrattenimento.

Un’occasione unica per vivere il territorio UNESCO delle Langhe e Colline Astigiane in tutte le sue sfumature.

martedì 20 giugno 2017

LUPPOLO.IT: IL CREA PER LA BIRRA ARTIGIANALE 100% MADE IN ITALY

Al via il progetto LUPPOLO.IT, affidato dal MiPAAF al CREA, con l’obiettivo principale di incrementare la sostenibilità e la competitività della filiera brassicola nazionale.


Attraverso il miglioramento competitivo e qualitativo delle materie prime (orzo e in particolare luppolo), il CREA coordinerà le attività per realizzare una filiera della birra artigianale 100% made in Italy. Non tutti sanno, infatti, che le materie prime oggi sono quasi interamente importate dall’estero. Un circuito italiano di coltivazione del luppolo potrebbe contribuire alla diffusione di una diversa qualità delle materie prime e del prodotto finale, dovuta all’unicità e alla particolarità della geomorfologia del territorio nazionale.

Dopo aver identificato attraverso mappe tematiche le aree adatte alla coltivazione del luppolo e le varietà internazionali maggiormente diffuse in Italia, verrà stimata la loro adattabilità al nostro territorio e valutata la resa qualitativa e organolettica della birra prodotta. Ma non solo. I ricercatori del CREA proporranno strumenti operativi per una gestione meccanizzata del luppoleto in grado di ridurre l’apporto di manodopera nel ciclo produttivo. Inoltre, nell’ottica di attuare in futuro un programma di breeding, verrà analizzata la variabilità genetica dei luppoli spontanei reperiti in alcune regioni d’Italia. Ed ancora, sarà valutato lo stato fitosanitario dei luppoleti considerati con il chiaro intento preventivo di individuare le fitopatie ed i fitofagi maggiormente diffusi. In aggiunta, si cercherà di produrre birre artigianali 100% made in Italy, a partire dalla combinazione di orzi dall’elevata qualità maltaria con il luppolo italiano. Infine, Il CREA analizzerà le dinamiche economiche-strutturali della filiera, favorendo processi di cooperazione fra gli attori del settore.

Per rendere possibile la produzione di una birra 100% made in Italy, a partire dalla coltivazione delle materie prime, il CREA ha messo in campo professionalità e competenze diversificate che spaziano dalla genetica, alla meccanizzazione, alla difesa fitosanitaria, agli aspetti qualitativi delle produzioni, fino alle analisi degli aspetti economico-strutturali della filiera, con il coinvolgimento di ben 10 strutture dislocate in tutta Italia. L’approccio multidisciplinare del progetto rappresenta una ricchezza ed un’opportunità per cercare di rispondere a questioni e a sollecitazioni di diversa natura provenienti da tutto il territorio nazionale.

Partecipano al progetto anche il Centro Appenninico del Terminillo “Carlo Jucci”, dove è prevista, nell’ambito delle attività progettuali, la realizzazione di un campo collezione di ecotipi di luppolo autoctoni provenienti da diversi areali italiani, e numerose aziende di produttori, trasformatori e birrifici operanti sul territorio nazionale.

FORMAZIONE. DA SEMINARIO VERONELLI E AIRO IL NUOVO CORSO DEDICATO ALL’OLIO D’OLIVA ITALIANO

Un viaggio nell’eccellenza dell’oro verde per creare nuove competenze lavorative e valorizzare le produzioni italiane.

Rivolto a professionisti ed appassionati, partirà a settembre il percorso formativo nato dalla collaborazione tra Seminario Permanente Luigi Veronelli e AIRO – Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio, accreditato presso la Regione Lombardia e valido per il conseguimento dell’attestato d’idoneità fisiologica all’assaggio riconosciuto dal MIPAAF e la possibilità di iscriversi nell’Elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini.

Era il 2001 quando Luigi Veronelli scriveva il suo «Manifesto in progress. Per una nuova cultura dell’olio d’oliva». Oggi, il Seminario Permanente che porta il suo nome si unisce ad AIRO – Associazione Internazionale Ristoratori dell’Olio per consentire agli appassionati e ai cultori della gastronomia, ai professionisti del settore olivicolo, agli operatori del commercio agroalimentare e ai ristoratori di approfondire la propria conoscenza di questa eccellenza dell’agroalimentare italiano.

Prenderà infatti il via il 25 settembre a Milano il nuovo percorso formativo dedicato alla conoscenza della filiera olivicola e alla degustazione dell’olio d’oliva che, grazie all'accreditamento regionale consentirà - per la prima volta in Lombardia - di conseguire l’attestato di idoneità fisiologica all’assaggio di oli d’oliva, necessario all’iscrizione nell’Elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini.

Con una proposta didattica sviluppata in tre sezioni - dalle conoscenze di base relative alla filiera dell'olio extravergine d'oliva, i fondamenti della tecnica di degustazione e la valutazione degli abbinamenti olio-cibo, all’illustrazione del suo uso in cucina e degli aspetti nutraceutici, fino alle prove per il conseguimento dell’attestato di idoneità fisiologica all’assaggio di oli d’oliva vergini ed extravergini – il corso vede la conduzione di alcuni dei massimi esperti del settore, tra agronomi, assaggiatori, consulenti e giornalisti specializzati: personalità autorevoli quali Franco Pasquini, presidente di ANAPOO, Giuseppe Mazzocolin, cultore dell’olivo e dell’olio, Alberto Grimelli, agronomo e giornalista, Marco Scanu, oleologo, Andrea Alpi, sensory project manager, Cristina Gazzana, assaggiatrice AIRO, Piero Barachini, vivaista, e Fiammetta Nizzi Grifi, agronomo e responsabile tecnico del Consorzio Olio DOP Chianti Classico. Tra i docenti splendono anche le stelle di Tano Simonato, chef patron del ristorante milanese Tano passami l’olio e di Matia Barciulli, Chef dell’Osteria di Passignano in provincia di Firenze.

L’olio d’oliva italiano è alla base di tutta la cucina mediterranea e non solo. Per questo, per gli appassionati di gastronomia, il corso è un’opportunità unica per acquisire gli strumenti per poter valutare quale olio acquistare, quale abbinare e come alle diverse pietanze per ottenere il massimo del gusto nonché il massimo beneficio in termini di salute per il corpo. Gli operatori di settore, invece, avranno la possibilità di approfondire le loro conoscenze e di acquisire strumenti e competenze spendibili in tutto il settore gastronomico. Senza dimenticare quanto la formazione degli operatori e dei consumatori sia determinante per apprezzare e sostenere gli sforzi produttivi delle aziende olivicole italiane, che producono una delle vere e proprie eccellenze italiane nel mondo, l’olio extravergine di oliva, riconosciuto sia per il suo entusiasmante profilo organolettico ma anche per le sue straordinarie proprietà salutistiche e terapeutiche.

Le lezioni del corso Seminario Veronelli - AIRO per aspiranti assaggiatori di olio d’oliva si terranno in orario serale presso il luxury hotel Allegroitalia San Pietro all’Orto 6 di Milano. Un luogo di grande prestigio, nel cuore del capoluogo lombardo, che ha aperto le sue porte alla cultura gastronomica grazie alla solida partnership tra Seminario Permanente Luigi Veronelli, associazione per la cultura del vino e del cibo, Gold Directory, club internazionale che riunisce importanti strutture alberghiere, e Allegroitalia Hotel&Condo, organizzazione che gestisce numerosi alberghi, condotel e ristoranti in Italia e in Cina.

L’edizione milanese, tuttavia, è solo il primo degli eventi che Seminario Veronelli e AIRO condurranno insieme nel Nord Italia a favore della cultura dell’ulivo e dell’olio: una collaborazione tra due importanti associazioni destinata a dare ottimi frutti.

Informazioni:  www.seminarioveronelli.com/

A Vinexpo di Bordeaux la Puglia del vino raccontata al pubblico internazionale con il Primitivo di Manduria

Il Primitivo di Manduria di Claudio Quarta ambasciatore della Puglia nel ciclo di seminari della XIX edizione del Vinexpo di Bordeaux, il tradizionale appuntamento mondiale del settore dove quest’anno si attendono oltre 48.000 visitatori.  

Il rosso “Anima di Primitivo”, Primitivo di Manduria Doc 2015, prodotto nella cantina salentina di Lizzano Tenute Eméra, in provincia di Taranto, protagonista di uno dei cinque seminari organizzati da ICE, Agenzia per la promozione all’estero, dedicati al valore culturale dei vini italiani e ai diversi sbocchi commerciali che i mercati offrono.

“Le enoteche e i Vini Italiani. I vini del collezionismo e le biblioteche del vino”, questo il tema del seminario condotto da due “eminenze” del settore: Attilio Scienza, enologo e docente dell’Università di Milano e Raoul Salama, giornalista e docente di enologia dell’Università di Bordeaux.

Insieme ai vini che hanno fatto la storia dell’enologia italiana e reso famoso il Made in Italy in calice in tutto il mondo, ci sarà anche il Primitivo di Manduria, bandiera internazionale della produzione vitivinicola pugliese.

La scelta è caduta su “Anima di Primitivo” in occasione della recente visita del prof. Scienza a Tenute Emèra, insieme agli studenti del suo corso, nella giornata- studio della collezione di biodiversità della tenuta di Claudio Quarta, (ne abbiamo parlato qui), considerata la più grande al mondo per le varietà del Mediterraneo, con oltre 500 vitigni impiantati e studiati dal 2009, con un progetto avviato proprio con il team di Scienza dell’Università di Milano insieme al prof Osvaldo Failla.

Un’occasione importante, dunque, per promuovere l’eccellenza pugliese espressa dalla passione e dal profilo qualitativo delle cantine Claudio Quarta Vignaiolo al Salone Internazionale del Vino di Bordeaux, che con 40 Paesi partecipanti e circa 2350 espositori, vuol essere un momento globale di confronto sulle tendenze dei principali Paesi produttori di vino.

Professione vino senza barriere, Ais diploma il primo sommelier non vedente d'Italia

Si chiama Antonio Tramacere ed ha conseguito il diploma nei giorni scorsi presso la delegazione AIS di Lecce dopo aver superato l’esame di qualificazione come tutti gli altri colleghi. Grande la commozione della commissione di valutazione e degli amici: “Grazie alla collaborazione di mia moglie e ad apposito team di esperti AIS ho potuto studiare e sostenere la prova scritta”.

E’ il primo sommelier AIS non vedente d’Italia; si è diplomato nei giorni scorsi presso l’Hotel Tiziano di Lecce, sede dei corsi della delegazione leccese dell’Associazione Italiana Sommelier guidata da Amedeo Pasquino, sostenendo un esame di qualificazione professionale assolutamente normale e suscitando grande commozione tra i membri della commissione di valutazione, tra i suoi colleghi aspiranti sommelier e in tutta la comunità pugliese degli appassionati del vino.

Antonio Tramacere, 49 anni, di San Pietro in Lama (Lecce), ha sostenuto l’esame di qualificazione professionale per diventare sommelier la settimana scorsa, superandolo brillantemente nonostante le difficoltà oggettive di approccio alla parte visiva della prova. “E’ nato tutto per gioco: mia moglie ed io siamo sempre andati per cantine. Poi, parlando con amici di AIS Lecce, mi hanno convinto a fare il corso. Il primo livello è stato facile, perché mi ha fatto tra l’altro conoscere un gruppo di persone fantastiche e ha cambiato il mio modo di considerare il vino. Il secondo è venuto in automatico”.

Il terzo livello, invece, è arrivato dopo una pausa, “perché ho dovuto affrontare una serie di difficoltà tecniche”. Tramacere è riuscito infatti a portare a termine il corso grazie a un team di persone che l’hanno aiutato a superare i suoi limiti. In primis la moglie Rosaria, che ha preso appunti per lui alle lezioni e che ha scritto ciò che Antonio dettava durante la prova d’esame; poi Mauro Carosso e Giuseppe Baldassarre, rispettivamente presidente e componente della Commissione Didattica Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier, in prima linea per superare tutte le difficoltà del caso e per rendere tecnicamente possibile l’esame; Manuela Cornelii di AIS Abruzzo, “che sta lavorando ad un progetto mirato a consentire la frequenza al corso a tutte le persone nelle mie condizioni, e poi, soprattutto, la delegazione AIS Lecce, con Amedeo Pasquino in testa, che mi hanno fatto sentire un grande affetto intorno”.

Il resto l’ha fatto la possibilità di utilizzare la sintesi vocale di un pc. “Un lavoraccio per cui ho dovuto sospendere tanti altri impegni, attività sportiva compresa. Oggi sono finalmente sommelier, anche se non ho potuto portare a termine la prova visiva dell’esame”, conclude Antonio Tramacere, “perché, come diceva Giacomo Tachis, “L’olfatto è la vista dell’anima e delle emozioni”: una frase che costituisce la mia stella polare”.

Enoturismo. Le Città del Vino alla Convention in Umbria

Da tutta Italia tornano a riunirsi gli amministratori dei 420 Comuni a vocazione vitivinicola. Venerdì 23 giugno “simposio” enoturistico a Torgiano (Pg), sabato 24 a Montefalco premiazione dei vincitori de La Selezione del Sindaco e domenica 25 a Orvieto (Tr) l’assemblea nazionale.

I sindaci e gli amministratori delle Città del Vino tornano a riunirsi in Umbria per la Convention d’inizio estate, dal 22 al 25 giugno, a Torgiano, Montefalco e Orvieto. Tema centrale di questo nuovo appuntamento dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani a vocazione vitivinicola (420 enti locali) è l’enoturismo, protagonista del simposio “Un Turismo per Tutti i Gusti” (venerdì 23 ore 10-16, sala del Cardinale, Torgiano).

Dopo i saluti della presidente della regione Umbria, Catiuscia Marini; del presidente di Città del Vino, Floriano Zambon; del sindaco di Torgiano, Marcello Nasini; e del presidente di Recevin, Josè Calixto, sono previste le relazioni di: Magda Antonioli Corigliano, direttrice del master in Economia del Turismo all’Università Bocconi (“Enogastronomia e Turismo: come si declinano oggi”); il professor Giuseppe Festa dell’Università di Salerno, che presenterà i risultati del XIII rapporto sull’Osservatorio Nazionale del Turismo del Vino; il senatore Dario Stefano, che interverrà sulla nuova legge sull’enoturismo (DDL 2616, disciplina dell’attività di enoturismo); Carlo Giovanni Pietrasanta, presidente del Movimento Turismo del Vino (“Sviluppo dell’enoturismo italiano e nuovo inquadramento normativo”).

Previste anche una sessione dal titolo “Economia dell’esperienza … e del consumo. Drivers di acquisto dei prodotti alimentari”, con relazioni di: Cosimo Finzi, direttore di Astra Ricerche; Stefano Dominioni, direttore dell’Istituto degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa; Pierre Verdier, presidente fondazione Iter Vitis Francia (Itinerario Culturale Europeo); e Per Karlsson, direttore BK Wine Svezia-Francia.

Giornata intensa di relazioni con la terza sessione dedicata a “come il digitale ha cambiato il mondo del turismo enogastronomico. Brand reputation, marketing e comunicazione online”.

Con relazioni di Mirko Lalli, docente di master in Comunicazione d’Impresa dell’Università di Siena; Anne Lehr, responsabile di WE Women Economy; Claudia Mencacci, presidente del consorzio albergatori Montepulciano; Trushnikova Svetlana, managing director e giornalista.

A parlare di programmi di “Sviluppo Rurale e Psr” e opportunità per il settore vitivinicolo il dottor Giuseppe Antonelli dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Umbria.

Ultimo argomento del simposio il “Modello distrettuale nei marchi a ombrello. Buone pratiche di marketing contro l’analfabetismo eno-gastronomico. Espeienze a confronto”, con relazioni di Katia Laura Sidali, docente alla Free University di Bozen; Donatella Tesei, sindaco di Montefalco (Pg) e coordinatrice delle Città del Vino dell’Umbria; Roberta Capitello e Diego Begalli, docenti al dipartimento di Economia Aziendale all’Università di Verona; Franco Maria Ricci, presidente dell’Associazione Italiana Sommelier; Ivane Fàvero, vicepresidente di Aenotur/Amèrica Latina (Brasile).

La conclusione dei lavori a Fernanda Cecchini, assessore all’Agricoltura e Cultura della regione Umbria; e Fabio Paparelli, vicepresidente regione Umbria con delega al Turismo.

“Alla luce dei risultati che l’enoturismo ha portato ai nostri territori oggi è giunto il momento di avere una nuova legge sul turismo del vino a sostegno di un segmento che non è più una nicchia di pochi esperti, ma un movimento di massa che attorno ad alcuni eventi, come Calici di Stelle ad agosto, in programma nelle piazze di 200 Città del Vino, riesce ad attirare oltre un milione di enoturisti – commenta il presidente delle Città del Vino, Floriano Zambon -. C’è bisogno di norme che favoriscano

lo sviluppo dei territori, il finanziamento di progetti enoturistici e delle Strade del Vino, nuove opportunità aperte dai PSR. Insomma, oggi più che mai il settore ha bisogno d’investimenti perché può creare tanta occupazione, come dimostrano anche i dati del libro bianco delle Città del Vino presentato durante il Trentennale dalla fondazione dell’Associazione, celebrato a Roma il 21 marzo”.

Gli altri appuntamenti: Banco d’Assaggio e Assemblea dei Sindaci

Durante la Convention delle Città del Vino un altro appuntamento da non perdere è con il banco d’assaggio dei vini vincitori del concorso enologico internazionale La Selezione del Sindaco, in programma sabato 24 giugno a Montefalco (Pg) presso il complesso museale San Francesco. Grande novità di questa XVI edizione del concorso è l’ottimo risultato ottenuto dai vini portoghesi che si sono aggiudicati le prime tre Gran Medaglie d’Oro. In degustazione anche vini delle regioni italiane e da Croazia, Germania, Azerbaijan, etc.

Domenica 25 giugno, infine, a Orvieto (Tr) l’Assemblea dei sindaci delle Città del Vino e una visita guidata ai sotterranei della cittadina e al Duomo.

I risultati della Selezione del Sindaco

Sono 350 i vini premiati alla XVI edizione del concorso enologico internazionale La Selezione del Sindaco, organizzato dalle Città del Vino, quest’anno a Tramonti (Sa) dove si sono svolte le commissioni d’assaggio, alla presenza anche di alcuni buyer. Il primo, il secondo e il terzo posto vanno tutti a tre vini portoghesi: il vino dolce Moscatel de Setubal Reserva 2008 della cantina Venancio da Costa Lima di Quinta do Anjo, Penisola di Setubal, conquista la prima Gran Medaglia d'Oro con il punteggio di 94,8 centesimi; il Vinho Porto Old + 40 Anos 2014 di José António Fonseca Augusto Guedes Unipessoal, prodotto a Lamego nella regione del Dao da uve malvasia fina in purezza, arriva secondo con 94,4 punti; terzo il Moscatel Roxo de Setúbal Superior 2010 prodotto da Casa Ermelinda Freitas ad Águas de Moura, penisola di Setùbal. Al quarto posto, e primo italiano meglio classificato, il Torcolato Breganze DOC 2013 dell’azienda agricola Ca' Biasi, di Breganze (Vi). Primo tra i vini bianchi, sempre Gran Medaglia d'Oro, il vino “Animafranca” Doc Piave 2014 dell'Azienda agricola Casa Baccichetto di Ponte di Piave (Tv). Sono complessivamente 23 le Gran Medaglie d’Oro: 11 al Portogallo, 4 alla Sicilia, 3 al Veneto, 1 rispettivamente a Puglia, Campania, Toscana e Trentino Alto Adige e Umbria. Sono invece 236 le Medaglie d’Oro e prima tra queste la cantina di Orsogna (Ch) con il Nican Montepulciano d'Abruzzo DOC 2008, con 91,6 punti, seguita dal siciliano Kebrilla 2016, un grillo in purezza dell’azienda Fina Vini di Marsala (Tp), con 91,4 punti. Altre 91 sono le Medaglie d’Argento.

Calici di Stelle 2017. Dalle piazze di Città del Vino un aiuto a Matelica, comune terremotato

La prossima edizione di Calici di Stelle, organizzata dal Movimento Turismo del Vino in collaborazione con le Città del Vino, quest’anno sarà dedicata a Matelica (Macerata), uno dei Comuni danneggiati dal sisma che la scorsa estate ha colpito l’Italia centrale. Parte del ricavato dell’evento, che da oltre 20 anni ha luogo nelle piazze di 200 Città del Vino italiane, e da qualche tempo anche in decine di cantine private, sarà devoluto al municipio marchigiano per iniziative e progetti di solidarietà. La partecipazione agli eventi e agli spettacoli di Calici di Stelle è gratuita, ma per poter fare gli assaggi di vino è necessario pagare qualche euro per avere un bicchiere con logo serigrafato e sacchetta a tracolla, che danno diritto alle degustazioni itineranti.

Cibo, salute, ambiente, Carlo Petrini in Cina apre la strada per il prossimo Congresso internazionale di Slow Food

Il cambiamento climatico, il cibo e la biodiversità saranno le questioni al centro del Congresso internazionale che si terrà in Cina a Chengdu. 


In un momento in cui l'accordo di Parigi sul clima è seriamente messo in discussione, in seguito alla decisione di Donald Trump di ritirare gli Stati Uniti dall'accordo, la lotta contro il riscaldamento globale sta diventando sempre più urgente e merita un'attenzione particolare.

Slow Food si impegna sempre di più nel cercare di contenere gli effetti che il cambiamento climatico esercita sul sistema alimentare a livello globale in termini di perdita di biodiversità, insicurezza alimentare e impoverimento dei contadini, spesso costretti ad abbandonare la loro terra. Questi saranno i temi al centro del Congresso internazionale di Slow Food in Cina.

La Cina è un attore importante nel sistema alimentare mondiale e può giocare un ruolo decisivo in questa sfida di portata globale. Negli ultimi anni Slow Food ha più volte affermato che la produzione del cibo rappresenta una delle principali cause del cambiamento climatico, ma che al tempo stesso potrebbe diventare una delle soluzioni. Slow Food promuove un diverso tipo di agricoltura, che dipenda meno dall’uso di combustibili fossili, inverta il processo di desertificazione, gestisca in modo più efficiente le risorse idriche e impedisca l'erosione del suolo.

La rete di Slow Food in Cina sta lavorando a questo cambiamento di paradigma radicale attraverso diversi progetti volti a salvaguardare la biodiversità alimentare e a proteggere la grande varietà di paesaggi e habitat che caratterizzano il paese. L'Arca del gusto, il progetto internazionale di Slow Food creato per salvaguardare i cibi a rischio di estinzione, conta già 60 prodotti in Cina e molte altre candidature stanno arrivando grazie all’impegno della rete.

Carlo Petrini, presidente internazionale di Slow Food, viaggierà questa settimana in Cina per incontrare i rappresentanti delle istituzioni locali e la rete Slow Food. Il viaggio di Petrini sarà un'occasione per annunciare il Congresso internazionale di Slow Food, un momento fondamentale della vita dell’organizzazione che si svolge ogni quattro anni. Dal 29 settembre al 1 ottobre 2017 si riuniranno a Chengdu 400 delegati provenienti da 90 paesi.

Il 20 giugno Carlo Petrini visiterà il Centro di Ricostruzione Rurale Liang Shuming: un’istituzione che difende i valori Slow Food di buono, pulito e giusto, organizzando seminari e lezioni per promuovere il lavoro dei contadini e proteggere la biodiversità. Le attività promosse dal Centro coinvolgono allo stesso tempo cittadini, volontari, contadini, governi locali e università. Il fondatore del Centro di Ricostruzione Rurale, il prof. Wen Tiejun, aprirà il Forum Slow Food il 20 giugno. All'evento parteciperanno inoltre il comitato scientifico di Slow Food Great China e i rappresentanti locali del governo. Un gruppo di esperti e produttori dell'Arca del gusto e dei mercati contadini accompagneranno l’evento proponendo i loro prodotti in un pranzo collettivo.

Domani 21 giugno Petrini incontrerà Pan Yue, vicepresidente esecutivo dell'Accademia centrale del socialismo di Pechino ed ex vice ministro per la tutela dell’ambiente. Carlo Petrini terrà una conferenza presso l'Università di Sichuan il 22 giugno (ore 16 - 18) sul rapporto tra cibo, salute e ambiente, portando l'esperienza di Slow Food all'attenzione di studenti, piccoli produttori e imprenditori e dei rappresentanti della città di Chengdu. Petrini sarà in quell’occasione nominato professore esperto in campo alimentare dall'Università di Sichuan.

Slow Food sta prestando molta attenzione ai processi che le istituzioni cinesi stanno mettendo in atto per incoraggiare sistemi di produzione alimentare più attenti all'ambiente, alla salute dei consumatori, e alla salvaguardia delle tradizioni gastronomiche regionali. Slow Food Great China desidera collaborare in questo senso al fine di garantire la massima sinergia e il raggiungimento di risultati concreti.

lunedì 19 giugno 2017

Vino ed Export. In Cina 14 denominazioni italiane pronte per essere protette tra le 100 indicazioni geografiche europee

In tutto saranno 26 i prodotti IG italiani ad essere tutelati nel paese del dragone. L'UE e la Cina hanno infatti convenuto di pubblicare formalmente un elenco di duecento indicazioni geografiche europee e cinesi (cento per parte) la cui protezione sarà considerata nell'accordo bilaterale da concludersi nel 2017.

Asti, Barbaresco, Bardolino Superiore, Barolo, Brachetto d’Acqui, Brunello di Montalcino, Chianti, Dolcetto d’Alba, Franciacorta, Montepulciano d’Abruzzo, Nobile di Montepulciano, Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, Soave, "Toscano o Toscana IGT". Queste le denominazioni dell'Italia enoica, all'interno dell’elenco delle 100 referenze europee protette presentato in occasione del recente summit Cina-Europa.

Con la pubblicazione dell'elenco, dal quale emerge il primato italiano con ben 26 Ig presenti, prende il via la procedura per proteggere da imitazioni e usurpazioni i prodotti elencati ed è ragionevole aspettarsi vantaggi commerciali reciproci nonché una maggiore sensibilizzazione dei consumatori e una crescita della domanda di prodotti di alta qualità da entrambe le parti.

Oltre al vino, gli altri prodotti italiani sono: Aceto Balsamico di Modena, Asiago, Bresaola della Valtellina, Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di bufala campana, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, Prosciutto di Parma, Prosciutto San Daniele, Taleggio e Grappa.

Le indicazioni geografiche sono uno dei grandi successi dell'agricoltura europea, con oltre 3.300 denominazioni UE registrate. Vi sono poi circa 1.250 denominazioni di paesi terzi protette nell'UE, principalmente grazie ad accordi bilaterali come quello che ci si accinge a concludere con la Cina. In termini di valore, il mercato delle indicazioni geografiche dell'UE è di circa 54,3 miliardi di euro e complessivamente rappresenta il 15% di tutte le esportazioni UE di prodotti alimentari e bevande.

Il mercato agroalimentare cinese è uno dei maggiori al mondo e cresce di anno in anno, sostenuto da una classe media in aumento che apprezza le bevande e i prodotti alimentari europei, spesso in seguito a viaggi internazionali. Il paese vanta inoltre una ricca tradizione in materia di indicazioni geografiche proprie, molte delle quali ancora in gran parte sconosciute ai consumatori europei e la cui diffusione dovrebbe tuttavia aumentare grazie all'accordo.

Il Commissario europeo per l'agricoltura Phil Hogan ha dichiarato: "I prodotti europei protetti da un'indicazione geografica rappresentano un vero successo e la loro vendita è in aumento a livello mondiale. I consumatori di tutto il mondo hanno fiducia nel nostro sistema di classificazione delle indicazioni geografiche; ciò significa che si fidano dell'origine e della qualità dei prodotti, che sono disposti a pagare un prezzo più alto per questi prodotti e quindi che anche gli agricoltori saranno pagati di più. Una stretta collaborazione con i nostri partner commerciali globali come la Cina è un approccio vincente: avvantaggia i nostri agricoltori e le aziende agricole; sviluppa relazioni commerciali più forti tra operatori affini e naturalmente costituisce un guadagno per i consumatori di entrambe le parti dell'accordo."

La cooperazione UE-Cina in materia di indicazioni geografiche è iniziata da oltre un decennio e ha portato alla protezione di 10 denominazioni di indicazioni geografiche di entrambe le parti nel quadro della normativa dell'Unione e della Cina. Partendo da questa iniziale collaborazione, nel 2010 l'UE e la Cina hanno iniziato a negoziare un accordo bilaterale sulla cooperazione in materia di indicazioni geografiche e sulla loro protezione. La prima tappa di questa procedura è la pubblicazione dei due elenchi di 100 prodotti per parte che riceveranno protezione nei reciproci territori una volta che l'accordo sarà entrato in vigore.

Tra i prodotti dell'Unione potenzialmente oggetto di protezione in Cina inseriti nell'elenco ci sono Bayerisches Bier, Feta, Queso Manchego, Champagne e Polska Wódka, mentre tra i prodotti cinesi che aspirano ad ottenere lo status di indicazione geografica nell'UE figurano per esempio Yantai Ping Guo (mela Yantai), Hengxian Mo Li Hua Cha (tè al gelsomino Hengxian), Panjin Da Mi (riso Panjin) e Baise Mang Guo (mango Baise). Le parti interessate dispongono ora di due mesi di tempo per formulare osservazioni su tutti i prodotti selezionati e, se del caso, sollevare eventuali riserve all'UE o alle autorità cinesi.

Qui la lista completa ec.europa.eu/agriculture/pdf

venerdì 16 giugno 2017

Vendemmia 2017. In Veneto si anticipa di 10 giorni. Il quadro completo in occasione del primo focus del Trittico Vitivinicole 2017

La vendemmia 2017, stante l’attuale andamento climatico caratterizzato da giornate di sole e alte temperature, si annuncia anticipata di una decina di giorni rispetto alla media.

La conferma nel Veneto arriva dalle varietà precoci (Chardonnay e Pinot) che in tempi record risultano già essere in fase di chiusura del grappolo. Per quanto riguarda i vigneti, quasi ovunque nel Veneto si presentano con abbondanti esuberi fogliari che necessitano di essere “controllati” con interventi di cimatura e legatura. La sanità delle uve, al momento, è ottima.

Sono queste le primissime anticipazioni che arrivano da Veneto Agricoltura che, assieme alla Regione, il CREA-VIT e l’Arpav, sta mettendo assieme i dati sullo stato del vigneto ad inizio estate.

Il quadro completo sarà presentato il prossimo 21 giugno (ore 9,30) in occasione del primo focus del Trittico Vitivinicole 2017 in programma a Conegliano-TV presso il CIRVE dell’Università di Padova (via Dalmasso 1), iniziativa unica nel suo genere non solo in Italia. Da alcuni anni gli appuntamenti del Trittico rappresentano infatti importanti momenti di confronto per gli operatori del comparto.

A Conegliano sarà dunque fatto il punto sullo stato vegetativo e fitosanitario del vigneto, anche in rapporto all’andamento meteo del primo semestre, caratterizzato quest’anno da una forte gelata registrata nel mese di aprile, i cui danni al momento non sono ancora quantificabili data la diversa reazione varietale. Ad oggi appare però evidente che alcune varietà, come per esempio il Merlot, hanno recuperato meglio rispetto ad altre, ad esempio il Teroldego.

Nel corso del focus saranno inoltre fornite le prime anticipazioni quantitative sulla prossima vendemmia, grazie ai dati raccolti da una “rete” di operatori che fanno capo ad alcune Cantine e Consorzi delle diverse aree vitivinicole del Veneto ed elaborati dai promotori dell’evento. Infine, saranno approfondite altre importanti tematiche quali le opportunità per una migliore sostenibilità ambientale del vigneto.

PROGRAMMA

Ore 9,30
Saluti
Vasco Boatto, Direttore CIRVE-Università di Padova
Alberto Negro, Direttore Veneto Agricoltura
Giuseppe Pan, Assessore Agricoltura della Regione del Veneto

Ore 10.00
Andamento meteo nel 1° semestre 2017 nel Veneto
Francesco Rech, ARPAV-Servizio Meteorologico di Teolo (Pd)

Ore 10.20
Stato vegetativo del vigneto veneto e primissime indicazioni produttive
Nicola Belfiore, CREA-VIT

Ore 10.50
Danni da gelo sulla vite: soglie termiche ed effetti sui tessuti
Diego Tomasi, Direttore CREA-VIT

Ore 11.20
Opportunità per una migliore sostenibilità ambientale del vigneto
Michele Giannini, Veneto Agricoltura
Paolo Fontana, World Biodiversity Association

Ore 11.50
Dibattito

Coordina: Renzo Michieletto
Veneto Agricoltura - Ufficio Stampa - Europe Direct Veneto

INVITO VIGNETO VENETO, ANDAMENTO E PREVISIONI PRODUTTIVE 2017

“REGIO TRATTURO & FRIENDS”: IMPEGNO AL CONSUMO CONSAPEVOLE VIII EDIZIONE DEL FARM FESTIVAL D’IRPINIA DEDICATO A CIBO, AGRICOLTURA E SOSTENIBILITA’

Una full immersion nei campi e nella cucina tradizionale, esplorando le proprietà terapeutiche delle piante officinali, il mondo delle api e i segreti di un orto naturale. Il 24 giugno 2017 ad Ariano Irpino (Avellino).

“Il mio impegno al Consumo Consapevole”: su questo tema si svilupperà l’ottava edizione di “Regio Tratturo & Friends”, il farm festival che promuove un’alimentazione più sana e consapevole, dalla terra alla tavola, nel cuore dell’Irpinia.


Salvaguardare il futuro del pianeta e il diritto delle generazioni future a vivere esistenze genuine e salutari è la grande sfida per lo sviluppo del 21° secolo. Comprendere i legami fra agricoltura e consumo consapevole del cibo è essenziale per la sostenibilità del pianeta. Una logica di sostenibilità che va alimentata attraverso piccole azioni, comprendendo i legami tra agricoltura e consumo consapevole del cibo, al fine di contribuire a difendere il nostro pianeta. Acquistare, conservare e consumare i cibi con responsabilità, evitare le lusinghe promozionali eccessivamente spinte e generalizzate verso i consumatori, acquistare prodotti realizzati con ingredienti e conservanti quanto più naturali possibile, conoscere il produttore-allevatore-agricoltore, sono solo alcuni degli accorgimenti che possiamo mettere in atto per assicurare alle future generazioni un mondo più sano, equo e sostenibile.

Il Farm Festival quest’anno si svolgerà il 24 giugno, all’Agriturismo Regio Tratturo di Ariano Irpino (Avellino), lungo una delle strade più antiche d’Italia – il Regio Tratturo, appunto – la grande “via d’erba” che nel corso dei secoli ha permesso di praticare la transumanza: migrazioni stagionali delle greggi dai pascoli della pianura pugliese a quelli dei monti abruzzesi, e viceversa, attraversando nel tragitto parte della Campania “di confine”.

Per questa nuova edizione, durante il corso della giornata, si susseguiranno attività e momenti di approfondimento, a rimarcare quanto risulti stimolante e suggestivo proporre nuove forme di turismo sostenibile in Irpinia tra cibo, agricoltura e territorio.

Dalle ore 9 di sabato 24 giugno si vivranno piacevoli pratiche formative a contatto con la natura che ci circonda: si parte con la colazione di rinforzo e la presentazione del Farm Festival. A seguire “Attività nell’orto: 10 passi per iniziare a coltivare un orto naturale”, a cura di Giuseppe Orefice, Presidente Slow Food Campania. Una full immersion nei campi dell’agriturismo per capire i segreti di un orto naturale: scelta del luogo e del terreno, dimensioni, periodo di semina e trapianto, irrigazione, controllo delle erbe infestanti e parassiti, epoca di raccolta. Alle ore 11 “Dall’orto alla tavola: corso di cucina tradizionale” a cura dell’Agriturismo Regio Tratturo per celebrare il matrimonio tra terra e cibo, natura e uomo, in cui ognuno si cimenterà nella preparazione di un piatto tipico della cucina irpina. Prima di iniziare però bisognerà procurarsi le materie prime necessarie per la preparazione del piatto, si dovrà macinare la farina, o ancora, raccogliere gli ortaggi nei campi.

Alle 12.30 degustazione guidata dell'olio di oliva extravergine "Irpinia-Colline dell'Ufita DOP" con Angelo Lo Conte, Slow Food, Condotta "Irpinia Colline dell'Ufita e Taurasi"; alle 15.30 “Impariamo ad allestire in casa una farmacia naturale”, a cura del Prof. Orazio Taglialatela Scafati, Direttore del Corso di Perfezionamento in Piante Officinali, Dipartimento di Farmacia, Università di Napoli Federico II, sulle proprietà terapeutiche delle erbe officinali, riconoscimento, raccolta e sistemi di conservazione; preparazione di rimedi fitoterapici e aromaterapici. Alle ore 17.30 “Il nocino di San Giovanni tra riti magici e leggende, ricette e tradizioni”, a cura dell’Agriturismo Regio Tratturo, su origini, ricette e preparazione del liquore nocino. Alle ore 18 “Introduzione all'apicoltura: dalla teoria alla pratica” a cura di Luigi Mesisca: avvicinarsi al mondo delle api con curiosità, conoscere la loro organizzazione sociale, il loro linguaggio, la loro fisiologia; sapere qualcosa in più sul miele, la smielatura, i prodotti dell’alveare e i primi passi per diventare un vero apicoltore.

Alle 17.30 “Yoga tra gli ulivi dell’agriturismo” a cura di Ilio Ragucci, Musicoterapista, insegnante Yoga/Shiatsu. Alle ore 21 cena spettacolo con Marialuisa De Prisco Quintet-Swing, Jazz e Blues.

Le iscrizioni per partecipare al “Regio Tratturo & Friends” sono aperte (è possibile partecipare anche a singole attività). Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito internet www.regiotratturoandfriends.it.

L’ITALIA DEL VINO AL VINEXPO DI BORDEAUX

Con circa 2.350 espositori da oltre 40 Paesi e con oltre 48.000 visitatori internazionali previsti, il 18 giugno apre a Bordeaux in Francia la XIX edizione di Vinexpo 2017, che inaugurerà ufficialmente il 19 giugno alle 10.15 alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francese Jacques Mézard. 


Da più di 30 anni, Vinexpo rimane fedele al proprio obiettivo - quello di promuovere i vini ed i distillati attraverso il mondo - e dal 1981 propone a Bordeaux un salone dedicato ai soli operatori che si è rapidamente imposto come il principale appuntamento del settore. 


L’Italia, che sarà presente con 225 imprese, è la prima nazione estera per numero di espositori, seconda solo ai padroni di casa. Dopo Prowein e Vinitaly, il Salone Internazionale del Vino di Bordeaux rappresenta un altra importante vetrina per le produzioni enoiche del nostro Paese che così si viene a porre al centro di un momento globale di confronto delle tendenze dei principali Paesi produttori di vino ed alcolici e palcoscenico per la presentazione di nuove proposte di prodotto e nuovi modelli di comunicazione per far fronte efficacemente ai nuovi trend di consumo. 

Il mercato francese dimostra un sempre più crescente apprezzamento per il vino italiano, con crescita pressoché costante delle consegne negli ultimi anni ed un export che nel 2016 ha superato il valore record 155 milioni di Euro (+8.9%), incoronando la Francia come 6° mercato di sbocco in valore, davanti alla Svezia e dopo il Canada e come 4° mercato in volume con oltre 1 milione di ettolitri esportati nel 2016 (+18%).

Fondamentale la presenza di ICE Agenzia, l'ente per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, che punterà su due vettori promozionali: una numerosa collettiva di 40 aziende italiane su una superficie di circa 560 mq, tra le quali spiccano presenze di produttori marchigiani, veneti e piemontesi; e un affascinante ciclo di seminari dedicato al vino italiano e alle sue ineguagliate caratteristiche di eccellenza, versatilità e unicità.

Il ciclo di seminari, che prevede cinque incontri, introdurrà alcuni temi che coniugheranno il plus-valore culturale e immateriale del vino italiano con una dimensione più dinamica che analizzerà i diversi sbocchi commerciali che i mercati offrono.

Questo il programma degli incontri: 1. Gli spumanti intorno al 45° parallelo. L’unicità degli spumanti italiani; 2. Il lato conviviale del vino: dagli antichi banchetti alla hotellerie. Una proposta per ciascun ristorante; 3. I vini del collezionismo e le biblioteche del vino. Una selezione unica per le enoteche; 4. Dalle antiche rotte commerciali all’e-commerce. I vini italiani per la Grande Distribuzione; 5. La vie en rose. Il lato rosa dei vini italiani.

I seminari, che per le interessanti tematiche toccate e la qualità dei prodotti presentati, sono divenuti ormai un appuntamento assai atteso, saranno riservati alla stampa e agli operatori del settore e saranno condotti da Attilio Scienza, enologo eminente e docente dell’Università di Milano, e da Raoul Salama, giornalista e docente di enologia dell’Università di Bordeaux.