lunedì 23 ottobre 2017

Eventi. Alleanza Cooperative presenta Vi.vite, evento dedicato alla produzione vinicola delle cooperative italiane

Doppio appuntamento con la stampa a Roma e Milano per la presentazione di Vi.vite, la manifestazione dedicata al vino prodotto dalle cantine cooperative. Il 25 ottobre a Milano e il 26 a Roma.


Alleanza Cooperative presenta Vi.vite, la manifestazione dedicata al vino della cooperazione vitivinicola italiana ideata per dare risalto al ruolo fondamentale che le cooperative svolgono nell'assetto del comparto vitivinicolo del nostro Paese. 

Una storia quella della cooperazione vitivinicola che parla strettamente di territorio, ancor prima che questo diventasse un concetto di grande impatto mediatico, e che di fatto, già a partire dalla fine dell'800, ha caratterizzato la gestione della produzione sostenendo le economie locali, rendendo così possibile, su tutto il territorio nazionale, il sopravvivere di una viticoltura basata essenzialmente sul binomio piccolo vigneto familiare - cantina sociale.

Nel capoluogo lombardo la conferenza stampa si terrà il 25 ottobre alle 11.00 nella sala del Cenacolo del Museo nazionale della Scienza e delle Tecnica, via San Vittore, 21. Parteciperanno Ruenza Santandrea, coordinatore del settore vitivinicolo dell'Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e Federico Gorini, ideatore e curatore della manifestazione.

Il secondo appuntamentro si terrà il giorno seguente a Roma, alle 11.30, presso la sede del Mipaaf alla presenza di Giorgio Mercuri, coordinatore dell'Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Ruenza Santandrea, coordinatore del settore vitivinicolo dell'Alleanza delle Cooperative e del viceministro delle Politiche agricole Andrea Olivero. E' previsto anche l'intervento del Ministro Maurizio Martina. 

Per partecipare, accredito a Ufficio Stampa Alleanza delle Cooperative Alimentari - Alina Fiordellisi: fiordellisi.a@confcooperative.it, Giancarmine Vicinanza: vicinanza.g@confcooperative.it

Eventi. ProWein 2018, la vetrina leader del vino e dei distillati in Europa si prepara per il vertice internazionale. Ecco alcune anticipazioni e novità

Domanda elevata da parte degli espositori. Nuovo concetto per la mostra speciale "same but different". Programma  diversificato.

Il prossimo anno la ProWein si terrà dal 18 al 20 Marzo. Con oltre 6.600 espositori provenienti da tutto il mondo, la superficie espositiva della  Fiera Internazionale per vini e Bevande Alcoliche è già da ora tutta esaurita. Tutte le rilevanti aree di coltivazione del mondo sono qui rappresentate e danno un panorama completo sull’offerta globale di vini. A queste si aggiunge una selezione di circa 400 specialità di bevande alcoliche.

Tra i nuovi arrivati si trovano tra l’altro, uno stand collettivo del governo giapponese sul tema Sake come pure un grande stand dell’Ungheria, con diversi tipi di acquavite di frutta, della marca Palinka. La mostra speciale „same but different“, di nuova concezione, si dedica, come già preannunciato, al tema di tendenza delle bevande Craft, molto apprezzato dai visitatori.  Circa 50 espositori presenteranno i loro prodotti come Craft Spirits, Craft Bier “Birra e Cider “Cedro”. Questa mostra speciale verrà completamente spostata nel padiglione 7.0, cosi che un ulteriore padiglione si aggiungerà a quelli già esistenti della ProWein. Anche la fizzz craft Lounge,  della Casa Editrice  Meininger Verlag, Hot Spot per i baristi, si trasferisce nello stesso padiglione di „same but different,” così che la scena internazionale del bar e della gastronomia troverà qui il suo ambiente adatto.

Una nuova ubicazione riceveranno anche gli espositori della Grecia. Alla prossima ProWein esporranno insieme all‘Austria ed alla ProWein Tasting Area by Mundus Vini,  nel padiglione 17.

Più ampio e più completo sarà invece il settore Bio nel padiglione 13 della ProWein. I visitatori specializzati troveranno qui tutte le rilevanti Associazioni di Agricoltura Biologica della Germania, Italia e Francia così anche numerosi espositori individuali provenienti da tutto il mondo. Anche la mostra speciale Organic World è in una fase di crescita. Alla ProWein 2018 saranno presenti circa  40 espositori internazionali. Il settore Bio verrà arrotondato da un adeguato concetto gastronomico : la Lounge Organic , così come da una propria un’area per conferenze.

Una vasta e molteplice offerta sarà mostrata anche nel padiglione 9, in cui saranno presenti, in forma completa, tutti gli espositori d’oltremare. Qui si riscontra un incremento nei diversi gruppi d’oltremare come per esempio l’Australia, l’Argentina, il Cile, il Canada, la Nuova Zelanda, il Sud Africa e l’USA.

Molte offerte emozionanti e complementari. Anche il Programma della ProWein 2018 è valutato positivamente: sono previsti numerose degustazioni nel Forum della ProWein, nel padiglione 10 e 13. A queste si aggiungono numerosi eventi direttamente negli stand degli espositori. La gamma di circa 500 manifestazioni, spazia dalle degustazioni a livello nazionale fino alle presentazioni globali, come la zona di degustazione dell’internazionale “Premio Vinicolo Mundus Vini. Tra i punti forti del programma, la singolare Champagne Lounge con 40 Case tradizionali di Champagne. Questa sarà collocata al centro dell’Area Champagne in cui si presenterano circa 150 Marchi. Lo speciale show „Packaging & Design“ completerà l’offerta della ProWein e mostrerà le tendenze attuali e gli sviluppi nel settore del confezionamento.

www.prowein.de 
Facebook: www.facebook.com/ProWein.tradefair
Twitter: https://twitter.com/ProWein

Vino&Export. Millennial e Fine Wine i punti chiave del mercato Usa

L’Italia è primo partner commerciale degli Stati Uniti, ma le opportunità di espansione sono ancora enormi. I.E.M. incontra trade e professionisti in due tappe esclusive.

Gli Stati Uniti sono il principale mercato vinicolo al mondo. Un contesto nevralgico che mostra ancora ampi margini di crescita, dove l’Italia può concentrarsi su nuovi segmenti di consumo per espandere la propria presenza, mantenendo il primato fra i Paesi importatori (quasi un terzo del vino straniero è made in Italy). 

La prossima occasione di incontrare il trade americano è Simply Italian US Tour 2017. Lo storico evento ideato da I.E.M. - International Exhibition Management per promuovere l’eccellenza enologica italiana nel mondo si svolge a Chicago il 23 ottobre, per poi proseguire verso la West Coast, il 25 ottobre a San Francisco.

Protagoniste dell’edizione 2017 sono oltre 80 realtà produttive del Bel Paese, al centro di seminari, educational, walk-around tasting e incontri b2b dedicati al trade: un format multiplo ed efficace, vero punto di forza dei Simply Italian Tour. Il successo dell’evento è consolidato anche dall’esistenza della sede locale I.E.E.M., a Miami dal 2007, che garantisce una presenza continuativa sul territorio americano e cura direttamente tutte le attività nei mercati strategici tra Stati Uniti, Canada e Sud America. Si prevede la presenza di oltre 500 professionisti di rilievo, importatori, operatori, giornalisti e opinion maker.

Lunedì 23 ottobre gli spazi del lussuoso LondonHouse di Chicago (85 E Wacker Drive, North Michigan Avenue) ospitano un fitto programma di masterclass e degustazioni guidate. Si comincia alle 10 in sala Ambia con “The Sparkling Life. Fresh & Fun Wines from Friuli”, organizzato dl Consorzio Friuli Grave Doc, per poi proseguire alle 12 con una “orizzontale” del Chianti Riserva Docg 2013 declinato nelle sue 7 sottozone (a cura del Consorzio Vino Chianti), e concludere alle 14 con un seminario a cura di Federdoc con focus sulla denominazione Prosecco: “Traceability and Regulation of Italian D.O.C. Wines. Prosecco and its Different Expressions”.
In sala Ètoile, invece, alle 11 si degustano due amatissimi vitigni autoctoni, Grillo e Nero d’Avola: “The Art of Sicilian Wine. A Renaissance of the Sicilian Viticulture”, organizzato da ATS Sicily in the World. Alle 13 è la volta dell’Asti Docg, declinato in tre versioni dal Consorzio: “One Denomination, Three Great Wines: Asti, Asti Secco, Moscato d’Asti D.O.C.G.”. Ma clou dell’evento, dalle 14 alle 18, è la degustazione ai banchi d’assaggio delle Cantine protagoniste.
Mercoledì 25 ottobre la tappa di San Francisco allo storico Sir Francis Drake Hotel (450 Powell St) ripropone tre masterclass già menzionate: “The Sparkling Life” del Consorzio Friuli Grave Doc, “The Art of Sicilian Wine” di ATS e il tasting delle tre tipologie di Asti Docg, che si svolgono in sala Cypress/Monterey rispettivamente alle ore 10, 12 e 14. Nel frattempo in Sala Tudor A/B, alle ore 11, il Consorzio di Tutela Lugana Doc organizza “Discover Lugana, 50 Years of the Aristocratic Garda White Wine”, seguita alle 13 dall’appuntamento con il Consorzio Vino Chianti, stavolta in verticale: “2014-2004: A Vertical Potrait of Chianti D.O.C.G. Riserva”. Gran finale, tra le 14 e le 18, il walk-around tasting aperto a professionisti, wine educator e stampa selezionata.
«L’export del vino italiano in Usa vale 1.623,5 milioni di euro (+6,1% rispetto al 2015) e 3.237.900 ettolitri (+3,6%), che corrisponde al 32,4% di tutte le importazioni. Fra i cinque partner commerciali più importanti, il Bel Paese è l’unico a registrare un incremento del prezzo medio (5,01 euro al litro, +2,5%), eccezion fatta per l’Australia, che però vede un calo complessivo delle vendite (-7,8% in valore e -11,4% in quantità) e si attesta su un valore al litro decisamente inferiore (2,39 euro)», spiega Marina Nedic, managing director di Iem.

La passione e la cultura enologica è sempre più diffusa tra le nuove generazioni. Il 42% dei volumi di vino viene consumato dai millennial, giovani tra i 21 e i 35 anni. Si evolvono i modelli di consumo degli americani, con la graduale sostituzione nella scelta di alcolici tra birra e vino; anche i valori pro capite, pur contenuti (9 litri di vino all’anno), sono in costante aumento.

La presenza dei nostri prodotti sul mercato statunitense è consolidata, ma le opportunità di espansione sono enormi, considerando anche l’elevata capacità di spesa pro capite. Il vino italiano è percepito come prodotto di qualità, ma si prospettano ampi margini di crescita nel settore dei fine wines, a cui l’Italia deve puntare con più decisione.
Particolare attenzione merita il fenomeno Prosecco, che colpisce anche in Usa. «Analizzando il quadro generale, emerge un deciso incremento delle importazioni di sparkling wines, che crescono del +12% in valore (992,1 milioni di euro) e +18,2% in quantità (1.131.700 ettolitri) nel 2016. Gli spumanti italiani Dop volano addirittura al +40,7% in valore (quasi 210 milioni di euro) e +31,4% in quantità (oltre 510 mila ettolitri), capitanati appunto dal Prosecco. Bene anche l’Asti Docg, che da solo totalizza quasi 19 milioni di euro (+14,3%) per poco meno di 55 mila ettolitri (+15,8%)», conclude Marina Nedic.

(dati Wine Monitor – Nomisma)

I protagonisti

Partecipano a Simply Italian US 2017 più di 80 realtà d’eccellenza da tutto lo Stivale, come Cantina Benedetti & Grigi (Umbria), Cantina Sampietrana (Puglia), Cantine Colomba Bianca (Sicilia), Cantine La Pergola (Lombardia), D'Angelo Casa Vinicola (Basilicata), La Sala - Il Torriano (Toscana) e Federdoc.
Per il Consorzio Asti Docg: Azienda Agricola Soria Matteo, Casa Vinicola Abbazia di San Gaudenzio e Tre Secoli.
Per il Consorzio di Tutela della Doc Prosecco: Astoria, Barollo, Cantina Montelliana, Castello di Roncade, Fantinel, La Marca, Masottina, Piera Martellozzo, Ronfini e Valdo.
Per il Consorzio di Tutela Lugana Doc: Ancilla Lugana, Avanzi, Bulgarini Fausto, Ca dei Frati, Ca’ Lojera, Cà Majol, Cantine La Pergola, Citari, Corte Sermana, Feliciana, Fraccaroli, Gerardo Cesari, La Sasonina, Le Morette, Malavasi, Marangona, Montonale, Olivini, Pasini San Giovanni, Pilandro, Pratello, Selva Capuzza, Tenuta Roveglia, Turina, Villabella, Zeni 1870.
Per il Consorzio Vino Chianti: Agrisole, Azienda Agraria San Gregorio, Cantina Viticoltori Senesi Aretini, Casa Catelli, Castelvecchio, Colognole, Conte Guicciardini, Dianella, Fattoria Il Colombaio, Fattoria Il Muro, Fattoria Il Palagio, Fattoria La Striscia, Fattoria Poggio Capponi, Fattoria Uccelliera, Fattorie Giannozzi, Fondo del Sole, Il Palazzo, Le Chiantigiane, Marchesi Gondi, Melini (Gruppo Italiano Vini), Poggio del Moro, Tenuta di Artimino, Tenuta Il Corno, Tenuta Sette Ponti, Torre a Cona, Vignano Società Agricola Fanucci e Villa Cilnia.
Per la Camera di Commercio di Udine: Azienda Agricola Zorzon, Azienda Agricola Ciani Valter, RoncSoreli, Stocco, Tenuta La Ponca e Zago Agricola.
Per PromoSiena: Cantalici, Ciaccioni Roberta, La Chimera d’Albegna.

Valorizzare e sostenere il Made in Italy dal campo alla tavola. Nasce Filiera Italia, alleanza Agricoltura e Industria

Nasce "Filiera Italia", una nuova realtà associativa che vede per la prima volta il mondo agricolo e l'industria agroalimentare italiana d'eccellenza insieme per difendere tutta la filiera agroalimentare nazionale. 


La presentazione è avvenuta a Cernobbio nell'ambito dell'edizione 2017 del Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione, organizzato da Coldiretti che è tra i soci promotori insieme a Ferrero, Inalca/Cremonini e Consorzio Casalasco (Pomì e De Rica). Filiera Italia è aperta all’adesione di altre realtà produttive che si pongono come obiettivo quello di sostenere e valorizzare il Made in Italy dal campo alla tavola, con filiere che esprimono i valori comuni dell'identità territoriale e nazionale, della trasparenza e della sostenibilità, in una logica di consumo consapevole. Filiera Italia nasce anche per favorire la conoscenza e la diffusione di pratiche alimentari basate sui principi della dieta mediterranea, attraverso la combinazione di tutti gli ingredienti utili ad una alimentazione sana, variata ed equilibrata.

Secondo Luigi Cremonini Presidente designato dell’Associazione: “Vogliamo così dare voce alla filiera agroalimentare italiana, fatta da aziende grandi medie e piccole che credono nel valore nell'unicità e nella distintività della nostra produzione e del nostro Paese che per questo continuano ad investire per creare qui valore aggiunto ed occupazione e fare sempre più grande il made in Italy alimentare nel mondo. Una nuova forma di rappresentanza di filiera quindi in cui Coldiretti insieme a campioni industriali nazionali dei rispettivi settori sono uniti anche per la realizzazione di accordi economici e committment concreti finalizzati da un lato ad aumentare in quantità e qualità la produzione agricola del Paese e dall'altro per assicurarne la massima valorizzazione senza conflittualità ma anzi nella comune convinzione che si vince o si perde insieme”

“Valorizzare i prodotti agricoli italiani nella trasformazione industriale è un obiettivo importante per lo sviluppo economico ed occupazionale del Paese ma è anche un vero elemento di distintività del Made in Italy che va difeso con responsabilità” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che "la nuova alleanza tra agricoltura ed industria è una risposta concreta  alla fame d'Italia dei consumatori a livello globale”.

La prima battaglia di “Filiera Italia” è rivolta alla difesa delle eccellenze nazionali sui mercati esteri dove negli ultimi anni si è assistito ad un proliferare di attacchi. Basti pensare al sistema dei "traffic lights" promosso in Gran Bretagna dall'industria delle "sottomarche", creato per permettere ai loro prodotti, formulati con ingredienti scadenti con il solo fine di ottenere un bollino verde, di competere con le nostre eccellenze: in particolare il Parmigiano Reggiano, il latte, l'olio extra vergine di oliva o il Prosciutto di Parma che sono  tutti additati come poco salubri secondo questo sistema perverso di etichettatura. Mentre prodotti con edulcoranti sintetici possono vantare in etichetta un bel bollino verde. “Filiera Italia” combatterà queste distorsioni in tutte le sedi opportune.

venerdì 20 ottobre 2017

I signori del cibo: le conseguenze di un oligarchia del settore agroalimentare mondiale



Non sono mai stati così pochi i padroni del cibo con il potere concentrato nelle mani di un pugno di multinazionali che controllano la filiera alimentare mondiale, dalle sementi ai pesticidi, dalla trasformazione industriale alla distribuzione commerciale.


E' l’allarme lanciato da una analisi della Coldiretti sul rapporto Ipes-Food presentata al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione dopo la rivoluzionaria acquisizione di Whole Foods Market da parte da parte di Amazon alla quale Google ha risposto con un’alleanza con ValMart, leader mondiale della distribuzione alimentare, mentre sul mercato delle sementi e dei pesticidi sono in corso tre megafusioni Dow-Dupont, Bayer-Monsanto e ChemChina-Syngenta.

Il miliardo e mezzo di produttori agricoli mondiali sono stretti in una tenaglia da pochi grandi gruppi multinazionali che dettano le regole di mercato nella vendita dei mezzi tecnici necessari alla coltivazione e all’allevamento nelle aziende agricole, a partire dalle sementi, ma anche nell’acquisto e nella commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentare. La perdita di potere contrattuale si traduce in difficoltà economiche e occupazionali per gli agricoltori a livello globale, ma l’elevata concentrazione mette a rischio anche la libertà di scelta dei consumatori e gli standard di qualità e sicurezza alimentare, oltre che la stessa sovranità alimentare dei vari Paesi. Non a caso la Fao ha lanciato l’allarme per la crescente uniformità delle colture mondiali che ha portato nell’ultimo secolo ad una perdita del 75 per cento della biodiversità vegetale e ha stimato il rischio dal qui al 2050 della perdita di un terzo delle specie oggi rimaste.

A monte della produzione agricola al termine delle tre mega fusioni in atto tra Dow-Dupont, Bayer-Monsanto e ChemChina-Syngenta (alle quali si aggiunge la pianificata fusione con Sinochem nel 2018), tre sole società potrebbero controllare più del 70% dei prodotti fitosanitari per l’agricoltura e più del 60% delle sementi a livello globale. Una situazione senza precedenti che ha fatto scattare le preoccupazioni della stessa Commissione Europea che ha deciso di aprire un’indagine approfondita sull’operazione per verificare se la fusione tra Buyer e Monsanto limiti la concorrenza nei settori delle sementi e degli agrofarmaci.

A valle della produzione agricola all’incirca il 90 % del mercato globale dei cereali è controllato da soli quattro gruppi mondiali, vale a dire ADM-Archer Daniels Midland (USA), Bunge (USA), Cargill (USA), Louis Dreyfus Commodities (Francia) mentre nella trasformazione alimentare per cibo e bevande si stima che le 10 più grandi aziende di cibo e bevande possiedano il 37,5 % della quota di mercato mondiale delle prime 100. Nella distribuzione organizzata i 10 più grandi rivenditori di generi alimentari coprono il 29,3% delle vendite mondiali, che ammontavano in totale a 7,5 mila miliardi di euro, con il primo gruppo Wallmart che fattura da solo 262,5 miliardi di dollari. Di recente Amazon è sbarcata in questo mondo con l’acquisizione di Whole Foods e, considerando la sua capacità di intercettare i bisogni dei consumatori e di analizzare la domanda, ci si attende che possa entrare nella TOP 10 della distribuzione nell’arco di un decennio

Il risultato è che per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi vanno a remunerare il prodotto agricolo mentre il resto viene diviso tra l’industria di trasformazione e la distribuzione commerciale che assorbe la parte preponderante del valore. Il prezzo di un prodotto aumenta quasi sette volte dal campo alla tavola per colpa delle distorsioni e delle speculazioni lungo la filiera anche se la situazione varia da prodotto a prodotto con le situazioni peggiori che si registrano per i prodotti alimentari trasformati.

“Stiamo vivendo - ha sottolineato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo - un furto di valore aggiunto che, senza alcun beneficio per i consumatori, vede sottopagati i prodotti agricoli spesso al di sotto dei costi di produzione. In Italia per pagare un caffè al bar, l’agricoltore tipo dovrebbe mettere sul bancone 5 chili di grano o 3 chili di risone o 1,5 chili di mele o una dozzina di uova. Una ingiustizia da sanare rendendo più equa e giusta la catena di distribuzione degli alimenti anche con interventi per limitare lo strapotere contrattuale dei nuovi poteri forti dell’agroalimentare come ha annunciato lo stesso Commissario Europeo all’agricoltura Phil Hogan.

I SIGNORI DEL CIBO IN PILLOLE

Sementi e pesticidi - Dopo le fusioni di Dow-Dupont, Bayer-Monsanto e ChemChina-Syngenta, tre aziende potrebbero controllare più del 70% dei prodotti fitosanitari per l’agricoltura e più del 60% delle sementi a livello globale.

Commercio cereali - Il 90 % del mercato globale dei cereali e’ controllato da soli quattro gruppi mondiali, ADM-Archer Daniels Midland (USA), Bunge (USA), Cargill (USA), Louis Dreyfus Commodities (Francia).

Industria alimentare - Le 10 più grandi aziende di cibo e bevande possiedono il 37,5 % della quota di mercato mondiale delle prime 100.

Distribuzione organizzata - Nella distribuzione organizzata i 10 più grandi rivenditori di generi alimentari coprono il 29,3% delle vendite mondiali.

DISTRIBUZIONE COMMERCIALE

Azienda
Vendite (in miliardi di dollari)
1.      Wallmart (USA)
262,5
2.      Schwarz group (Germania)
(comprende Lidl, Kaufland)
82,2
3.      Kroger (USA)
78,6
4.      Aldi (Germania)
69,2
5.      Costco (USA)
66,4
6.      Carrefour
47,3
7.      Tesko (UK)
43,9
8.      Seven & I Co. Ltd (Giappone)
36,8

TOP TEN aziende Food & Beverage
Quota di mercato di cibo e bevande
Anhauser – Busrsh in Bev. + SabMiller
15,2%
Nestlè
14,6%
PepsiCo
13,5%
JBS
10,6%
Coca Cola
9,3%
ADM
8,7%
Tyson
7,6%
Mondelez
6,9 %
Cargill
6,8%
Mars
6,7%


Agricoltura&Ricerca. Cala il sipario su Future IPM 3.0: in vetrina le soluzioni sostenibili e innovative per la difesa delle colture

Sicurezza alimentare, cambiamento climatico e incremento dei gas serra e gli effetti sulla fisiologia della vite, difesa integrata e controllo biologico, utilizzo del microbioma delle piante per il controllo delle specie invasive, agricoltura di precisione. Questi i principali temi discussi al congresso mondiale sulla sostenibilità nella produzione agricola ed agroalimentare. 

Organizzato dalla Fondazione Edmund Mach in collaborazione con il Centro di sperimentazione Laimburg, la Libera Università di Bolzano, l'Università degli Studi di Trento, l'Università di Innsbruck, con il patrocinio dell'Euregio, chiude oggi “Future IPM 3.0”, la settimana di eventi completamente dedicata alla sostenibilità in agricoltura che ha richiamato in Trentino, a Riva del Garda, oltre 500 esperti da 37 paesi per un confronto scientifico sulle più recenti conoscenze nel campo della produzione integrata in agricoltura e sulle future soluzioni tecniche, politiche ed economiche per l’agricoltura sostenibile in Europa.   

Le novità emerse

Le maggiori novità presentate riguardano le nuove soluzioni per la difesa integrata delle colture: sistemi per aumentare l’efficacia del controllo biologico nutrendo gli insetti ed gli acari predatori di parassiti delle piante, insetti impollinatori che trasportano biofungicidi microbiologici, attrattivi per formiche per ridurre infestazioni di afidi e cocciniglie favorendo il loro controllo tramite insetti utili, sistemi innovativi per il miglioramento genetico e bioagrofarmaci a base di estratti di piante e microrganismi naturali. Ma anche droni, sensori, app per il monitoraggio del territorio e sistemi per prevedere il rischio di infezioni ed ottimizzare gli interventi.

Un nuova frontiera potrebbe essere quella dell’utilizzo del microbioma delle piante e cioè di quei microrganismi che vivono in intima associazione con la pianta stessa, come ha riferito Corné Pieterse, dell’università di Utrecht in Olanda; applicazioni sono già state proposte per il controllo di fitoplasmosi della vite. Secondo Max Suckling, dell’Istituto Neozelandese di ricerca su piante e alimenti, il controllo delle specie invasive si conferma la principale sfida per il futuro, come conseguenza del cambiamento climatico e dell’intensificazione degli scambi commerciali.

La normativa europea si trova impreparata ad affrontare queste emergenze perché si riconferma la più stringente al mondo in termini di valutazione del rischio e sicurezza, come ha detto Vittorio Veronelli vicepresidente dell’associazione internazionale delle industrie produttrici di mezzi biologici e tecnici, tanto da rallentare a volte, purtroppo, anche l’autorizzazione dei principi attivi più innovativi e sicuri o addirittura impedire l’importazione di organismi utili in grado di ristabilire l’originario equilibrio biologico.

L'effetto del cambiamento climatico e dell’incremento dei gas serra è stato valutato sia per il suo ipotizzabile effetto sulla fisiologia della vite sia per le conseguenze su comportamento dei principali fitofagi e patogeni da Annette Reineke dell’Universita di Geisenheim.

Il dialogo tra scienza ed agricoltura, favorito da molti interventi dell’Unione Europea, rappresenta infine per Sylvia Bluemel dell’Agenzia austriaca per la salute e la sicurezza alimentare, il modo più efficace per stimolare l’individuazione di nuove soluzioni e favorirne l’implementazione nelle aziende agricole.

Sono stati inoltre presenti gli ultimi risultati sulle ricerche relative al controllo della cimice asiatica, Drosophila suzukii, Xylella fastidiosa e numerose altre specie parassite che preoccupano l’agricoltura. Le esperienze elaborate in altri paesi, pur necessitando di essere interpretati e adattati alle nostre specifiche condizioni, sono utili esempi a cui ispirarsi per gestire queste emergenze fitosanitarie. Per la Fondazione Edmund Mach il congresso è stata l'occasione di presentare alcune delle attività di ricerca e sperimentazione volta a migliorare la sostenibilità dell'agricoltura (scheda sostenibilità).

Incontri, workshop e convegni

La settimana ha aperto i battenti lunedì scorso con un incontro tecnico sul tema della produzione agricola competitiva e le sfide della produzione sostenibile; è proseguita con l’assemblea generale della IOBC (Organizzazione internazionale per la difesa integrata ed il controllo biologico) e una serie di workshop scientifici e conferenze, come la conferenza sponsorizzata dal programma dell’OECD sulla ricerca cooperativa sulla gestione delle risorse biologiche per sistemi agricoli sostenibili, e due convegni scientifici: uno sulla difesa integrata in viticoltura e uno sui meccanismi di difesa della pianta e sulla qualità biologica del suolo.

Vincitori concorso per giovani. Nel corso dell'evento sono stati premiati vincitori del concorso “Che aspetto ha l'agricoltura sostenibile?” riservato agli studenti che frequentano un istituto scolastico di secondo grado con sede in Alto Adige, Trentino o Tirolo. Il primo premio è andato a Eleonora Odorizzi dell'Istituto Tecnico Agrario per il cortometraggio “Cambiamo noi, cambiamo la storia” ed il secondo premio a Beatrice Siotto, Matilde Perotti, Alice Baietta della scuola Liceo Artistico Depero per il video “Un Euregio per tutti”. La commissione di valutazione era composta da Andrea Rosalinde Hofer dell’ OECD LEED Trento, Valentina Piffer di Euregio, Elena De Lorenzo della Fondazione FICO.

L'evento ha ospitato diverse iniziative che hanno favorito l’incontro tra arte, musica e scienza, tutte centrate sul grande tema della sostenibilità. L’iniziativa per recupero delle eccedenze alimentari dagli eventi a cura di Federcongressi&eventi in collaborazione con le Onlus Banco Alimentare ed Equoevento (food for good) ha permesso di evitare gli sprechi alimentari e l’intero evento è stato organizzato utilizzando materiali riciclabili o a bassa impronta carbonica.

giovedì 19 ottobre 2017

Vino&Clima. Una mirata ed attenta gestione del vigneto, così i viticoltori della Doc Merlara rispondono al cambiamento climatico

Grazie ad una gestione del vigneto attenta e mirata, si possono fronteggiare con successo gli eccessi del cambiamento climatico. Questo quanto emerso nel convegno sulle sollecitazioni climatiche promosso dal Consorzio di Tutela in occasione della XVI edizione di “Montagnanese in fiera”.

Irrigazione mirata, sfogliature intelligenti e adeguato rapporto tra grappoli e parete fogliare: ecco come si risponde al cambiamento climatico. Sono dunque questi i due principali rimedi per contrastare gli estremi climatici, illustrati nel corso del convegno “Sollecitazioni climatiche e gestione del vigneto”, recentemente svoltosi nell’ambito della manifestazione “Montagnanese in fiere”, la rassegna del mondo agricolo e artigianale di Montagnana.

All’interno della Sala Veneziana del Castello di Montagnana, Luigino De Togni, presidente del Consorzio di Tutela dei Vini Merlara doc, ha tracciato un bilancio della vendemmia, ripercorrendo un’annata, la 2017, che si è contraddistinta per le numerose avversità climatiche: le gelate in primavera, poi la siccità e le alte temperature di agosto, infine le piogge in fase di vendemmia.

Anche Diego Tomasi, direttore del CREA di Conegliano, ha ribadito come dal germogliamento alla caduta delle foglie, i viticoltori sono chiamati direttamente in causa per “domare” eventi estremi. «La gestione corretta della parete fogliare – ha ribadito Tommasi - risulta strategica anche in chiave di efficacia degli interventi fitosanitari. Interventi di verifica, prima della fioritura e non dopo, consentono inoltre di ottimizzare i risultati e di prevenire gli effetti da scottature che sono molto evidenti nelle varietà più sensibili».

Giancarlo Lechthaler di Collis Veneto Wine Group, ha invece delineato come «questo 2017 ha consegnato alle cantine una tra le vendemmie più scarse sia per quanto riguarda il Veneto che più in generale l’Italia e l’estero. Occorre quindi gestire al meglio questa particolare situazione che può vedere nel breve periodo anche un ritocco dei prezzi. Il Prosecco è oggi un fenomeno mondiale che poggia su fondamenta fragili che vanno assolutamente consolidate, mentre per il Pinot Grigio la tenuta sul prezzo sembra oggi merito soprattutto della straordinaria contingenza stagionale».

Il presidente di Collis Veneto Wine Group Piero Zambon, ha quindi concluso l’intervento sottolineando come la forte crescita delle superfici vitate, passate in questo areale da 400 a 700 ettari in pochi anni, sia da ascrivere al valore della cooperazione. «Oggi – ha concluso Zambon - Collis è uno dei più grandi gruppi italiani nel settore vinicolo ed ha ancora grandi possibilità di crescere, forte di tanti valori territoriali, ma molto dipende dallo spirito cooperativistico di tutti i soci che devono credere nel valore della cooperazione sempre e soprattutto in annate con caratteristiche particolari come è stato il 2017».

La DOC Merlara

Nasce nel 2000. Negli ultimi anni la superficie viticola dei soci è sensibilmente aumentata con un ritmo tra i più alti del Veneto grazie alle continue richieste di ristrutturazione e di nuovi impianti, mentre negli ultimi 15 anni (fonte Avepa) la superficie vitata è passata dai 250 ettari agli attuali 628. Sedici le varietà coltivate: tra queste Marzemino e Malvasia si confermano i vitigni storici. In parallelo crescono gli ettari coltivati a Glera, che salgono oggi a 247, e quelli coltivati a Pinot Grigio, attualmente 157. Sono nove i comuni che appartengono alla zona di produzione: tra questi spicca il comune di Merlara che detiene oggi 258 ettari, mentre in provincia di Verona si distingue Terrazzo con 84 ettari.

mercoledì 18 ottobre 2017

Libri. La dieta mediterranea. Come mangiare bene e stare bene. Il best seller tradotto e pubblicato da Slow Food e Associazione Dieta Mediterranea

Pubblicato per la prima volta in italiano un best seller mondiale: La Dieta Mediterranea di Ancel e Margaret Keys.


Era il 1975 quando i ricercatori americani Ancel e Margaret Keys pubblicarono oltreoceano il libro How To Eat Well and Stay Well. The Mediterranean Way, destinato a passare alla storia facendo conoscere la Dieta Mediterranea in tutto il mondo e che nel tempo è diventato una pietra miliare della cultura gastronomica e dove per la prima volta viene usata l’espressione “dieta mediterranea”. Ma anche un documento storico fondamentale per scoprire le origini di una dieta, che ormai tutti sanno essere legata alla longevità, con le ricette e i frutti degli studi di uno tra i primi e più noti nutrizionisti al mondo.

Va a Slow Food Editore e all’Associazione Dieta Mediterranea Ancel Keys Pioppi: alimentazione e stile di vita il merito di aver tradotto e pubblicato, per la prima volta in Italia, questo best seller mondiale con il titolo La dieta mediterranea. Come mangiare bene e stare bene.

Un lavoro attualissimo che fonda le sue radici nel 1952 quando i coniugi Key appresero di come nelle corsie del Policlinico napoletano non ci fossero pazienti con malattie cardiovascolari. Nacque così la ricerca che portò i due ricercatori, fisiologo lui e chimico lei, a stabilirsi nel Cilento: i Keys si resero presto conto di come la Dieta Mediterranea non fosse solamente un fatto di nutrizione ma anche uno stile di vita.

Furono gli stessi studiosi a intuire la comunicabilità della scoperta, coniando quel termine che oggi tutti collegano alla longevità, nonostante la parola dieta rischiasse, allora come oggi, di allontanare gli interessati dalla tavola. Questo è anche uno dei motivi per cui la gastronomia mediterranea è stata spesso mal interpretata, guardata con sufficienza dall’alta cucina perché considerata troppo popolare, quasi sempliciotta.

Invece, scrivono i due ricercatori, mostrando tutto il loro entusiasmo nell’avventura che li aveva portati a visitare osterie e friggitorie, recensendo parmigiana di melanzane e alici fritte, pasta e fagioli e pizza: «La cucina mediterranea ci regala una tale ricchezza di delizie gustative, tante e felici sorprese a tavola, tanto piacere per la gola in piatti che sono per la maggior parte economici e facili da preparare, che meriterebbe di essere esaltata comunque, anche se non esistessero prove della sua straordinaria salubrità».

Collana: asSaggi
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Formato: 13x21 cm
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Agricoltura sostenibile. 500 esperti a confronto al congresso internazionale “Future IPM 3.0”

Si è aperto lunedì il sipario su Future PM 3.0, la settimana sulla sostenibilità in agricoltura e difesa delle piante che ha richiamato in Trentino, a Riva del Garda, oltre 500 esperti da 37 paesi. In programma due convegni scientifici: uno sulla difesa integrata in viticoltura e uno sui meccanismi di difesa della pianta e sulla qualità biologica del suolo.


Il congresso sarà animato da un confronto scientifico sulle più recenti conoscenze nel campo della produzione integrata in agricoltura e sulle future soluzioni tecniche, politiche ed economiche per l’agricoltura sostenibile in Europa. 


Il Trentino Alto Adige- Südtirol è considerato dalla comunità scientifica internazionale un vero e proprio laboratorio a livello europeo e l'attività della Fondazione Edmund Mach che fa della sostenibilità la sua mission, risulta strategica nello sviluppo e nel trasferimento di innovazione tecnica indirizzata ad aumentare la sostenibilità ambientale delle produzioni agricole trentine.

L'evento è iniziato con un incontro tecnico sul tema della produzione agricola competitiva e delle sfide della produzione sostenibile, che ha coinvolto il mondo agricolo trentino, e al quale sono intervenuti l'assessore Michele Dallapiccola e il direttore generale FEM, Sergio Menapace.

“Questa è una grande occasione, quella di apportare cultura, cultura della sostenibilità, e dunque elevare l'impegno e l'interesse collettivo verso una agricoltura sempre più di elevato grado” ha detto in apertura l'assessore Michele Dallapiccola. “In Trentino abbiamo un istituto di ricerca con con condizioni di laboratorio e di valutazione teorica e scientifica che in altri luoghi in Italia non è stato facile costruire, e questa è la condizione che ci permette di presentare al resto del mondo un sistema di lotta integrata che è tra i più avanzati a livello mondiale e che, per certi aspetti, verso l'ambiente, riesce ad essere ancora più rispettoso rispetto al metodo biologico”. E' un sistema – ha proseguito l'assessore- soprattutto aperto, che trova nella messa in discussione di sé stesso il principale meccanismo all'evoluzione. Ecco perché tanto è importante la presenza di un tessuto imprenditoriale agricolo evoluto e ben disponibile a mettere in discussione sè stesso, tanto importante è la presenza di un'istituzione di ricerca scientifica e di applicazione tecnico pratica di quanto ricercato, in un territorio che vuole porsi rispetto al resto del mondo come nuovo laboratorio. “C'è ancora molto da fare, ma abbiamo intrapreso la strada giusta in un confronto serrato a livello intellettuale. Mi auguro che queste giornate siano feconde di pensiero e di spunti perché, poi, i nostri contadini, con orgoglio, sapranno trasformare in ottimi frutti della nostra terra”.

Lunedì era anche la giornata mondiale dell'alimentazione e il presidente FEM, Andrea Segrè, ricorda che ancora 815 milioni di essere umani soffrono la fame. “La sfida alimentare - sottolinea- è immane se pensiamo che nel 2050 saremo 9,7 miliardi di persone nel mondo. Per riempire tutte queste bocche l'agricoltura del futuro dovrà almeno raddoppiare la sua produzione. Affinché la nostra Terra possa rispondere a questa sfida con delle risorse naturali limitate, è necessario che le bussole della ricerca e della sperimentazione coniughino al meglio ecologia e tecnologia in modo sostenibile. Ecco il senso di un convegno come Future IPM e, più in generale, del lavoro che quotidianamente svolgiamo alla Fondazione Mach: dobbiamo trovare le giuste rotte per garantire una relazione sostenibile tra l'essere umano e l'ambiente naturale che lo ospita".

L'incontro tecnico, moderato dall'Informatore Agrario, media partner dell'evento con Agronotizie, ha affrontato varie tematiche, con un dibattito sull’agricoltura sostenibile. Una giornata ricca di presentazioni, demo, interviste, tavole rotonde su vari temi: dalla sostenibilità in viticoltura e frutticoltura di montagna, fondovalle, e pianura alle specie invasive e cambiamento climatico; dalla informazione e sicurezza alimentare alle nuove soluzioni tecniche e sostanze attive microbiologiche o naturali nella difesa delle colture. Ma anche prospettive relative ai prodotti fitosanitari a base biologica, ICT e meccatronica in campo: sensori, app, droni, agricoltura di precisione.

La giornata è stata aperta da Marco Trevisan, dell'Università cattolica del Sacro Cuore e membro GRIFA, sul comportamento dei prodotti fitosanitari nell'ambiente, nelle produzioni e negli alimenti.
Il congresso “Future IPM 3.0”, aperto con l’assemblea generale della IOBC (Organizzazione internazionale per la difesa integrata ed il controllo biologico) prevede fino a venerdì una serie di workshop scientifici e conferenze. Premiazione ieri anche del concorso “Che aspetto ha l'agricoltura sostenibile?” riservato agli studenti che frequentano un istituto scolastico di secondo grado con sede in Alto Adige, Trentino o Tirolo, con Andrea Rosalinde Hofer OECD LEED Trento, Valentina Piffer Euregio Tirolo Alto Adige Trentino ed Elena De Lorenzo Fondazione FICO, Bologna.

Ieri è stata la volta di una conferenza sponsorizzata dal programma dell’OECD sulla ricerca cooperativa sulla gestione delle risorse biologiche per sistemi agricoli sostenibili. Alla conferenza, in inglese, hanno partecipato i maggiori rappresentati del mondo scientifico, produttivo ed rappresentanti istituzionali di vari paesi europei. Alle presentazioni è seguita una discussione sulle prospettive dell’agricoltura sostenibile. Nell’ultima parte della settimana, fino a venerdì si terranno due convegni scientifici: uno sulla difesa integrata in viticoltura e uno sui meccanismi di difesa della pianta e sulla qualità biologica del suolo.

Ambiente, sicurezza alimentare, economia, al centro del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione

Organizzato dalla Coldiretti con la collaborazione dello studio The European House – Ambrosetti torna a Cernobbio il Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione. Dal 20 al 21 ottobre. 

Si svolgerà a Cernobbio, a Villa d'Este sul Lago di Como, l'appuntamento annuale per l’agroalimentare, che riunisce i maggiori esperti, opinionisti, ed esponenti del mondo accademico nonché rappresentanti istituzionali italiani e europei, responsabili delle forze sociali, economiche, sindacali e politiche nazionali ed estere, che intervengono sui temi correlati dell’ambiente, della sicurezza alimentare e dell’economia.

Il Forum è un appuntamento fisso nelle agende dei responsabili delle imprese appartenenti alla filiera agroalimentare e della business community in generale. L’obiettivo è quello di proseguire l’esperienza positiva, conquistata anno dopo anno, per affrontare i grandi temi di scenario e valutarne le implicazioni per il settore agricolo, per il business e per la società. Coldiretti svolge un ruolo attivo sui temi relativi a un nuovo modello di sviluppo: l’agricoltura, infatti, può farsi portavoce di valori legati a reputazione, sostenibilità, tutela del territorio, accesso al cibo, salute e dialogo con il consumatore. Il Forum è diventato così, nel corso degli anni, un’opportunità per discutere e approfondire questi temi, anche in un’ottica di lungo termine.

L’edizione di quest’anno si apre alle ore 9,00 di venerdì 20 ottobre con la presentazione del primo Rapporto Coldiretti/Censis su “La ristorazione in Italia” con le dimensioni economiche ed occupazionali, le aspettative ed i capricci a tavola di italiani e stranieri, le nuove forme emergenti, ma anche le criticita’ e un focus specifico sulle recensioni on line. Sarà esposta anche la top five dei piatti acchiappaturisti che tradiscono il Made in Italy piu’ diffusi, che la nuova rete dei cuochi contadini della Coldiretti, gli agrichef, aiuterà a riconoscere e smascherare.

Nella due giorni si susseguiranno presentazioni di indagini, ricerche ed innovative esposizioni in anteprima assoluta su aspetti della vita quotidiana e qualificati ed autorevoli interventi, dagli approfondimenti su globalizzazione e impatto sulla sicurezza alimentare e sulla salute con la top ten dei cibi piu’ pericolosi che saranno oggetto di una specifica esposizione fino al confronto politico sul Made in Italy a tavola e sul rapporto dell’Italia con l’Unione Europea, con le ultime novità in arrivo.

martedì 17 ottobre 2017

Export, per l'Italian Food è record storico. Il vino prodotto più esportato

E’ record storico per il Made in Italy alimentare all’estero con le esportazioni di prodotti alimentari e bevande che crescono del +9,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.


E' quello che emerge da una analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi a commercio estero ad agosto del 2017 dopo che nel 2016 l’agroalimentare aveva già raggiunto il massimo storico di 38,4 miliardi. Se il trend dei primi otto mesi del 2017 (+7,5%) sarà mantenuto, a fine anno saranno superati per la prima volta nella storia i 40 miliardi di euro di export agroalimentare Made in Italy. 


Il balzo ad agosto si è verificato sia nei Paesi dell’Unione (+9,5%) che in quelli fuori dell’Europa dove ha messo a segno un incoraggiante +8,6%. Quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentare interessano i Paesi dell’Unione Europea, ma gli Stati Uniti sono di gran lunga il principale mercato dell’italian food fuori dai confini dall’Unione e il terzo in termini generali dopo Germania e Francia e prima della Gran Bretagna. Il prodotto agroalimentare italiano più esportato all’estero è il vino seguito dall’ortofrutta fresca.

L’andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare con una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale che fattura oltre 60 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale. All’estero sono falsi quasi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati ci sono i formaggi a denominazione di origine Dop a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano, ma anche il Provolone, il Gorgonzola, il Pecorino Romano, l’Asiago o la Fontina. Poi ci sono i salumi più prestigiosi dal Parma al San Daniele che spesso “clonati”, ma anche gli extravergini di oliva, le conserve.

A preoccupare, secondo Coldiretti, sono gli effetti del Trattato di libero scambio con il  Canada (CETA) in corso di ratifica in Italia in cui per la prima volta nella storia l’Unione Europea si legittima in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele. Un accordo che colpisce anche il formaggio italiano più esportato nel mondo, il Parmigiano Reggiano, che potrà essere liberamente prodotto e commercializzato dal Canada con la traduzione di Parmesan. La svendita dei marchi storici del Made in Italy agroalimentare non è solo un danno sul mercato canadese ma è soprattutto un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi anche emergenti che sono autorizzati cosi a chiedere le stesse concessioni ai concorrenti più insidiosi delle specialità Made in Italy all’estero.

lunedì 16 ottobre 2017

Produzione vitivinicola. Dal G7 delle indicazioni geografiche di Bergamo la richiesta di creare un sistema multilivello di protezione

Tra i temi strategici emersi nel corso della conferenza anche il miglioramento della trasparenza della “Internet governance” e l’incremento delle risorse finanziarie per la cooperazione internazionale. Elaborato un documento politico condiviso sul tema della tutela e dello sviluppo delle IG.

Creare un sistema multilaterale di protezione, sostenendo anche l’applicazione dell’Accordo di Lisbona del 1958 rivisto dall’Atto di Ginevra del 2015; migliorare la trasparenza della ‘Internet governance’ con il coinvolgimento degli stakeholder; favorire studi e ricerche sul loro positivo contributo nei confronti della sostenibilità economica e ambientale; incrementare le risorse finanziare per la cooperazione internazionale destinate al loro rafforzamento. 

Sono queste le istanze presentate nel corso del G7 delle Indicazioni Geografiche, in un documento politico condiviso realizzato da Federdoc, Fondazione Qualivita, Aicig, Assodistil, Federdop, Isit e Afidop, organizzatori della conferenza.

In vista del G7 dei ministri dell’Agricoltura, le più importanti organizzazioni di settore si sono infatti riunite a Bergamo per fare il punto sul tema della tutela e dello sviluppo delle Indicazioni Geografiche, anche alla luce delle recenti richieste avanzate dalle organizzazioni agricole americane al presidente Usa, Donald Trump, per il non riconoscimento delle IG negli accordi commerciali.
Un diniego che danneggerebbe ulteriormente le eccellenze del made in Italy che, secondo la dichiarazione congiunta dei rappresentanti delle IG riunite a Bergamo, rappresentano un inestimabile patrimonio economico e culturale per i territori di produzione, purtroppo sempre più spesso oggetto di contraffazione.

“Chiediamo una maggiore attenzione delle autorità pubbliche dei Paesi del G7 e della comunità internazionale – si legge nel documento condiviso – per garantire una tutela multilivello alla Indicazioni Geografiche e un incremento delle risorse finanziarie per la cooperazione internazionale, destinate al rafforzamento delle Indicazioni Geografiche, attraverso modelli e sistemi di governance efficaci, nelle aree caratterizzate da sottosviluppo e conflitti, con il coinvolgimento diretto delle organizzazioni dei produttori dei Paesi più evoluti”.

Occorre inoltre, precisano ancora i rappresentanti delle Indicazioni Geografiche agroalimentari, vitivinicole e delle bevande alcooliche, operare su “una loro efficace protezione quale diritto di proprietà intellettuale, sia nella gestione del sistema di assegnazione dei nomi di dominio di primo e secondo livello, sia nell’utilizzo dei nomi delle IG nei portali di e-commerce e nei motori di ricerca. Notiamo con preoccupazione la crescente diffusione di evocazione, imitazione e abuso delle Indicazioni Geografiche nel commercio internazionale, e nel Web in particolare, a danno dei consumatori e dei legittimi produttori e la parallela proliferazione di norme internazionali di protezione, spesso non di facile comprensione e applicazione”.

Un tema, quello della web trasparency, che vede l’Italia in prima linea, grazie anche agli accordi siglati con colossi dell’e-commerce come Alibaba, Amazon e Ebay per tutelare, e allo stesso tempo promuovere, il made in Italy agroalimentare nel mondo.

venerdì 13 ottobre 2017

Il cibo nell'arte. I dipinti dell'Arcimboldo in mostra a Roma

Occasione eccezionale per ammirare alcuni grandi capolavori di Giuseppe Arcimboldi, (Milano, 1526 – 1593), meglio noto come Arcimboldo. Dal 20 ottobre all'11 febbraio 2018 a Palazzo Barberini.

Quattro Stagioni – Autunno, Giuseppe Arcimboldo, 1573
 Dalle Stagioni agli Elementi, dal Bibliotecario al Giurista, da Priapo (Ortolano) al Cuoco, i ritratti, i suoi preziosissimi disegni acquerellati di giostre e fontane, in dialogo con dipinti e le copie arcimboldesche, oltre a una serie di oggetti delle famosissime wunderkammer imperiali, delle botteghe numismatiche e di arti applicate milanesi e non solo, fino a disegni di erbari, frutta, animali, di cui all’epoca si faceva gran studio al fine di incrementare serre, serragli e giardini ma anche e soprattutto la conoscenza scientifica: per la prima volta a Roma in mostra alcuni dei più noti capolavori autografi dell'artista rinascimentale milanese. 

Da sempre, il cibo ha ricoperto un ruolo speciale speciale nelle opere d’arte di tutte le epoche. Dalle scene di caccia dei graffiti preistorici ed i mosaici pompeiani e bizantini, alle opere più famose del Rinascimento, fino alle avanguadie del XX° secolo e a quelle più moderne della pop e della eat art, ciò che mangiamo ha sempre occupato un posto di rilievo, destinato a comunicare, a chi osserva, la natura simbolica del dipinto. Particolarmente interessanti sono le opere di Giuseppe Arcimboldo o Arcimboldi, uno dei pittori cinquecenteschi più noti e particolari della storia dell’arte. Esponente del Manierismo, si dedicò con bizzaria e creatività all’elaborazione di ritratti e busti – le cosiddette “Teste composte” – realizzati combinando tra loro vegetali e animali, elementi che riteneva di volta in volta metaforicamente collegati al soggetto rappresentato. Artista del mistero, lasciava intendere una verità ma ne suggeriva un’altra possibile. Con frutta e verdura, pesci e uccelli nelle sue opere, attraverso ciò che era perfettamente naturale, sembra intendesse sbeffeggiare e fare ironia su ciò che secondo lui era meno naturale al mondo: il comportamento umano.

Arcimboldo si formò alla bottega del padre, nell’ambito dei seguaci di Leonardo. Esoterico e alchemico, si considerava poeta e filosofo, ingegnere e inventore. Si può dire sia stato l’artista che ha inventato le “bizzarrie” e le “pitture ridicole”, diventando uno dei pittori più significativi della cultura manierista internazionale. Riscoperto negli anni Trenta del Novecento, nel contesto dei movimenti del Dadaismo e Surrealismo, Arcimboldo è diventato il più importante precursore dei movimenti artistici contemporanei. È stato un genio del Rinascimento. Di quello del Nord Europa e milanese, non certo di quello classicheggiante e rinascimentale della Roma dell’epoca.

Notizie utili - "Arcimboldo". Dal 20 ottobre all'11 febbraio 2018. Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane, 13. Orari: da martedì a domenica dalle 08:30 alle 19:00. Lunedì: chiuso. Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura. Biglietti: intero € 15,00, ridotto € 13,00. La mostra è organizzata dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma e da Mondo Mostre Skira, a cura di Sylvia Ferino Pagden, una delle maggiori studiose di Arcimboldo e già Direttore della Pittura al Kunsthistorisches Museum di Vienna. 

Viticoltura di Montagna. A Torino il workshop del CERVIM nell'ambito di "Grapes in Town"


Si terrà nella sala stemmi del Museo della Montagna nell'ambito della prima edizione de "La Vendemmia a Torino – Grapes in Town", il workshop “I vini di montagna: un patrimonio da bere", che vedrà la partecipazione del Presidente del Cervim e del Consigliere di Amministrazione Edoardo Braga, di produttori di montagna e del Prof. Vincenzo Gerbi dell'Università di Torino.


L'incontro organizzato da CERVIM, il Centro di Ricerche, Studi e Valorizzazione per la Viticoltura Montana, si inserisce all'interno di un fittissimo programma di eventi di questa prima edizione de La Vendemmia a Torino – Grapes in Town, manifestazione dedicata alle eccellenze vitivinicole del Piemonte, promossa dall’assessorato alla cultura e al turismo della Regione Piemonte e realizzata con la collaborazione della Città di Torino e con il patrocinio della Città Metropolitana.

Oltre 40 produttori coinvolti in un programma di quasi 40 degustazioni in 2 giorni, 16 conferenze e incontri, 12 visite guidate e 5 prestigiose gallerie d’arte: sono questi i numeri dell’evento che si svolgerà nel capoluogo piemontese il 14 e 15 ottobre.

Appuntamento domani, quindi, alla 14,30 presso il Museo Nazionale della Montagna (Piazzale Monte dei Cappuccini 7, Torino) con “I vini di montagna: un patrimonio da bere". Parteciperanno Giovanni Aldighieri, Sindaco di Carema; Danilo Breusa, Presidente Assoc. Produttori Ramié e Sindaco di Pomaretto; Stefano Turbil, Presidente Consorzio Tutela e Valorizzazione della Val di Susa DOC; Edoardo Braga, Consigliere del CERVIM, modera il Prof Vincenzo Gerbi - DISAFA, Università di Torino - Comitato Tecnico-Scientifico CERVIM. Seguirà una libera degustazione dei vini di montagna. Ingresso Libero. I partecipanti al convegno avranno libero accesso al Museo.

Volevo segnalare che il Paese ospite di questa prima edizione della manifestazione torinese, sarà il Perù che oggi, presso il Circolo dei Lettori, alla presenza dell’Ambasciatore del Perù in Italia S.E. Luis Iberico Núñez e la Presidente dell’Associazione non profit LDDPisco Gladys Torres, presenterà 40 produttori che faranno degustare il suo celebre Pisco con il cioccolato del Perù. Durante l’evento sarà presentata al pubblico la mostra “Il Pisco è Perù - Cultura Vitivinicola” con l’esposizione di venti opere di cinque artisti peruviani, allestita presso il Circolo degli Artisti.

Informazioni e dettagli sul sito www.vendemmiatorino.it

Il ruolo essenziale della ricerca per una agricoltura che cambia. Il CREA al G7 agricoltura



Come la ricerca in agricoltura intende affrontare le sfide del mondo che ci aspettano? Di questo si sta discutendo a Bergamo in occasione del  G7 agricoltura, dove il CREA approda con l’ultima tappa di #Agrogeneration, l’iniziativa patrocinata dal Mipaaf e organizzata insieme a Future Food Institute e Vazapp, dedicata all’innovazione in agricoltura.


L’agricoltura del domani, infatti, sarà multifunzionale: oltre alla semplice produzione di cibo, valorizzerà e conserverà identità territoriali, naturali e paesaggi, con servizi agricoli e forestali mirati e dalle prestazioni sempre elevate grazie alle nuove tecnologie. La tendenza, infatti, è quella di un’economia sostenibile sempre più a basse emissioni di carbonio e all’insegna dell’innovazione.

Proprio in quest’ottica deve essere letta la crescente attenzione nei confronti dell’agricoltura di precisione e di una gestione agro-ambientale diretta all’ottimizzazione delle risorse, in grado di garantire quindi produzioni agricole ecocompatibili e di qualità. L’agricoltura di precisione, infatti, permette un approccio integrato basato su acquisizione di dati agro-ambientali e modelli di simulazione, che devono essere legati però alla storia e alla tradizione del prodotto. Inoltre, coinvolgendo tutti gli attori della filiera, è possibile esaltare il prodotto finale nel rispetto della qualità agro-ambientale. Elemento quest’ultimo che, insieme alla salubrità, alla certificazione dell’origine, alla riconoscibilità e alla tracciabilità degli alimenti, rappresenta per i consumatori un vero prerequisito irrinunciabile, che aggiunge un ulteriore valore ai prodotti.

«È chiaro che in simile scenario, così complesso e delicato, contrassegnato da sfide epocali - ha commentato Salvatore Parlato, Presidente del CREA - la ricerca svolga un ruolo essenziale. La scienza, infatti, in quanto portatrice di innovazione tecnologica, ha il compito sostanziale di costruire e garantire il futuro dell’agricoltura. Non va trascurato, ad esempio, il suo apporto nel valutare la vulnerabilità dell’agricoltura ai cambiamenti climatici o nel preservare e valorizzare gli ecosistemi ad essa connessi, attraverso la salvaguardia del paesaggio e della biodiversità».

giovedì 12 ottobre 2017

Eventi. “Future IPM 3.0”, in Trentino la settimana sulla sostenibilità in agricoltura e difesa delle piante

Presentato in conferenza stampa alla FEM il congresso in programma a Riva dal 15 al 20 ottobre.

Il Trentino Alto Adige Südtirol, fulcro della ricerca e dell'innovazione in materia di agricoltura sostenibile, si appresta ad ospitare uno dei più grandi eventi a livello internazionale. Si tratta del congresso “Future IPM 3.0” in programma dal 15 al 20 ottobre presso il Centro Congressi di Riva del Garda con una serie di workshop scientifici, conferenze, un incontro divulgativo col mondo produttivo e un concorso per i giovani. 

Obiettivo dell'evento, presentato in conferenza stampa oggi alla FEM., è presentare le più recenti conoscenze nel campo della produzione integrata in agricoltura e le future soluzioni tecniche, politiche ed economiche per l’agricoltura sostenibile in Europa, focalizzandosi anche su ciò che sta facendo il Trentino Alto Adige- Südtirol.

Sono intervenuti il direttore generale FEM, Sergio Menapace, il preside di Facoltà di Scienze e Tecnologie della Libera Università di Bolzano, Stefano Cesco, la dirigente dekl Centro Ricerca e Innovazione, Annapaola Rizzoli, la direttrice del Centro Agricoltura Alimenti Ambiente, Ilaria Pertot, il coordinatore del Dipartimento Filiere Agroalimentari, Sperimentazione e Servizi Tecnologici del Centro Trasferimento Tecnologico FEM, Claudio Ioriatti, la portavoce nonché responsabile relazioni pubbliche e gestione eventi del Centro di sperimentazione Laimburg, Franziska Maria Hack.

Nel corso della conferenza stampa sono stati presentati anche alcuni esempi di ricerca e trasferimento tecnologico volti ad una agricoltura più sostenibile.

L'evento

 A Riva del Garda dal 15 al 20 ottobre si svolgerà la settimana della sostenibilità in agricoltura e difesa delle piante. Si susseguiranno una serie di eventi dedicati al tema della sostenibilità dell’agricoltura con particolare riferimento alla difesa delle piante. Il convegno è organizzato nel rispetto della sostenibilità evitando lo spreco alimentare e di risorse, utilizzando, dove possibile, materiali riciclabili e a bassa impronta carbonica. 500 i ricercatori iscritti provenienti da 37 paesi.

Congresso IOBC

La settimana si aprirà domenica 15 ottobre con l’assemblea generale dell’Organizzazione internazionale per la difesa integrata ed il controllo biologico (International organization forbiological and integrated control; IOBC-wprs). Quest’organizzazione, che raggruppa ricercatori, tecnici ed agronomi è particolarmente attiva nei paesi europei, nord Africa e Medioriente, ed è composta da numerosi gruppi di lavoro che definiscono le linee guida della difesa integrata in agricoltura e presentano le ultime novità della ricerca nel settore. Quest’anno si terrà a Riva del Garda l’assemblea generale dei membri dell’organizzazione.

16 ottobre, incontro tecnico col mondo produttivo trentino

Lunedì 16 ottobre ci sarà un’intera giornata dal taglio divulgativo dedicata al dibattito sull’agricoltura sostenibile per il pubblico italiano, che conta più di 200 iscritti. Sarà una giornata ricca di presentazioni, demo, interviste, tavole rotonde sui seguenti temi: la sfida della sostenibilità in viticoltura e frutticoltura di montagna, fondovalle, e pianura; specie invasive e cambiamento climatico: l’impatto sull’agricoltura; agricoltura –società: informazione, sicurezza alimentare, convivenza; il ruolo delle nuove soluzioni tecniche e sostanze attive microbiologiche o naturali nella difesa delle colture. Prospettive relative ai prodotti fitosanitari a base biologica: ICT e meccatronica in campo: sensori, app, droni, agricoltura di precisione. La giornata sarà aperta da una presentazione del Prof. Marco Trevisan, dell'Università cattolica del Sacro Cuore e membro GRIFA, sul comportamento dei prodotti fitosanitari nell'ambiente, nelle produzioni e negli alimenti.

Il concorso

Nell'ambito di Future IPM 3.0 è stato promosso il concorso “Che aspetto ha l'agricoltura sostenibile?” riservato agli studenti (di età compresa tra 14 e 20 anni) che frequentano un istituto scolastico di secondo grado con sede in Alto Adige, Trentino o Tirolo. La premiazione del miglior video è in programma nella giornata di lunedì 16 ottobre. Premieranno i due vincitori Andrea Rosalinde Hofer OECD LEED Trento, Valentina Piffer Euregio Tirolo Alto Adige Trentino ed Elena De Lorenzo Fondazione FICO, Bologna.

Altre conferenze scientifiche

Martedì 17 ottobre è in programma una conferenza sponsorizzata dal programma dell’OECD sulla Ricerca Cooperativa sulla Gestione delle Risorse Biologiche per Sistemi Agricoli Sostenibili. Alla conferenza, in inglese, parteciperanno i maggiori rappresentati del mondo scientifico, produttivo ed rappresentanti istituzionali di vari paesi europei. Alle presentazioni seguirà una discussione sulle prospettive dell’agricoltura sostenibile. Nell’ultima parte della settimana, fino a venerdì si terranno due convegni scientifici: uno sulla difesa integrata in viticoltura e uno sui meccanismi di difesa della pianta e sulla qualità biologica del suolo.

Inferno California. Non si arresta il devastante incendio. Brucia 'Antica Napa Valley', l'azienda di Marchesi Antinori



Non da tregua l'inferno di fuoco che sta letteralmente devastando la California. Decine di migliaia di ettari di vigneti ridotti in cenere. Sembra che l'incendio sia stato provocato dalla caduta di un cavo dell'alta tensione.


Continua a bruciare la California, ed il fronte degli incendi sta colpendo proprio il cuore della produzione vinicola americana. Una catastrofe dai numeri impressionanti: almeno 23 morti, centinaia le persone irrintracciabili, più di 3.500 tra case e aziende divorate dalle fiamme e oltre 20 mila fatte evacuare. Diverse le aziende andate completamente distrutte o che comunque hanno subito perdite significanti, come Signorello Estate, William Hill Estate Winery e la Paradise Ridge Winery a Santa Rosa; qui le scene sembrano uscire da un girone dantesco con veri e propri fiumi di vino rosso bollente che scorrono attraverso la tenuta. Anche 'Antica Napa Valley', l'azienda di Marchesi Antinori è rimasta coinvolta. L'intera tenuta è stata evacuata dopo che le fiamme avevano iniziato ad accerchiare i pregiati vigneti di Cabernet. Ma, secondo le ultime notizie, sembra che la cantina ed i vigneti sono salvi.

Intanto, i colossi hi tech della Silicon Valley si stanno mobilitando per la ricostruzione delle aree distrutte. Mark Zuckerberg ha annunciato che Facebook donerà un milione di dollari ad organizzazioni locali, e un sostegno economico arriverà anche da Apple. "I nostri pensieri vanno agli amici e ai vicini della Bay Area", ha scritto su Twitter l’amministratore delegato Tim Cook, aggiungendo che Cupertino stanzierà fondi per "aiutare le operazioni di soccorso".