lunedì 16 gennaio 2017

Promozione territoriale. Agro Pontino, la filiera locale nel cuore dell'Europa.

La filiera agroalimentare pontina sarà presente, dal prossimo 8 febbraio, alla 25^ Edizione della Berlin Fruit Logistica, il più importante salone europeo del comparto
L'operazione è stata allestita dalla Cassa Rurale ed Artigiana di Pontinia che ha radunato dieci cooperative locali allestendo un'area sotto lo slogan "Agro Pontino da palude a risorsa".

Il Brand Agro Pontino punta al cuore dell’Europa e la filiera agroalimentare del territorio, da sempre uno dei fiori all'occhiello del nostro Paese, prenderà parte all'edizione 2017 del “Berlino Fruit Logistica” l’evento di settore più importante d’Europa. 

L'iniziativa rientra in un articolato percorso di promozione territoriale promosso dalla BCC di Pontinia e comprende anche momenti di studio e confronto sul comparto agroalimentare. Come quello che lo scorso fine settimana ha richiamato economisti ed esperti di settore in un confronto a tutto campo con produttori, imprenditori e agricoltori, attorno alla traccia "Agro Pontino, la filiera locale nel cuore dell'Europa". Una tappa di riflessione comune sui grandi temi in chiave italiana ed europea, con i quali siamo chiamati a confrontarci, per poter comprendere al meglio le dinamiche del prossimo futuro. 

"L'export agroalimentare pontino negli ultimi 5 anni ha fatto segnare un robusto +70% per un valore di tre miliardi di euro, con la filiera locale che detiene un terzo dell'export regionale. Con questi dati - ha sottolineato Maurizio Manfrin, Presidente della Cassa Rurale ed Artigiana di Pontinia - il Brand Agro Pontino è nella sostanza. Adesso tocca a noi, nessuno escluso, trovare punti di convergenza che possano favorire sempre più il gioco di squadra nel rispetto delle singole e diverse individualità. Agro Pontino dovrà significare sempre più identificazione territoriale e valorizzazione delle risorse della nostra terra. Per questo come Banca locale, non faremo mai mancare il nostro apporto alle imprese e alle iniziative che tenderanno a promuovere la nostra area. O, come in questo, saremo soggetto coagulante, visto che la trasferta a Berlino, diventa un primo importante esperimento".

"La nostra crescita - ha rimarcato l'economista Giacomo Vaciago - sta tornando a dipendere soprattutto dalle nostre virtù, vale a dire da ciò che siamo in grado di fare puntando sul gioco di squadra e le eccellenze. In tutto il mondo, la qualità italiana è sinonimo di mangiare e vestire bene (food and fashion), abbiamo quindi le carte giuste per poter espandere il made in Italy in nuovi mercati, e rafforzare la nostra presenza in quelli nei quali operiamo già. Lavorando bene, potremo affrontare al meglio l'impatto con i molteplici cambiamenti del mondo che continuano in maniera inesorabile e talvolta imprevedibile, basti pensare a quanto avvenuto lo scorso anno: Brexit, Trump, Referendum".

Per il Direttore Generale di Federlus (Federazione Banche di Credito Cooperativo Lazio Umbria Sardegna) Paolo Grignaschi, "Parlando di filiera agroalimentare territoriale credo che la Banca locale sia parte integrante e possa svolgere un importante ruolo di congiunzione, perché gli istituti di prossimità conoscono in maniera diretta prima le persone e poi le strutture. L'elemento umano, in questo contesto è un plus valoriale consistente e primario, ecco perché il ruolo degli istituti di credito e le missioni che assolvono sono insostituibili anche di fronte a scenari di complessa globalizzazione".

Secondo poi Massimo Meliconi, Responsabile Prodotti e Servizi di ICCREA Banca Impresa, "l'export food è in ascesa passando dagli attuali 37 a 50 mld entro il 2020. Ecco perché è il momento di fornire supporto alle esportazioni e ai processi di internazionalizzazione delle PMI e delle filiere agroalimentari locali". Infine, per Luigi Duranti, responsabile Crediti Agrari di ICCREA Banca Impresa, "un ruolo importante nella partita delle esportazioni lo riveste non solo la qualità, fronte indiscutibile del Made in Italy, ma anche e soprattutto la capacità di innovazione delle filiere. Questo potrà fare la differenza".