giovedì 19 gennaio 2017

Vino e mercati. Il senso degli yankee per l'Amarone

Difesa e promozione dell'identità territoriale: così l'Amarone della Valpolicella è diventato un vino unico e sopratutto universalmente riconoscibile.


Il Grande Rosso della Valpolicella nell'immaginario collettivo è divenuto nel tempo un’icona di stile enologico, viste le sue peculiarità legate all'originalità dei vitigni autoctoni da cui si ottiene, al metodo e al territorio di produzione. 


Gli americani lo amano e lo scelgono perché è italiano e "classico", ma anche per le sue doti di versatilità, tanto da essere considerato perfetto sia per le cene con gli amici sia per festeggiare le occasioni più importanti. Sono queste le ragioni dell'appeal dell'Amarone che emergono dall'indagine 2016 dell'Osservatorio Vini Valpolicella commissionato dal Consorzio Wine Monitor di Nomisma che mappa il modello di consumo di vino negli Usa.

La cosa interessante che l'indagine ha evidenziato, è la "percezione", assolutamente positiva, che il consumatore americano ha nei confronti dei vini di questo territorio, una riconoscibilità che è frutto di un intenso lavoro da parte del Consorzio Tutela Valpolicella, in cui sono state messe in atto strategie mirate di difesa e promozione territoriale.

Un territorio che oggi, a giudicare dai numeri - in questo caso del mercato statunitense che rappresenta la destinazione di oltre il 10% della produzione di Amarone, del 14% per il Valpolicella e 23% per il Ripasso -, interessa sempre più i turisti che ricercano la qualità del vino nel paesaggio e nell'attenzione all'ambiente, che in Valpolicella sono tutelati grazie alla certificazione “Riduci Risparmia Rispetta” del Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella. Un progetto, questo, che prevede un nuovo tipo di certificazione, brevettata nel veronese e garantita dalle istituzioni scientifiche, per le aziende che più si impegnano a tutelare la biodiversità del territorio e a utilizzare meno possibile prodotti chimici.

Bisogna infine sottolineare che il successo che questi dati confermano, sono il risultato di una intensa attività di marketing con eventi e degustazioni mirate agli influencer newyorkesi, con la consapevolezza che la città di New York, in cui si concentra quasi la metà della popolazione di tutto lo Stato, è il centro culturale più attivo e vivace degli Stati Uniti e dove si generano le tendenze.

Come già rilevò l’indagine svolta lo scorso anno sul Canada, il tasso di penetrazione dell’Amarone cresce fino al 24% tra gli americani che sono stati in Italia nell’ultimo anno e al 13% tra coloro che hanno familiari di origini italiane, a riprova dell’importanza che hanno le esperienze di viaggio nei luoghi di produzione e le radici.

Volevo segnalare poi, che è iniziato il conto alla rovescia per l’Anteprima Amarone, dal 28 al 30 gennaio infatti, al Palazzo della Gran Guardia a Verona si svolgerà il consueto evento, organizzato dal Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella che presenterà l’annata del Grande Rosso veronese appena entrata in commercio.

Si tratta del millesimo 2013 che la commissione del Consorzio, recentemente riunita per tracciarne il profilo e il valore, ha definito di qualità medio-alta. Accanto alla 2013 le cantine partecipanti, che sono 78 per oltre 150 etichette da degustare, presenteranno anche alcune annate precedenti: un’opportunità per godere di vini che l’affinamento ha reso ancor più interessanti.

Diverse le novità di quest’anno, a partire dal debutto del calice “istituzionale” in cui sarà versato il prezioso Amarone. Una commissione di esperti, infatti, ha selezionato un modello della VDglass che ne esalta l’espressione. Altre novità riguardano la giornata inaugurale dedicata esclusivamente alla stampa.

Sabato 28 gennaio è in programma un talk show in cui il critico d’arte Philippe Daverio e il giornalista e scrittore appassionato di vino Andrea Scanzi dialogheranno sul parallelo, forse un poco spericolato e probabilmente divertente, tra le opere d’arte, icone di stile senza tempo la cui fruizione crea anche un indotto economico, e l’Amarone.

Tutte le info sull'evento: www.anteprimaamarone.it

Il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella

Nato nel 1924 il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella è una realtà associativa comprendente viticoltori, vinificatori ed imbottigliatori della zona di produzione dei vini della Valpolicella, un territorio che include 19 comuni della provincia di Verona. Grazie alla rappresentanza di oltre l’80% dei produttori che utilizzano la denominazione «Valpolicella», il Consorzio realizza iniziative che valorizzano l’intero territorio: il vino e la sua terra d’origine, intendendo con questa anche la storia, le tradizioni e le peculiarità che la rendono unica al mondo. Il Consorzio annovera importanti ruoli istituzionali: si occupa della promozione, valorizzazione, informazione dei vini e del territorio della Valpolicella, della tutela del marchio e della viticoltura nella zona di produzione dei vini Valpolicella, della vigilanza, salvaguardia e difesa della denominazione.