giovedì 2 febbraio 2017

Simbiosi uomo vigneto e obiettivi comuni: così i viticoltori della Val Isarco affrontano le sfide di un clima che cambia

In un contesto viti-enologico in continua evoluzione è l’unione che fa la forza. L'impatto del cambiamento climatico si fa sentire anche in Val Isarco, estremo nord della viticoltura italiana. Un’annata iniziata con un grave rischio ma anche con un colpo di fortuna, continuata in condizioni meteo spesso estreme e col conseguente intenso lavoro in vigna, ma conclusasi con una vendemmia davvero buona. Questo, in sintesi, è stato il 2016 per i soci della giovane e dinamica Cooperativa EisacktalWein.

Il clima cambia ed il viticoltore deve rapportarsi ad un ciclo vegetativo della vite, a tempi di maturazione delle uve, a periodi di vendemmia che non sono più quelli di un tempo. Lavorando per obiettivi comuni sfruttando le sinergie in un continuo scambio sicuramente permetterà di trovare diversi approcci e soluzioni. L’attività di ogni singolo socio si trasforma così in un’azione mirata ad ottimizzare la competitività di tutti. 

Sono 16, i viticoltori, distribuiti fra nord, centro e sud della valle, che insieme ad altre realtà della valle, piccole e grandi, hanno creato nel 2015 la Cooperativa EisacktalWein. Siamo in Val Isarco, piccolissima realtà a grande vocazione vitivinicola. Intriganti note fruttate, percezioni minerali ed una piacevole acidità, sono le caratteristiche salienti che hanno decretato il successo dei suoi vini conquistando il favore dei tanti appassionati.

A partire da queste settimane molti di questi vini dell'annata 2016 verranno gradualmente imbottigliati ed insieme a loro anche le storie di chi questi vini li ha prodotti, storie che parlano di impegno e dedizione in vigna e in cantina, e di sentimenti. Bene, volevo proporvene una lettura. E' un breve "resoconto a più voci" sull'andamento di questa annata viticola che in qualche modo, attraverso le loro parole, apre una finestra sulla Val Isarco, sui suoi panorami, sugli uomini e donne che qui vivono e producono e che ogni giorno si impegnano nella valorizzazione di ogni angolo di questo territorio. Il racconto di un’annata che, iniziata col batticuore, si è poi conclusa con ampi sorrisi.

Un annata appesa ad una nuvola

27 Aprile 2016. Una data che ha deciso un’annata.

Quella notte, fra il 26 e il 27 aprile, la temperatura nel territorio della Val Isarco ha subito una caduta verticale e stava per scendere sotto lo zero; quando la “fortuna” ha voluto che il cielo, da stellato e sereno quale era, fra le 3 e le 4 del mattino si coprisse di alcune nubi. Giusto in tempo per evitare una gelata che avrebbe senza dubbio compromesso la stagione vitivinicola, come è invece accaduto in altre zone vitivinicole europee assai meno fortunate: dall’Abruzzo alla Borgogna alla Stiria (Austria) dove le temperature hanno toccato i – 6 °C causando una vera e propria catastrofe in campo agricolo e soprattutto viticolo. In Val Isarco gelate così tarde si ricordano all’inizio degli anni ‘80, ovvero 35 anni fa, e nei primi anni ’50.

I viticoltori e i vignaioli della Valle ricorderanno per molto tempo il rischio corso in una fase molto delicata dello sviluppo vegetativo delle viti, che l’inverno mite e le temperature superiori alla media a marzo avevano fatto procedere precocemente rispetto al solito, portando i tralci a toccare già i 10 cm.

I 18 soci della Cooperativa EisacktalWein sono distribuiti lungo gli 80 km della Valle, che ha andamento da nord a sud, e rappresenta il territorio viticolo più settentrionale d’Italia. Gli ettari vitati rappresentati dai soci sono 360 (su 460 totali) distribuiti fra 16 piccoli vignaioli e due strutture di dimensioni maggiori quali la Cantina Valle Isarco/Eisacktaler Kellerei e la storica Abbazia di Novacella/Stiftskellerei Neustift. Le vigne sono posizionate su pendii terrazzati ad altitudini medie comprese fra 400 e 850 m. s.l.m., con punte a 950 m. s.l.m.; hanno pendenze medie dal 30% al 70%, ma in alcuni casi anche oltre il 100%, e in prevalenza esposizione sud/sud-ovest. All’interno della valle coesistono diversi microclimi, ad esempio quello mite dell’ampia conca di Bressanone e quelli che si creano alle diverse altitudini a seconda dell’esposizione, i quali permettono di coltivare con ottimi risultati vari vitigni a bacca bianca: müller thurgau, riesling, kerner, sylvaner, grüner veltliner, gewürtztraminer, pinot bianco e pinot grigio. Ma nelle zone più a sud, vicino alla città di Bolzano, c’è spazio anche per la schiava, varietà a bacca rossa.

Peter Pliger - Kuenhof descrive la primavera molto piovosa, nei mesi di aprile, maggio e giugno, con precipitazioni frequenti e spesso trasformatesi in fenomeni violenti. Questo ha determinato una fase di fioritura più lunga del solito con inizio un po’ più tardo, verso metà giugno. Peter sottolinea come certamente le piogge hanno avuto impatto positivo sullo sviluppo vegetativo delle piante, che nella valle solitamente hanno crescita lenta a causa dei terreni magri, ma purtroppo l’eccessiva quantità e frequenza hanno facilitato l’arrivo precoce della peronospora ed esposto la vegetazione, sviluppatasi precocemente, al rischio di un crollo della temperatura.

Christian Kerschbaumer - Garlider ricorda che già a maggio la peronospora è stata segnalata sulle foglie e ha poi continuato a svilupparsi in tutte le zone della valle. Il problema è stato contenuto e non ha causato gravi danni grazie all’attivazione immediata dei vignaioli che hanno iniziato subito i trattamenti. In alcuni casi la mossa giusta è stata trattare in via preventiva, come nel suo caso, considerando che ha scelto la conduzione in regime biologico. Christian tiene a ribadire l’importanza dell’osservazione attenta di ogni singola vigna, anzi di ogni singola vite, per comprendere la situazione a fondo e saper intervenire tempestivamente a seconda della sensibilità del vitigno alla malattia, come nel caso del Grüner Veltliner.

In generale il numero dei trattamenti con rame effettuati dai soci è stato ben superiore rispetto agli ultimi anni, e questo ha generato un aumento del rapporto ore di lavoro/ettaro, perché le pendenze elevate delle vigne ovviamente determinano un impegno molto maggiore e tempi più lunghi per completare i vari passaggi.

Anche le strutture più grandi come la Cantina Valle Isarco/Eisacktaler Kellerei hanno affrontato con decisione la lotta alla malattia, che è stata fermata alle foglie. Il buon risultato è stato ottenuto, come spiega Hannes Munter agronomo ed enologo in seconda, grazie alla efficiente gestione dei rapporti con i viticoltori conferitori della cantina, attraverso un rodato sistema di visite e controlli tramite le quali durante tutto l’anno si monitora la situazione delle vigne. Lui stesso è costantemente in movimento, visita i soci, dialoga con loro e grazie anche ad analisi e rilevazioni continue di dati, può fornire indicazioni su tempi e modi in cui agire. Per poi tornare per verificare che sia stato messo in atto correttamente quando stabilito.

L’estate si è rivelata una stagione “sdoppiata in due”: fino a metà agosto clima quasi fresco e ancora piogge, dalla fine del mese sono arrivate condizioni ideali: giornate molto calde ma notti fresche. La pioggia è scesa ancora ma per lo più nelle ore notturne, quindi vi è stata sempre intensa luminosità durante il giorno abbinata a notti freschissime e a mattinate con temperature intorno ai 2/3 °C, precisa Markus Prackwieser - Gumphof. Un clima ideale che ha permesso una maturazione delle uve davvero ottimale, perché è stata lenta e ritmata dalle escursioni termiche che hanno preservato l’acidità.

L’irrigazione di soccorso, presente in tutti gli impianti della valle, è stata importante nel consentire alle piante di portare a termine la maturazione dei grappoli senza soffrire le alte temperature giornaliere raggiunte a fine agosto e settembre (fino a 35 °C) e il vento, che seccava velocemente il terreno.

La vendemmia è iniziata per tutti i soci negli ultimi giorni di settembre, per concludersi al più tardi verso il 10 novembre. Una decina quindi sono stati i giorni di ritardo rispetto alla media. La prima varietà ad essere raccolta è stata il müller thurgau, l’ultima il riesling. Tutti i soci sono concordi: una vendemmia ideale: perché la lenta maturazione ha concesso un ritmo corretto per la raccolta (niente corse a perdifiato come nel 2015). Era cioè possibile impostare il lavoro in maniera più cadenzata perché l’escursione termica manteneva l’acidità delle uve e le giornate terse concedevano di lavorare senza l’ansia di una pioggia o altro fenomeno rischioso.

Günther Kerschbaumer – Köfererhof fa notare l’elevata qualità delle uve, freschissime, dagli acini croccanti e con tannini più maturi rispetto allo scorso anno; i grappoli stessi erano molto belli e, fatto non secondario, le temperature ottimali hanno evitato di adottare procedure di raffreddamento.

Dal punto di vista globale quest’annata ha elargito sia qualità che quantità maggiori rispetto al 2015. Le rese si collocano mediamente su valori maggiori del 10-15%.

Christoph Mock – Wassererhof ribadisce come l’acidità si sia mantenuta su buoni livelli per tutta la durata della vendemmia. Anche il grado zuccherino è stato buono, anche se inferiore al 2015. Questi dati ovviamente sono stati  influenzati anche dalla gestione  della  vigna di ciascun produttore e  dalle scelte operate in merito ad operazioni determinanti quali defogliamenti e diradamenti.

Volendo gettare uno sguardo sul futuro, Peter Pliger – Kuenhof puntualizza che il 2016 è senz’altro una buona annata, ma il potenziale del 2015 era maggiore perché, date le rese minori, il mosto risultava  più concentrato. Sull’annata 2016 peseranno in qualche misura le maggiori rese.

Urban von Klebelsberg, Amministratore delegato dell’Abbazia di Novacella/Stiftskellerei Neustift ci offre qualche considerazione complessiva: “è un’annata molto Val Isarco, ovvero tanto frutto, più sapidità, più mineralità, più eleganza, vini non grassi né ruffiani”.

Mentre per quanto riguarda i cambiamenti climatici in atto, ai quali la viticoltura in particolare di montagna è più sensibile di altri settori del mondo agricolo, Von Klebelsberg conferma quanto dichiarato da tutti i colleghi produttori: i cambiamenti registrati negli ultimi anni sono notevolissimi, basti pensare che un tempo vi erano morie invernali delle piante e che nelle vigne più basse il terreno gelava. Ora non accade più. I fattori determinanti il clima della Valle sono sempre stati due: le temperature basse e il vento freddo e secco in discesa dal nord (Föhn) lungo la Valle. Entrambi i fattori risultano ora depotenziati rispetto a 20/30 anni fa, di conseguenza le condizioni climatiche sono mutate.

Le conclusioni sono affidate a Manni Nössing, presidente di EiscktalWein: “Sono molto positivo sul potenziale di invecchiamento di questi vini; è stata senz’altro una buona annata. Siamo anche felici che, dopo anni di grandi affanni in vendemmia, questa volta finalmente la raccolta abbia avuto ritmi umani;  perché di certo la primavera non ci ha risparmiato fatiche e impegno nella lotta contro la peronospora. Ancora una volta si conferma quella che ritengo l’unica ricetta valida per ottenere buoni risultati nel nostro terroir (ma anche in tutti gli altri): non stancarsi mai di osservare, prestare attenzione, conoscere profondamente le proprie vigne, le proprie viti una per una. Solo così è possibile comprendere come agire e quali scelte compiere ogni giorno, di fronte all’imprevedibilità della natura. Anche di fronte alla situazione meteorologica, che rispetto a 20/30 anni fa è veramente diversa. Oggi siamo in grande confusione, non abbiamo più riferimenti: gli inverni sono caldi e piovosi, la neve si fa vedere solo a gennaio e per pochi giorni, le primavere sono inesistenti con temperature già molto elevate. Le condizioni sono sempre più estreme e i rischi sempre maggiori. Certamente la tecnologia e i moderni sistemi di raccolta ed elaborazione dei dati aiutano ma, come nel passato così anche oggi, sono l’occhio e il cervello del vignaiolo a fare la differenza”.

Cooperativa EisacktalWein

Nata nel 2015, la cooperativa riunisce 18 produttori di vino della Valle Isarco e strutture di accoglienza, ristorazione e promozione, con l’obiettivo di incoraggiare lo sviluppo del territorio favorendo i contatti interni tra i diversi soci e lo scambio di esperienze e informazioni; perché unire le energie, pur nelle diversità, permette di sfruttare al meglio le potenzialità che questo straordinario ambiente ha da offrire. Le 18 cantine sono dislocate da nord a sud lungo la valle, 16 di esse sono gestite da singoli vignaioli che si occupano dell’intera filiera. Poi vi sono le due strutture di maggiori dimensioni: la Cantina Valle Isarco/Eisacktaler Kellerei, cantina sociale con 130 soci conferitori, e l’Abbazia di Novacella/Stiftskellerei Neustift che con i suoi 875 anni di storia è la cantina più antica della valle. Le attività della cooperativa spaziano dall’organizzazione di manifestazioni di valenza scientifica, come il convegno annuale sulla viticoltura Eisacktaler Weinbautagung, a quelle rivolte al pubblico, come Il vino va in città, un evento dedicato alla degustazione nel centro storico di Bressanone.