lunedì 24 aprile 2017

Vino, cibo e scienza, uno straordinario e indissolubile legame. Al via prima edizione del Mantova Food & Science Festival

Il Mantova Food&Science Festival è un evento unico di divulgazione scientifica di rilievo internazionale che affronta e approfondisce le tematiche legate alla scienza della produzione e del consumo del cibo. Focus vino con Attilio Scienza e l’esperta di ricerca genetica vegetale Serena Imazio in un sorprendente viaggio nelle storie e nei suoi miti.


Dal 5 al 7 maggio 2017 il festival animerà la città in una tre giorni di eventi dedicata ad adulti, studenti e bambini che trasformerà la città e il centro storico in luoghi di incontro, dibattito, divertimento e apprendimento, tre giorni durante i quali il mondo della scienza e dell’agricoltura si intrecceranno, con conferenze frontali, dialoghi, workshop, question time, spettacoli, esplorazioni del territorio e momenti informali di discussione.


Coltivare la conoscenza sarà il motto di questa prima edizione del Mantova Food & Science Festival. Il cibo rivela il passato, il presente e il futuro dell'umanità, ma non è mai rimasto uguale a se stesso. Nel corso dei secoli, grazie al suo ingegno, al contributo delle scoperte scientifiche e delle innovazioni della tecnologia, l'uomo è riuscito a rendere più efficienti le tecniche di produzione, a sviluppare nuovi metodi per l'agricoltura e l'allevamento, ad aprire strade alternative per l'intera filiera agroalimentare: dalla selezione di semi più resistenti ai parassiti e alle intemperie del clima, all'invenzione di un'enogastronomia sempre più ricca, creativa, geniale, capace di fondere tradizione e modernità. 

Il Food&Science Festival di Mantova, la cui prima edizione si svolgerà dal 5 al 7 maggio 2017, è un nuovo evento che racconterà lo straordinario e indissolubile legame tra cibo e scienza. La sua storia, la sua evoluzione e – soprattutto – le sue prospettive di fronte alle grandi sfide che ci vengono poste dal futuro. Perché in un mondo messo sotto pressione dall'esplosione demografica, dai cambiamenti climatici e dalle turbolenze sociali ed economiche, proprio dalla convergenza tra rispetto dell'ambiente, valorizzazione del territorio e progresso tecnologico e scientifico potranno arrivare nuove soluzioni a quella che è la più antica necessità di tutti gli esseri umani: nutrirsi.

Promosso da Confagricoltura Mantova, ideato da FRAME e organizzato da Mantova Agricola, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e del Comune di Mantova, con Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia, Camera di Commercio di Mantova, East Lombardy - Regione Europea della Gastronomia 2017 e Politecnico di Milano, come partner istituzionali e come main partner importanti aziende e realtà del territorio come Intesa Sanpaolo, Syngenta, Consorzio Tutela Grana Padano, Consorzio Tutela Parmigiano Reggiano, Granarolo e TEA, il Food&Science Festival è pensato come un grande appuntamento di divulgazione scientifica: il suo programma offrirà oltre cento eventi tra conferenze, incontri, laboratori, mostre e altre attività che stimoleranno la partecipazione diretta del pubblico, con la partecipazione di ospiti di rilievo nazionale e internazionale. 

Ci sarà spazio per l'omaggio ai “visionari agricoli” di ieri (come Nazareno Strampelli, pioniere della genetica agraria in Italia, di cui sono stati da poco celebrati i 150 anni dalla nascita) e per gli interventi delle figure che oggi sono al centro delle grandi battaglie sul futuro dell'alimentazione (come la biotecnologa statunitense Nina Fedoroff). 

Parteciperanno autorevoli accademici internazionali (R.Ford Denison, autore del bestseller Darwinian Agriculture), food writer (lo scienziato-cuoco James Kenji López-Alt), giornalisti scientifici (Alok Jha, di cui è stato da poco tradotto Il libro dell'acqua, Bollati Boringhieri), astronauti (Luca Parmitano, che ha portato le eccellenze del Made in Italy a bordo della Stazione Spaziale), divulgatori molto noti al grande pubblico (il meteorologo Luca Mercalli e lo scienziato “in cucina” Dario Bressanini), chef non convenzionali (come Chef Rubio, noto per il successo dell’ultima stagione di Unti e Bisunti, ma soprattutto per la grande capacità di raccontare, in maniera originale e passando dal web alla tv fino alla carta stampata, storie, luoghi e persone attraverso il cibo) e protagonisti della ricerca e dell'innovazione in Italia, come l'esperta di biorobotica Barbara Mazzolai, il rettore della Scuola Superiore di Sant'Anna Pierdomenico Perata e il presidente della Società Italiana di Genetica Agraria Michele Morgante. 

Alcuni appuntamenti speciali saranno pensati per gli addetti ai lavori, mentre una fitta rete di laboratori e altre iniziative specifiche sarà rivolta agli studenti. Il cibo non sarà raccontato solo a parole, ma anche attraverso le immagini: nelle mostre Food. Il futuro del cibo, costruita sugli scatti di agricolture del mondo dei fotoreporter di National Geographic, La Fiaba è servita, un'avventura illustrata alla scoperta dell'enogastronomia nella cultura popolare italiana, Selvatico domestico, a cura di Orto Botanico Città Studi - Università degli Studi di Milano e Agri-Cultura e dedicata all’evoluzione delle piante. E sotto forma di spettacolo, con la Banda Osiris e Arianna Porcelli Safonov che metteranno in scena le disavventure di una persona affascinata dalla vita di campagna fino al momento in cui ne scopre le fatiche.

La creatività dell’immagine guida di questa prima edizione del Festival è curata da Olimpia Zagnoli, giovane illustratrice tra le più affermate al mondo, con collaborazioni con alcune tra le testate più importanti tra cui il “New York Times”, “The New Yorker”, “la Repubblica”, “Taschen”, “Time”. Ha scelto di interpretare lo spirito della manifestazione attraverso una colorata stilizzazione di tre elementi caratteristici della filiera agroalimentare: una mucca, un grappolo d’uva e una spiga di mais. Il Food&Science Festival si avvarrà di un network di partnership di alto livello: nel suo programma saranno presenti rappresentanti delle maggiori università e istituti di ricerca scientifici in Italia, oltre a iniziative realizzate in collaborazione con riviste, media e altri protagonisti dell'industria editoriale nazionale. 

Gli appuntamenti saranno distribuiti su alcuni dei più caratteristici spazi offerti da Mantova, città che si conferma sede ideale per l'organizzazione di festival dal respiro moderno e internazionale e che, dopo essere stata Capitale Italiana della Cultura nel 2016 è stata designata Regione Europea dell'Enogastronomia nel 2017 (assieme a Bergamo, Brescia e Cremona): i laboratori e i percorsi espositivi saranno ospitati nel Palazzo della Ragione, gli spettacoli e le lecture al Teatro Bibiena, le conferenze, gli incontri e i dibattiti alla Loggia del Grano e in Piazza Mantegna, gli incontri per gli addetti ai lavori al Mantova Multicentre MaMu, le tante attività extra e gli stand dedicati ai prodotti locali nelle piazze e in altri punti strategici del centro storico. Senza dimenticare gli Agricoltour e le altre iniziative che coinvolgeranno il territorio provinciale, a completare un weekend che si propone di “coltivare” una nuova conoscenza e consapevolezza nei confronti del cibo e del complesso mix di competenze, tecnologie e passione che ne regolano la produzione.

LE CONFERENZE

Da dove arrivano gli alimenti che mangiamo ogni giorno? Come vengono prodotti? Che storia hanno? Che rapporto c’è tra scienza e agricoltura? Quali sono i rischi e quali le potenzialità dell'innovazione, a cavallo tra l'efficienza della tecnologia e la tutela dell'ambiente? Sono alcune delle domande e delle tematiche affrontate nel programma delle conferenze, dei dialoghi e dei “question time” del Food&Science Festival. 

Nella sezione Visionari agricoli si racconterà l'esperienza di quelle persone che hanno cambiato o sono destinate a cambiare il modo in cui si produce il cibo. Una sfida che inevitabilmente è condotta a livello globale, come racconterà Nina Fedoroff (Nutrire il pianeta; sabato 6 maggio alle 16.30 al Teatro Bibiena), tra le più autorevoli esperte di biotecnologia al mondo, National Medal of Science, già presidente dell’American Association for the Advancement of Science negli Stati Uniti e a lungo consulente scientifica per il governo di Washington. Ma al tempo stesso una sfida che era già stata individuata e combattuta nei secoli scorsi, per esempio da Nazareno Strampelli, lo scienziato che nella prima metà del Novecento introdusse la genetica agraria in Italia e la cui storia sarà raccontata (sabato 6 alle 10.30 alla Loggia del Grano) da Sergio Salvi, ricercatore e divulgatore di genetica vegetale, e da Luigi Cattivelli, direttore del Centro di ricerca per la genomica e la postgenomica animale e vegetale, che ha coordinato il lavoro del team internazionale che ha recentemente concluso il sequenziamento del genoma del grano duro. 

E proprio dalla rivoluzione rappresentata dall’editing genomico e da tecniche di manipolazione del DNA efficaci, poco costose e leggere come la Crispr, parlerà Anna Meldolesi, giornalista scientifica, co-fondatrice della rivista Darwin, di cui Bollati Boringhieri pubblica nel 2017 il nuovo studio E l'uomo creò l'uomo (domenica 7 alle 15.30 nella Loggia del Grano, modera Antonio Pascale).

La migliore innovazione è quella che tiene anche conto dell'impatto esercitato dall'agricoltura nei confronti dell'ambiente. A questo tema è dedicato il filone di appuntamenti Agricoltura e sostenibilità, in cui è compreso l'incontro con R. Ford Denison, professore emerito presso l'Università della California di Davis, docente di “Ecologia, evoluzione e comportamento” all'Università del Minnesota e autore del bestseller internazionale Darwinian Agriculture: how understanding evolution can improve agriculture, nel quale applica i principi dell'evoluzione e della selezione naturale alla scienza agricola (domenica 7 alle 14.30 al Teatro Bibiena, modera Marco Ferrari). 

Il rapporto tra agricoltura, alimentazione e cambiamenti climatici – sia in ottica di previsione che di intervento – sarà al centro degli incontri con Luca Mercalli, climatologo noto anche per la sua attività di divulgatore in televisione (sabato 6 alle 17.30 al Teatro Bibiena), e di Pierdomenico Perata, fisiologo e rettore della Scuola Superiore di Sant'Anna, uno degli istituti italiani in cui si svolgono le ricerche più avanzate nel campo della fisiologia vegetale e della biologia delle piante (sabato 6 alle 14 alla Loggia del Grano). Dalla Gran Bretagna arriverà Alok Jha, ex-corrispondente scientifico del quotidiano “The Guardian”, oggi reporter per il network ITV, autore del recente Il libro dell'acqua. 

La storia straordinaria della più ordinaria delle sostanze (sabato 6 alle 11 al Teatro Bibiena). Da Torino giunge invece la testimonianza di Martina Tarantola, veterinaria specializzata in “Farm Animal Welfare”, che affronterà l’attualissimo tema del benessere animale ricordando come la sostenibilità dell'agricoltura riguarda anche la capacità e la sensibilità nel gestire gli animali in allevamento (domenica 7alle ore 14 nella Loggia del Grano).

Nel DNA dell'innovazione sono scritte la curiosità e l'innata tendenza a guardare oltre l'orizzonte: a Mantova, le nuove Frontiere della scienza legata al cibo saranno protagoniste di una sezione ad hoc, in cui il pubblico potrà incontrare alcuni tra i più innovativi ricercatori del panorama nazionale. Come Barbara Mazzolai, coordinatrice del centro di Micro-BioRobotica dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, che a fine 2015 è stata inserita tra le “25 donne geniali da tener d'occhio nel mondo” secondo RoboHub (la più grande comunità online dedicata alla robotica), in particolare grazie al lavoro d'avanguardia nel campo della robotica bioispirata e nel progetto europeo per la realizzazione di plantoidi (robot che “imitano” il sistema di propagazione delle radici vegetali), con una conferenza in programma sabato 6 alle 15.30 nella Loggia del Grano. O come Michele Morgante, professore di genetica all'Università di Udine, direttore scientifico dell'Istituto di Genomica Applicata e presidente della Società Italiana di Genetica Agraria, che da anni lavora alla ricerca di “vini resistenti”, cioè vitigni che – attraverso un processo di incrocio e selezione – sono capaci di resistere meglio di quelli tradizionali ai funghi, riducendo automaticamente l'utilizzo di antiparassitari e altri strumenti chimici. Vini che al Festival sarà anche possibile assaggiare, nella degustazione che domenica 7 alle 12 nella Loggia del Grano accompagnerà la conferenza. Guido Saracco, professore di Chimica Industriale al Politecnico di Torino e direttore del nuovo Centro per le tecnologie future sostenibili dell’Istituto Italiano di Tecnologia, condurrà il pubblico alla scoperta dei Cacciatori di CO2, per riutilizzare l’anidride carbonica a favore dell’ambiente (domenica 7 alle 15.30 al Teatro Bibiena). 

Infine, una nuova frontiera dell'alimentazione – di certo un po' ostica da accettare per chi è abituato alla dieta mediterranea – è quella degli insetti: quale sarà il loro ruolo nel consumo alimentare del futuro? Tra qualche anno faremo aperitivi a base di cavallette o utilizzeremo le farine di insetti per nutrire gli animali in allevamento? Di questo e altro parlerà Laura Gasco (domenica 7 alle 11.15 nella Loggia del Grano), docente presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università di Torino e collaboratrice dell'International Platform of Insects for Food and Feed (Ipiff). Inoltre, sempre per guardare al domani, l’evento Un insetto nel piatto, a cura di Focus – il brand del Gruppo Mondadori dedicato alla divulgazione scientifica e all’intrattenimento – con un intervento introduttivo sull’entomofagia del direttore Jacopo Loredan e uno showcooking di biscotti a base di farina di grillo (in collaborazione con Entonote) in programma sabato 6 alle 17.30 in piazza Mantegna.

Innovativi non sono solo i contenuti ma anche la formula del Festival, che si aprirà ad esperimenti di divulgazione interattiva come il Meat-up: un grande evento in piazza in cui il chimico e divulgatore scientifico Dario Bressanini (esperto di cibo e innovazione per la rivista Le Scienze) e il “re del barbecue” Gianfranco Lo Cascio (fondatore della BBQ4All University) riveleranno i segreti per cucinare la bistecca perfetta in una vera e propria grigliata scientifica domenica 7 alle 19.30 sul Lungo Rio (in collaborazione con ASSICA - Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi). 

Ci vorrà un po' di pazienza (dodici ore di cottura, a partire dalle 9.30) e molta attenzione per i dettagli, ma alla fine si potrà gustare di persona il risultato dell'attività. Sempre all'insegna dell'interazione, con un occhio al modello anglosassone del Q&A, saranno i “question time” di La scienza nel piatto, eventi in cui il pubblico potrà intervenire direttamente e chiedere consigli e risposte agli esperti. 

Due appuntamenti in collaborazione con “Focus”, moderati dal direttore del mensile Jacopo Loredan, saranno rispettivamente dedicati a Diete, alimentazione e salute (venerdì 5 alle 11 nella Loggia del Grano con la nutrizionista Lucilla Titta, il fitochimico Renato Bruni e la giornalista Amelia Beltramini) e Cibo, fra mito e realtà (sabato 6 alle 14.45 nella Loggia del Grano con Dario Bressanini, il giornalista Marco Ferrari, la responsabile della comunicazione scientifica di Granarolo Graziella Lasi e l'ecotossicologo Donatello Sandroni). 

Un terzo appuntamento di questo ciclo, con la neuroscienziata Raffaella Rumiati, sarà dedicato ai fattori che influenzano il riconoscimento dei prodotti e le preferenze alimentari (sabato 6 alle 12 al Teatro Bibiena).

Ma il cibo è anche storia, tradizione, conoscenza: un bagaglio di saperi e sapori che si tramanda nel corso dei secoli. A questo aspetto sarà dedicato il filone di appuntamenti Cibo e cultura, tra cui l'incontro con Attilio Scienza, uno dei maggiori esperti mondiali di viticoltura, autore del recente Vini di confine (sabato 6 alle 17.45 alla Loggia del Grano), che condurrà il pubblico in un sorprendente viaggio nelle storie e nei miti del vino con l’esperta di ricerca genetica vegetale Serena Imazio. 

La straordinaria avventura del cibo italiano nel mondo e le sue implicazioni politiche e sociali saranno al centro degli incontri che vedranno protagonisti lo storico Alessandro Marzo Magno (La lunga marcia degli spaghetti, domenica 7 alle 11 al Teatro Bibiena) e il professore di “Food Studies” (alla The New School di New York) e autore di Al Dente: A History of Food in Italy Fabio Parasecoli, che domenica 7 alle 17.15 al Teatro Bibiena racconta l’impatto del cibo sugli equilibri del mondo e sulla vita degli uomini, in dialogo con Marco Boscolo. 

La ricchezza e la trasversalità dei temi legati al cibo, nonché il loro stretto legame sia con l'attualità che con i nostri comportamenti quotidiani, saranno confermati anche da altri appuntamenti del Food&Science Festival: come gli incontri Qualità, origine, ingredienti (con Michele Fino, docente di diritto europeo all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, domenica 7 alle 17.45 nella Loggia del Grano) e Neuromarketing, comunicazione e comportamenti di consumo (con Vincenzo Russo, professore associato di Psicologia dei consumi e coordinatore del centro di Ricerche di Neuromarketing Behavior and Brain Lab della Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM; sabato 6 alle 17 nella Loggia del Grano). 

A Il cibo ai confini dell’Universo sarà dedicato l’incontro con l’astronauta Luca Parmitano (venerdì 5 alle 18 al Teatro Bibiena), che ha portato sulla Stazione Spaziale le eccellenze del cibo italiano nel formato “gravità zero”; lo introdurrà Marco Cattaneo, direttore di “Le Scienze”, “Mente&Cervello”, “National Geographic Italia”. James Kenji López-Alt, un passato da ricercatore al MIT e un presente in cui coniuga scienza e cucina, porterà al festival domenica 7 alle 12 al Teatro Bibiena alcuni dei suoi esperimenti (modera Dario Bressanini). 

Con Chef Rubio, che usa la cucina e il racconto dei sapori come prisma attraverso cui guardare l’umanità e adoperarsi per gli altri, si approfondirà poi il rapporto tra cibo e comunicazione (in dialogo con Marco Cattaneo sabato 6 alle 14.30 al Teatro Bibiena). Alla chimica della bellezza e della bontà sarà invece dedicato l’incontro con lo scrittore e chimico Piersandro Pallavicini domenica 7 alle 14.30 in piazza Mantegna, mentre Renato Bruni, fitochimico dell’Università di Parma, racconterà i segreti delle piante a partire dal suo ultimo libro Le piante son brutte bestie (Codice) sabato 6 alle 11.30 in piazza Mantegna con la giornalista Sara Porro e rifletterà insieme al pubblico sugli integratori e sulla loro utilità (domenica 7 alle 15.15 in piazza Mantegna). 

Dal mondo vegetale a quello animale con Conosci i tuoi polli (sabato 6 alle 12.30 in piazza Mantegna) con il giornalista Allan Bay e Achille Schiavone, professore in nutrizione e alimentazione animale presso il dipartimento di Scienze veterinarie dell'Università di Torino, che rifletteranno su quali sono i limiti della ricerca di una carne che risponda alle esigenze di chi dovrà cucinarla e gustarla. Sabato 6 alle 14.30 al Teatro Bibiena il sociologo Massimiano Bucchi ripercorrerà la storia delle invenzioni che fanno parte della quotidianità in cucina, dalla forchetta alla caffettiera. Domenica 7 il designer catalano Martí Guixé porta al festival una riflessione sulla relazione tra design e cibo (alle 16.15 a teatro). Sempre domenica alle 16.45 in piazza Mantegna un vero e proprio viaggio gastronomico alla scoperta delle tradizioni con la giornalista Sara Porro, mentre alle 18.15 a teatro Antonio Pascale racconterà Come torneremo a essere un paese agricolo.

Quanto è sostenibile il cibo che mangiamo? Provano a rispondere Maria Cristina Rulli del Politecnico di Milano e Simone Contu, ingegnere esperto di contabilità ambientale, domenica 7 alle 16 in piazza Mantegna. Si guarda invece al futuro durante l’incontro sull’agricoltura digitale con un rappresentante dell’Osservatorio Smart AgriFood e Gianluca Carenzo, direttore generale del Parco Tecnologico Padano di Lodi (sabato 6 alle 16 in piazza Mantegna). 

Lo stesso giorno alle 12 nella Loggia del Grano spazio a un focus sul valore della tutela, in collaborazione con Consorzio Tutela Grana Padano, Consorzio Tutela Parmigiano Reggiano, Levoni e Granarolo: un viaggio alla scoperta della scienza che aiuta a tutelare il Made in Italy con alcuni esperti come guida. A seguire una tavola rotonda sul 100% italiano con Nicola Levoni, presidente di Levoni, e Giampiero Calzolari, presidente di Granarolo, per approfondire la tematica della scelta delle materie prime e del controllo della filiera, con l’obbiettivo di garantire un prodotto di qualità e l’eccellenza all’estero.

Intesa Sanpaolo curerà diversi incontri, tra cui venerdì 5 mattina, presso il MAMU, il convegno Accelerare la crescita, la sfida dell’agricoltura mantovana dedicato alle imprese del settore agrario di Mantova e provincia, durante il quale verranno presentati i risultati di una indagine condotta dalla Direzione Regionale Lombardia e dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Confagricoltura Mantova, su un campione di aziende appartenenti principalmente ai settori cerealicolo e zootecnico. All’incontro interverrà fra gli altri Paolo Graziano, direttore regionale Lombardia del Gruppo. Scopo dell’iniziativa, rivolta a un settore cruciale per l’economia locale e nazionale, è quello di intercettare i bisogni, le peculiarità e le richieste del territorio, per formulare insieme una offerta nuova e innovativa, rivolta alla crescita e allo sviluppo del tessuto produttivo locale.

Syngenta, azienda interamente dedicata all'agricoltura a livello globale, sarà presente al Festival con incontri e approfondimenti volti a sottolineare il profondo legame tra cibo e agricoltura e, ancor di più, al ruolo che scienza e innovazione rivestono nel comparto agricolo. 

Tra gli appuntamenti più rilevanti spicca Scienza aperta: dialogo con le Istituzioni sul futuro dell’agricoltura, seconda edizione (su invito) della tavola rotonda nata con lo scopo di favorire il dibattito assieme alla comunità scientifica sulle grandi sfide che il pianeta deve affrontare e di come la scienza applicata all’agricoltura possa fornire in questo senso una soluzione concreta (in programma sabato 6 dalle 9 al MAMU). Grazie alla collaborazione con il Politecnico di Milano, è in programma un incontro su architettura, paesaggio e cibo con Davide Crippa, docente presso il dipartimento di Design, e l’architetto Antonio Girardi: un viaggio attraverso la storia dell’umanità per esplorare la relazione profonda tra le evoluzioni dell’architettura e la storia della gastronomia (domenica 7 alle 14.45 nella Loggia del Grano).

LE MOSTRE, I LABORATORI, GLI SPETTACOLI E LE ALTRE INIZIATIVE

Al fianco delle conferenze e degli incontri, la prima edizione del Food&Science Festival proporrà anche una ricca serie di mostre, laboratori e iniziative collaterali. Il racconto del cibo attraverso le immagini sarà al centro di Food. Il futuro del cibo, mostra curata da National Geographic Italia e allestita al Palazzo della Ragione. 

Composta dalle fotografie scattate in tutto il mondo dai reporter del famoso marchio editoriale, accompagnate da un corredo di testi e supporti infografici, Food presenterà un'esplorazione multimediale sulle problematiche e sulle speranze che caratterizzano il futuro del cibo: dai rischi dell'impatto dell'agricoltura e dell'allevamento sulle acque, sul clima e sulle foreste alla direzione tracciata dall'incremento esponenziale dell'acquacoltura, dallo spreco alimentare – con le sue ricadute sul dramma della fame nel mondo – al sogno concreto di un sistema di produzione di cibo ecologicamente e socialmente più sostenibile. Un approccio diverso, nei contenuti e nel linguaggio espressivo, sarà quello di La Fiaba è servita. Cibi incantati dall'Italia. 

Al pubblico di Palazzo della Ragione saranno mostrate le stampe ricavate dall'omonimo libro edito da Franco Cosimo Panini e curato da Luigi Dal Cin, in collaborazione con la Fondazione Štĕpán Zavřel di Sarmede: una raccolta di dieci fiabe a tema alimentare, provenienti dal territorio italiano, dalle quali emerge tutta l'incredibile ricchezza di un Paese in cui convivono multiformi tradizioni e preziose varietà enogastronomiche. 

Tra le curiose prerogative del libro (e della mostra), il fatto che le illustrazioni sono opera di dieci artiste, tutte donne e tutte italiane: Antonella Abbatiello, Giorgia Atzeni, Francesca Chessa, Ilaria Faccioli, Anna Forlati, Simona Mulazzani, Giulia Orecchia, Valeria Petrone, Tiziana Romanin, Lucia Scuderi (coordinate dall'art director Monica Monachesi). Selvatico domestico, a cura di Orto Botanico Città Studi - Università degli Studi di Milano e Agri-Cultura e allestita alle Pescherie (Loggia di Giulio Romano) è invece un vero e proprio viaggio attraverso i cambiamenti delle piante nel passaggio da una condizione selvatica a quella domesticata.

Spazio anche agli spettacoli: la Banda Osiris e Arianna Porcelli Safonov porteranno al Festival lo spettacolo Fottuta campagna e altri racconti di provette e forchette, “rìding agroscientifico” sulle avventure tragicomiche di una persona appassionata della vita agreste che scopre ben presto quanto la realtà sia diversa da come la immaginava (sabato 6 alle 21 al Teatro Bibiena). Mentre le “strologhe” Carla Taglietti e Valentina Turrini sabato 6 alle 10 in piazza Mantegna saranno protagoniste di Storie da mangiare, tra buffi personaggi e storie insolite. Sarà invece la musica della Bandragola Orkestar a chiudere il festival domenica 7 alle 20 in piazza Mantegna.

Uno degli obiettivi del Food&Science Festival è stimolare l'interesse e la partecipazione del pubblico più giovane, attirandolo verso i temi della ricerca scientifica e tecnologica in ambito agricolo. La strada scelta è quella dei laboratori. Nei tre giorni del Festival si intrecceranno con gli altri appuntamenti in programma, offrendo ai ragazzi la possibilità di toccare con mano la magia del cibo, dei materiali che lo compongono e delle tecniche che l'uomo ha sviluppato per produrlo. 

Dedicate alle scuole di ogni ordine e grado, queste attività comprendono il pacchetto di iniziative realizzate a Palazzo della Ragione in collaborazione con Alkémica: La vita operosa delle api (la presentazione di un mondo – l'alveare – che può aiutare i bambini a sviluppare i sensi, affrontare le proprie paure, superare i pregiudizi e lavorare in gruppo, in collaborazione con TEA), Lo scienziato in dispensa (esperimenti chimici, fisici e culinari che spaziano dalla tradizione del caramello alla novità della moderna cucina molecolare) e Buono come il pane (alla scoperta della produzione di un alimento base per molte culture sulla Terra, in collaborazione con Molino Magri). 

La Loggia di Giulio Romano ospiterà Per fare un prato ci vuole un seme: i Sarchiaricci, un laboratorio ludico a cura di Associazione Culturale G. Eco, in cui i partecipanti più piccoli (si rivolge ai bambini da 4 anni) impareranno a conoscere il processo di crescita delle piante attraverso la costruzione di un pupazzo. 

Il mensile per ragazzi Focus Junior con Unforchettable (dagli 8 anni) affronterà in modo molto ampio il mondo dell'alimentazione, dalla A dell'omonima vitamina alla Z di Zenzero, sempre attraverso un percorso di esperimenti scientifici. Mentre con Esperimenti alla carta si farà scienza con la spesa del mercato, usando frutta, verdura, pane e formaggi per preparare degli esperimenti scientifici che sembrano delle ricette. Entrambi i laboratori sono a cura di Associazione ToScience. Focus Junior selezionerà inoltre un gruppo di giovani giornalisti in erba che racconteranno il Festival supportati da un giornalista della redazione. 

A questi appuntamenti si aggiungeranno i cosiddetti laboratori Drop In, cioè eventi di pochi minuti – vere e proprie attività di passaggio – che nel corso del Festival potranno essere fruiti dalle classi in visita alle mostre o in attesa di accedere a un evento: da Piantala con quel microscopio! (per guardare da molto molto vicino la frutta e la verdura che mangiamo) a Impronte di frutta e verdura (ovvero: come realizzare dei meravigliosi disegni semplicemente tagliando in differenti modi la frutta e la verdura... e come portarli a casa sotto forma di tovagliette per la colazione). 

Al Festival ci saranno due piazze “a tema”: quella dedicata al latte, dove il Consorzio Tutela Grana Padano e Consorzio Tutela Parmigiano Reggiano proporranno laboratori sensoriali e di degustazione per grandi e piccoli dei rispettivi formaggi DOP e cureranno insieme una conferenza su come se ne tutela l'autenticità. Grana Padano mostrerà anche come avviene il processo di caseificazione che porta alla produzione di una forma di formaggio in diversi momenti all’interno delle tre giornate del Festival. Granarolo porterà invece al Festival il laboratorio Drop In MilkArt, un'esplosione di colori in cui la chimica degli alimenti incontra l'arte, e The Milk Show, giochi e laboratori sulla magia del latte. 

La seconda piazza sarà dedicata alla carne: qui Levoni proporrà Ode al Salume, tre laboratori di degustazione guidata per scoprire come nasce un salume, come valutarne la qualità e come apprezzarne al meglio le caratteristiche. Le tre degustazioni proporranno un particolare approfondimento sul mondo dei degli affumicati e sull’arte della stagionatura, svelandone segreti e curiosità e insegnando a degustare i prodotti.

Non tutti i laboratori saranno però riservati al pubblico dei ragazzi e delle scuole. Gli adulti potranno passare un pomeriggio a imparare a fare cocktail a base di erbe spontanee con i Wood-ing, oppure scoprire tutti i segreti della produzione e della degustazione del vino con gli scienziati della Fondazione Edmund Mach. 

Il Food&Science Festival si rivolge anche al mondo degli addetti ai lavori, offrendo ad agricoltori e produttori occasioni speciali di aggiornamento e condivisione delle informazioni legate al loro lavoro, con l'obiettivo di contribuire all'innovazione della fase produttiva, come alcuni convegni di aggiornamento organizzati in collaborazione con gli Ordini del Medici e dei Medici Veterinari e con l’Ordine degli Agronomi. I panificatori sono invitati al workshop di panificazione con Marino Tanfoglio organizzato da Molino Magri sulla lavorazione delle farine e sulla lievitazione naturale finalizzati alla salute ed al benessere (domenica 7 alle 10 nella Saletta Broletto), in programma ci sarà anche una conferenza su La civiltà del pane con il professore Gabriele Archetti, cui prenderanno parte anche il Maestro Iginio Massari e Roberto Capello, presidente della FIPPA, e il panettiere Armando Guerini, eletto miglior panettiere durante Expo 2015 (sabato 6 alle 15.30 nella Loggia del Grano). 

All’orto! All’orto! sarà invece un laboratorio per tutti (ogni giorno in piazza Marconi) sviluppato dal POLIMI-DESIS Lab del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, per introdurre al tema dell’agricoltura urbana e alla sua relazione col cibo. Fra le attività proposte: la costruzione di orti portatili e di rifugi per gli insetti che favoriscono la biodiversità; la progettazione di contenitori per la coltivazione di piante; la creazione di vasche e incubatrici di orti edibili e di kokedama da esporre in casa. Se la provincia di Mantova viene riconosciuta parte della Regione Europea dell'Enogastronomia 2017 è perché il suo intero territorio offre una ricchezza agricola tutta da scoprire. 

Questa sarà l'oggetto degli Agricoltour, gite e attività organizzate nelle aziende locali, nelle cascine, nelle stalle, nelle risaie. Queste ultime nei giorni del Festival saranno allagate grazie alla collaborazione del Consorzio di Bonifica, anch’esso visitabile, e con la guida di un accompagnatore speciale, Carlo Togliani, docente di architettura del Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano, sarà possibile visitare anche gli impianti idrovori di Travata. Inoltre, per conoscere nel dettaglio la lavorazione e la trasformazione della carne, e tutta la tecnologia che c’è dietro ai packaging più innovativi, in programma un tour per le scuole presso l’impianto di Castel D’Ario della Cooperativa Prosus. Rientrando nei confini della città, un percorso – in sette tappe tra le strade e le piazze della città di Mantova, sarà invece quello che dovranno affrontare i partecipanti della Caccia al tesoro (in collaborazione con TEA): l'obiettivo sarà scoprire i segreti, le ricette e i prodotti della cucina locale. 

Ai visitatori sarà affidata una mappa che andrà completata attraverso gli elementi rinvenuti nelle sette postazioni del gioco:chi finirà il percorso riceverà un premio presso l'Infopoint del Festival. Il percorso è stato progettato e realizzato dai ragazzi dei licei Belfiore e Virgilio di Mantova. Il rapporto tra il Food&Science Festival e il territorio sarà ulteriormente suggellato da Scienziati al mercato, incontro tra i contadini del mercato del Lungo Rio (che si tiene abitualmente il sabato nel centro di Mantova) e i divulgatori che – tra un sacchetto della spesa e l'altro, attraverso semplici dimostrazioni – racconteranno la scienza, la ricerca e la storia che si nascondono dietro i prodotti che sono alla base della nostra alimentazione quotidiana. Del rapporto tra cibo e sport si occuperà Opas, che curerà l’evento sul rugby con alcuni giocatori della squadra locale Viadana e della Benetton Treviso (domenica 7 alle 11.30 sul Lungo Rio). Opas organizzerà anche un convegno a invito (sabato 6 alle 9 al MAMU) intitolato La qualità è questione di rispetto. Della filiera. Metodi e strumenti per cogliere le nuove opportunità di mercato.

Gastronomia Regionale. Oliva Taggiasca: Meditaggiasca festeggia e promuove il celebre cultivar del Ponente Ligure

Una grande oliva non solo per un grande olio. Taggia - Sabato 6 e Domenica 7 Maggio 2017 ore 11 - 18.

Torna il grandissimo evento dedicato all’oliva taggiasca organizzato dall’Associazione Oro di Taggia con l’Associazione produttori Moscatello di Taggia e Witaly, azienda organizzatrice di eventi enogastronomici nel territorio nazionale.

Teatro dell'evento sarà Taggia, cittadina ligure antica e nobile di storia e da cui il cultivar prende il nome. Monumenti e strutture rinascimentali, palazzi storici, alta gastronomia e prodotti tipici. Per le vie del centro storico tra stand, conferenze e show cooking si celebrerà il prodotto icona di questo territorio dalla natura generosa. Regina indiscussa della tradizione di Taggia ovviamente sarà l’oliva taggiasca, una varietà dalle caratteristiche uniche, elemento primario per la produzione di olio extravergine di oliva di qualità superiore.

L’associazione Oro di Taggia nasce per salvaguardare e promuovere l'olio e l'oliva di cultivar Taggiasca, e si rivolge sia ai produttori, per confrontarsi e migliorare le tecniche agricole, di frangitura e di commercio, sia agli utilizzatori, per fare capire meglio le caratteristiche dell'olio e dell'oliva, ed indirizzarli nell'assaggio.

L’Associazione produttori Moscatello di Taggia è un’associazione che riunisce i produttori del moscatello garantendone la qualità dei vini con un rigido disciplinare di produzione ed accurati controlli.

Le giornate saranno coordinate e commentate da Luigi Cremona, noto giornalista enogastronomico.

Nei giorni dell’evento tanti saranno gli chef che si esibiranno in cooking show spettacolari:

Cristoforo Trapani – Magnolia (Forte dei Marmi LU), Tano Simonato - Tano Passami L'Olio (Milano), Riccardo Farnese - U Titti (Lingueglietta IM), Mirella Porro - Il mangiarino (Albenga SV), Andrea Ribaldone - Osteria Arborina (La Morra CN), Davide Zunino, Nikita Sergeev - L'Arcade (Porto San Giorgio FM), Manuel Marchetta – Ittiturismo (Sanremo IM), Sybil Carbone, Kotaro Noda - Bistrot 64 (Roma).

Loro ed altri chef prepareranno delle ricette dedicate alla taggiasca e a tutti i prodotti che vengono realizzati partendo dall’oliva ligure.

Saranno cooking show spettacolari resi unici anche dalla location: il Refettorio del bellissimo Convento di San Domenico a Taggia, capolavoro del XVI secolo, forse la più grande pinacoteca di scuola ligure e nizzarda con al suo interno ben 12 altari.

Il Chiostro medievale ospiterà un’esposizione di produttori di olive taggiasche accuratamente selezionati, del loro olio extravergine, e di altre piccole realtà agroalimentari del territorio della Liguria di Ponente.

Durante queste due giornate il pubblico interessato alle realtà agroalimentari di questo territorio entrerà in contatto con i produttori tenendo fede all’antica tradizione della raccolta e della lavorazione delle olive taggiasche. Saranno inoltre presenti mastri artigiani dei Comuni della Valle Argentina, arriére pays di Taggia.

Orario Cooking Show: 12-18

Indirizzo: Piazza S. Cristoforo,7 – 18018, Taggia (IM)

Telefono: 0184.47.62.22/342.86.29.707

Ingresso: gratuito

Storia e futuro di un grande rosso. Il Consorzio di Montalcino celebra i 50 anni

Il 28 e 29 aprile una serie di iniziative per il cinquantenario del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino che compie mezzo secolo di vita. Due giorni dedicati alla storia ed al futuro del grande rosso toscano.


Due convegni, la presentazione di una guida creata con Michelin, la cena di gala finalizzata alla raccolta fondi per una charity sul territorio. In scena  i personaggi storici del territorio e i protagonisti del mondo della comunicazione e del mercato internazionale del vino. 


Il Consorzio festeggerà i suoi 50 anni celebrando l’orgoglio dei fondatori e guardando al futuro del mercato internazionale. E’ questo il filo conduttore della due giorni che vedrà alternarsi a Montalcino i protagonisti della grande sfida iniziata nel 1967 e gli esperti chiamati nella capitale del Brunello a tracciare gli scenari in cui i produttori montalcinesi dovranno cimentarsi per mantenere la leadership internazionale.

Si inizia venerdì 28, giorno esatto in cui venne fondato il Consorzio, con il convegno al Teatro degli Astrusi “Il coraggio e l’orgoglio: i protagonisti del Brunello 50 anni dopo”. Condotto da Luciano Ferraro  del Corriere della Sera. Dopo la proiezione del filmato che ripercorre le tappe principali del Consorzio, verranno premiati e ricordati i soci fondatori. Seguirà una intervista a Ezio Rivella e Francesca Cinelli Colombini che dialogheranno insieme a Luciano Ferraro sul grande fenomeno e successo del Brunello ricordando i grandi protagonisti che  partendo da una fase pioneristica hanno portato il grande rosso toscano  ai vertici dell’enologia  mondiale.

Chiuderà il lavori Marco Do – Direttore della Comunicazione Michelin Italia con la presentazione della Guida Michelin dedicata agli chef stellati italiani. Una guida creata apposta per l’occasione che sancisce una partnership ormai consolidata tra il Consorzio e la guida gastronomica più famosa al mondo.

Venerdì sera cena di gala dedicata a raccogliere fondi per iniziative di beneficienza sul territorio. La cena nella suggestiva cornice della Fortezza di Montalcino sarà a cura di Enrico Cerea del ristorante tre stelle Michelin “Da Vittorio”.

Sabato 29 sarà invece interamente dedicato agli scenari futuri con l’incontro “La grande sfida del Brunello: i mercati del futuro”. Luciano Ferraro stimolerà il confronto tra  il fondatore di Vivino Heini Zachariassen, Marcello Masi già direttore del Tg2 e conduttore della trasmissione TV  Linea Verde e ideatore della trasmissione i signori del Vino, il vicedirettore del TG5 Giuseppe De Filippi, il responsabile di Wine Monitor per Nomisma Denis Pantini. Al centro del dibattito come il Consorzio ed il Brunello dovranno affrontare le sfide del mercato internazionale sia sotto l’aspetto dei nuovi media e delle nuove tecnologie per la vendita e distribuzione, sia da quello della comunicazione sia infine da quello della trasformazione del comportamento di acquisto e della domanda a livello mondiale.

Come sottolinea il Presidente del Consorzio Patrizio Cencioni “i cinquanta anni sono un traguardo importante ma anche uno stimolo per riflettere. Per questo abbiamo voluto immaginare una serie di iniziative che tributassero il giusto riconoscimento a chi con coraggio e lungimiranza ha posto le basi per il successo attuale del Brunello. D’altro canto,  proprio perché la leadership è sempre difficile da consolidare e implementare abbiamo anche immaginato un momento che contribuisse a dare ai nostri associati ed più in generale al mondo del vino idee, stimoli, provocazioni interessanti per continuare a vincere nella sfida del mercato mondiale mantenendo quello che è il nostro fattore distintivo: l’unicità del nostro territorio e unite alla sensibilità e capacità di tutti noi produttori”.

Grandi Langhe Docg. L’evento dei vini delle Langhe si è concluso con un successo in crescita rispetto alla precedente edizione

Oltre 200 aziende partecipanti che hanno portando 500 etichette in degustazione, di cui ben oltre la metà assaggiate in anteprima dalla stampa nazionale e internazionale. 

Oltre mille presenze qualificate in tre giorni, tra operatori e giornalisti del settore da tutto il mondo, per degustare i vini che hanno partecipato a questa terza edizione organizzata dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, in collaborazione con Consorzio Roero e Albeisa, aperta esclusivamente ad operatori professionali e giornalisti internazionali e nazionali. I numerosi comuni di origine hanno ospitato tre giorni di degustazioni in location uniche, dando la possibilità ai partecipanti di conoscere da vicino i volti dei produttori delle Docg. I veri protagonisti dell’evento sono stati infatti il Barolo, il Barbaresco, il Diano d’Alba, il Dogliani e il Roero.

Lavorare bene per la valorizzazione del turismo e la promozione della cultura del vino, porta sempre i suoi frutti. E quello che hanno fatto e continuano a fare i Consorzi e le associazioni di settore piemontesi da sempre unite insieme a fare sistema. Il successo, mi viene da dire "annunciato", di questa manifestazione a cadenza biennale, lo dimostra, così quello che emerge, oltre all'indiscussa qualità dei vini, è l'altrettanta qualità del modo di comunicare il territorio che risulta vincente.

“Il Consorzio ha creduto molto in questo evento ma soprattutto nel territorio che rappresenta. Questa terza edizione ha riscontrato un numero crescente di operatori e la scelta di creare una forte sinergia con Nebbiolo Prima, evento annuale aperto alla stampa, ha dato la possibilità di abbinare due target importantissimi per le cantine che hanno aderito – ha commentato il presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, Orlando Pecchenino – inoltre l’annata presentata in anteprima ha trovato un ottimo riscontro per qualità ma soprattutto per la bontà che avrà nei prossimi anni, e questo è il successo più importante.”

I numeri, in effetti, spiegano gli eccellenti risultati: oltre 200 aziende hanno partecipato a questa edizione, portando 500 etichette in degustazione, di cui ben oltre la metà assaggiate in anteprima dalla stampa nazionale e internazionale. “Dal 2014 il territorio delle Langhe è stato riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Unesco e questo ha rappresentato senza dubbio un tassello fondamentale nella riuscita dell’evento, inserito in un contesto che da sempre valorizza il turismo e la cultura del vino – ha commentato il Presidente dell’Associazione Albeisa Alberto Cordero di Montezemolo - ma soprattutto la decisione di far coincidere Grandi Langhe e Nebbiolo Prima si è rivelata vincente, permettendo a oltre 200 giornalisti, tra stampa nazionale e internazionale, di prendere parte alle degustazioni e facendoci registrare un ottimo risultato”.

Stati Uniti, Canada, Cina e Giappone sono infatti solo alcuni dei Paesi rappresentati dalla stampa presente alla manifestazione. «Alla manifestazione sono arrivati buyer da tutto il mondo, anche da mercati come quello della Cina, del Giappone e di Singapore, che risultano strategici nonostante la parte maggiore del vino italiano e piemontese venga esportato negli Stati Uniti – conclude il presidente del Consorzio di Tutela del Roero, Francesco Monchiero – e positivo è stato il fatto che si sono visti buyer europei, soprattutto tedeschi. Il successo della manifestazione conferma il momento positivo che vive il vino delle Langhe e quello del Roero in particolare, in fase di continua crescita da anni. La nostra tipologia di bianco, l'Arneis, ha registrato un +10% di vendite nell'ultimo anno, e si afferma sempre più come bianco della regione e del Nord Ovest italiano, oltre ad avere riscontri positivi sui mercati esteri come Stati Uniti e Germania».

sabato 22 aprile 2017

Al via Piacere Etrusco. Inizia il viaggio tra le arti e i sapori della Tuscia

“Piacere Etrusco” invita i romani, e non solo, a scoprire arti e sapori della Tuscia. Iniziata la kermesse che, tra la Capitale e il centro storico di Viterbo, fino al 1° maggio, promuove le eccellenze del territorio.

Grande successo per la presentazione ufficiale al Tempio di Adriano a Roma della quarta edizione di “Piacere Etrusco. Arti e sapori della Tuscia”, l’iniziativa organizzata dal 19 aprile al 1° maggio dalla Camera di Commercio Viterbo, in collaborazione con Unioncamere Lazio, per valorizzare le eccellenze agroalimentari e artigianali della Tuscia.

All’evento sono intervenuti, oltre al presidente dell’Ente camerale Domenico Merlani: Lorenzo Tagliavanti, presidente Unioncamere Lazio; Carlo Hausmann, assessore all’Agricoltura della Regione Lazio; Sonia Perà, assessore allo sviluppo economico del Comune di Viterbo; Biancaneve Codacci Pisanelli, direttore del Museo Archeologico Rocca Albornoz; Benedetta Bruzziches, stilista; Leonardo Vignoli, chef Trattoria “Da Cesare”; Carla Trimani, titolare Enoteca Trimani. A condurre l’incontro Valentina Canali, direttore di Agro Camera, azienda speciale della Camera di Commercio Roma.

“È per noi una grande soddisfazione – ha dichiarato il presidente Merlani – non solo aver dato continuità a questo progetto, ma ancor di più aver ampliato il suo campo di azione oltre al comparto agroalimentare anche a quello dell’artigianato e del turismo, con l’intento di stimolare visitatori e turisti a conoscere e apprezzare tutte le nostre eccellenze. In tal senso ritengo che stiamo offrendo alle nostre imprese un’importante opportunità per promuoversi e al tempo stesso stiamo contribuendo a far scoprire ai romani, e non solo, i tesori di questa terra: enogastronomici, artigianali, ambientali e culturali”.

Dopo l’esordio nella Capitale, accompagnato da due serate con menu degustazione a base di prodotti tipici della Tuscia alla trattoria “Da Cesare” e all’Enoteca “Trimani”, il cartellone della manifestazione prevede il trasferimento a Viterbo da sabato 22 aprile a lunedì 1° maggio con una serie di eventi nel centro storico della città a partire dai 20 ristoranti che proporranno ai clienti un loro menu interamente dedicato alla cucina tradizionale e ai prodotti locali. Inoltre dal 26 al 28 aprile lo Spazio Pensilina ospiterà laboratori didattici per i bambini delle scuole elementari, tavole rotonde in cui si parlerà di cultura enogastronomica e artigianato e delle sue tradizioni e radici, degustazioni guidate e show cooking. In particolare giovedì 27 marzo al Museo archeologico nazionale della Rocca Albornoz sarà presentata la statua di Veiovis, alla presenza del sottosegretario del Ministero dei Beni culturali e Turismo Ilaria Borletti Buitoni.

Infine, in piazza del Plebiscito, in occasione di San Pellegrino in Fiore, dal 28 aprile al 1° maggio sarà allestito il villaggio di Piacere Etrusco con ben 27 strutture in legno dove  produttori e artigiani esporranno le loro prelibatezze e creazioni, oltre a un’area laboratoriale per bambini dedicata all’educazione alimentare.

La manifestazione è organizzata dalla Camera di Commercio Viterbo con il sostegno di Unioncamere Lazio e il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Viterbo, del Touring Club Italiano, di Slow Food Viterbo e Tuscia, e la collaborazione del Museo Archeologico Nazionale “Rocca Albornoz” e dei sommelier di AIS Viterbo e FISAR Viterbo.

Per consultare il programma e informazioni: www.tusciawelcome.it 

venerdì 21 aprile 2017

Viticoltura sostenibile e salvaguardia della biodiversità. Sicilia en Primeur mostra il suo lato green

Al via la XIV edizione dell’annuale anteprima di Assovini Sicilia, in programma a Giarre dal 25 al 29 aprile.

Mancano ormai pochi giorni a Sicilia en Primeur, uno degli appuntamenti più attesi nel panorama enologico italiano e internazionale. Oltre a cento giornalisti provenienti da tutto il mondo, gli ospiti d’onore di questa quattordicesima edizione saranno cinque Master of Wine internazionali che, attraverso masterclass dedicate, offriranno una lettura di marketing del vino dei rispettivi mercati di riferimento.

L’edizione di quest’anno, che avrà sullo sfondo la prima edizione del Radicepura Garden Festival, si fa portavoce della causa ambientale e si impegna a promuovere una viticoltura sostenibile e attenta a salvaguardare la biodiversità.

Assovini Sicilia approftta di questa location d’eccezione per mostrare il suo lato green e dare risonanza mondiale a valori etici e di responsabilità ambientale.

La manifestazione enologica permetterà di degustare oltre 300 etichette di 49 aziende vinicole siciliane e, attarverso tre giorni di tour, porterà gli invitati alla scoperta dei mille volti dell’isola mediterranea caratterizzata da una varietà ambientale e climatica tale da renderla un continente vitivinicolo a tutti gli effetti.

Sicilia en Primeur terminerà aprendo le porte a tutti gli amanti del vino con un evento dedicato al pubblico in programma sabato 29 aprile dalle ore 18.00. Un’occasione unica per degustare le stesse etichette presentate in anteprima alla stampa, immersi nel verde del Parco Botanico di Radicepura.

Assovini Sicilia è un’associazione che riunisce 76 aziende vitivinicole siciliane di piccole, medie o grandi dimensioni, accomunate da tre elementi: il controllo totale della filiera vitivinicola, dal vigneto alla bottiglia, la produzione di vino di qualità imbottigliato e la visione internazionale del mercato.

Il vino ed i fasti in terra d'Etruria. Al via a Volterra "DiVini Etruschi"

Dal 29 aprile al 1° maggio 2017 i vini della Dodecapoli Etrusca tornano a Volterra con un esclusivo banco d’assaggio, degustazioni guidate, laboratori del gusto, prodotti a km0.

Volterra rivive i suoi fasti Etruschi attraverso il vino. Torna l’annuale appuntamento con DiVini Etruschi che riunisce in un esclusivo banco d’assaggio i vini provenienti dai territori dell’antica Dodecapoli: Volterra, Arezzo, Bolsena, Cerveteri, Chiusi, Cortona, Orvieto, Perugia, Piombino, Tarquinia, Veio, Vulci. 

Il suo nome era Velàthri, antica Città Etrusca tra le più rappresentative della Dodecapoli, ovvero l'insieme delle dodici città-stato anticamente prescelte dal Popolo Etrusco, per posizione e vocazione e che secondo la tradizione, costituirono in Etruria una potente alleanza di carattere economico, religioso e militare.

Volterra conosciuta anche per essere la città dell'alabastro, è stata nel corso degli anni teatro de “I DiVini Etruschi” – Manifestazione Enoica pensata e diretta da Carlo Zucchetti, che ha permesso e continua a farlo, la degustazione delle migliore produzioni vitivinicole provenienti da quattro regioni del Centro Italia.

Saranno le Logge di Palazzo Pretorio a piazza dei Priori ad ospitare il fulcro della manifestazione. In questi antichi e suggestivi spazi sarà possibile assaggiare i vini DiVini Etruschi, partecipare ai laboratori del gusto organizzati dalla condotta Slow Food di Volterra e Valdicecina e lasciarsi ammaliare dai prodotti tipici a km0 della mostra mercato, lasciarsi guidare in un'analisi sensoriale e culturale sul vino DiVini Etruschi dall'eclettico enogastronomo con il Cappello, Carlo Zucchetti.

DiVini Etruschi Volterra è un evento ideato e organizzato da www.carlozucchetti.it con la collaborazione dell’Associazione Vignaioli di Volterra, il patrocinio del Comune di Volterra e i laboratori del Gusto made in Slow Food.

www.divinietruschi.it

Vino e giochi. Chianti Classico: come divertirsi a scoprire il mondo del Gallo Nero

Arriva un nuovo gioco da tavola per conoscere i vini, la storia, la cultura del “Gallo Nero”. 360 Domande in italiano e inglese su uno dei territori vinicoli più importanti del mondo.

È stato presentato in anteprima presso lo stand del Consorzio Vino Chianti Classico a Vinitaly, il primo gioco da tavolo della Collana VINUS, di Giochi Briosi, dedicato al mondo del Chianti Classico. Il gioco, tra domande su “Vini & Fattorie”, “Detti & Strumenti”, “Pappa Ciccia & Vino” e la storia del Gallo Nero, invita a conoscere in modo divertente uno dei territori vinicoli più amati del nostro Paese.

"Pochi vini come il Chianti Classico nascono da un rapporto straordinario tra un territorio e il suo prodotto.” – ha commentato Sergio Zingarelli, Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico –“Natura, cultura, storia, passione, umano ingegno e arte tramandata nei secoli. Il Chianti Classico è tutto questo caleidoscopio di elementi umani e naturali, in qualche modo riassunto in questo divertente gioco che abbiamo avuto il piacere di patrocinare”.

Durante il gioco è anche possibile imbattersi in personaggi famosi tra quesiti di storia, aneddoti e curiosità: da Leonardo a Michelangelo, da Machiavelli alle grandi famiglie nobiliari del vino, da Giovanni da Verrazzano a Kenneth Branagh.

Le carte “categorie” definiscono la tipologia di domanda: su ogni carta ci sono domande alle quali bisogna rispondere ad ogni turno di gioco. Quando si pescano le carte “eventi imprevisti”, gli avversari decidono per il giocatore di turno la categoria di domande a cui deve rispondere. A ogni risposta esatta corrisponde un punto, il punteggio della vittoria varia a seconda dei giocatori partecipanti. Vince ovviamente chi risponde a più domande.

Un simpatico galletto nero stile cartoon, che vuole ricordare lo storico gallo, emblema della denominazione, ci accompagna nel corso del gioco: gli argomenti sono trattati con un linguaggio non troppo tecnico, per permettere a tutti di capire le domande e di divertirsi giocando.

Il gioco del Chianti Classico può coinvolgere da 2 a 6 giocatori ed è rivolto a tutti gli appassionati di vino, di qualsiasi età.

Cibo e Ricerca. La dolcezza della mela non è solo una questione di zucchero, ma anche di “profumo”

Pubblicata su Scientific Reports ricerca FEM sulla dolcezza delle mele. Analizzate 40 varietà. 

Quanto è dolce questa mela? Sono le interazioni multisensoriali a definirlo. Viene naturale pensare che una mela con più zuccheri sia più dolce, ma non è così. Non sempre una quantità di zuccheri più elevata corrisponde ad una maggiore dolcezza. Lo dice un recente studio condotto dalla Fondazione Edmund Mach, pubblicato sulla prestigiosa rivista Scientific Reports del gruppo Nature.

La quantità di zuccheri nella mela determina meno del 60% della dolcezza percepita. Un ruolo fondamentale è giocato anche dall'aroma: i composti volatili, molecole responsabili di odori e aromi, contribuiscono, infatti, fino al 30% della percezione della dolcezza nella mela.

Il gruppo Qualità Sensoriale del Centro Ricerca e Innovazione ha analizzato 40 diverse varietà di mele, studiando la relazione tra la dolcezza valutata da un panel di giudici addestrati e la concentrazione degli zuccheri presenti (glucosio, fruttosio, saccarosio, xilosio), del sorbitolo, degli acidi organici e dei composti volatili.

“Lo studio mostra come sensazioni apparentemente semplici come la dolcezza, siano in realtà il risultato di interazioni multisensoriali prodotte da stimoli di natura diversa - spiega il ricercatore Eugenio Aprea -. Più in generale per predire la qualità percepita di un prodotto è necessario considerare tutti i parametri fisici e chimici coinvolti piuttosto che singoli stimoli separatamente. E’ inoltre evidente come l’aroma sia fondamentale per la definizione della qualità della mela”.

La dolcezza è una delle caratteristiche sensoriali maggiormente apprezzate nella mela. Per questo diversi programmi di miglioramento genetico puntano ad ottenere frutti con un contenuto di zuccheri sempre più elevato. Lo studio indica a chi si occupa di breeding la necessità di considerare diversi fattori, spesso apparentemente secondari, e non limitarsi a quelli che il senso comune indica come più rilevanti o la pratica indica come i più semplici da misurare.

Pubblicazione scientifica
Scientific Reports
“Sweet taste in apple: the role of sorbitol, individual sugars, organic acids and volatile compounds” - “Il gusto dolce della mela: il ruolo di sorbitolo, dei singoli zuccheri, degli acidi organici e dei composti volatili”
Eugenio Aprea, Mathilde Charles, Isabella Endrizzi, Maria Laura Corollaro, Emanuela Betta, Franco Biasioli, Flavia Gasperi

"Olio Extra Vergine. La Sua Ricchezza. La Nostra Fortuna". Parte la campagna di sensibilazzione e consumo

Al via la campagna istituzionale a sostegno dell'olio extra vergine d'oliva. Il 22 e il 23 aprile nei principali centri commerciali degustazioni alla scoperta delle sue proprietà. 

E' stata presentata in concomitanza all'inaugurazione del salone Sol&Agrifood, all'interno di Vinitaly 2017, la campagna di comunicazione istituzionale del Mipaaf "Olio Extra Vergine. La Sua Ricchezza. La Nostra Fortuna" per promuovere il consumo di olio extra vergine di oliva e sensibilizzare i consumatori sulla lettura dell'etichetta per conoscere le caratteristiche nutrizionali, la varietà, l'origine e la tracciabilità del prodotto.

La campagna, che partirà alla fine di aprile, avrà come testimonial gli chef Antonino Cannavacciuolo e Davide Oldani e la food blogger Chiara Maci.

Il 22 e il 23 aprile, inoltre, nei principali centri commerciali di Roma, Milano, Bergamo, Napoli, Benevento, Torino, Alessandria, Bari, Genova, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Firenze, Venezia, Verona, Padova, Treviso e Palermo saranno allestiti degli spazi per degustare e scoprire le proprietà dell'olio.

"Quando parliamo di olio - ha affermato il Ministro Martina - parliamo di uno dei simboli del Made in Italy agroalimentare nel mondo, che racchiude in sé il profondo legame tra cultura, tradizione e territorio del nostro Paese. Si tratta di un comparto che vale 3 miliardi di euro e rappresenta il 3% del fatturato totale dell'industria agroalimentare italiana. Un settore che, considerata l'altissima qualità dei nostri prodotti, dobbiamo sostenere per migliorare anche la produttività dal punto di vista quantitativo. Abbiamo gettato le basi di questo rilancio con l'approvazione del piano olivicolo nazionale e proseguiamo con azioni mirate e controlli capillari per continuare a garantire ai consumatori eccellenza, sicurezza e tracciabilità".

DATI SETTORE OLIO IN ITALIA

QUANTITÀ DI OLIO PRODOTTO DA OLIVE ITALIANE: nel 2015 produzione 302.000 t.

AZIENDE OLIVICOLE ITALIANE: circa 900.000

VOLUME DI AFFARI: 3 miliardi di euro, pari al 3% del fatturato totale dell'industria agroalimentare

IN ITALIA SI CONTANO 42 DOP E 3 IGP

IL PIANO OLIVICOLO NAZIONALE

Previsto dall'articolo 4 del DL 51/2015, ha tra i suoi obiettivi principali:

- l'incremento della produzione nazionale di olive e di olio extravergine di oliva, senza accrescere la pressione sulle risorse naturali, in modo particolare sulla risorsa idrica, attraverso la razionalizzazione della coltivazione degli oliveti tradizionali, il rinnovamento degli impianti e l'introduzione di nuovi sistemi colturali in grado di conciliare la sostenibilità ambientale con quella economica;

- la promozione dell'attività di ricerca per accrescere e migliorare l'efficienza dell'olivicoltura italiana;

- iniziative di valorizzazione del Made in Italy e delle classi merceologiche di qualità superiore certificate dell'olio extravergine di oliva italiano, anche

attraverso l'attivazione di interventi per la promozione del prodotto sul

mercato interno e su quelli internazionali;

- il recupero varietale delle cultivar nazionali di olive da mensa in nuovi impianti olivicoli integralmente meccanizzabili;

- incentivare e sostenere l'aggregazione e l'organizzazione economica degli operatori della filiera olivicola.

Cibo ed arte, la grande bellezza italiana. Eataly restaura l’Ultima Cena di Leonardo

L'Italia è unica, Eataly l'ha sempre sostenuto promuovendo e sostenendo il suo cibo e la sua biodiversità, ora guarda anche alla sua arte donando il suo contributo al restauro del Cenacolo. 


Cinquecento anni di vita in più ed aumentare il numero dei visitatori che lo possono ammirare. È questo l'obiettivo del restauro ambientale del capolavoro di Leonardo da Vinci promosso dal Ministero dei Beni Culturali, a cui contribuisce anche Eataly grande amante della bellezza italiana che ha deciso di muovere un passo concreto a tutela della sua opera d’arte più rappresentativa.


Il Cenacolo è un’opera fragile, per via della speciale tecnica con la quale è stata prodotto, il dipinto è particolarmente delicato e ogni giorno va incontro a un lento degrado: questo a causa delle polveri sottili che ognuna delle 400.000 persone che possono vedere il dipinto ogni anno porta con sé. Il rischio alla lunga è quello di privare il nostro Paese di uno dei suoi capolavori più straordinari.

Per evitare che questo accada, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha approvato un grande progetto di restauro stanziando 1 milione e 200 mila euro in tre anni e che vedrà Eataly come unico protagonista tra le aziende private con un investimento di circa 1 milione di euro.

Il progetto: Nuova aria pulita per il Cenacolo

Dal 2019 - data prevista per la fine dei lavori e anno del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci - ogni giorno saranno immessi circa 10.000 m³ di nuova aria pulita all’interno del refettorio di Santa Maria delle Grazie, che custodisce l’opera, contro i circa 3.500 m³ immessi attualmente.

Al progetto, che allungherà di cinque secoli la vita del dipinto permettendo a molte più persone ogni giorno di ammirarlo, hanno collaborato diversi istituti di ricerca (ISCR, CNR, Politecnico di Milano, Università Milano Bicocca); l’iniziativa è coordinata da Arts Council, realtà italiana specializzata nel fundraising per la cultura, e avrà particolare risalto negli Stati Uniti grazie alla collaborazione con IRF – Italian Renaissance Fund.

L'iniziativa: "Una cena così non si può perdere"

Al finanziamento del restauro del Cenacolo sarà dato spazio in tutti i negozi Eataly del mondo con la campagna di sensibilizzazione “Una cena così non si può perdere”: non si può perdere perché non ci possiamo permettere di rinunciare a un capolavoro che tutti ci invidiano, ma anche perché chiunque dovrebbe andare a vederlo in prima persona. E attraverso i corner nei negozi Eataly, lo si potrà fare con una formula speciale: qui i visitatori avranno infatti la possibilità di prenotare una visita per accedere al refettorio per 50 minuti, invece dei 15 consueti, in orario serale e a museo chiuso, con un esperto che narrerà la nascita, la vita, la storia e i segreti dell’opera. L’iniziativa è promossa anche da un video realizzato con il contributo della Scuola Holden e di Alessandro Baricco, con il quale lo scrittore invita italiani e non ad andare ad ammirare il Cenacolo.

Maltempo. Vigneti e frutteti, 100 mln di danni da gelo

Bilancio drammatico, da ciliegie di Vignola a mele annurche fino a grandi vini. Preoccupazione anche per gli olivi.

L’ondata di maltempo anomala con l’improvviso abbassamento delle temperature di molti gradi sotto lo zero ha provocato gelate estese nei campi coltivati con effetti devastanti su vigneti, frutteti e ortaggi lungo tutta la Penisola, dalla Val D’Aosta alla Campania, con una stima di almeno 100 milioni di euro di danni. 

E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti con il primo drammatico bilancio dei danni provocati alle piu’ importanti produzioni agroalimentari nazionali da nubifragi, vento forte, grandine e gelo che hanno sferzato l’Italia dopo che il clima primaverile aveva risvegliato le piante rendendole più vulnerabili.

Il gelo ha colpito l’agricoltura proprio mentre in molti territori si stanno facendo i conti della grandine che ha distrutto interi raccolti dopo un anno di lavoro. A pagare un conto salato sono i più grandi vini della Val d’Aosta dove il gelo ha decimato le vigne più alte d’Italia nella zona del vino Blanc de Morgex e de La Salle, della Lombardia, con danni ai vigneti della Valtellina e a quelli di Grumello, Franconia e Marzemino, del Piemonte, con problemi a grandi vini come il Gattinara e il Ghemme, del Veneto con 70-80% di perdita del raccolto di Merlot, Cabernet, con devastazioni delle viti di Pinot grigio e bianco, Prosecco e Chardonnay a Vicenza e prevedibili cali di produzione di Glera, Moscato giallo e Raboso sui Colli Euganei, dell’Emilia-Romagna, della Toscana, della Campania e della Sardegna dove migliaia di ettari vitati sono stati “bruciati” dal gelo nel Sassarese.

Colpiti anche i frutteti di pere mantovane, di mele annurche campane, albicocche pavesi, ciliegie di Vignola (Modena), nonché le acacie in Piemonte. In ginocchio sono anche le coltivazioni orticole all’aperto in molte regioni in quanto erano già state tolti i tessuti da serra. Ne hanno fatto la spesa insalate, fagioli, fagiolini, pomodori, zucchine ed anche le patate. Preoccupazioni si registrano anche per gli olivi che vedrebbero la futura produzione di olio compromessa dal persistere di condizioni di freddo intenso in Campania.

Una evidente anomalia che conferma i cambiamenti climatici in atto che in Italia si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi anche con il rapido passaggio dalla siccità all’alluvione, precipitazioni brevi e violente accompagnate anche da grandine con pesanti effetti sull’agricoltura italiana che negli ultimi dieci anni ha subito danni per 14 miliardi di euro a causa delle bizzarrie del tempo. A marzo in Italia la temperatura è stata di ben 2,5 gradi superiore alla media del periodo di riferimento mentre le precipitazioni sono praticamente dimezzate (-54%) ma la pioggia, che è importante per dissetare i campi resi aridi dalla siccità, per essere utile deve cadere in modo costante e leggero mentre i forti temporali, soprattutto se accompagnati da grandine, aggravano i danni.

LA MAPPA DEI DANNI DELLA COLDIRETTI

Valle d’Aosta
Colpite dal gelo le vigne piu’ alte d’Italia nella zona del vino Blanc de Morgex e de La Salle secondo la Coldiretti

Piemonte
Nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo, ma anche in quelle di Vercelli e Novara si registrano gravi danni a causa delle brinate notturne sulle piante da frutto, sui vigneti, sugli ortaggi, anche in serra, Danneggiata secondo la Coldiretti la fioritura delle acacie e problemi per i grandi vini come il Gattinara e il Ghemme.

Lombardia
Vigneti in ginocchio, frutta e ortaggi bruciati, serre scoperchiate dal forte vento. In Valtellina le ghiacciate notturne delle ultime due notti hanno colpito i vigneti Doc e Igt secondo la Coldiretti. Problemi anche per i vigneti del Bergamasco e del Bresciano (Grumello, Franconia e Marzemino). Tra Milano e Lodi forti preoccupazioni per le piantine di mais e per i campi di foraggio zootecnico. In Brianza perdite su zucchine, fagioli, fagiolini e sulla patata bianca di Oreno. Nel Pavese il gelo ha bruciato ciliegie, albicocche e vigneti sino all’80%. Nel Mantovano le gelate si sono aggiunte alle grandinate di Pasqua che avevano provocato danni fino al 100% alle coltivazioni di pere, pomodori e uva per il Lambrusco.

Veneto
Sui Colli Berici (Vicenza) danni da gelate nei vigneti con 70-80% di perdita del raccolto di Merlot, Cabernet. Nella zona di Lonigo – rileva la Coldiretti - devastate le viti di Pinot grigio e bianco, Prosecco e Chardonnay. A Padova, sui Colli euganei previsto un calo di produzione di Glera, Moscato giallo e Raboso. In pianura, soprattutto nella Bassa Padovana la brina ha distrutto lattughe e fagiolini appena trapiantati.

Emilia-Romagna
Oltre tre milioni di piantine di pomodoro stecchite a causa del gelo nel Parmense secondo la Coldiretti, 450 ettari di vigneti impiantati nell’ultimo anno pesantemente danneggiati nel Reggiano dove si registrano anche danni ai campi di mais. Problemi ai frutteti di susini e ciliegie nella zona di Vignola nel modenese, ma anche nell’Alto Ferrarese.

Toscana
Nella Valdichiana aretina e nelle zone del Chianti fiorentino e senese la Coldiretti ha rilevato danni alle piante da frutto in piena fioritura. Sulla costa pisana e livornese fino alla Maremma, la brina ha colpito gli ortaggi a pieno campo come lattughe, fagiolini e pomodori appena trapiantati.

Campania
Forti gelate nell’agro aversano, nel giuglianese, nella fascia pedemontana di Caserta che hanno colpito ortaggi, patate e pomodori, con una previsione di circa il 40% di danni. Danni anche ai vigneti in alcune zone della valle telesina nel beneventano e ai meleti di Annurca. Timori della Coldiretti per gli uliveti se il freddo dovesse persistere.

Sardegna
Migliaia di ettari di vigneti sono stati “bruciati” dalle gelate nel Sassarese secondo la Coldiretti che segnala che l’area più colpita è stata quella di Berchidda.

giovedì 20 aprile 2017

Vino ed export, in UK il Prosecco ha aperto la strada al Franciacorta

Il trascinante successo del Prosecco traccia la via alle bollicine di Franciacorta nel Regno Unito. E' quanto crede Silvano Brescianini vice presidente del Consorzio Franciacorta in una intervista rilasciata a The Drink Business.

Gli ultimi dati confermano il Regno Unito quale quinto mercato per importanza nelle esportazioni di Franciacorta, dopo Giappone, Svizzera, Usa e Germania. Lasciarsi sedurre dalla qualità ed
eleganza di una delle eccellenze nel panorama vitivinicolo internazionale non è difficile tanto da essere riconosciuto come uno dei più autorevoli ambasciatori del Made in Italy. Ma a velocizzare questo trend già positivo ci ha pensato un altra eccellenza campione di vendite chiamato Prosecco.


"Piuttosto che guardarlo come una minaccia", ha dichiarato Silvano Brescianini al magazine britannico durante un pranzo tenutosi al Massimo Restaurant di Londra questa settimana, " credo che sia stato proprio il successo del prosecco a spianare la strada per il Franciacorta nel Regno Unito."

"Non siamo affatto in concorrenza con il Prosecco. Anzi bisogna ammettere che il suo successo nel Regno Unito e nel mondo ha aperto la strada per noi, creando maggiore interesse verso spumanti al di fuori dell'universo Champagne. Le bollicine venete hanno conquistato milioni di consumatori e bisogna essere grati per questo."

Brescianini nell'intervista ha ammesso di non vedere altresì lo Champagne come un diretto concorrente per il Franciacorta e questo a causa anche della grande differenza nei volumi di produzione nelle due regioni.

"Non possiamo competere con lo Champagne perchè è una realtà troppo grande", ha detto Brescianini. "In Francia, nella Champagne, si producono circa 300 milioni di bottiglie all'anno, noi ne produciamo solo 17,5 milioni. Lo Champagne non può che essere nostro amico, dobbiamo lavorare insieme per promuovere la cultura dei vini spumanti tradizionali di fascia alta."

Brescianini prevede che se la domanda di Franciacorta dovrebbe improvvisamente impennarsi, la regione potrà aumentare la produzione per un massimo del 20% ma non di più visto i suoi confini territoriali.

Situata tra Brescia e Bergamo, la Franciacorta DOC è nata nel 1967 ed è cresciuta fino ad ospitare 117 produttori, 20 dei quali, i più grandi, costituiscono l'80% del vino della regione.

Circa l'80% delle uve coltivate in Franciacorta sono Chardonnay, il 15% di Pinot Nero e solo il 5% di Pinot Bianco, "fruttato ma difficile da coltivare", secondo Brescianini.

La maggior parte del Franciacorta prodotto (circa l'85%) viene venduto in Italia, con Giappone, Stati Uniti, Germania e Svizzera i suoi principali mercati di esportazione.

Il Franciacorta tende ad essere più basso in zucchero residuo rispetto a quello dello Champagne, questo è dovuto al fatto che le uve maturano di più per una maggiore esposizione al sole, il che significa meno zucchero addizionale.

La regione è inoltre profondamente impegnata nella viticoltura biologica, il 70% dei vigneti è certificato biologico e con l'obiettivo di certificare l'intera regione entro il 2020.

"Essere organici è difficile, ma non siamo un campo da golf, quindi incoraggiamo la biodiversità e le piante che crescono tra le viti. Ma si può essere organici e lavorare male, la chiave è cercare di portare i vigneti in equilibrio con il terroir ", ha continuato Brescianini.

"Unico e rappresentativo della Franciacorta è poi lo stile "satèn, un blanc de blancs imbottigliato a una pressione più bassa e con un minimo di 24 mesi sulle sue fecce, questo a conferire la sua classica firma "satinata" che ricorda la morbidezza della seta."

Desiderosi di aumentare le liste di Franciacorta nel Regno Unito, Brescianini e il Consorzio guarderanno con attenzione a ristoranti e commercianti indipendenti che si prestano meglio a rappresentarne l'insieme delle qualità.

Con la progressiva maturazione del mercato, Brescianini fa notare che sarà necessario portare in produzione uno spumante di livello qualitativo superiore all'interno del Franciacorta che possa competere con le prestigiose cuvée di Champagne. Come sta già facendo la griffe Ca' del Bosco, ad esempio, con il suo spumante top invecchiato 80 mesi prima di essere commercializzato.

Scienza del vino. Innovazione e ricerca vitivinicola applicata, questi i temi al centro di Enoforum 2017

Circa 100 relazioni sulle nuove conoscenze scientifiche, gli sviluppi di tecnologie e le esperienze applicative degli ultimi anni, in Italia e nel mondo. Quasi 100 poster che completano la panoramica dell'innovazione nel settore vitivinicolo. Sessioni di degustazione dimostrative sugli effetti delle nuove tecnologie sul profilo organolettico del vino. Desk aziendali per l'approfondimento delle nuove tecniche già in fase di applicazione su scala reale. A Vicenza dal 16 al 18 maggio 2017

Al via Enoforum, il convegno del settore vitivinicolo più grande d’Europa con il meglio della produzione scientifica mondiale e della tecnologia di recente sviluppo. La manifestazione alla sua decima edizione celebra il suo anniversario con un programma particolarmente interessante e ricco di contenuti che spaziano a 360 gradi sulle principali tematiche inerenti la ricerca viticola ed enologica.

Al convegno, cuore della manifestazione, verranno presentate circa 100 relazioni su numerosi temi di viticoltura ed enologia e dove la ricerca mondiale esporrà i suoi più recenti risultati attraverso 30 comunicazioni orali selezionate da un ampio Comitato Scientifico internazionale nell’ambito del processo di assegnazione dei due Premi SIVE Ricerca per lo Sviluppo: ASSOENOLOGI-VERSINI e OENOPPIA.

L’innovazione sviluppata negli ultimi anni dalla filiera vitivinicola sarò inoltre l'oggetto di oltre venti moduli monotematici, ognuno gestito da un’azienda leader del settore e con l’intervento di ricercatori di altissimo livello. Il convegno di Enoforum 2017 sarà anche sede di presentazione di 15 progetti di ricerca europei per il settore vitivinicolo.

Oltre ai tradizionali moduli dove le aziende possono presentare il proprio savoir faire in termini di innovazione e ricerca applicata, un’importante novità è legata ai Premi SIVE Ricerca per lo Sviluppo: al contributo di Oenoppia legato alla ricerca internazionale, si affianca da questa edizione quello di Assoenologi, che offre il proprio supporto al Premio Versini – dedicato alla ricerca italiana – nell’ambito di una collaborazione di più ampio respiro con SIVE e Vinidea.

I lavori candidati, selezionati da un Comitato Scientifico internazionale composto da oltre 50 ricercatori, saranno presentati dai rispettivi autori ad Enoforum. I tecnici partecipanti voteranno le ricerche in base alla loro utilità per il proprio lavoro, e questa valutazione selezionerà il vincitore del Premio Sive Oenoppia.

Ecco la lista dei 12 candidati selezionati dal Comitato Scientifico internazionale: 

The microbial signature of terroir as a biomarker of vine health and wine quality, Ignacio Belda, Department of Microbiology III, Complutense University of Madrid; 

Zoning vineyards by NDVI data from unmanned aerial vehicles (UAVs) and mapping variability of the vineyards in Ontario, Canada, Hyun-Suk Lee, Cool Climate Oenology and Viticulture Institute, Brock University, Ontario;

Grapevine xylem adaptation to drought studied by reflectance spectroscopy, Laura Rustioni, Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali (DISAA), Universita` degli Studi di Milano; 

Nebulized water cooling of the canopy affects leaf temperature, berry composition and wine quality of Sauvignon blanc, Andrea Bellincontro, Dept. For Innovation in Biological, Agro-food and Forest systems (DIBAF), University of Tuscia; 

Application of near-infrared spectroscopy, using linear and non-linear models of calibration, to study norisoprenoids transformations in grapes, Eduardo Delacassa, Laboratorio de Biotecnología de Aromas, DQO-CYTAL, Facultad de Química, Universidad de la República del Uruguay; 

Grape solids: sterol content and impact on alcoholic fermentation, Erick Casalta, INRA UMR 1083 Sciences pour l’Œnologie; 

Evolutionary strategies to develop high-Glutathione yeast strains for winemaking, Tommaso Bonciani, Dipartimento di Scienze della Vita, Università di Modena e Reggio Emilia; 

The influence of mitochondrial DNA in wine production, Alexandra Verspohl, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE); 

Immobilization of yeasts in oak chips and cellulose powder for use in bottle-fermented sparkling wine, Carmen Berbegal, ENOLAB, ERI BioTecMed. Universitat de València; 

Protein haze formation in white wine - The critical involvement of sulfur dioxide in protein aggregation mechanism, Ricardo Chagas, LAQV REQUIMTE, Universidade Nova de Lisboa; 

Wine-Oxygen-Antioxidants: How to address more effectively the winemaker choices, Panagiotis Arapitsas, Dipartimento di Qualità Alimentare e Nutrizione, Fondazione Edmund Mach, San Michele all’Adige; 

Deciphering the wine ageing bouquet: sensory and molecular study of a complex olfactory concept, Magali Picard, ISVV - Université de Bordeaux;

Sempre molto partecipato si prospetta lo spazio dedicato ai desk aziendali, dove poter approfondire le tematiche presentate nei diversi moduli. Inoltre, un’ampia finestra è aperta sui principali progetti di ricerca relativi alla filiera vitivinicola attualmente in corso, sia a livello europeo che su scala regionale; ulteriori lavori di ricerca saranno presentati nella sessione poster.

Particolarmente nutrito anche il programma delle degustazioni di prove aziendali, con, ciliegina sulla torta, tre incontri Colleghi nel Bicchiere dedicati rispettivamente a Caviale e vini vicentini, Porto e Champagne, che chiuderanno nel migliore dei modi i lavori di ogni giornata.

I lavori congressuali si svolgeranno in due sale, che saranno attive anche contemporaneamente:

SALA INTERNAZIONALE da oltre 500 posti, dove i relatori esporranno in diverselingue e saranno tradotti simultaneamente in italiano e inglese;

SALA NAZIONALE da 300 posti, dove i lavori si svolgeranno in italiano.

POSTER
La sessione poster completerà la rassegna dei recenti risultati scientifici, con numerose altre decine di lavori a disposizione durante tutta la manifestazione.

SPAZIO DEGUSTAZIONE
In una sala attrezzata e appartata, gruppi di tecnici potranno accedere su prenotazione a sessioni di degustazioni dimostrative e/o sperimentali.

DESK AZIENDALI
Nel padiglione adiacente alle sale del convegno, gli specialisti delle aziende fornitrici saranno a disposizione dei partecipanti per approfondire le loro proposte tecnologiche.


IL PROGRAMMA
(aggiornato al 18 aprile 2017 potrà subire variazioni)


MARTEDI 16 MAGGIO 

SALA INTERNAZIONALE

9.00 Saluti di benvenuto
9.30 LA PAURA DELLA DILUIZIONE: PIOGGIA, IRRIGAZIONE E MATURAZIONE DELLE UVE
Relatore: Keller (US)
SEMINARIO sponsorizzato da Ferrari
10.30 TESTO UNICO E DECRETI APPLICATIVI: LA SEMPLIFICAZIONE TRA PROMESSE E REALTÀ
Relatore: Rossi (I)
Modulo gestito in collaborazione con Unione Italiana Vini
11.30 L’INNOVAZIONE NEI TAPPI DI SUGHERO
Relatori: Tarasov (DE), Cabral (P)
Modulo gestito in collaborazione con Amorim
12.30 DALL’IBRIDAZIONE ALL’EASY-2-USE
Relatori: Dorignac (F), Crachereau (F)
Modulo gestito in collaborazione con HTS Enologia - Fermentis
13.30 STABILITÀ DELLA SO2:
OSSERVAZIONI RECENTI E IMPLICAZIONE PRATICHE
Relatori: Ugliano (F), Martelli (I)
Modulo gestito in collaborazione con Nomacorc
14.30 NUOVI APPROCCI AL MICROBIOMA DEL VIGNETO
Relatori: Hestbjerg Hansen (DK), Compant (A), Acedo (E)
Modulo gestito in collaborazione con Biome Makers
15.30 INNOVAZIONE TECNOLOGICA IN ENOLOGIA
Hermosin-Gutierrez (E)
Modulo gestito in collaborazione con Agrovin
16.30 AMBIENTE E STATO DELLA VITE
Relatori: Belda (E), Lee (CA), Rustioni (I)
1° sessione - lavori candidati PREMIO OENOPPIA
17.30 COMPOSIZIONE DELL’UVA E QUALITÀ DEL VINO
Relatori: Bellincontro (I), Delacassa (UY), Casalta (F)
2° sessione - lavori candidati PREMIO OENOPPIA
19.00 Fine lavori

SALA NAZIONALE

10.30 NON-SACCHAROMYCES E GUSTO DI LUCE
Relatori: Giacosa, Oliva, Fracassetti
1° sessione –candidati al PREMIO ASSOENOLOGI VERSINI
13.30 LE RISPOSTE DELLA GENETICA ALLE ESIGENZE DELLA VITICOLTURA MODERNA: LE NUOVE VARIETÀ RESISTENTI E I NUOVI PORTINNESTI
Relatori: Scienza, Sartori
Modulo gestito in collaborazione con Vivai Cooperativi Rauscedo
14.30 IL GUSTO DI LUCE: ULTERIORI INDAGINI SULLA DIFFUSIONE E SOLUZIONI
Relatori: Manara, Camoni, Scrinzi
Modulo gestito in collaborazione con Dal Cin
15.30 PROCESSI INNOVATIVI IN VINIFICAZIONE
Relatori: Celotti, Dalla Cia
Modulo gestito in collaborazione con TMCI Padovan
16.30 SIVE E LA RICERCA VITIVINICOLA
Relatori: Celotti, Savoi, Natolino, Carlot
17.30 ASSEMBLEA SIVE
19.00 Fine lavori

MERCOLEDI 17 MAGGIO

SALA INTERNAZIONALE

9.00 STABILITÀ TARTARICA COME STRUMENTO DI QUALITÀ: TRA OPPORTUNITÀ ED EVOLUZIONI
Relatori: Moutounet (F), Gruber (DE), Barbieri (I)
Modulo gestito in collaborazione con Enologica Vason e Oenobrands
10.00 NUOVI STRUMENTI PER IL BIOCONTROLLO NELLA PRODUZIONE DEI VINI PREGIATI
Relatori: Pillet (F), Tornielli (I), Fracchetti (I)
Modulo gestito in collaborazione con Perdomini IOC
11.00 I PRODOTTI A BASE DI POLIASPARTATO DI POTASSIO: LA RIVOLUZIONE NELLA STABILIZZAZIONE TARTARICA DEL VINO
Relatori: Triulzi (I), Domizio (I), Lopez (E)
Modulo gestito in collaborazione con Enartis
12.00 GESTIONE NATURALE DELLA QUALITÀ IN VIGNETO E DELL’ACIDITÀ IN CANTINA
Relatori: Tomasi (I), Julien-Ortiz (F), Krieger-Weber (D)
Modulo gestito in collaborazione con Lallemand
13.00 L’ORGANIZZAZIONE DEL PROFUMO DEL VINO E LA SUA EVOLUZIONE NEL TEMPO
Relatore Moio (I)
SEMINARIO sponsorizzato da Garzanti Specialties
14.00 LA BIO-PROTEZIONE DEL MOSTO E DEL VINO E LE INTERAZIONI MICROBICHE: UNO STUDIO DI METAGENOMICA
Relatori: Gilberte Saerens (DK), Yerle (F), Razzauti (I)
Modulo gestito in collaborazione con Chr. Hansen
15.00 VERSO LA COMPRENSIONE DEGLI ASPETTI MOLECOLARI DELLA TIPICITÀ DEI VINI
Relatori: Marchal (F), Gammacurta (F)
Modulo gestito in collaborazione con Laffort
16.00 MINITUBES: LA TECNOLOGIA CHE HA RIVOLUZIONATO L’USO DEI COADIUVANTI ENOLOGICI
Relatori: Granata (I), Manara (I), Nicolini (I)
Modulo gestito in collaborazione con Dal Cin
17.00 LIEVITI E QUALITÀ DEL VINO
Relatori: Bonciani (I), Verspohl (I), Berbegal (E)
3° sessione – lavori candidati PREMIO OENOPPIA
18.00 LA STABILITÀ DEL VINO
Relatori: Chagas (P), Arapitsas (I), Picard (F)
4° sessione – lavori candidati PREMIO OENOPPIA
19.00 Fine lavori

SALA NAZIONALE

12.00 TECNOLOGIA E SPERIMENTAZIONE PER LA VINIFICAZIONE DELLE UVE ROSSE
Relatori: Floridia, Biondi Bartolini
Modulo gestito in collaborazione con Parsec
13.00 GESTIONE DEI MICRORGANISMI IN CANTINA
Relatori: Nardi, Domizio, Benucci
2° sessione – candidati al PREMIO ASSOENOLOGI VERSINI
14.00 LIEVITI NON CONVENZIONALI “ADDOMESTICATI” PER L’ENOLOGIA
Relatori: Torriani, Polo
Modulo gestito in collaborazione con Bioenologia 2.0
15.00 QUANDO Il LIEVITO RACCONTA IL VINO
Relatori: Lombardi, Capece
Modulo gestito in collaborazione con Bioenologia 2.0
16.00 VITICOLTURA DI PRECISIONE ED EFFETTI DI SICCITÀ E SCOTTATURE
Relatori: Di Gennaro, Parisi, Rustioni
3° sessione – candidati al PREMIO ASSOENOLOGI VERSINI
17.00 MICROPROPAGAZIONE, POTATURA E USO UVA ACERBA
Relatori: Caramanico, Lanari, Tinello
4° sessione – candidati al PREMIO ASSOENOLOGI VERSINI
18.00 BIONICA: L’INNOVATIVO SISTEMA PER LA GESTIONE AUTOMATICA DELLA FERMENTAZIONE
Relatori: De Filippi, Zama
Modulo gestito in collaborazione con HTS Enologia
19.00 Fine lavori

GIOVEDI 18 MAGGIO

SALA INTERNAZIONALE

9.00 ALLA RICERCA DELLA MINERALITÀ
Relatori: Palacios (E), Tebaldi (I)
Modulo gestito in collaborazione con Tebaldi
10.00 IL RUOLO ESSENZIALE DEL SUOLO NEL VIGNETO
Relatori: Tabaglio (I), Poni (I)
Sessione dedicata al progetto LIFE+ SOIL4WINE
11.00 LA STABILITÀ DELLA QUERCETINA
Relatori: Moutounet (F), Ferrari (I), Tranchida (I)
Sessione del progetto QUE-STAB
Modulo gestito in collaborazione con Isvea
12.00 AFFINAMENTO E CONTROLLO DEL VINO
Relatori: Comuzzo, Tirelli, Perini
5° sessione – candidati al PREMIO ASSOENOLOGI VERSINI
13.00 EUROPE VINE&WINE RESEARCH
Sessione dedicata alla ricerca vitivinicola nella UE
WINETWORK: malattie del legno e flavescenza dorata
Relatori: Mondello (F), Prezman (F), Bernard (F), Gily (I)
Presentazione dei progetti europei in corso: COST Action FA1303, PATHOGEN (Erasmus+), VITISOM (LIFE+), PLAID, IOF2020 (H2020), WETWINE (Interreg), EIP AGRI FOCUS GROUP - Disease and Pest in Viticulture, FERTIVIN (GO Galicia), CONSERVIN (GO Languedoc-Roussillon); VALORINVITIS, PROVITERRE, VINSACLIMA, Impronta carbonio, Tecniche sostenibili (GO PSR Emilia Romagna), VINTEGRO (GO PSR Toscana)
16.30 Fine lavori

SPAZI DEGUSTAZIONE


MARTEDI 16 MAGGIO

10.30 Vino e paesaggio: appuntamento al buio
Organizzato da Donne della Vite
13.30 Lieviti Anchor e nuove tendenze
di consumo
Organizzato da Enologica Vason
16.00 Degustazione dimostrativa
Organizzato da Nomacorc
18.30 Colleghi nel Bicchiere:
Il Caviale d’Aquitania sposa i vini Vicentini
Organizzato da Vinidea

MERCOLEDI 17 MAGGIO

10.00 Valorizzare la qualità dei vini con i coadiuvanti naturali
Organizzato da Ever
13.00 Lieviti Anchor e nuove tendenze di consumo (2)
Organizzato da Enologica Vason
16.00 Vini bioprotetti
Organizzato da Chr. Hansen
18.30 Colleghi nel Bicchiere:
Porto: armonia tra tradizione e innovazione
Organizzato da Vinidea

GIOVEDI 18 MAGGIO

10.00 Le novità Lallemand nel bicchiere: sperimentazioni 2016
Organizzato da Lallemand
13.00 Colleghi nel Bicchiere:
17.00 Il Pinot nero in Champagne, un vitigno…di Montagna!
Organizzato da Vinidea

LA SEDE DI ENOFORUM 2017
Per la sua 10° edizione, Enoforum si terrà al Centro Congressi della Fiera di Vicenza, dove potrà utilizzare spazi adeguati alle crescenti esigenze della manifestazione: la Sala Palladio con oltre 500 posti a sedere fungerà da Sala Internazionale, un’altra moderna sala conferenze da 300 posti ospiterà i lavori in lingua italiana, gli ampi foyer e corridoi ospiteranno la zona espositiva e poster.

COME RAGGIUNGERE VICENZA
Il Centro Congressi della Fiera di Vicenza è in Via dell’Oreficeria 16.
In auto si raggiunge a soli 500 metri dal casello Vicenza Ovest sull’autostrada A4 Milano -Venezia
Vicenza è sulla linea ferroviaria Venezia-Milano servita da www.trenitalia.com.
Dalla stazione di Vicenza prendere il bus linea 4 fino a Viale Sant’Agostino, quindi linea 12-14 per la fiera. Il servizio taxi è disponibile all’uscita della stazione ferroviaria; il costo di una corsa fino alla fiera è di circa € 12.00.
Vicenza è a 70 km dall’aeroporto di Verona, a 80 km da quello di Venezia e a 90 km dall’aeroporto di Treviso, 160 km da Bergamo, 190 da Linate, 240 da Malpensa.

ALLOGGIO
Vicenza offre una vasta ricettività alberghiera, sia in prossimità della Fiera che in centro città.
Su www.enoforum.it è disponibile una lista di hotel che applicano ai partecipanti di Enoforum tariffe convenzionate.

PASTI
Durante l’intera durata dell’evento saranno disponibili un bar e un ristorante all’interno del Centro Congressi. Su www.enoforum.it è disponibile un elenco di ristoranti a Vicenza, in centro e nei dintorni.

ISCRIZIONI
Il modulo d’iscrizione al convegno è disponibile anche sul sito www.enoforum.it; è consigliabile iscriversi on-line dal sito entro il 10 maggio 2017.
Sono previste tariffe ridotte per chi si iscrive prima del 28 aprile 2017 e per i Soci SIVE e ASSOENOLOGI 2017. Condizioni particolari sono applicate anche agli studenti.

SEGRETERIA
Oltre che sul sito del convegno www.enoforum.it, le informazioni su Enoforum 2017 sono reperibili presso la Segreteria: Vinidea srl Piazza 1° Maggio 20, 29028 Ponte dell’Olio (PC). Tel. 0523 876423 • Fax. 0523 876340. e-mail: iscrizioni@vinidea.it

Tutti gli aggioramenti e approfondimenti anche sulla pagina Facebook dedicata all'evento.