mercoledì 24 maggio 2017

CANTINE APERTE, AL VIA NEL WEEKEND LA FESTA ‘POP’ DEL VINO

DA 7 A 800 CANTINE PARTECIPANTI IN 25 EDIZIONI. ATTESI 1MLN DI ENOTURISTI IN TUTTA ITALIA.


Oltre un milione di enoturisti attesi in circa 800 cantine socie del Movimento Turismo del Vino, circa 2mila le iniziative speciali pensate in tutte le aree enologiche d’Italia e già quasi 50mila bicchieri ‘solidali’ distribuiti.


Sono i numeri della 25^ edizione di Cantine Aperte (27 e 28 maggio), nata nel 1993 con sole 7 cantine toscane aderenti e replicata lo stesso anno anche in Trentino e in Piemonte. “Cantine Aperte è l’evento ‘pop’ del vino per eccellenza – ha detto Magda Antonioli, direttore del Master in Economia del turismo all’Università Bocconi di Milano e ispiratrice della prima edizione -; ed è nato oltre che per intercettare una domanda turistica latente anche per la necessità di portare trasparenza nelle cantine italiane dopo lo scandalo del metanolo: una sorta di esigenza di giustizia rivendicata dai migliori produttori del Paese. Da allora l’enoturismo ne ha fatta di strada, diventando da nicchia a fenomeno sempre più centrale non solo per i consumi di vino ma anche di turismo, con gli stranieri in grande crescita”.

Il prossimo fine settimana per sue le nozze d’argento saranno centinaia le feste del vino organizzate in tutta Italia e abbinate allo sport, alla cultura, al cibo, ai giochi, alla musica e soprattutto alla solidarietà, con il progetto “Bottiglia Solidale” in favore dei territori marchigiani colpiti dal terremoto, o con la vendita dei calici griffati Cantine Aperte 25, i cui proventi andranno all’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc)”. Tra le attività più curiose dedicate ai quasi 30mln di eno-consumatori solo in Italia, la visita (in Piemonte) ai ‘crotin’ - le cantine sotterranee scavate a mano nel tufo - alla scoperta della vinificazione in anfora; il ‘Porca l’Oca’ (in Umbria) una speciale degustazione itinerante tra vigne e boschi in compagnia del gruppo musicale ‘CarroBestiame’; l’’Eyes Wine Shot’, l’intrigante spettacolo teatrale sul vino (in Puglia); i segreti del Bisso marino (una seta che nasce dal mare) spiegati in Sardegna da Chiara Vigo. E ancora, l’apertura di 30 (eno)dimore storiche da parte dell’omonima associazione, i pacchetti sport and wine, le passeggiate a cavallo, i nordic walking ma anche voli in elicottero, parapendio e rafting; i corsi di fumetto e i concorsi artistici en plein air, il safari tra le vigne con mountain bike o in trenino. In Toscana, Lombardia, Puglia, Basilicata, Calabria, Molise, Liguria e Valle D’Aosta Cantine Aperte è prevista solo per la giornata di domenica 28 maggio.

Info: www.movimentoturismovino.it

Vitignoitalia, è boom di presenze per la XIII edizione del Salone dei Vini e dei Territori Vitivinicoli Italiani

Con oltre 17000 ingressi, +15% sull'anno precedente chiude i battenti Vitignoitalia 2017. E al Napoli Wine Challenge trionfano i vini campani.

Si è chiusa con grande successo e partecipazione la XIII edizione di Vitignoitalia, il Salone dei Vini e dei Territori Vitivinicoli Italiani in scena a Napoli, nei magnifici spazi di Castel dell’Ovo. Per tre giorni Napoli è diventata il centro del mondo vitivinicolo italiano con oltre 200 aziende provenienti dai principali terroir nazionali. 

Sono state circa 1.000 le etichette in degustazione per un pubblico di appassionati e addetti ai lavori che hanno preso parte inoltre ai diversi appuntamenti del fitto programma ad iniziare dall’affascinante mondo dell’aceto balsamico con “La Storia centenaria e la filosofia dell’Acetaia Giusti”: un percorso di degustazione con 7 diverse tipologie, partendo dall’IGP, passando per il DOP, fino al 100 anni, condotto da Guido Nisi, esperto e responsabile dell’Azienda. “Quattro diverse interpretazioni di quello che una volta si chiamava Tocai: Il Friuliano”, sono state invece, a cura di European Sommelier, le degustazioni con i vini di Villa Russiz, Livio Felluga, Vigne di Zamò e Nanonis. Bayer ha presentato il workshop “L’agricoltura di precisione per il futuro del Pianeta. Aziende, produttori, consumatori e Media si incontrano”. 

Spazio anche all’incontro nato in sinergia tra il Festival della Filosofia in Magna Grecia e Vitignoitalia, “Il Vino si fa Filosofia nelle parole di Massimo Donà”: un percorso di “Conoscenza” a cura di Massimo Donà, ordinario di Filosofia teoretica all’Università San Raffaele di Milano, che ha stimolato il piano logico razionale e quello emotivo tramite riflessioni, atmosfere musicali, assaggi del mediterraneo e degustazioni di vino in una miscellanea condotta dall’Antropologa Annalisa di Nuzzo; degustazione di Falerno del Massico Villa Matilde a cura di FISAR. 

Ed infine, il programma dell’ultima giornata di lavori ha previsto, oltre alle centinaia di etichette in degustazione, un focus sul più importante dei vini del Sud, con “Le Varie Sfaccettature del Taurasi”, e sul “Tartufo Nero dell’Irpinia”: il tubero più pregiato in abbinamento con grandi vini campani a cura di Regione Campania e degustazioni affidate ad AIS.

Assegnati i premi della prima edizione del Napoli Wine Challenge. A trionfare sono stati i vini di casa, a dimostrazione degli altissimi standard qualitativi raggiunti dall'enologia campana. La giuria, presieduta da Daniele Cernilli con affianco Luciano Pignataro e un team che ha visto la partecipazione di Chiara Giannotti, Chiara Giorleo, Adele Elisabetta Granieri, Wanda Mann (giornalista statunitense) e Patrick Low (buyer di Singapore), ha premiato per la categoria “Spumanti”, il Caprettone della casa vinicola Setaro; per i bianchi ex aequo tra la Falanghina Benevento IGP 2016 di Castelle e il Campania Fiano IGP 2014 Oi Nì dell'azienda agricola Eduardo Scuotto. Tra i rosati netta affermazione di Piedirosè, Pompeiano Rosato IGP 2016 della cantina Iovine. Durissima la lotta tra i rossi dove a spuntarla è stato il Taurasi 2008 di Calafè. Mentre il primo gradino del podio dei vini da dessert è stato conquistato, con un punteggio medio che ha sfiorato i 92/100, dalla Falanghina passita di Castelle. “Un challenge molto interessante – ha commentato Daniele Cernilli, presidente di giuria – con una giuria variegata, ma che non ha faticato a trovare un linguaggio comune. Il successo delle etichette campane testimonia della crescita di questa regione che ormai da tempo si è attestata tra quelle in grado di esprimere una qualità e una varietà di assoluto valore”.

Proprio con rifermento al carattere commerciale, molto soddisfacente, è stata poi l’esperienza del gruppo dei buyer internazionali selezionati dall'ICE, provenienti da ben 17 Paesi differenti e protagonisti di incontri be to be con le aziende presenti a Vitignoitalia e di educational tour per visitare le aziende agroalimentari del territorio.

Un risultato che come ha tenuto a sottolineare Maurizio Teti, direttore di Vitignoitalia, conferma il posizionamento raggiunto di una manifestazione che può contare su un pubblico di affezionati a cui, di anno in anno, si aggiungono nuovi appassionati. Cospicua ed in aumento anche la presenza di operatori del settore, a dimostrazione di quanto l’evento riesca ad unire in pieno l’aspetto entertainment a quello di business. Fondamentale inoltre la liaison con le istituzioni.

Vitignoitalia si svolge con il patrocinio del Comune di Napoli e in collaborazione con la Regione Campania e Unioncamere Campania.

martedì 23 maggio 2017

THE NIGHT DINNER E ACADEMY: GLI APPUNTAMENTI PIÙ ATTESI DI VINÒFORUM

THE NIGHT DINNER: LE 10 CENE “EXPERIENCE” FIRMATE VINÒFORUM – LO SPAZIO DEL GUSTO E CON L’ACADEMY SI VA ALLA SCOPERTA DELLE ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE DEL BEL PAESE.

 Tra gli appuntamenti più attesi della XIV edizione di Vinòforum – Lo Spazio del Gusto, in programma a Roma da sabato 3 a lunedì 12 giugno 2017, ci sono sicuramente quelli targati The Night Dinner.

Un format spettacolare e fuori dagli schemi che vedrà sul palco 10 grandi nomi della cucina. Ognuno di questi firmerà una cena esclusiva, con posti limitati e disponibili solo su prenotazione. Menu ad alto tasso gourmet ma non solo: ogni chef sceglierà infatti lo skyline di una città e le musiche che ispireranno e accompagneranno le sue preparazioni. In abbinamento, grandi vini e cocktail studiati e preparati da barman professionisti.

Ecco, giorno per giorno, tutte le stelle protagoniste:

Sabato 3 giugno aprirà le danze Marcello Trentini del ristorante Magorabin di Torino; domenica 4 sarà il turno di Andrea Provenzani de Il Liberty di Milano; lunedì 5, dietro i fornelli troveremo Stefano Ciotti del Nostrano di Pesaro; martedì 6 ci sarà Salvatore Bianco de Il Comandante Restaurant di Napoli, che a fine cena dividerà il palco con Stefano Fanticelli per una degustazione guidata di sigari e distillati. Mercoledì 7 splenderà la stella di Roy Caceres del Metamorfosi di Roma; giovedì 8 a ingolosire i presenti sarà Caterina Ceraudo de Il Dattilo di Crotone; venerdì 9 in plancia di comando troveremo Cristiano Tomei dell’Imbuto di Lucca; sabato 10, seconda serata in “rosa” con Alba Estevez Ruiz del Marzapane di Roma; domenica 11, Eiji Yamamoto del Sushisen di Roma porterà con sé una sferzata di Oriente; lunedì 12, gran chiusura affidata all’estro e al talento di Francesco Apreda dell’Imago di Roma. In abbinamento, solo per citare alcune delle aziende protagoniste, le etichette di Champagne J. H. Quenardel, i vini firmati Contratto, Opera e quelli della Famiglia Cotarella.

Altro importante spazio dedicato alla cultura del cibo e del vino di qualità sarà quello della Vinòforum Academy. Un luogo aperto a tutti - appassionati, operatori, ma anche giovani e neofiti - all’interno del quale si potrà prendere parte a decine di appuntamenti giornalieri tenuti da esperti del settore. Master Sommelier saranno a disposizione per esclusivi speed tasting, mentre all’interno di Dispensa Italia si potrà approfondire la conoscenza dei prodotti a “denominazione d’origine” insieme a chi da sempre lavora per l’eccellenza gastronomica del Paese.

Non mancheranno le degustazioni guidate con i grandi produttori d’eccellenza:

3 giugno: Il Verdicchio: storia di un grande bianco italiano
4 giugno: I Vini dell’Etna
5 giugno: Verticale di Stillato Principe Pallavicini. / La grappa Nonino: il più importante distillato italiano nella sua migliore interpretazione.
6 giugno: Verticale di Pinot Nero Barthenau Vigna Sant’Urbano.
7 giugno: Il Titolo di Elena Fucci.
8 giugno: Degustazione di Champagne.
9 giugno: Il Fiano, l’autoctono bianco dall’eterna giovinezza.
10 giugno: Alla scoperta delle migliori bollicine italiane.
11 giugno: I vini del Sole, tutto il calore del Primitivo di Manduria.
12 giugno: Marchesi di Barolo.

VinòforumEventi srl | Zona Farnesina, Roma | 3-12 giugno, dalle ore 19:00 alle 24:00 (fino alle 01:00 venerdì e sabato). Biglietto di ingresso € 16 comprensivo di calice e carnet da 10 degustazioni di vino. Cene con posti limitati e prenotazione obbligatoria su www.vinoforum.it

Agroalimentare e tutela del consumatore. Pasta italiana: obbligo di indicazione in etichetta della materia prima

Secondo un indagine della Coldiretti, sulla base dei dati Istat relativi ai primi due mesi del 2017, aumentano del 15% le importazioni di grano duro dal Canada destinate alla produzione di pasta senza alcuna indicazione in etichetta sulla reale origine. 

La Coldiretti sottolinea l’importanza del decreto dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda per l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima per la pasta trasmesso all’Unione Europea, contro il quale si stanno già muovendo le lobby canadesi che trovano purtroppo terreno fertile anche in Italia. 

Più della metà del grano duro importato in Italia proviene dal Canada dove peraltro viene fatto un uso intensivo di glifosate nella fase di pre-raccolta, vietato in Italia perché accusato di essere cancerogeno. Ma la mancanza dell’etichetta di origine non consente di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative, ma impedisce anche ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionale e con esse il lavoro e l’economia nazionale.

L’81 % dei consumatori italiani ritiene che la mancanza di etichettatura di origine nella pasta possa essere ingannevole secondo la consultazione pubblica on line sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal Ministero delle Politiche Agricole. “Si tratta di un provvedimento fortemente sostenuto e atteso dalla Coldiretti per garantire maggiore trasparenza negli acquisti e fermare le speculazioni che hanno provocato il crollo dei prezzi del grano italiano al di sotto dei costi di produzione”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Il taglio dei prezzi pagati agli agricoltori sotto i costi di produzione ha provocato praticamente la decimazione delle semine di grano in Italia con un crollo del 7,3% per un totale di 100mila ettari coltivati in meno che peseranno sulla produzione di vera pasta italiana nel 2017, oltre che sull’ambiente, sull’economia e sul lavoro delle aree interne del Paese.

In pericolo - precisa Moncalvo - non ci sono solo la produzione di grano e la vita di oltre trecentomila aziende agricole che lo coltivano, ma anche un territorio di 2 milioni di ettari a rischio desertificazione e gli alti livelli qualitativi per i consumatori garantiti dalla produzione Made in Italy”.

L’Italia è il principale produttore europeo e secondo mondiale di grano duro, destinato alla pasta con 5,1 milioni di tonnellate su una superficie coltivata pari a circa 1,4 milioni di ettari che si concentra nell’Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia che da sole rappresentano il 41% della produzione nazionale, seguite dalle Marche. Nonostante ciò - sono ben 2,3 milioni di tonnellate di grano duro che arrivano dall’estero in un anno senza che questo venga reso noto ai consumatori in etichetta.

Export Agroalimentare: Stati Uniti terza meta dei prodotti italiani

Secondo i risultati di una ricerca Ismea, il 10% della produzione agroalimentare italiana è “a stelle e strisce”. Nei primi mesi del 2017 la bilancia commerciale con gli Usa vede una crescita del surplus di 24 milioni di euro.


Gli Stati Uniti si confermano un mercato di sbocco molto importante per i prodotti agroalimentari italiani: dopo Germania (17,5%) e Francia (10,9%), è il Paese oltre atlantico a costituire una delle mete principali dei prodotti italiani, con una quota del 10% dell’export.

Guardando allo scambio con gli Usa, il surplus per l’Italia nel 2016 è stato di 2,9 miliardi di euro, 350 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente: importiamo dagli Stati Uniti meno di quanto esportiamo, come confermato anche dai primi due mesi del 2017. In controtendenza rispetto al resto dell’agroalimentare italiano, che ha mostrato un peggioramento del deficit rispetto a gennaio/febbraio 2016, la bilancia commerciale con gli Usa vede una crescita del surplus di 24 milioni di euro in avvio del 2017, grazie all’aumento delle esportazioni (+ 4,2%) e alla stabilità delle importazioni (-0,3%). Negli ultimi due anni la crescita degli acquisti Usa dall’Italia è stata maggiore rispetto all’espansione dell’import statunitense nel complesso, con un differenziale positivo del 2%.

Nelle esportazioni, risultano maggiormente rilevanti i comparti “Vini e mosti”, che da soli rappresentano il 35% dell’export totale nel 2016, “oli e grassi” (il 14%) e “cereali, riso e derivati” (12%); nel complesso questi tre aggregati esprimono oltre il 60% dell’export complessivo. Per quasi tutti i comparti produttivi, nel 2016 gli scambi con il mercato statunitense fanno registrare un surplus di bilancio; fanno eccezione le coltivazioni foraggere, l’ittico, le coltivazioni industriali e la frutta fresca e trasformata.

L'OIV a Vinorus per rafforzare la collaborazione con la Russia

Il presidente dell'OIV Monika Christmann ed il capo dell'Unità di Diritto ed Economia Tatiana Svinartchuk si sono recate a Krasnodar (Russia) per partecipare all'inaugurazione dell'esposizione Vinorus e alla conferenza sulle aspettative attuali del settore viticolo russo.

Credits Mikhail Mordasov
Christmann ha presentato gli obiettivi e il suo ruolo dell'Organizzazione, nonché i dati statistici sulla congiuntura del mercato viticolo mondiale. Nell'ambito della conferenza si è anche tenuta una riunione aperta al pubblico del Comitato nazionale del coordinamento per la collaborazione con l'OIV che ha suscitato un vivo interesse tra i partecipanti e tutti gli attori della filiera. Tatiana Svinartchuk ha invece presentato le procedure operative e i principali documenti normativi discussi ed elaborati dall'OIV.

Sono state inoltre discusse le sfide della cooperazione internazionale nell'elaborazione e nell'applicazione di norme di produzione e commercializzazione del vino e di altri prodotti vitivinicoli internazionali. Nello specifico, l'attenzione è stata posta sull'importanza dell'applicazione delle norme internazionali nella legislazione nazionale, al fine di evitare possibili problemi di adempimento per i produttori locali e, contestualmente, difficoltà commerciali per importatori ed esportatori.

Anche la formazione di specialisti in enologia e viticoltura è stata indicata come aspetto fondamentale. La presidente dell'OIV ha infattti sottolineato l'importanza dei programmi di mobilità internazionale per studenti.

Dati alla mano, oggi la Russia si colloca solo all’11esimo posto nella classifica della produzione mondiale di vino, ma ha delle concrete potenzialità d’incrementare la produzione e di destinare dei volumi anche all’export. Il paese sta intensificando la produzione vinicola locale anche per far fronte al crescente consumo di vino, ad oggi pari a 7 litri all’anno per abitante.

Negli ultimi 10 anni la superficie vitata è aumentata del 30%, raggiungendo gli 85mila ettari. Per diminuire maggiormente le importazioni entro il 2020 si dovrebbe arrivare a piantare altri 50mila ettari di nuovi vigneti. Negli ultimi due-tre anni sono avvenuti in Russia dei cambiamenti profondi nel settore della produzione vinicola e della legislazione che lo riguarda: il prezzo delle licenze alle aziende vinicole è diminuito e la viticoltura ha assunto la stessa importanza dell’agricoltura col risultato che i produttori hanno potuto accedere alle sovvenzioni statali.

I vini russi vengono prodotti nel distretto di Krasnodar, in Crimea, a Sebastopoli, nella regione di Rostov e nelle repubbliche del Caucaso. L’associazione di viticoltori e produttori di vino russi ha attribuito la denoninazione di origine protetta ai vini “Kuban” (distretto di Krasnodar), “Dolina Dona” (regione di Rostov), “Stavropol” (distretto di Stavropol), “Daghestan” (Repubblica del Daghestan), “Dolina Tereka” (Repubblica di Cabardino-Balcaria), “Nizhnyaya Volga” (regioni
di Astrakhan e Volgograd), “Krym” (repubblica di Crimea).

Successivamente alla conferenza sono state organizzate delle visite a vigneti russi (Abrau-Durso, Vedernikov, Usadba Divnomorskoye, Elbuzd, Lefkadiya) per i rappresentati dell'OIV e i partecipanti alla conferenza.

La presidente dell'OIV si è complimentata per l'alto livello tecnico e l'eccellente qualità dei vini, auspicando che questa visita consentirà di dare dinamicità alla partecipazione della delegazione russa ai lavori dell'OIV.

CANTINE APERTE: VINO A FUMETTI IN TOSCANA PER I 25 ANNI

Oltre 80 cantine festeggeranno domenica i 25 anni della festa che ha rivoluzionato il turismo del vino.

In alto i calici: domenica 28 maggio Cantine Aperte in tutta la Toscana. Dal trekking nei vigneti alle verticali di vecchie annate, passando per la cucina e la natura. Tante le iniziative in programma e la vera novità di questa edizione sarà la collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics: in cantina arrivano i fumettisti per “disegnare” il vino attraverso il fumetto

Porte aperte nelle oltre 80 cantine toscane che domenica 28 maggio parteciperanno a Cantine Aperte, l’evento dell’anno per gli appassionati di vino promosso dal Movimento Turismo del Vino Toscana. Una edizione particolare questa, perché proprio in Toscana 25 anni fa nasceva in via sperimentale questa iniziativa che nel tempo ha contribuito a cambiare l’approccio al vino da parte del consumatore.

Dalla Maremma del Morellino, alle terre dell’Orcia Doc, da Carmignano a Pisa, da Cortona ad Arezzo, senza dimenticare le grandi Docg, Brunello, Chianti Classico e Vino Nobile di Montepulciano. Sarà una vera festa del vino toscano, accompagnata anche da una colonna sonora speciale scritta e cantata dal cantautore fiorentino Lorenzo Baglioni. «Tante novità per questa storica edizione di Cantine Aperte – dice il presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana, Violante Gardini – dal nuovo sito pensato come strumento di “navigazione” verso le cantine, all’inno di Cantine Aperte che ha già riscosso un grande successo di visualizzazioni, fino ad arrivare alla collaborazione con i fumettisti della Scuola Internazionale di Comics, tutto con l’obiettivo di cambiare la comunicazione del vino pensando soprattutto ai giovani appassionati».

Il vino a fumetti. La grande novità di questa venticinquesima edizione, come anticipato, sarà la collaborazione tra il Movimento Turismo del Vino Toscana e la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, la più importante accademia internazionale per la formazione di artisti del fumetto. Alcune delle cantine partecipanti avranno per tutta la giornata un fumettista che racconterà attraverso le immagini il vino “a fumetti” e la giornata di Cantine Aperte. Un modo per coinvolgere il visitatore, ma anche per dimostrare che la comunicazione di questo grande prodotto, il vino, sta cambiando.

Le attività in programma e il sito che ti porta in cantina. Oltre alle dimostrazioni artistiche dei fumettisti, le cantine che parteciperanno all’evento organizzeranno molte attività collaterali per fare da sfondo alle degustazioni. Dal trekking nel vigneto, alla musica live in cantina. Poi le degustazioni sensoriali, o le verticali di vecchie annate, fino a passare per la tavola con la riscoperta di piatti della tradizione abbinati ai grandi vini toscani. E ancora la natura che incontra il vino, fino ad arrivare addirittura a incontri con vini stranieri. Nelle oltre ottanta cantine sparse per le provincie Toscane ce ne saranno per tutti i gusti e passioni, basterà solo scegliere la cantina.  Sarà anche più facile farlo grazie al nuovo sito di MTV Toscana che con la geo referenziazione delle cantine permetterà a tutti di localizzare l’elenco delle cantine più vicine a dove si troveranno facendo partire la navigazione con le indicazioni stradali per arrivare direttamente a destinazione.

Cantine Aperte. Da 25 anni, nato proprio in Toscana, è oggi l’evento enoturistico più importante in Italia. Nel 1992 in Toscana partì come evento sperimentale, su idea della fondatrice e allora presidente del Movimento Turismo del Vino, Donatella Cinelli Colombini. Visto il grande successo che ebbe, dal 1993, ogni ultima domenica di maggio, le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le loro porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati di vino. Cantine Aperte è un marchio di proprietà del Movimento Turismo del Vino, registrato e protetto giuridicamente per contrastarne qualunque abuso/imitazione e garantire ai consumatori qualità e professionalità nell’accoglienza, tratti distintivi delle cantine MTV.

L'Associazione Movimento Turismo del Vino Toscana è un ente non profit che raccoglie oltre 90 fra le più prestigiose cantine del territorio regionale, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione.

Per scoprire le aziende aderenti a Cantine Aperte e i relativi programmi è in aggiornamento la pagina dedicata all’evento su www.mtvtoscana.com

lunedì 22 maggio 2017

Si chiude a Genova l’ottava edizione di Slow Fish: ricerca scientifica, cambiamento climatico e microplastiche al centro dell’attenzione

Dopo quattro giorni densi di appuntamenti, Slow Fish è di nuovo pronta a salutare il Porto Antico di Genova e a mollare gli ormeggi. Pascale: «Più i mercati sfruttano i mari, più i pescatori soffrono. Invertiamo la rotta di un’economia paradossale e ingiusta».

Nella rete di questa ottava edizione dell’evento internazionale dedicato al pesce e alle risorse del mare - organizzato dall’associazione Slow Food Italia e Regione Liguria, in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e il Comune di Genova - resta un bottino più che sostanzioso, frutto di due anni di confronto e condivisione con la comunità scientifica e i pescatori di Terra Madre, sia in Italia che all’estero: alla manifestazione, cui hanno lavorato circa 500 persone insieme a 50 volontari, hanno partecipato le comunità di 15 Paesi di tutti i continenti, dalla Finlandia all’Uganda, dall’Ecuador all’Australia, rappresentate da oltre 80 delegati.

I 30 incontri della rete di Slow Fish hanno radunato un pubblico di 1500 partecipanti. Più di 800 spettatori nelle cinque conferenze dedicate ai grandi temi di questa edizione, cui hanno preso parte come relatori 35 scienziati e ricercatori di fama internazionale. Inoltre sono stati organizzati numerosi momenti di confronto dall’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, dalla Regione Liguria, dal Wwf e da Slow Food Liguria.

«È stata un'edizione straordinaria - afferma il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti - che conferma la nostra scelta di sostenere con convinzione questo evento. Il grande successo di pubblico registrato in questi giorni nell’area del Porto Antico ha garantito inoltre un’ottima visibilità allo stand #lamialiguria che ha ospitato molte iniziative legate al mondo della pesca, del turismo, dell’enogastronomia, dell’artigianato e delle imprese per promuovere al meglio le nostre eccellenze. Questo grande risultato – conclude - ci rafforza nell’obiettivo di far diventare la Liguria capitale della sostenibilità».

Tante conferme e molte premesse per il futuro, ricorda il presidente di Slow Food Italia, Gaetano Pascale: «Si tratta di un'edizione che ci consegna responsabilità importanti, in cui sono stati assunti impegni significativi da parte delle istituzioni e sono state manifestate disponibilità, altrettanto significative, da parte delle comunità scientifiche. Un tassello indispensabile per assicurare un futuro più roseo all'ambiente e a chi vive grazie alle risorse del mare».

«Il Mare Nostrum grida aiuto ed è tempo di agire» aveva affermato Karmelu Vellu, Commissario europeo per l’ambiente, gli affari marittimi e la pesca, nel saluto inaugurale. Questo grido di aiuto non è certo inascoltato a Slow Fish: «Proprio nel momento in cui si pesca di più - osserva Pascale -, sotto la spinta di un mercato che non tiene conto dei cambiamenti in corso nel mare, i pescatori e in particolare le comunità della piccola pesca incarnano le realtà che, dal punto di vista economico, soffrono di più. Questo oltre a essere paradossale è ingiusto». Le esperienze presentate a Slow Fish dimostrano che è possibile seguire un'altra via, conclude il presidente di Slow Food Italia, «in grado di assicurare una pesca sostenibile per il mare e per i pescatori. Per questo pensiamo sia necessario trasformare in pratiche quotidiane molte delle attività svolte durante l'evento».

La priorità è dunque invertire la rotta della pesca, come ha suggerito Carlo Petrini, presidente di Slow Food, passando «da un’economia di rapina a un’economia di costruzione». Dal 2004 Slow Food lavora in questa prospettiva con la campagna Slow Fish: l’evento biennale ospitato dalla città di Genova rappresenta solo il momento culminante in un percorso quotidiano di sostegno ai progetti delle comunità locali, all’attività dei Presìdi e all’intera filiera della pesca artigianale e sostenibile.

Per questo spicca tra le novità più significative di questa edizione l’annuncio che presto la Liguria ospiterà anche la casa di Slow Fish: «Una sede fissa, politica e fisica, per interagire con tutti gli attori del Mediterraneo», come anticipato da Giovanni Toti in apertura dell’evento. Perché è un impegno degli organizzatori della manifestazione far sì che la Liguria divenga il fulcro di un dialogo tra le sponde del nostro mare, per superare le difficoltà comuni e creare un’economia virtuosa.

L’altra sfida tutta italiana riguarda la ricerca: da Slow Fish il coro dei rappresentanti del mondo scientifico si è levato affinché il nostro paese si doti di una moderna nave da ricerca oceanografica pubblica, bene comune indispensabile a promuovere la conoscenza sia nel mar Mediterraneo sia nei mari artici e antartici.

Domande ma anche risposte dalle istituzioni, come l’impegno del Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, a tutela del reddito dei pescatori e per la promozione di modelli sostenibili di salvaguardia delle risorse marine, grazie al decreto che ridisegnerà la piccola pesca artigianale italiana, che dà lavoro a 30mila persone in Italia.

Ricordiamo anche i grandi temi scientifici trattati nei quattro giorni, come il cambiamento climatico e l’impatto che ha sulle nostre tavole, con le tante ricette di pesci della tradizione sostituite da altri abitanti del mare, che fanno capolino nel nostro orizzonte gastronomico: è il caso delle meduse, sempre più presenti e invasive. Ma anche delle oloturie, i “cetrioli di mare”, apprezzatissimi in Oriente come snack ma ormai sovrasfruttati. Da Slow Fish parte però un allarme: «Attenti a pensare che non ci siano conseguenze nel consumare questi animali», avverte il presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, Roberto Danovaro, «non è certo normale pensare di mangiare aquile, leoni e tigri, eppure in mare stiamo facendo qualcosa di simile».

Altro tema caldo è quello delle micro e nano plastiche che, a causa dei nostri comportamenti scorretti e della filiera della plastica non sostenibile, invadono i nostri mari con effetti tuttora sconosciuti. Secondo Legambiente il 96% dei rifiuti galleggianti in mare è composto da plastica e l’89% della fauna marina rischia di ingerirla. Non stiamo parlando solo di tartarughe che scambiano borse di plastica per meduse, ma di detriti che diventano frammenti microscopici ed entrano a far parte della catena alimentare dei pesci. Ma allora, quali sono gli effetti sull’uomo quando mangia pesce? In realtà, il rischio da parte dell’uomo di assumere microplastiche non proviene solo dal mare, in quanto queste sono contenute in oggetti di uso quotidiano, come i cosmetici - esfolianti facciali, dentifrici, shampoo, trucchi e creme solari – e tracce sono state rinvenute anche nel miele, nella birra e nei farmaci.

Ma se è vero che consumatori attenti si diventa grazie all’educazione al gusto dei più piccoli, bisogna partire da quello che i bambini mangiano nelle mense scolastiche. Anche in fatto di pesce. Arriva dall’entroterra genovese un bell’esempio di gestione sostenibile: sei comuni, tra la Valle Scrivia e la Val Polcevera, sono riusciti a cambiare l’intera impostazione delle mense in appena due anni, reintroducendo branzini del Tigullio, seppie, gallinelle, moscardini, platesse e sgombri al posto del solito pangasio e del pesce congelato.

Pienamente raggiunto, insomma, l’obiettivo di coniugare la convivialità alla conoscenza scientifica e alle buone pratiche, l’educazione al gusto con l’impegno per la tutela degli ecosistemi acquatici. Per Slow Fish è la terza edizione che si svolge all’aperto e si può rilevare, in tutti gli appuntamenti, un crescente interesse del pubblico, a dimostrazione di come la manifestazione stia entrando sempre di più nel cuore dei genovesi, dei visitatori e di chi ha a cuore le sorti del mare.

Promozione Made in Italy. Progetto “One Belt One Road", Veronafiere protagonista per lo sviluppo delle relazioni commerciali

Veronafiere stringe accordi  sulla Via della Seta e si conferma Hub fieristico internazionale per la Cina e l'Asia. Danese: “One Belt One Road" apre nuovi orizzonti politici e commerciali tra Cina, Eurasia e Italia”. Mantovani: “La chiave dei porti e della logistica strategica per settori in cui siamo leader”. A Veronafiere il prossimo 15 e 16 giugno due importanti delegazioni istituzionali e commerciali provenienti dalla Cina.

Passa anche dal sistema fieristico lo sviluppo dei rapporti commerciali con la Cina e il continente asiatico. E Veronafiere gioca il ruolo di protagonista per l’Italia su quella che sarà la "nuova Via della Seta" dell’ambiziosissimo progetto infrastrutturale cinese noto come “One Belt one Road”, letteralmente “Una cintura [di infrastrutture], una via”), pensato per creare una rete di vie di trasporto che attraversa tutta l'Eurasia per consentire il trasferimento veloce di persone, merci e risorse ed in grado di produrre benessere e sviluppo in tutto il pianeta.

E proprio in questi giorni è partita la missione a Pechino e Shanghai dove il presidente Maurizio Danese e il direttore generale Giovanni Mantovani, hanno incontrato l’Ambasciatore d’Italia, Ettore Sequi, il Console generale a Shanghai, Stefano Beltrame, e il direttore dell’ICE in Cina, Amedeo Scarpa, che supportano con grande attenzione le iniziative promosse dalla Fiera di Verona.

Oltre agli appuntamenti istituzionali che hanno visto un incontro anche con il presidente della Camera di Commercio Italiana in Cina, Davide Cucino, il presidente e il direttore generale stanno stringendo nuovi accordi e rinnovando quelli già collaudati con i partner cinesi, grazie alla presenza della Fiera di Verona in Cina dal 1998 e ad una sede di rappresentanza a Shanghai.

Una attività ventennale riconosciuta dal Governo italiano anche attraverso il coinvolgimento di Veronafiere quale partner di ICE nel piano per la promozione straordinaria del made in Italy in Cina che prevede 20 milioni di euro di investimenti, e nella creazione di una piattaforma multicanale denominata Italian Wine Channel.

Un’attenzione nata dalla presenza di Vinitaly da lunghi anni in Cina, dagli accordi raggiunti con player importanti quali Alibaba, 1919, Cofco e Pacco Group Ltd così come dalla collaborazione pluriennale con lo Shanghai Wine&Dine Festival, l’International Wine & Spirits Show di Chengdu e l’Hong Kong International Wine and Spirits Fair.

Si tratta di una lista di partnership strategiche a cui sta per aggiungersi l’intesa con la Fiera di Chengdu (Sichuan), proprio sulla Via della Seta. La delegazione di Verona in missione in Cina ha firmato un protocollo per approfondire i termini di una nuova cooperazione tra Veronafiere-Fieragricola e la Sichuan International Exhibition Co. Ltd, promotrice della Sichuan Agricultural Expo.

L’accordo – i cui termini saranno definiti nel dettaglio e firmati a breve – prevede per le prossime edizioni 2017 e 2018 delle rispettive manifestazioni fieristiche, l’organizzazione della presenza di collettive di aziende cinesi e italiane produttrici di macchinari, tecnologie e servizi di supporto per i comparti agricolo, zootecnico, vitivinicolo ed ortofrutticolo. La partnership si estende anche alla promozione di incontri b2b e di formazione reciproca per la conoscenza dei rispettivi mercati di provenienza.

E proprio dallo Sichuan provengono due delegazioni, istituzionale e commerciale, guidate dallo CCIPT (China Council for the Promotion of International Trade, l’organismo cinese incaricato per l’organizzazione operativa di b2b e partecipazioni fieristiche) che il 15 e 16 giugno faranno tappa alla Fiera di Verona.

“La Cina attraverso il grande progetto ‘One Belt One Road’ ha impresso una svolta epocale nei rapporti economici globali. Attraverso l’Aiib, la Banca asiatica degli investimenti, nella quale l’Italia è il dodicesimo paese aderente con un quota che supera il 2,5%, ha programmato un piano di interventi di oltre 100 miliardi di dollari: una freccia fondamentale per lo sviluppo delle relazioni commerciali sulla Via della Seta – commenta il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese –. La connettività tra la Cina e la zona euroasiatica, l’Africa e in futuro il Sud America, è anche per l’Italia un’occasione imperdibile: i 65 paesi dell’Asia centrale coinvolti nell’OBOR assorbono da soli il 27% delle esportazioni italiane nel mondo ed hanno elevati margini di crescita. Per questo siamo molto attivi in Cina e stiamo progettando un piano di radicamento molto ambizioso nel breve-medio termine, come previsto anche dal nostro piano di industriale».

“Salutiamo con favore l’annuncio del governo cinese, che proprio in questi giorni, ha inserito Chengdu, dove siamo già presenti da anni con le iniziative di Vinitaly, tra le 15 nuove ‘First Tier Cities’, cioè i distretti considerati i principali motori di crescita per l’economia nazionale e gli investimenti stranieri – sottolinea il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –. Anche l’opzione che il premier Gentiloni è riuscito ad ottenere sul coinvolgimento dei porti italiani, in particolare Venezia, è per noi strategica perché consente ai paesi del Nord ed Est Europa di trovare nel Nord dell’Adriatico una opzione valida e competitiva per la commercializzazione dei prodotti. Il trasporto navale è determinante per molti prodotti dei settori agroalimentare e construction di cui Veronafiere detiene alcune tra le rassegne leader internazionali, quali ad esempio Vinitaly, Marmomac e Fieragricola. Rassegne che sono diventate un punto di riferimento consolidato sia per le aziende sia per gli operatori provenienti dalla Cina, con significativi e costanti incrementi delle presenze edizione su edizione”.

sabato 20 maggio 2017

Genuinità, qualità, tradizione, così la Baviera conquista il consumatore italiano

Si è chiuso con un ottimo riscontro di presenze tra media ed istituzioni l'incontro "La Baviera incontra l'Italia", tra le eccellenze gastronomiche Bavaresi e la cucina di quattro talentuosi chef romani selezionati da Luigi Cremona.

Carni e pesci pregiati, formaggi di montagna e burro di malga, sapientemente prodotti da latte di assoluta qualità, le birre, eccelse, frutto di una tradizione brassicola antichissima e, non ultimi, i rinomati vini della Franconia. Queste ed altre, le eccellenze protagoniste di un ideale viaggio alla scoperta della cultura gastronomica bavarese; un percorso con attività di promozione, voluto dal Ministero per l’Alimentazione, Agricoltura e Foreste della Baviera e dalla Camera di Commercio Italo Tedesca di Monaco di Baviera, ideato per ampliare i rapporti commerciali tra la rete distributiva italiana e le aziende bavaresi.

L’incontro ha avuto luogo nella splendida location del Grand Hotel Flora a Roma e un nutrito pubblico di addetti del settore, agenti di commercio, ristoratori e giornalisti hanno assistito e partecipato con interesse alla Conferenza Stampa con Helmut Brunner, Ministro per l’Alimentazione, Agricoltura e Foreste della Baviera moderata da Luigi Cremona, critico gastronomico e organizzatore di eventi di settore di reputato livello.

Le aziende Bavaresi invitate per l’occasione hanno offerto i propri prodotti durante un aperitivo con panorama mozzafiato sulla terrazza dell’Hotel. Hanno partecipato con le proprie eccellenze: la storica birreria Herrnbraü, il Birrificio Schlossbrauerei Maxlrain, il Birrificio Felsen Bräu, il Birrificio Schloßbrauerei Autenried, il Birrificio Friedenfelser, VION International, Houdek Spezialitäten, Bergader Privatkäserei, Milchwerk Jäger, Meggle, Frischli, Bayerische Milchindustrie, Senfmanufaktur Weber.

A completare il percorso di fusione culturale italo-bavarese, Luigi Cremona ha selezionato quattro giovani chef tra i più talentuosi del mondo gastronomico romano, affidando loro il compito di interpretare le eccellenze dei prodotti d’oltralpe, in una cena di gala per 160 invitati. Le ricette innovative, tutte originali e molto apprezzate dagli ospiti, hanno esaltato i sapori bavaresi contaminandoli con lo stile gastronomico romano.

A far da protagonisti alcuni selezionati prodotti tra cui il formaggio di malga dell‘Algovia, gli asparagi di Schrobenhausen e il Rafano. Lo chef Stephan Fuß, giovane talento bavarese, ha coordinato le azioni dei quattro chef romani per la preparazione di un suggestivo menu degustazione composto da cinque portate. Una Cooking Master Class selezionata da Luigi Cremona in cui gli chef hanno dimostrato grandi doti di flessibilità, capacità professionale, creatività nell’ideazione delle ricette, grande affiatamento nell’assemblaggio delle stesse, lavorando all’unisono con la brigata di supporto dell’Hotel, realizzando un menù degustazione che ha voluto rielaborare con creatività i prodotti tradizionali della gastronomia bavarese. La serata è stata allietata dalla presenza di musicisti tradizionali bavaresi che hanno contribuito a creare un clima allegro e gioviale nell’apprezzamento generale degli ospiti

Gli chef e le ricette proposte:

Marco Claroni "Osteria dell'Orologio": Trota salmonata, ghiacciata di yogurth e verdure marinate al rafano.

Davide Del Duca "Osteria Fernanda": Tortelli alle senapi Weber, misticanze e fonduta di Bergader Edelpilz

Roberto Campitelli "Osteria di Monteverde": Risotto estratto di piselli ed erbe aromatiche, salmerino alla brace, cremoso di asparagi bianchi e polvere di fagioli neri

Riccardo Loreni "Cuoco & Camicia": Filetto di manzo bavarese arrostito alle erbe con patate affumicate e formaggio di malga dell'Algovia, salsa di rape e frutti rossi.

Stephan Fuß: "Gasthaus Goldener Stern, Rohrbach": Dolce ai fiori di sambuco con composta di rabarbaro.

Gli obiettivi dell‘iniziativa sono quelli di sensibilizzare il settore HORECA italiano nei confronti dei prodotti alimentari tipici della Baviera Ampliare i rapporti commerciali tra la rete distributiva italiana e le aziende bavaresi, presentare ai distributori italiani nuovi possibili fornitori di prodotti alimentari di qualità e creare nuovi canali di vendita per le specialità tipiche bavaresi sul mercato italiano

L‘Italia è il primo mercato per l‘export dei prodotti alimentari bavaresi: il valore delle esportazioni bavaresi verso l’Italia nel 2015 ha raggiunto 1,62 Miliardi di Euro. I prodotti più esportati sono: latte e latticini, birra, carni. Tradizionalmente la Baviera sopperisce alla carenza produttiva italiana soprattutto nel settore lattiero-caseario. In direzione opposta, l’Italia esporta prodotti alimentari verso la Baviera per un valore di 1,55 miliardi di Euro. I prodotti più esportati sono vino, ortofrutta, caffè.

Recenti sondaggi hanno rivelato che i consumatori italiani associano ai prodotti bavaresi concetti quali genuinità, qualità, tradizione, evidenziando una marcata propensione all’acquisto di prodotti di provenienza bavarese.

Le aziende bavaresi presenti all‘iniziativa

Herrnbraü
www.herrnbraeu.de
Storica birreria fondata nel 1882 ad Ingolstadt; produce svariati tipi di birra, ma è particolarmente specializzata nella birra al frumento. L‘azienda propone anche svariate bevande analcoliche. Già presente sul mercato italiano.

Schlossbrauerei Maxlrain
www.maxlrain.de
Birrificio risalente al 1600 situato nella località di Maxlrain. Offre un assortimento di 15 birre, tra chiare, weizen, pils, scure, a basso contenuto alcolico o analcoliche. Nominato nel 2016 "Birrificio dell’anno per il 2016 in Germania".

Felsen Bräu
www.solarbier-felsenbraeu.de
Birrificio a conduzione familiare presente sul mercato dal 1928 con un ampio assortimento di birre. Dal 2007 l‘azienda soddisfa il suo intero fabbisogno energetico con energie rinnovabili.

Schloßbrauerei Autenried
www.autenrieder.com
Rinomato birrificio risalente al 1650. Propone un ampio assortimento di birre in continua evoluzione ed espansione. Attivo anche nella produzione di acqua minerale e bevande analcoliche alla frutta.
Friedenfelser

www.friedenfelser.de
Birrificio che da oltre 125 anni produce un ampio assortimento di birre di ottima qualità, oltre che a grappe e vari tipi di bevande analcoliche. L‘azienda stessa coltiva i cereali di cui necessita per la sua produzione.

Vion Food Group
www.vionfoodgroup.com
Azienda di livello internazionale specializzata nella produzione e commecializzazione di prodotti di carne adatti alla distribuzione tramite GDO e canale HORECA.

Houdek Spezialitäten
www.houdek.bayern.de
Vasta produzione di prodotti bavaresi tradizionali a base di carne: salumi, affettati, würstel di vari tipi, polpettine, Leberkäse, hamburger.

Bergader Privatkäserei
www.bergader.de/
Azienda tedesca leader nella produzione di formaggi da banco e per la produzione e l´esportazione di formaggio erborinato; seconda gamma dedicata al libero servizio; esportazione in Italia, Spagna, Austria e oltre 47 altri Paesi in tutto il mondo.

Milchwerk Jäger
www.milchwerk-jaeger.de
Il piú antico caseificio privato in Germania, fu fondato nel 1870. Oltre al burro bavarese ed a formaggi come il gouda e l’edamer, l’azienda si è specializzata nella produzione di specialità italiane come mozzarella, scamorza, cagliata e caciotta.

Meggle Italia
www.meggle.it
Meggle nasce, come azienda rurale a conduzione familiare, nel 1887 in Alta Baviera. Grazie all’alta
qualità dei suoi prodotti, provenienti dalla lavorazione di un latte eccezionale, nel corso degli anni diventa una solida realtà riconosciuta a livello internazionale. Dal 2004 apre una filiale a Verona con un team italiano, proprio per esser vicina alle esigenze di un mercato sempre più importante. Meggle propone come referenza principe il burro, insieme a panna, latte, yogurt, creme vegetali e pane condito.

Frischli
www.frischli.de
Da quattro generazioni il caseificio offre al mercato internazionale il suo ampio assortimento di latticini, tra i quali latte, latte in polvere, yogurt, budino, panna da caffè e dessert di vario tipo.

Bayerische Milchindustrie
www.bmi-eg.com.de
Caseificio con oltre 60 anni di esperienza presente in circa 60 paesi oltre che in Germania. È il più grande produttore di latte in polvere in Germania, e si è specializzato nella produzione di yogurt greco, mozzarella, cheddar, burro, Crenoble, formaggio erborinato.

Senfmanufaktur Weber
www.weber-senf.de
Azienda virtuosa nella produzione di senapi biologiche e con ingredienti di provenienza regionale (Germania meridionale e Austria). La macinazione viene fatta a mano per Mantenere gli oli essenziali dei chicchi di senape. L‘azienda offre un ampio assortimento di senapi da abbinare a diverse pietanze e a tutti i palati.

Edna Italia
www.edna.it
Azienda leader in Germania nella produzione e commmercializzazione di prodotti da forno surgelati tipo panini, brezel, pani speciali per il canale HORECA. In Italia Edna ha distributori su tutto il territorio nazionale.

Staatlicher Hofkeller Würzburg
www.hofkeller.de
Cantina di proprietà statale fondata nel 1128 a Würzburg, nella Baviera Nord Occidentale. Da secoli
produce i vini tipici della Franconia tra i quali il Silvaner, il Riesling, il Spätburgunder e il Weißburgunder.

Altri prodotti bavaresi di origine protetta utlizzati per la cena:

FORMAGGIO DI MALGA DELL‘ALGOVIA:
• Presente da secoli nelle montagne e vallate dell‘Algovia, dal 1997 beneficia della denominazione di origine protetta.
• Il latte fresco utilizzato nella produzione è prettamente proveniente dall‘Algovia.
• È un formaggio adatto alle lunghe stagionature, poichè ogni mese di stagionatura gli conferisce un sapore aromatico più intenso.

BIRRA BAVARESE:
• La storia della birra bavarese come la conosciamo oggi risale al 1516, quando fu emanata la "legge sulla purezza“. Questa imponeva ai birrifici di produrre la loro birra utilizzando solo 4 ingredienti: ACQUA, MALTO, LUPPOLO, ORZO
• Le materie prime sono di alta qualità tutte provenienti dalla Baviera.
• La lunga tradizione della birra bavarese è testimoniata dai numeri;
– 600 birrifici
– 40 varietà di birra
– 4000 marchi
– 100 birrifici circa che vantano la "Denominazione di origine protetta"

CARNE DI MANZO BAVARESE:
• La qualità della carne vaccina bavarese di origine protetta è conosciuta ben oltre i confini della Baviera.
• La Baviera conta 3,5 milioni di capi, classificandosi prima sul territorio nazionale.
• Di questi 1,9 milioni sono da carne ed i restanti da latte.
• A garanzia della sua qualità, la carne vaccina bavarese è definita tale solo quando il capo è nato ed allevato in Baviera.
• I manzi sono allevati in modo sano rispettando il loro naturale ritmo di crescita e sviluppo per non compromettere le caratteristiche delle loro carni.

ASPARAGI DI SCHROBENHAUSEN:
• La coltivazione dell‘asparago a Schrobenhausen risale a più di 150 anni fa, quando questo faceva parte della dieta delle classi agiate.
• Oggi circa 900 ettari di questa zona sono coltivati ad asparagi.
• Il caratteristico terreno costituito per il 20% di argilla rende unici questi ortaggi.
• Gli asparagi di Schrobenhausen sono caratterizzati da una polpa tenera e da un sapore intenso, da una lunghezza di massimo 22 cm e dalla ricchezza di minerali quali fosforo, potassio, magnesio e ferro, e di vitamine C, B ed E, tutte componenti molto utili per l‘organismo.

RAFANO BAVARESE:
• Originario dell‘Europa sudorientale, viene da secoli coltivato anche in Baviera
• Usato soprattutto per accompagnare la carne
• Due volte all‘anno la radice di rafano deve essere dissotterrata, ripulita dalle radici superflue e rinterrata, compito da fare rigorosamente a mano.
• È ricco di vitamine B1, B2, B6 e C. Di quest‘ultima ne contiene il doppio rispetto al limone.
• È fonte di potassio, calcio, sodio, ferro e fosforo.

Contatto
Camera di Commercio Italiana Monaco di Baviera
Lorenzo Corelli, Responsabile Food Marketing
Tel. +49.89.9616617-8, corelli@italcam.de
www.italcam.de

venerdì 19 maggio 2017

Tutela e valorizzazione della biodiversità. In Trentino due giornate per scoprirne i valori universali

“Il Trentino per la biodiversità”, sabato a San Michele visite, attività, mostre e laboratori. 

I valori universali della biodiversità, da quella naturalistica a quella agricola, sono al centro dell'evento “Il Trentino per la biodiversità”, un ampio ed articolato programma di iniziative che avranno luogo, in provincia di Trento, nei giorni sabato 20 e domenica 21 maggio. 

Nella giornata di sabato 20 maggio dalle 9 alle 19, con orario continuato, si svolgeranno visite guidate gratuite, mostre, attività e laboratori didattici rivolti al grande pubblico, in particolare alle famiglie, sia alla Fondazione Edmund Mach che al Museo degli Usi ed Costumi della Gente Trentina.

L'evento è promosso dalla Provincia autonoma di Trento (tramite i Servizi Agricoltura, Sviluppo Sostenibile e Aree Protette e l’Agenzia per la protezione dell’ambiente) in collaborazione con Fondazione Edmund Mach, MUSE, Federazione provinciale allevatori e Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina. Hanno contribuito altri enti e associazioni come la sede di Trento del Centro di Ricerca Foreste e Legno del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA-FL), le associazioni ATABio, la Pimpinella, Goever, Biodistretto Val di Gresta, Baldensis, Val BioCembra, Terre erte, Biodiversità rurale di Capriana.

Il programma alla Fondazione Edmund Mach

Ore 9.30 apertura della manifestazione ad ingresso gratuito e del mercato dei prodotti della biodiversità trentina. Visite guidate, laboratori e mostra “Biodiversità il nostro tesoro” alle 10.30 banda dell'Istituto Agrario di San Michele all'Adige; ore 10.45 inaugurazione della manifestazione e saluti delle autorità; interverranno l'assessore provinciale Michele Dallapiccola e il direttore generale FEM, Sergio Menapace; ore 11.15 premiazione del concorso APPA “Eco.-quiz in missione per il pianeta”; ore 11.30-13.00 laboratori, visite didattiche e visite guidate alla cantina storica FEM; ore 12-13 pranzo tipico presso la mensa FEM con prodotti della biodiversità al costo di euro 10,50; ore 13.30-17 visite guidate alla Fondazione Edmund Mach, ore 14-18 attività Let it grow: la bella e l'aliena” a cura del MUSE, ore 15 presentazione delle razze minacciate da erosione genetica a cura della Federazione provinciale allevatori; ore 16-19 laboratori e visite didattiche.

Laboratori e attività

La macchina organizzativa è in moto da mesi ed ha coinvolto ricercatori, docenti, studenti e tecnici. Il tutto si svolgerà dalle 9.30 alle 19 presso il campus di San Michele. Gli studenti organizzeranno tour guidati nel campus, inclusa la cantina storica. Inoltre, nel foyer del Palazzo della Ricerca e della Conoscenza, presenteranno la ‘diversità’ dei prodotti alimentari che imparano a preparare durante i loro corsi, ed i progetti in cui sono coinvolti sulla gestione del territorio.

Biodiversi dentro: in cosa differiscono tra loro le varietà di frutta che arrivano sulla nostra tavola? E i vini? I ricercatori spiegheranno come si svolge la loro indagine e quali tecniche si impiegano oggi per sviluppare le nuove varietà;

To green together: il progetto “los dama!” il corso di alta formazione per tecnico superiore del verde propone un'installazione per mostrare come la biodiversità vegetale possa essere un legante per la biodiversità sociale/umana presente nelle zone periurban;

Micro-bio-diversità: il pubblico potrà vedere il modello in vitro di fermentazione intestinale usato per testare l’effetto del consumo di diversi cibi sul microbiota intestinale, ovvero la comunità batterica altamente biodiversa che risiede nel nostro intestino;

Micro-zoo: un piccolo zoo dove i ricercatori mostreranno diversi tipi di invertebrati (insetti, specie invasive) di forte interesse per l’ambiente naturale e agricolo del Trentino e illustreranno le loro ricerche;

L'invasione degli alieni: l’introduzione di specie aliene crea spesso danni alla fauna nativa, causando riduzione e scomparsa delle popolazioni native per diversi fenomeni: competizione diretta, occupazione dell’habitat, diffusione di patogeni letali;

Il ritorno dei grandi carnivori in trentino: lupo e orso sono ormai di casa, un filmato mostrerà l’attività dei ricercatori sulle tracce di questi animali. Inoltre, sono previste dimostrazioni pratiche e giochi;

Biodiversità nell’aria: c’è ma non si vede: la biodiversità nell’aria trova espressione nelle diverse forme dei granuli pollinici traportati dal vento. dagli alberi vicini penderanno particelle microscopiche di pollini ingrandite dalle quali si potrà apprezzare tale varietà di forme;

I prodotti del territorio.... a portata di app! vieni a scoprire anche la realtà aumentata: nella vigna si troveranno stampe dei “codici qr” per accedere a molte informazioni relative al vitigno.

I visitatori potranno visualizzare i contenuti previa installazione di un applicativo sul proprio smartphone e/o tablet, oppure con un tablet messo a disposizione;

Let it grow: la bella e l'aliena: divertiamoci a realizzare la carta semi per contribuire a conservare e valorizzare la biodiversità locale diffondendo le specie autoctone!;

Aiuola dei fiori spontanei del Trentino: scopri quanti fiori spontanei possono essere utilizzati per creare aiuole fiorite che nulla hanno da invidiare a quelli esotici;

Orto biodiverso, in cui è rappresentata la biodiversità vegetale valorizzata attraverso un'attenta scelta e disposizione di specie orticole, spontanee e arbusti tipici delle nostre valli.

Attività: "razze equine antiche e a rischio di erosione genetica: Trakehner, Persano, Salernitano e Cavallo del Ventasso"; "corso gestione ambiente e territorio FEM;

"la montagna alpina: un mosaico di biodiversità" e "buone pratiche per la biodiversità"; "corso trasformazione agroalimentare FEM; "memorie della biodiversità agraria in Trentino”: documenti dal fondo storico della biblioteca FEM.

Infopoint all’ingresso dell’area espositiva, presso la palazzina sede del Centro Ricerca e Innovazione

Il programma al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina 

Nel percorso che si snoda tra gli edifici, i giardini e gli spazi della Fondazione, si potrà anche raggiungere il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, che per l’occasione aprirà le sue porte con orario continuato dalle 9 alle 19 con l’ingresso alla tariffa speciale di 1 euro.

Alle 10 si potrà seguire una visita guidata a tema che approfondirà la filiera dei cereali, attraverso la sezione del Museo dedicata all’agricoltura, un tempo necessaria per l’autosufficienza alimentare, che seguendo tutta la filiera di prato, campo e orto, terminerà con la visita al mulino ad acqua. Il mulino conservato all’interno del Museo, risale al 1828 ed è la prosecuzione naturale dell’attività cerealicola, dimostrata dalla grande diffusione che aveva nel Trentino rurale dell’Ottocento questo tipo di opificio idraulico.

Tra le 11.30 e le 12.30, con replica tra le 14 e le 18, ci sarà inoltre la possibilità di cimentarsi in laboratori didattici sull’arte e la tecnica molitoria dei cereali a cura dei Servizi educativi del Museo, provando in prima persona alcuni tipi di macinazione che ne dimostrano l’evoluzione temporale.

Alle 14.30 e alle 16.30 saranno inoltre proposte due visite guidate all’intero Museo, forte di più di 40 sale espositive che raccontano l’uomo della montagna alpina, con le sue tradizioni, i suoi valori, ma soprattutto saperi e tecniche caratteristici del sistema agrosilvopastorale.

L’associazione per la valorizzazione della biodiversità agricola “La Pimpinella” sarà inoltre presente nel chiostro del Museo tra le 14 e le 18 con un laboratorio didattico sulla riproduzione delle sementi. (sc e df)

www.fmach.it  

www.museosanmichele.it 

mercoledì 17 maggio 2017

Valcalepio En Primeur, il vino che sarà dal taglio bordolese

Al via a Grumello del Monte, l'edizione 2017 di Valcalepio En Primeur, una degustazione per cogliere le caratteristiche dell'annata 2016. Introduzione a cura di Ian D'Agata, docente universitario e direttore scientifico di Vinitaly International Academy.


Si rinnova un appuntamento nato nel 2013 con l'intento di mettere a confronto dodici produttori della zona vitivinicola della Valcalepio, territorio che si estende nella provincia di Bergamo, compreso tra l'Adda e l'Oglio.


Il taglio bordolese, frutto dell’unione di due vitigni Cabernet Sauvignon e Merlot, costituisce dal 1976 la DOC Valcalepio: il livello qualitativo della produzione e la crescente considerazione sui mercati non solo italiani sono stati la molla che ha indotto le dodici aziende a ripetere, dopo quella tenutasi nel 2013, la degustazione anticipata dei loro vini. Produttori ed enologi saranno presenti per informare, spiegare e raccontare filosofia e metodi utilizzati, in vigna come in cantina.

L'annata 2016 sarà la protagonista degli assaggi del vino in divenire; sul taglio bordolese, frutto dell'unione di due vitigni, Cabernet Sauvignon e  Merlot, il focus della degustazione anticipata. Come sempre i produttori e gli enologi saranno presenti per informare, spiegare e raccontare il loro lavoro, in vigna come in cantina.

L'edizione 2017 sarà introdotta da una relazione di Ian D'Agata,  grande esperto di vino, docente universitario e direttore scientifico di Vinitaly International Academy; la sua passione per le piccole produzioni  incontrerà   le potenzialità di questa zona.

La serata non prevede solo l'assaggio  en primeur: le aziende porteranno in degustazione la gamma dei loro vini pronti, rossi, bianchi e  rosati, dando la possibilità  di confrontare subito il vino nel corso della sua maturazione.

Volendo approfondire ancor più  il  territorio,   è stato naturale coinvolgere aziende casearie e salumifici della provincia bergamasca; formaggi di capra e di bufala, un grana padano tra i primi dieci in Italia e diversi salumi faranno da accompagnamento ai vini.  Piccoli produttori di grande qualità, a rafforzare e ampliare  la  conoscenza di questa parte di Lombardia.

La serata è fissata per:

Venerdì 19 Maggio
presso la Tenuta Castello di Grumello
a Grumello del Monte BG
via Fosse 11
dalle ore 17,30

Questo l’elenco delle Cantine presenti:

- Az. Agricola  Caminella
- Az. Agricola La Rocchetta
- Az. Agricola Pecis
- Az. Agricola Sant’Egidio
- Az. Agricola Tosca
- Az. Agricola Eligio Magri
- Az. Vitivinicola Bonaldi Cascina del Bosco
- Az. Vitivinicola La Collina
- Az. Vitivinicola Medolago Albani
- Az. Agr. Le Corne
- Soc. Agr. Tenuta Le Mojole
- Az.Agr. Castello di Grumello

I volti del nebbiolo fra le colline di Alba e il Nord Piemonte

“Barolo, Barbaresco & Friends” è questo il prossimo appuntamento di Go Wine a Roma che promuove una degustazione tutta dedicata al vitigno Nebbiolo.


Un parterre selezionato di aziende incontra il pubblico al banco d’assaggio; altri vini saranno presentati in speciali Enoteche.   

a cura di Francesco Cerini

L’appuntamento in programma all'Hotel Savoy, ha l’intento di proporre in un banco d’assaggio, una selezione di vini che comunichi le peculiarità di uno dei più importanti vitigni italiani, nelle diverse denominazioni e territori sulle colline attorno ad Alba e con alcune escursioni in Piemonte. 

Come nello stile dell'Associazione Go Wine, si rinnova a Roma la possibilità di una degustazione tematica di livello, sia a favore dei professionisti del settore, sia a favore del pubblico degli enoappassionati.
Le aziende che hanno ad oggi aderito:

Antichi Vigneti di Cantalupo – Ghemme (No); Batasiolo Vini – La Morra (Cn); Bel Colle – Verduno (Cn); Boglietti Enzo – La Morra (Cn); Fratelli Serio & Battista Borgogno – Barolo (Cn); Barbera d'Alba D.O.C. BRIC CASTELVEJ – Canale (Cn); Bricco Maiolica – Diano d’Alba (Cn); Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema – Carema (To); Cantina Oriolo – Montelupo (Cn); Cornarea – Canale (Cn); Francone Winery – Neive (Cn); Grimaldi Bruna – Serralunga d’Alba (Cn); La Biòca – Serralunga d’Alba (Cn); La Rachilana – Monforte d’Alba (Cn); Agriturismo La Torricella – Monforte d’Alba (Cn); Boca - Le Piane - Boca (No); Manzone Gian Paolo – Serralunga d’Alba (Cn); Cantina Marsaglia – Castellinaldo (Cn); Massucco Wine – Castagnito (Cn); Azienda Agricola Nizza Silvano – Santo Stefano Roero (Cn); Palladino – Serralunga d’Alba (Cn); Poderi Moretti – Monteu Roero (Cn); Porro Guido – Serralunga d’Alba (Cn); Proprietà Sperino - Lessona (Bi); Sobrero Giorgio – Montelupo (Cn); Tenuta San Mauro – Castagnole delle Lanze (At); Travaglini Gattinara – Gattinara (Vc).

Programma e orari:
Ore 16,30 – 18,30: Anteprima: degustazione esclusiva per operatori professionali
(titolari di Ristoranti, Enoteche e Wine Bar)
Ore 18,30: breve conferenza di presentazione dell’evento
Ore 19,00 alle 22,00: apertura del banco d’assaggio al pubblico di enoappassionati

Il costo della degustazione per il pubblico è di € 18,00, Soci Go Wine € 12,00, riduzione soci associazioni di settore € 15,00. L’ingresso sarà gratuito per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine direttamente al banco accredito della serata (benefit non valido per i soci familiari). L’iscrizione sarà valevole fino al 31 dicembre 2017.

Per una migliore accoglienza è consigliabile confermare la presenza alla serata all’Associazione Go Wine, telefonando al n°0173/364631 oppure inviando o un’e-mail a stampa.eventi@gowinet.it entro le ore 12.00 di martedì 23/05 p.v..

martedì 16 maggio 2017

Vino e Internet delle Cose. Fine Wine e bottiglie di lusso, l'evoluzione di Wenda per preservarne autenticità e qualità nel tempo.

Partecipare a grandi eventi come Wine2Wine, Cibus Connect e Seeds and Chips, vincere diversi premi, tra cui IngDan (Premio Marzotto), internazionalizzarsi in Cina e California, e UniCredit Start Lab, percorso di accelerazione dell’omonima banca: così Wenda si è evoluta. 

Vi ricordate di Wenda? Ne abbiamo parlato a proposito di "Vino e Internet delle cose. Con Wenda la vera storia di una bottiglia di vino", nell'ambito di  “Maker Faire Rome – The European Edition 4.0”. Bene, ora la start-up italiana di Castel Maggiore (Bologna), è ulteriormente cresciuta ampliando le soluzioni proposte, che adesso sono diventate tre e si rivolgono a Fine Wine e bottiglie di lusso, alle unità logistiche e agli eventi di degustazione.

Wenda è un piccolo apparato elettronico che permette di innovare la filiera vitivinicola attraverso l'Internet delle cose. Un dispositivo che una volta fissato al collo della bottiglia di vino si lega indissolubilmente al suo cammino e alla sua storia, una soluzione per proteggerlo e valorizzarlo. Insomma un aiuto che come sempre arriva dalla scienza.

Ma vediamo in dettaglio le tre diverse soluzioni:

Wenda Unique

Preserva l’Autenticità e Monitora la Qualità dei Fine Wine nel tempo. I wine merchant e i collezionisti, gli investitori privati e gli appassionati: queste persone sanno che la provenienza e la corretta conservazione di una bottiglia di Fine Wine sono conoscenze fondamentali per la determinazione del suo valore.

Le sue caratteristiche sono:

  • Innalzare il livello di protezione dalla contrafazione. Circa il 20% del valore delle vendite internazionali di vino è dato da bottiglie contrafatte.
  • Monitorare i più importanti parametri di conservazione. Bottiglie conservate a condizioni non ottimali aumentano drasticamente la oro velocità di afinamento, rovinandosi.
  • Creare un collegamento diretto tra l’appassionato e la bottiglia. Spesso risulta dificile instaurare una relazione diretta con il consumatore.

Unique, abbracciata alla bottiglia di vino potrà:

Proteggere e verificare la sua autenticità e conoscere il suo percorso.
Il Cap Anti Refilling funge da protezione meccanica contro l’inserimento di siringhe. Tecnologie innovative anti-contrafazione identificano univocamente la bottiglia, permettendo sia di sapere se e quando il dispositivo viene staccato, sia di conoscere il percorso in cui l’ha fedelmente seguita.

Sorvegliarla, e raccontare la storia del suo stato di conservazione. 
I molteplici sensori che rilevano temperatura, luce e inclinazione, permettono di monitorare la bottiglia di Fine Wine per tutto il suo ciclo di vita. Una memoria conserva i dati all’interno del dispositivo.

Connettere il consumatore alla sua nuova bottiglia, così da creare un dialogo unico con ogni cliente.
Tecnologie di ultima generazione permettono al Wine lover di interagire con la propria bottiglia direttamente dal suo smartphone. Toccando il device con lo smartphone e la Wenda App aperta è possibile scaricare e vedere i dati registrati dal dispositivo, che sono inviati in automatico alla piattaforma che ne mostrerà la storia dell’autenticità e della conservazione dei Fine Wine, da ogni parte del mondo, permettendo di avere un unico luogo digitale per tenere sotto controllo tutte le proprie bottiglie e i loro “viaggi”. La piattaforma attraverso una dashboard permette di accedere sempre alla storia delle spedizioni e algoritmi d’intelligenza artificiale permettono di capire cosa è accaduto all’unità logistica e inviare alert.

Wenda Express

Il luogo digitale per il monitoraggio delle spedizioni e dello stoccaggio delle unità logistiche di vino.
Quando il proprio prodotto esce dal magazzino o dalla cantina e viene afidato a terzi, se ne perdono spesso le tracce e non si conosce come viene conservato. Un WENDA Device per ogni unità logistica, pensato per monitorare il trasporto di più bottiglie. Per monitorare i parametri che influenzano lo stato di conservazione e tracciare accuratamente il trasporto. Wenda Express, la Wenda experience per le fasi logistiche.

Le caratteristiche sono:
  • Monitorare le condizioni di viaggio e stoccaggio. Un’elevata percentuale dei vini è alterata dal trasporto.
  • Accedere sempre alla storia delle proprie spedizioni. Non è sempre semplice né avere sotto controllo, né ricostruire la tracciabilità delle proprie spedizioni.
  • Controllare le fasi logistiche della propria filiera. Il 90% dei player del mercato vitivinicolo aferma di non sapere cosa succede alle proprie bottiglie durante le fasi logistiche.
I sensori

TEMPERATURA
La temperatura è un parametro fondamentale per la buona conservazione del vino.

UMIDITA’
Corretti livelli di umidità permettono al tappo di non rovinarsi, evitando indesiderate ossidazioni del vino.

ACCELEROMETRO
L’accelerometro permette di monitorare gli shock alle quali sono sottoposte le unità logistiche di vino.

LUCE
Il sensore che rileva l’esposizione alla luce permette di sapere se l’unità logistica è stata aperta.

MEMORvINO

Lead generation per gli eventi di degustazione. Trasforma l’esperienza della degustazione in una raccolta di informazioni a vantaggio dell’espositore, del wine lover e dell’organizzatore. Spesso, infatti, gli organizzatori hanno dificoltà ad ofrire nuovi servizi. Devono attrarre visitatori ed espositori che hanno sempre più scelta. Non hanno feedback sull’accaduto negli eventi. I produttori di conseguenza hanno un basso ritorno sull’investimento. Non conoscono chi è il loro potenziale cliente ed al termine degli eventi non hanno feedback sui vini offerti. Infine i visitatori hanno difficoltà ad annotare e ricordare tutti i vini. Al termine dell’evento non hanno informazioni complete e spesso perdono traccia di ciò che hanno degustato. Con MEMORvINO, non si perderà più nessuna informazione, in quanto avremo:

✓ Contatti dei visitatori
✓ Traccia delle degustazioni
✓ Schede tecniche dedicate ai visitatori

Il visitatore appoggia il bicchiere intelligente sul Dispositivo e sceglie il vino da degustare, l’espositore seleziona il vino sulla schermata e lo serve. Il bicchiere è intelligente: un chip elettronico adesivo permette al bicchiere di sapere chi è il visitatore.

Maggiori informazioni e contatti:

WENDA srl
Via S. Quasimodo 42
40013 Castel Maggiore BO Italy
www.wenda-it.com/

facebook.com/wendasrl
twitter.com/wenda_it
linkedin.com/company/wenda-srl
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Promozione del territorio e cultura enologica, il mix vincente di Sky Wine 2017

A Terracina un altro grande successo della famosa rassegna enologica.

Grande successo di pubblico sabato e domenica nell’incantevole centro storico di Terracina. In migliaia hanno affollato le location monumentali allestite appositamente per l’elegante percorso enologico: il Palazzo della Bonifica – il Palazzo Comunale ed il Palazzo del Vescovado.

Due giorni con il vino protagonista nel cuore della zona Doc del Moscato di Terracina, prestigioso vitigno autoctono della Provincia di Latina insieme all’Abbuoto, Bellone, Biancolella e Nero Buono.

Nelle due giornate oltre alle aziende vinicole in rassegna si sono segnalati importanti appuntamenti all’insegna della cultura enologica tra cui i quattro convegni sui vitigni autoctoni della Provincia di Latina ed i Cooking Show dei ristoratori in Piazza del Municipio con abbinamento ai vini.

La finale della competizione scolastica dell’Istituto Alberghiero A. Filosi di Terracina Filo Master Chef e Filo Wine ha decretato il miglior piatto ed il miglior abbinamento cibo-vino Moscato di Terracina, premiando gli alunni delle classi di cucina e di sala, con una giuria d’eccezione tra cui: la Preside Prof.ssa Anna Maria Masci, il Sindaco della Città di Terracina Dott. Nicola Procaccini, il giornalista e giurato al Vinitaly Fabio Ciarla, il Presidente della Cooperativa Pescatori di Terracina Dario Venerelli, il delegato ONAV Latina Paolo Bianchi, la Slow Food Terracina rappresentata dal Prof. Danilo Mastracco ed il Presidente dell’Associazione “FiloSera” Prof. Biagio Baldassarre.

Un’altra importante tappa dell’evento Sky Wine che nella sua formula itinerante ha come obiettivo la valorizzazione delle aziende vinicole del territorio e la parallela riscoperta di importanti itinerari storico-artistici della Provincia.

La millenaria Città di Terracina si è sposata perfettamente con la filosofia Sky Wine che promuove il vincente binomio vino-cultura.

Le aziende vinicole in rassegna hanno esibito le loro produzioni con degustazioni accompagnate dalla descrizione di storie aziendali e processi di produzione dalla vigna alla bottiglia.

Tra gli espositori intervenuti si segnala anche la partecipazione dei prodotti culinari ed enologici della Francia con provenienza dalla città di Cabourg, gemellata con Terracina.

La sinergia con il Comune di Terracina e con l’Assessore alla Cultura e Turismo - Barbara Cerilli ha consentito la realizzazione della 10^ edizione dell’evento Sky Wine, a cui si sono affiancate le visite al Museo Archeologico e che a Terracina ha raggiunto un’altra importante tappa di promozione enologica e territoriale.

Tra i visitatori della rassegna molti stranieri e numerosi giornalisti del settore enogastronomico che hanno riscoperto il centro storico della meravigliosa Terracina degustando piacevolmente i prestigiosi vini del territorio.

Campionato europeo della vite e vino: premiati gli studenti del corso per enotecnici della Fondazione Edmund Mach

Argento e bronzo per gli studenti dell'Istituto San Michele all'Adige che si sono distinti fra 74 alunni di 37 scuole provenienti da 12 nazioni europee. 


Medaglie di argento e bronzo per gli studenti del corso per enotecnici della Fondazione Edmund Mach nell'ambito della dodicesima edizione del campionato europeo della vite e del vino che ha visto sfidarsi nei giorni scorsi, in Francia, 74 alunni provenienti da 37 scuole di 12 nazioni europee.


La scorsa settimana il Centro Istruzione e Formazione si è aggiudicato anche il terzo posto nel concorso nazionale “Bacco e Minerva” che ha visto concorrere ad Avellino una trentina di scuole produttrici di vino. La scuola di San Michele ha vinto la medaglia di bronzo con i vini dell'azienda agricola Pinot bianco 2016 e Trentino rosso Castel San Michele 2015.

Nell'ambito del campionato europeo della vite e del vino, Valentino Pedrotti e Luca Balboni (nella foto), studenti del corso per enotecnici del Centro Istruzione e Formazione, si sono classificati rispettivamente al secondo e al terzo posto nella classifica generale.

La competizione “European Wine Championship” si è svolta presso l'istituto agrario di Avize, nella rinomata regione viticola della Champagne in Francia. Erano coinvolte le seguenti nazioni: Italia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, Ungheria, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svizzera per un totale di 37 scuole enologiche, ognuna delle quali con due studenti dell'età compresa tra i 17 e i 25 anni.

L'Italia era rappresentata da cinque scuole: Ascoli Piceno, Conegliano, Laimburg, Ora e San Michele all'Adige; quest'ultima con i due studenti Valentino Pedrotti e Luca Balboni, accompagnati dal docente Luca Russo.

I giovani si sono sfidati, in lingua inglese, sulle conoscenze tecniche, dall'enologia alla viticoltura, dalla potatura alle malattie della vite, dalle analisi chimiche alla degustazione.

Lo scorso anno la Fondazione Mach si era classificata al terzo posto con la studentessa Ada Fellin.

Post-it. L'agricoltura fa crescere Pil


Vino: boom di richieste per nuovi vigneti

Una vera e propria esplosione della voglia di fare vino lungo tutto lo stivale con richieste 25 volte più degli ettari disponibili.

In Italia tutti vorrebbero produrre vino: dal solo Veneto sono giunte domande per un totale di quasi 91.000 ettari di nuovi impianti; in Friuli Venezia Giulia 29.000 e in Puglia 14.800. Ma la torta è troppo piccola rispetto al boom di richieste di nuovi vigneti, come rileva il focus de L’Informatore Agrario in uscita il prossimo mercoledì. 

Le domande arrivate quest’anno sono di 25 volte superiori alla superficie disponibile, con il dato record di quasi 165mila ettari a fronte di una disponibilità di 6.621 ettari. Nel focus del settimanale, tutto sulle regole di un sistema che vuole mantenere l’equilibrio del mercato ma che non sta raggiungendo l’obiettivo sperato di ridurre e indirizzare le richieste di nuovo impianto.

Secondo i dati del ministero delle Politiche Agricole, quest’anno si sono infatti registrate richieste del 150% superiori a quelle del 2016, quando l’overbooking si era comunque fermato alla cifra-monstre di 66mila ettari. Nel dettaglio, su 21 regioni sono 17 quelle in cui le richieste hanno superato di almeno 3 volte il plafond regionale, con Veneto, Friuli Venezia Giulia e Puglia in pole position, seguiti da Sicilia, Emilia Romagna e Toscana.

Concorso enologico internazionale delle Città del Vino

Selezione del Sindaco, iscrizioni aperte fino al 23 maggio. Tra le novità della XVI edizione vari approfondimenti sui vitigni autoctoni europei ed italiani, come lo spagnolo tempranillo, il portoghese touriga national e gli italiani nebbiolo, nero d’Avola, sangiovese e altri.

Ancora pochi giorni per partecipare al concorso enologico internazionale delle Città del Vino. Rispetto allo scorso anno si registra un 50% di iscritti in più. Tra i vini in gara tanti autoctoni di piccole e medie cantine, custodi della biodiversità vitivinicola del Paese, e diverse aziende straniere da Croazia, Portogallo, Macedonia, Grecia e Azerbaijan.

Prevista la presenza di 4 buyer da Brasile, Russia, Cina e Romania; un nuovo servizio con cui Città del Vino vuole rendere ancora più utile la Selezione del Sindaco per i produttori partecipanti, visto anche il carattere internazionale del concorso

Le iscrizioni per il concorso enologico internazionale La Selezione del Sindaco si chiuderanno il 23 maggio, mentre le commissioni d’assaggio composte da sommelier, giornalisti ed esperti italiani e stranieri sono previste dal 25 al 28, nella nuova Casa del Gusto di Tramonti, in Costiera Amalfitana.

Tra le novità della XVI edizione del concorso organizzato dalle Città del Vino si prevedono dei focus di approfondimento sui vitigni autoctoni europei, aperti anche al pubblico e ai buyer locali, come lo spagnolo tempranillo, il portoghese touriga nacional, gli italiani nebbiolo, nero d’Avola, sangiovese, etc.

Inoltre sarà garantita la presenza di alcuni compratori nazionali e internazionali. Una buona occasione anche per le cantine abruzzesi, che alla passata edizione hanno conquistato 40 Medaglie. Altra novità del concorso è il patrocinio di Unione Italiana Vini, che apre la strada a un maggior coinvolgimento delle cantine che fanno qualità. Quest’anno, infine, La Selezione del Sindaco si avvale del supporto di 50 studenti dell’Istituto statale alberghiero di Maiori (Sa) “Pantaleone Comite”, per l’assistenza ai tavoli e durante i lavori. Un modo per accumulare crediti formativi.

La cerimonia di premiazione, con consegna dei Diplomi ai Comuni e alle cantine vincitrici si svolgerà a giugno durante la Convention di Primavera delle Città del Vino, in Umbria tra Montefalco, Orvieto e Torgiano tra il 22 a 25 giugno. Sono previsti specifici riconoscimenti per gli spumanti (Gran Prix Forum degli Spumanti Metodo Classico e Grand Prix Forum Degli Spumanti Metodo Chamat) e per i vini biologici, nonché per le Aziende cooperative (Cooperativa con il miglior vino classificato, con il maggior numero di premi derivanti da distinzioni conseguite, con il miglio vino da vitigno autoctono e al miglior vino biologico premiato).

Per partecipare all’evento organizzato grazie al supporto della Comunità Montana dei Monti Lattari, delle Città del Vino della Costa d'Amalfi - Furore, Tramonti, Maiori e Ravello – e della Strada del Vino Costa d’Amalfi i produttori di etichette di qualità possono sbrigare le pratiche di adesione attraverso una sezione dedicata del sito www.cittadelvino.it

Il Concorso è patrocinato da Recevin (Rete europea delle Città del Vino) e ha la collaborazione di Forum degli Spumanti di Valdobbiadene e Bio DiVino, rassegna sui vini biologici a cura di Città del Bio. Come sempre, il concorso è ufficialmente autorizzato dal Ministero per le Politiche agricole e ha il supporto scientifico di OIV - Organizzazione internazionale della vite e del vino. Confermata anche la collaborazione con il Movimento Turismo del Vino.

Libri. Dai Piani Regolatori delle Città del Vino all’Urban Food Planning

L’evoluzione dei metodi di gestione sostenibile del territorio nel nuovo libro edito da Franco Angeli, titolo “Verso la pianificazione agricola e alimentare. Un’ipotesi di sviluppo per le Città del Vino”.

Piani regolatori per la gestione del territorio che tengono conto dei sistemagroalimentari. Un tema centrale nell’ultimo libro della collana “Vino e Territorio” pubblicato da Città del Vino con l’editore Franco Angeli, titolo: “Verso la pianificazione agricola e alimentare. Un’ipotesi di sviluppo per le Città del Vino”, a cura di Aurora Cavallo, Davide Marino, Benedetta Di Donato e Ilaria Corchia, docenti e ricercatori presso le Università del Molise, della Sapienza e di Universitas Mercatorum, con il coordinamento scientifico dello stesso Davide Marino, docente all’Università degli Studi del Molise. 

Dopo 20 anni d’esperienza Città del Vino fa il punto su un progetto che guarda a un modo nuovo e sostenibile di pianificare e gestire ambiente e territorio urbano ed extraurbano. Già nel 1996 l’Associazione aveva redatto il primo “Piano Regolatore delle Città del Vino” per offrire alle amministrazioni uno strumento multidisciplinare fondato sull’equilibrio tra funzioni agricole e produttive e qualità ambientale e paesaggistica, orientato verso un nuovo rapporto tra città e campagna.

Queste prime linee metodologiche sono state aggiornate e arricchite nel tempo: nel 2007 con l’inserimento della zonizzazione vitivinicola e del paesaggio, con misure d’adattamento al deterioramento climatico, aggiornamento delle tecniche di gestione del vigneto, qualità dell’architettura rurale etc.; nel 2011 con un “capitolo” dedicato alle energie rinnovabili in campagna relativamente a fotovoltaico, eolico, biomasse e all’uso a fini energetici del suolo rurale. E’ più recente invece l’approccio del cosiddetto “food urban planning”, che integra altri elementi di sostenibilità, accessibilità al cibo, cambiamenti climatici, pianificazione economica del cibo al livello urbano (inteso come area vasta). Una visione strategica di ampio respiro che si realizza attraverso circuiti economici di produzione e consumo di cibi locali, che comportano lo sviluppo di mercati autosostenibili, microimprenditorialità e a cascata valorizzazione dei paesaggi agrari.

Il libro edito dalla Franco Angeli è acquistabile anche in digitale dal sito dell’editore www.francoangeli.it e a giorni su Amazon e IBS. Prezzo di copertina 15 euro.

Indice del testo
Antonio Decaro, Presentazione
Floriano Zambon, Premessa
Valeria Lingua, Introduzione. Le Città del Vino, i piani regolatori e l'agricoltura: il bilancio di una visione innovativa
Davide Marino, Giampiero Mazzocchi, Il Cibo e le politiche urbane
(Quale ruolo per il cibo nell'agenda urbana?; Visioni e programmi strategici e cibo)
Verso una lettura territoriale del caso italiano: alcuni temi chiave
(Agricoltura cibo e rapporti urbano rurali in Italia; I mutamenti del lungo Novecento tra paesaggio e agricoltura; Il consumo di suolo tra equilibri degli agroecosistemi e forma urbana; Quanto è pop parlare di cibo?; Il quadro delle esperienze in atto)
Per una pianificazione agricola e alimentare
(Quale pianificazione agricola e alimentare?; Quali forme di governance e quali attori?; Quali strumenti?; Note di metodo)
Proposte e temi di lavoro
(I Piani regolatori per le Città del Vino; Quali ambiti tematici?; Lo spazio agrario; Le filiere locali del cibo; Valorizzare produzioni e diversità; La conservazione degli agroecosistemi; Costruire comunità)
La Carta del Cibo delle Città del Vino: i dieci requisiti per costruire percorsi di pianificazione agricola e alimentare nelle Città del Vino
Bibliografia.

lunedì 15 maggio 2017

Concorsi enologici. A Vitignoitalia 2017 la prima edizione del "Napoli Wine Challenge"

Un concorso enologico diverso dagli altri in una tre giorni che vedrà inoltre la partecipazione di buyers internazionali provenienti da 17 Paesi. Dal 21 al 23 maggio 2017, negli splendidi spazi di Castel dell’Ovo.

Al via la XIII edizione di Vitignoitalia, il Salone dei Vini e dei Territori Vitivinicoli Italiani, in programma a Napoli da domenica 21 a martedì 23 maggio, manifestazione di riferimento nell’ambito degli eventi legati al mondo del vino.

Tre giorni, con un fitto programma di incontri, degustazioni, presentazioni e workshop. Oltre 200 le aziende presenti, provenienti dai più interessanti territori vitivinicoli nazionali. Circa 1.000 etichette in assaggio per i visitatori che affolleranno i bellissimi spazi di Castel dell’Ovo, uno dei più importanti monumenti italiani, autentico simbolo della città.

Un appuntamento imperdibile per i winelover che quest’anno si arricchisce di un’importante novità, rappresentata dalla prima edizione del “Napoli Wine Challenge”, un concorso enologico che, per le sue caratteristiche, si differenzia da tutti gli altri. Intanto per la composizione della giuria, costituita da critici, buyer e giornalisti, un melting pot in grado di esprimere le diverse sensibilità degustative oggi in campo e quindi in grado di rispecchiare in modo completo i gusti del pubblico dei consumatori. Quindi il fatto che i premi vengono ridotti drasticamente: non la solita pletora di riconoscimenti e attestati ma soltanto 5 premi, uno per ogni categoria in concorso (Rossi, Bianchi, Rosati, Spumanti, Vini Dolci). E infine il fatto che, dopo la prima fase eliminatoria, condotta rigorosamente alla cieca, la finalissima sarà in diretta streaming, in una sorta di glasnost enologica senza precedenti.

“L’obiettivo – spiega Luciano Pignataro, responsabile del progetto – aldilà di testare un format assolutamente innovativo sia per le caratteristiche della giuria che per la trasparenza legata alla diretta, è quello di dare valore a un concorso che è sempre passato in secondo piano rispetto all’evento che lo contiene, un po’ come succede anche in altri casi. Con “Napoli Wine Challenge” riteniamo di poter raggiungere l’intento di fare del concorso un elemento determinante della manifestazione stessa”.

Anche per questo a presiedere la giuria è stato chiamato Daniele Cernilli, un nome che rappresenta una garanzia assoluta, anche a livello internazionale, per quello che riguarda la critica enologica. Il coordinamento tecnico della giuria è stato affidato ad Adele Elisabetta Granieri.

Sponsor del concorso, l’azienda "Barbarulo 1894 Napoli", il cui core business attuale è incentrato sulla produzione di prestigiosi gemelli da polso.

Ma ovviamente Vitignoitalia vivrà di moltissimi momenti, non ultimo quello legato all’aspetto business che, soprattutto negli ultimi anni, è diventata una delle carte vincenti della manifestazione partenopea.

“Ospiteremo un nutrito gruppo di buyer internazionali – sottolinea Maurizio Teti, Direttore di Vitignoitalia – provenienti da ben 17 Paesi. Questo per offrire alle aziende partecipanti l’opportunità di incontrare rappresentanti di molti mercati, da quelli europei classici come Regno Unito, Irlanda e Austria, a quelli del nord del continente, Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia. Abbiamo dedicato particolare attenzione a realtà in crescita come Lettonia, Estonia, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria ma anche a quelli più lontani ma che mostrano grande attenzione per il vino italiano, come Israele, Libano, Vietnam e Singapore. Diciamo pure che per tre giorni Napoli accoglierà professionisti che nei loro Paesi determinano il mercato del vino. Un plus per Vitignoitalia, una bella occasione per le nostre aziende”.

Vitignoitalia si svolge con il patrocinio del Comune di Napoli e in collaborazione con la Regione Campania e Unioncamere Campania.

VITIGNOITALIA, XIII Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani
Castel dell’Ovo, via Eldorado 3, Napoli.
Domenica 21, lunedì 22 e martedì 23 maggio 2017
Domenica e lunedì dalle ore 15.00 alle ore 22.00; martedì dalle ore 15.00 alle ore 21.00
Prezzi: domenica € 25, lunedì e martedì € 20

È disponibile un servizio aggiuntivo per chi desiderasse una guida all’assaggio riservata: è infatti possibile prenotare il personal wine trainer.