martedì 30 maggio 2017

VITE IN CAMPO 2017, BOOM DI OPERATORI PER LA SVOLTA GREEN DEL PROSECCO

OLTRE 1700 TRA VITICOLTORI E AGRONOMI A CONFRONTO CON PIÙ DI 70 COSTRUTTORI PER RIDURRE IL RICORSO ALLA CHIMICA.


Cresce la tendenza green nelle aree del Prosecco, e la conferma arriva dal boom di presenze nell’edizione 2017 di Vite in Campo, la manifestazione dedicata al vigneto ecosostenibile e organizzata da Condifesa Treviso in partnership con il Consorzio di tutela del Conegliano-Valdobbiadene Docg, Consorzio di tutela Prosecco Doc e Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) in collaborazione con L’Informatore Agrario. 

Sono stati infatti oltre 1700 i visitatori che hanno partecipato alla giornata di prove dinamiche ospitata in 15 ettari di vigneto dall’azienda agricola Conte Collalto a Susegana (TV). Più di 70 i costruttori che hanno presentato ai viticoltori e tecnici ben 150 macchine, delle quali oltre 80 attrezzature.

Per Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario: “Vite in campo 2017 voleva portare in campo le migliori tecnologie per la viticoltura sostenibile, direi che ci siamo riusciti. Delle oltre 80 attrezzature presenti infatti ben 35 hanno passato l'esame della commissione tecnica istituita dalla nostra Casa Editrice e si sono potute fregiare del riconoscimento di macchine e attrezzature innovative ai fini di una viticoltura a basso impatto ambientale. Tra queste le irroratrici a recupero, le macchine e le attrezzature per il diserbo meccanico o attraverso sistemi fisici come l'acqua ad alta pressione e il vapore, e le macchine totalmente automatizzate per consentire la coltivazione di vigneti in forte pendenza”.

“Questa manifestazione – ha dichiarato il presidente di Condifesa Treviso, Valerio Nadal – mira a creare uno spazio di dialogo e confronto tra i costruttori e chi utilizza le macchine, un obiettivo che è stato centrato in pieno. La funzionalità operativa dei macchinari e le tempistiche di adattamento sono state le principali domande sollevate dagli agricoltori, che solo in ultima battuta si sono informati sui costi, sintomo di una grande disponibilità all’investimento per soluzioni customizzate che consentano – concretamente – di ridurre o sostituire il ricorso alla chimica”.