lunedì 31 luglio 2017

Agricoltura e ricerca. Scoperto il meccanismo per incrementare l’assorbimento di fosforo nelle piante

Ricercatori delle Università di Pisa e Copenhagen hanno individuato dieci ceppi di batteri selezionati capaci di sostituire i superfosfati. Lo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, è l'inizio di una collaborazione scientifica sul tema dei biofertilizzanti e biostimolanti. 


Scoperto il meccanismo attraverso il quale alcuni batteri benefici associati alle radici delle piante possono incrementare la crescita e l’assorbimento di fosforo già presente nel suolo. La ricerca svolta da un team internazionale e coordinato dalla professoressa Manuela Giovannetti dell’Università di Pisa e dal professore Iver Jakobsen dell’Università di Copenhagen.

La ricerca, che ha riguardato in particolare le piante di mais, è stata appena pubblicata sulla rivista “Scientific Reports” del gruppo editoriale "Nature".

“Le piante sono affamate di fosforo, lo richiedono in grandi quantità per una crescita ottimale - spiega la dottoressa Monica Agnolucci del team pisano - infatti il fosforo è un componente strutturale di biomolecole coinvolte in processi metabolici chiave, come la fotosintesi, la sintesi di DNA, RNA e fosfolipidi, la respirazione e il trasferimento di energia”.

“I risultati di questo studio dimostrano che alcuni dei microrganismi associati alle radici rappresentano una strategia vincente per lo sfruttamento e la mobilizzazione del fosforo presente nel suolo", ha sottolineato Manuela Giovannetti, leader del gruppo dell’Ateneo pisano, “basti pensare che l’uso di fertilizzanti a base di fosforo è aumentato da 5 a 20 milioni di tonnellate dal 1961 al 2013 e che le riserve nel mondo si stanno esaurendo mentre la produzione di cibo, non solo in Italia, ma in tutta Europa, dipende totalmente dalle importazioni dai principali paesi produttori che sono Marocco, Cina e USA”.

I ricercatori pisani hanno condotto gli esperimenti nei laboratori dell’Università di Copenhagen, attrezzati con strumenti molto sofisticati che, attraverso l’uso del fosforo radioattivo, hanno permesso di seguire la dinamica di assorbimento di questo elemento da parte delle radici delle piante.

“Questo studio è anche l’inizio di una proficua collaborazione scientifica sul tema dei biofertilizzanti e biostimolanti - conclude Manuela Giovannetti - i nostri colleghi danesi sono entusiasti dei risultati ottenuti con i nostri i ceppi batterici e stiamo progettando nuove ricerche finalizzate a utilizzarli non solo per la crescita e la nutrizione delle piante ma anche per la produzione di alimenti vegetali ad alto valore salutistico”.

Un aiuto che potrà arrivare dalla ricerca, tengono a precisare i ricercatori, sarà quello di combattere le carestie e aumentare la produzione di cibo a livello mondiale, in particolare nei paesi africani. 

Agricoltura di precisione, genetica e genomica vegetale, chimica degli alimenti: il Mipaaf punta sulla ricerca condivisa. Al via l'accordo di cooperazione scientifica tra UC DAVIS e CREA

Il Ministro per le politiche agricole e alimentari Maurizio Martina, ha ufficializzato la firma del protocollo di cooperazione scientifica tra la prestigiosa Università della California UC DAVIS ed il nostro CREA (Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria).


L'accordo tra i due istituti di ricerca è stato stretto in occasione dell'incontro di questi giorni a Washington tra il Ministro Maurizio Martina ed il neo Segretario all’Agricoltura dell’amministrazione americana Sonny Perdue per avviare un primo confronto tra i due Paesi in vista del G7 agricolo in programma a Bergamo il 14 e 15 ottobre su temi cruciali come la tutela del reddito degli agricoltori e degli allevatori davanti alle crisi dovute all'instabilità dei mercati e ai cambiamenti climatici.

Dopo Washington, quindi, Maurizio Martina è volato a San Francisco in California, dove ha visitato il campus universitario di UC DAVIS. Qui, come ha spiegato il Ministro sulla sua pagina facebook, è stata ufficializzata la firma del protocollo di cooperazione scientifica tra questa prestigiosa Università, specializzata in campo agroalimentare, biotecnologico, zootecnico e nel campo dell'ingegneria sismica, con il nostro CREA, Centro per la ricerca e l'economia agraria.

UC DAVIS, osserva Martina, “è senza alcun dubbio tra le migliori università al mondo per il settore, basta fare una breve visita al campus per capirne l'importanza e il valore. Possiede il più importante laboratorio di ricerca in campo vinicolo e attività su tutte le più importanti frontiere della ricerca e della tecnologia di settore: dell'agricoltura di precisione, alla zootecnia, dalla genetica e genomica vegetale alla chimica degli alimenti. Abbiamo incontrato alcuni dei ragazzi italiani che fanno ricerca qui, con una straordinaria passione per il loro lavoro e un grande desiderio di continuare a collaborare con il nostro Paese”.

“La partnership con il Crea - conclude il Ministro - penso possa essere un'occasione unica per sviluppare nuove relazioni internazionali sul versante della ricerca sempre più all'altezza del patrimonio agricolo e agroalimentare italiano riconosciuto e molto apprezzato anche a queste latitudini”.

Tornando all'ambito dell'incontro con Sonny Perdue, il Ministro Maurizio Martina ha affermato che anche gli Stati Uniti, pur avendo un modello radicalmente diverso dal nostro, hanno la necessità di trovare nuovi strumenti di tutela del reddito di fronte alle crisi di mercato e a quelle climatici ambientali che mettono sempre di più in seria difficoltà le nostre economie agricole. Il primo Farm Bill di questa amministrazione sarà quindi chiamato ad assumere impegni diversi, proprio come avviene da noi in Europa con la riforma della nuova Politica agricola comune, che deve rispondere a necessità concrete.

Al centro della discussione anche alcuni dossier agroalimentari di natura commerciale tra Italia e USA. “È necessario lavorare ancora per armonizzare gli standard sanitari e fitosanitari – ha concluso Martina – garantendo ai consumatori il massimo della sicurezza e della trasparenza e cercando, al tempo stesso, di abbassare i costi per le nostre aziende e sviluppare buone relazioni. Sulle reciproche prospettive commerciali e di tutela, esprimiamo punti di vista differenti, sul valore delle Indicazioni Geografiche in primis. L’impegno resta comunque massimo per trovare un utile punto di incontro.”

venerdì 28 luglio 2017

Viticoltura biologica. Presentazione prove sperimentali alla giornata tecnica biologica FEM - Laimburg,


E' in programma mercoledì 2 agosto, alle ore 9, a San Michele all'Adige, il tradizionale incontro di presentazione delle attività sperimentali svolte dalla Fondazione Edmund Mach nel settore della viticoltura biologica. L'evento si svolge in collaborazione con il Centro di sperimentazione Laimburg che prevede nel pomeriggio, a Vadena, il punto sulle prove in frutticoltura biologica. 

L'incontro della mattina, a San Michele, è organizzato dal Centro Trasferimento Tecnologico e si prevede l'illustrazione dei risultati delle prove in aula magna e la successiva visita alle parcelle sperimentali. Sarà possibile seguire l'evento in diretta streaming all'indirizzo  //live.fmach.it (anche per dispositivi mobile).

Interverranno Enzo Mescalchin sulle attività svolte dall’Unità Agricoltura Biologica in viticoltura nel 2017 e sulle prospettive di questo settore in costante aumento; Roberto Lucin sulla situazione sanitaria nelle aziende biologiche seguite sul territorio grazie ad appositi contratti di consulenza e sul controllo di Scaphoideus titanus con prodotti alternativi.

Luisa Mattedi riferirà sulle prove di difesa da peronospora e oidio; Marino Gobber sul contenimento con reti di Drosophila suzukii e sul controllo dei danni da esca. Roberto Zanzotti presenterà i risultati ottenuti in Trentino con l’utilizzo di un prototipo di spazzolatrice per la riduzione della compattezza del grappolo messa a punto e sviluppata dai colleghi della Stazione Sperimentale di Laimburg.

In conclusione, verso le 11.20, è prevista la visita alle prove sperimentali in località San Donà, a San Michele.

Olio di oliva. Si chiude con un meno 62% la campagna olearia

Per il settore dell’olio di oliva, la campagna 2016/2017 si archivia come la peggiore degli ultimi decenni. 

Secondo la stima ISMEA su dati Agea, infatti, la produzione si è attestata a 182 mila tonnellate, con un calo del 62% rispetto all’annata precedente. Un dato ben peggiore delle già basse stime realizzate in corso di campagna.

La scarsa produzione ha condizionato notevolmente sia il mercato interno, con prezzi all’origine dell’extravergine che, in alcuni periodi, hanno superato i 6 euro/kg, come media nazionale, sia gli scambi con l’estero, che nei primi quattro mesi del 2017 hanno registrato una flessione del 19% dei volumi esportati e un contemporaneo incremento del 20% degli acquisti, soprattutto di olio di provenienza spagnola.

La campagna di raccolta 2017/18 si prospetta più abbondante di quella precedente ma risentirà certamente degli effetti di un inverno particolarmente rigido, seguito da gelate primaverili e siccità estiva.

giovedì 27 luglio 2017

Sicurezza alimentare. FEM diventa “organismo competente” dell'Autorità europea

Importante riconoscimento per FEM da EFSA, l'agenzia europea che contribuisce a proteggere i consumatori, gli animali e l'ambiente dai rischi legati agli alimenti.

La Fondazione Edmund Mach è stata inclusa tra gli organismi competenti dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare. L’EFSA, in qualità di agenzia incaricata della valutazione del rischio, elabora pareri scientifici e fornisce consulenza che formano il fondamento della legislazione e delle politiche europee in materia di catena alimentare.

Nell'ultima seduta il consiglio di amministrazione dell'agenzia ha approvato l'elenco degli organismi competenti: FEM figura fra trenta prestigiosi enti, università e centro di ricerca in Italia e 300 a livello europeo. E questo grazie alle alte competenze tecniche e scientifiche presenti a San Michele.

“Essere entrati a far parte della ristretta cerchia degli organismi competenti EFSA -sottolinea il presidente FEM, Andrea Segrè- è un riconoscimento importante, una dimostrazione di quanto il tema della sicurezza alimentare sia strategico. Ora FEM metterà a disposizione i suoi laboratori all’avanguardia per fare consulenza scientifica a livello europeo. Questo traguardo testimonia il grande lavoro fatto a San Michele sulle tre “A” dell’agricoltura, dell’alimentazione e dell’ambiente. Dobbiamo continuare ad adottare un approccio integrato e circolare nella ricerca, come nella formazione e nella consulenza, seguendo il principio della salute unica e globale One Health”.

Competenze

FEM potrà essere chiamata da EFSA a fornire un supporto tecnico-scientifico nei settori dell'alimentazione umana e della nutrizione e, nello specifico, in materia di produzione alimentare, additivi utilizzati nei processi di preparazione e trasformazione, tracciabilità dei cibi, effetti del cibo sulla salute e benessere dell'uomo. Molto importante anche la competenza che potrà fornire in materia di salute delle piante. In particolare, la protezione dalle malattie delle piante, dai parassiti e le strategie di contrasto. Inoltre, metterà a disposizione le proprie conoscenze nel settore della nutrizione e della salute nel settore zootecnico e sul rischio di diffusione di malattie pericolose per la salute animale e umana. Tutte queste attività saranno strettamente correlate alle interazioni tra l'ambiente e la salute umana. FEM è, infatti, il primo centro di ricerca One-Health italiano.

Organismi

Gli organismi competenti sono stati definiti dal trattato istitutivo dell'EFSA (articolo 36). Si tratta di organizzazioni ed enti che svolgono vari compiti per conto dell'agenzia, in particolare l'attività preparatoria ai pareri scientifici, l'assistenza scientifica e tecnica, la raccolta di dati e l'individuazione di rischi emergenti. Alcuni di questi compiti beneficiano di un sostegno finanziario per le consulenze prestate. FEM sarà chiamata a partecipare a progetti di ricerca finanziati in rete con i maggiori centri di ricerca ed organismi europei operanti in questi settori.

L'EFSA è un’agenzia europea, finanziata dall’Unione europea che opera in modo indipendente dalla Commissione europea, dal Parlamento europeo e dagli Stati membri. E' stata istituita nel 2002 a seguito di una serie di crisi alimentari, verificatesi alla fine degli anni ‘90, come fonte indipendente di consulenza scientifica e comunicazione sui rischi associati alla catena alimentare. Il suo ambito di competenza comprende la sicurezza degli alimenti e dei mangimi, la nutrizione umana, la salute e il benessere degli animali, la protezione delle piante, la salute delle piante.

mercoledì 26 luglio 2017

Franciacorta. Al via il PTRA, il primo piano di governo territoriale dedicato ad una Denominazione di Origine Controllata e Garantita

Approvato il Piano Territoriale Regionale d’Area Franciacorta (PTRA): il progetto di sviluppo e tutela del territorio diventa finalmente realtà. L’approvazione in via definitiva da parte del Consiglio Regionale, svoltosi lo scorso martedì 18 luglio.


Raggiunto l'atteso traguardo, un grande risultato fortemente voluto dal Consorzio Franciacorta e dai comuni interessati al progetto, che da anni collaborano con il supporto della Regione e delle Università di Brescia e Bergamo per dotare il territorio di uno strumento capace di valorizzare al meglio le sue potenzialità ambientali e culturali. Il PTRA, strumento innovativo costruito secondo una logica di "governance multilivello" e con un approccio di tipo "multisettoriale" è il primo piano di governo territoriale dedicato ad una Denominazione di Origine Controllata e Garantita. 

La Franciacorta, pur presentandosi oggi come un territorio antropizzato e nel complesso caratterizzato dalla presenza di attività produttive e commerciali, rimane infatti molto sensibile ai beni naturalistici esistenti, al valore paesaggistico e alla sostenibilità, e rimane altresì convinta che l’organizzazione delle risorse locali possa proiettare le enormi potenzialità dell’area su scenari nazionali ed internazionali.

Il PTRA è uno strumento unico nel suo genere in quanto, approcciandosi a diversi settori – dalla salvaguardia ambientale alle strategie di sviluppo economico e sociale – potrà finalmente consentire un’efficace sinergia e armonizzazione tra i programmi ed i progetti delle varie componenti territoriali, che talvolta faticano a dialogare tra loro.

La valorizzazione del territorio, dalla qualità delle aree urbane fino all’uso razionale del suolo e alla tutela del paesaggio, sono le priorità strategiche finalizzate all’obiettivo di migliorare la qualità di tutto il territorio, agendo sulla qualità dei suoi prodotti e del modo di vivere dei suoi abitanti.

Le linee guida del PTRA, messe a disposizione degli enti per l’attuazione su scala locale, si snodano sui seguenti obiettivi strategici:

  • Orientare lo sviluppo del territorio verso la riduzione del consumo di suolo e la rigenerazione urbana/territoriale;
  • Promuovere l’attrattività paesaggistica e la competitività territoriale;
  • Sostenere un sistema integrato di accessibilità e mobilità sostenibile; 

Una volta entrato in vigore il piano, i Comuni coinvolti inizieranno a costruire un futuro insieme per una Franciacorta migliore, il PTRA Franciacorta è il primo Piano territoriale agricolo che si concentra sullo sviluppo di una denominazione vitivinicola: un esempio di collaborazione a 360 gradi per il raggiungimento di un obiettivo comune.

Comuni Coinvolti: Adro, Capriolo, Cazzago San Martino, Cellatica, Cologne, Coccaglio, Corte Franca, Erbusco, Gussago, Iseo, Monticelli Brusati, Ome, Paderno Franciacorta, Paratico, Passirano, Provaglio d'Iseo, Rodengo Saiano, Rovato, Castegnato, Ospitaletto, Palazzolo sull'Oglio, Sulzano.

Viticoltura estrema. La forza comunicativa di un territorio: Pantelleria e il suo vino Passito

Uno studio dell'Università di Palermo si è posto l’obiettivo, attraverso un analisi dei siti web delle aziende vitivinicole, di valutare in che misura, i produttori di vino Passito, siano capaci di utilizzare la forza comunicativa di un territorio estremo.


Le caratteristiche climatiche e orografiche dell'isola di Pantelleria sono certamente “estreme” con una condizione di evidente difficoltà per la coltivazione, una difficoltà che attraverso una comunicazione efficace, può trasformarsi in una vera e propria opportunità da sfruttare a proprio vantaggio. Considerando che sono proprio le caratteristiche del territorio di Pantelleria che hanno determinato la notorietà dell’isola e dei suoi grandi vini Passiti (vincitori di diversi premi enologici), contribuendo al valore economico del territorio (aumento di aziende vinicole d’eccellenza e incremento degli investimenti turistici nell’isola).

Punto di partenza dello studio a cura del gruppo di lavoro formato da Stefania Chironi, Luca Altamore, Simona Bacarella, Pietro Columba e Michelangelo Ingrassia, del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell'Università di Palermo è stato quindi quello di individuare gli indicatori di riferimento che, elaborati utilizzando lo schema quadri funzionale AGIL di Parson (paradigma elaborato da Talcott Parsons come strumento per analizzare un sistema sociale), misurano la capacità comunicativa delle aziende presenti nell’isola di Pantelleria, ovvero quella di veicolare l’immagine del territorio come strumento di marketing per la valorizzazione del Passito, attraverso l’analisi dei siti web (Amenta 2003).

L’efficacia della comunicazione basata sulla suggestività del territorio, può essere misurata infatti analizzando i siti web delle aziende vitivinicole in relazione a indicatori individuati all’interno di 4 dimensioni (Persuasoria, Conoscitiva, Integrativa, Identitaria) e di ulteriori sottodimensioni opportunamente definite. Si perviene, in definitiva, alla determinazione di una grandezza, che risulta dalla somma dei punteggi assegnati a ciascun indicatore, che costituisce una valutazione della capacità dell’azienda di comunicare il legame tra il vino Passito e il suo territorio, sia nel complesso che articolata secondo le 4 dimensioni indagate.

I ricercatori partono dall'assunto che l’evoluzione culturale che oggi coinvolge la percezione del cibo, si esprime nell’orientamento del consumo verso le produzioni di qualità e, in particolare, verso quelle di valenza territoriale (prodotti tipici e a denominazione d’origine). I prodotti assurgono quindi al ruolo di icone della ruralità e da tramite di una relazione tra l’uomo e il territorio mediata dal cibo. Come appunto affermato da Scarso e Squadrilli (2015): il territorio diventa parte integrante del prodotto.

La qualità dei beni è una variabile fondamentale nel mercato concorrenziale; infatti, i prodotti di qualità, e tra questi gli alimenti, soprattutto se legati a un’origine territoriale che li rende tipici e quindi differenziati e inimitabili, possono determinare un vantaggio competitivo per il territorio (Distaso, 2007). Il territorio è sicuramente la principale componente identitaria e caratterizzante per il vino. Le aziende vitivinicole, tendono, quindi, a sottolineare lo stretto legame esistente tra le loro produzioni e il territorio, adottando sovente, a tal fine, le denominazioni di origine. Il terroiro, infatti, costituisce una risorsa fondamentale per l’attività economica e per la comunicazione delle aziende vitivinicole.

L’isola di Pantelleria è uno dei punti più estremi del territorio italiano ed è caratterizzata da clima arido e per buona parte dell’anno, molto ventoso. Il suo territorio risulta estremo per lo svolgimento dell’attività agricola, ma l’asprezza delle condizioni determina anche la possibilità di qualificare le produzioni e, in particolare, il vino Passito che, a Pantelleria, assume caratteristiche esclusive. Per fronteggiare le difficili condizioni climatiche e orografiche, nel tempo, si sono sviluppate peculiari tecniche che hanno permesso di poter svolgere l’attività agricola; come i giardini panteschi, i terrazzamenti, i muretti a secco, che contrastano le forti pendenze e consentono di coltivare i vigneti che vengono allevati ad alberello, il quale, a Pantelleria, per la sua peculiarità, è stato riconosciuto patrimonio dell’umanità, tutelato dall’UNESCO.

La particolare attrattività turistica di Pantelleria è dovuta, oltre che al mare incantevole, alle coltivazioni della vite, del cappero, dell’olivo quasi strisciante ed ai giardini panteschi con gli agrumi. Elementi che hanno caratterizzato in modo particolare ed unico, il territorio dell’isola e, conseguentemente, il suo paesaggio (Barbera et al 2010).

L’esperto consumatore percepisce la qualità del vino anche attraverso le emozioni che esso riesce a suscitare; così, la contemplazione di un paesaggio viticolo suggestivo, determina degli stati d’animo che si riflettono nell’esperienza gustativa del vino e, dalla stessa sono, in seguito, evocati (Chironi & Ingrassia 2015; Sortino 2016).

Il paesaggio, quindi, conferisce valore al vino; al contempo, il vino diventa un veicolo per rappresentare i luoghi, le tradizioni e la cultura del territorio. Di questa forte sinergia beneficia tutto il territorio, grazie al maggior valore realizzabile anche in altri ambiti economici quale, ad esempio, l’attività turistica (Aragrande &Macchi 2008, Altamore et al. 2008&2009).

Grazie alla straordinaria forza comunicativa del territorio, l’isola di Pantelleria, in questo ultimo decennio, è diventata la meta di un turismo d’élite che ne ha ulteriormente accresciuto il valore economico. I vigneti di Pantelleria raccontano la storia e la cultura degli abitanti che adattandosi alle condizioni estreme dell’isola, che rendono eroica l'attività agricola, con la produzione del Passito hanno contribuito a creare un vero e proprio tesoro per questo territorio.

Metodologia

La capacità delle aziende produttrici del vino Passito, di utilizzare la forza comunicativa del territorio di Pantelleria, è stata analizzata adottando una metodologia di ricerca di tipo multidimensionale, applicata ai siti internet delle aziende vitivinicole dell’isola. La multidimensionalità è un insieme di tecniche utilizzate per lo studio di fenomeni sociali che porta a ricercare degli strumenti metodologicamente adatti a misurare vari aspetti nei quali è possibile scomporre lo studio della comunicazione, nel nostro caso, mediata da un sito web.

Diversi studi in sociologia hanno applicato la ricerca multidimensionale per analizzare fenomeni sociali di diverso tipo (Lazarsfeld 1967; Alexander, 1990; Martelli 2003; Donati 1991, 2010; Kerin 2012; Grosso e Signori 2013) ma non si trova letteratura dell’utilizzo di un approccio multidimensionale legato al settore agroalimentare.

Questo studio costituisce un primo contributo (sulla base di una metodologia già utilizzata da Grosso & Signori (2013), per valutare la forza comunicativa del territorio, attraverso l’analisi dei siti web delle singole aziende. Lo strumento scelto per l’analisi multidimensionale è lo schema AGIL, diviso nelle 4 dimensioni (Persuasiva, Conoscitiva, Integrativa e Identitaria) secondo cui, la comunicazione è un fenomeno espressivo delle relazioni sociali (Parson 1964, Martelli 2003).

L’analisi si è basata sull’osservazione attraverso i siti internet delle aziende vitivinicole di Pantelleria, di come queste sfruttino il territorio per comunicare il prodotto e per dialogare con i fruitori/consumatori. Per la rilevazione sono state scelte le pagine web di tutte le cantine presenti nell’isola; il censimento online ha individuato 11 aziende, che rappresentano l’universo delle aziende vitivinicole di Pantelleria: Minardi, Pellegrino, Donnafugata, Abraxas, Miceli, Basile, D'Ancona, De Bartoli, Solidea, Murana, Vinisola.

I dati relativi agli indicatori scelti per l’indagine sono stati rilevati con cadenza mensile, tra il mese di agosto e il mese di dicembre del 2016, dai siti internet selezionati. La rilevazione, ripetuta più volte, ha verificato se fossero intervenuti cambiamenti nella comunicazione nell’arco di tempo considerato. Nel complesso, sono stati raccolti i dati relativi a 13 sottodimensioni, che rappresentano gli indicatori di riferimento per conoscere la dimensione della comunicazione, in rapporto allo schema AGIL.

In accordo con la metodologia adottata, per valutare la capacità comunicativa dei siti web basata sull’utilizzo del territorio attraverso immagini, testi, riferimenti, ecc, ad ognuna delle 4 dimensioni dello schema AGIL e ad ognuna delle sottodimensioni individuate, per la misurazione del gradimento dei contenuti e delle azioni comunicative, è stato assegnato un punteggio, secondo una scala Likert da 0 a 5 (0 assenza di gradimento, 5 alto gradimento). In tal modo è stato possibile creare una matrice Casi x Variabili (CxV).

Applicando lo schema AGIL, si sono ottenuti i punteggi totali delle 4 dimensioni e, successivamente, sono state raggruppate le aziende per fasce di punteggio; ciò ha permesso di misurare la capacità comunicativa dei siti web dei singoli brand, servendosi del territorio come strumento di comunicazione, e quindi, di affermare il legame esistente tra il Passito e l’isola di Pantelleria.

I risultati

In accordo con la metodologia adottata (Grosso & Signori 2013), si è scelto di costruire la matrice CxV per raccogliere i punteggi ottenuti per ogni indicatore (sottodimensione), così da permettere la valutazione del fenomeno, come previsto nelle quattro fasi del quadro teorico di Lazarsfeld (1967) e poi ripreso nell’analisi multidimensionale da Martelli (2003).

Seguendo la teoria multidimensionale della comunicazione, le 4 dimensioni di ogni sito web aziendale sono state calcolate in base ai punteggi ottenuti dagli indicatori individuati per ogni dimensione. I punteggi ottenuti dai singoli siti web aziendali per ogni indicatore mettono in luce che la dimensione Persuasiva (A) è quella prevalente; ciò sta ad indicare come la comunicazione in questa dimensione, sia fortemente orientata a utilizzare il territorio per attrarre il consumatore; infatti, in essa, la più parte delle aziende ha ottenuto punteggi elevati nelle sottodimensioni relative alle rappresentazioni del territorio, che diviene anche elemento identitario attraverso gli evidenti richiami contenuti nel marchio.

La dimensione Identitaria (L) è la seconda per punteggi ottenuti; questo dimostra ancora una certa integrazione con il contesto territoriale. Risulta significativa, in particolare, la sottodimensione della coerenza di linguaggio e testi che per caratterizzare e comunicare il prodotto, pongono in primo piano l’isola e i riferimenti alle caratteristiche del luogo.

La dimensione Integrativa (I) risulta esser forte solo in 4 aziende; in esse, i punteggi più alti sono dati
dall’interattività della sottodimensione ossia, dal metodo usato per comunicare con i potenziali consumatori, attraverso tutti gli strumenti oggi utilizzati (forum, chat e social network); in questa dimensione basso risulta il punteggio ottenuto per la internazionalità.

Infine la dimensione Conoscitiva (G) è quella che ha totalizzato il punteggio più basso, ma è anche quella che è molto legata al territorio per le informazioni che riguardano il legame tra vino e territorio all’interno del sito e nelle aree tematiche; in essa, soltanto tre aziende hanno avuto punteggi alti distanziandosi molto dalle restanti; pertanto, la dimensione Conoscitiva, pur avendo un alto potenziale, appare poco sfruttata.

In sintesi, per l’insieme delle 4 dimensioni, il grado della capacità comunicativa dei siti web di utilizzare il territorio come strumento di comunicazione, risulta media per il 46% dei siti web; è alta, invece, soltanto per il 36% di essi.

La forza comunicativa si esprime particolarmente nella dimensione Persuasiva; i casi che hanno registrato i punteggi più alti, infatti, tendono a enfatizzare l’identità territoriale più che il marchio aziendale stesso. L’immagine del territorio è utilizzata con capacità comunicativa media da quasi il 73% dei casi, mentre soltanto 3 aziende la hanno utilizzata appieno (alta capacità) all’interno dei loro siti.

La dimensione Identitaria è quella che maggiormente identifica il brand aziendale (identità del marchio), attraverso la riconoscibilità, l’originalità e la coerenza. In tal caso, il valore della forza comunicativa risulta più alto rispetto alla precedente, essendo il 36% delle situazioni esaminate nella fascia di alta capacità comunicativa.

Per le dimensioni Conoscitiva e Integrativa, i siti web si sono distribuiti quasi uniformemente nelle diverse fasce dipunteggio individuate. Nell’analisi dei singoli brand aziendali, si notano dei cambiamenti nelle posizioni occupate dalle diverse aziende all’interno delle fasce di punteggio ottenute; ma, in particolare, spicca che soltanto una di esse (Azienda Donnafugata) è sempre presente all’interno delle fasce di punteggio con alta capacità comunicativa. Mentre una soltanto (Azienda Solidea), in 3 dimensioni su 4, è presente nella fascia di alta capacità di comunicare il territorio; ciò dimostra che, nonostante la forte differenza tra i due brand, anche una piccola azienda può rivelare un’attenta predisposizione al marketing, utilizzando la forza comunicativa del territorio.

Le aziende considerano il territorio di Pantelleria un forte richiamo per il fruitore/consumatore, consapevoli che l’intensità delle emozioni che il paesaggio può trasmettere, può effettivamente essere trasferita nel valore percepito del vino che in esso viene prodotto. La maggioranza delle aziende, seppur in misura media, fa leva sul territorio quale elemento essenziale della comunicazione; in particolare, il fenomeno appare evidente osservando la dimensione Persuasiva, nella quale il territorio è comunicato con media efficacia nel 73% dei siti web e nella dimensione Identitaria.

Pertanto, un territorio estremo per le forti difficoltà che pone ai produttori ma con caratteristiche emozionali forti, può conferire valore al prodotto e incontrare nel consumatore una maggiore disponibilità a pagare. Questa opportunità, però, sembra colta soltanto in parte dalle aziende di Pantelleria. L’esperienza condotta nello studio di altri importanti vini fortemente legati al territorio per storia, cultura e tradizioni, conferma che accanto a casi di efficace valorizzazione e comunicazione delle valenze territoriali (ad esempio, per il Porto, il Prosecco (Gramatica 2009, Boatto 2009, Barisan 2007, Correia et al., 2015), si rinvengono vere e proprie opportunità sprecate, come ad esempio per il Marsala (Chironi et al. 2016).

Conclusioni

L’analisi qualitativa condotta, seppur con i limiti che presenta, per la soggettività del metodo e per il suo carattere sperimentale, ha avuto lo scopo di testare uno strumento utilizzato in sociologia, come strumento di marketing applicato al settore agroalimentare. In accordo con Grosso & Signori, l’utilizzo dello schema AGIL, ha consentito di analizzare la comunicazione nei siti web aziendali del territorio dell’isola di Pantelleria.

Le indicazioni scaturite attraverso gli indicatori utilizzati sembrano costituire un valido supporto per orientare la comunicazione delle aziende vitivinicole dell’isola. Pertanto, si ritiene che l’approccio adottato sia suscettibile di fornire utili elementi di valutazione, attraverso la replicabilità del metodo, anche in altre ricerche nel sistema dell’agroalimentare.

Sebbene le potenzialità del web come strumento relazionale siano ormai ben note, si evidenzia ancora una modesta capacità di adottarle per fini di marketing e la potenzialità comunicativa del territorio non è ancora appieno sfruttata dalle aziende, che potrebbero servirsene per una più ampia valorizzazione del Passito di Pantelleria e, in sinergia, per dare ulteriore impulso all’attività turistica, che costituisce la componente principale dell’economia dell’isola.

Il presente studio è stato presentato in occasione del Quinto Congresso Internazionale sulla Viticoltura di Montagna e in Forte Pendenza.

Vendemmia 2017. Francia: produzione vinicola verso i minimi storici per gelate e grandine. Si salva la Borgogna. Ecco le prime previsioni

Un annata che si preannuncia sfortunata per i viticoltori francesi. Gelate primaverili e grandine segnano la vendemmia 2017 con una produzione vinicola stimata in netto calo rispetto al 2016. Bordeaux e Giura le più colpite. Buone notizie solo per i produttori di Borgogna.


Secondo le prime stime del servizio di statistica del Ministero francese dell’Agricoltura (Agreste), la produzione vinicola francese 2017 potrebbe assestarsi intorno ai 37/38 milioni di ettolitri cioè il 17% in meno rispetto all’anno passato e del 16% in meno rispetto alle media degli ultimi 5 anni.


Ad essere più colpite dalle gelate primaverili sono state le regioni del sud ovest ed in particolare Bordeaux, Charentes, Giura e Alsazia. Male anche per lo Chablis, come lo scorso anno i produttori sono stati messi a dura prova dalle condizioni climatiche avverse che si sono abbattute nella regione. La grandine ha interessato le zone del Beaujolais, il Sud Ovest e il Languedoc. La caduta di infiorescenze si è evidenziata nei vigneti dell'area mediterranea, in particolare il Grenache.

Si è osservato un anticipo del ciclo fenologico di 10 a 20 giorni a seconda delle zone. Per ora, la pressione delle malattie della vite è bassa grazie al clima caldo ed asciutto. Le riserve di umidità del suolo sono carenti in alcune zone, come l'Alsazia, il sud-est e la Corsica e l'evoluzione di questo deficit durante l'estate può influire sul livello di raccolta a venire.

Queste previsioni, relative alla vendemmia 2017, sono valide alla data del 17 luglio, sulla base dei dati raccolti a metà luglio, di conseguenza le stime potrebbero essere soggette a revisoni, alla luce dell’eterogeneità delle diverse zone di produzione.

Champagne

Nella regione le gelate primaverili non sono state particolarmente violente ed anche l'incidenza di malattie è molto bassa. Il vigneto è di 10 giorni in anticipo rispetto alla media degli ultimi dieci anni. La produzione è prevista in aumento su base annua dell'8%.

Borgogna e Beaujolais

Le gelate hanno interessato i vigneti della Borgogna a fine aprile, principalmente nelle zone di Clunysois e Chablis, ma più marcate in Beaujolais. La grandine ha causato danni in alcuni appezzamenti, soprattutto nelle regioni del Beaujolais e Mâconnais. La fioritura è avvenuta regolarmente e lo stato di salute del vigneto è buono. Le previsioni di produzione sono stimate con un +14%, dopo il grande deficit del 2016.

Alsazia

Le gelate hanno fortemente compromesso la produzione - è previsto un calo del 30% rispetto al 2016 - soprattutto per le varietà precoci come il Gewurztraminer. Il vigneto si trova in chiusura anticipata. Lo stato di salute è ben conservato, senza alcun rischio di malattie in corso.

Savoia

Ben 480 ettari di vigneti sono stati distrutti dal gelo. Solo nel Giura metà della produzione è andata perduta. Nella Valle della Loira, i vigneti sono stati colpiti in modo differente, entro la fine di aprile le perdite sono arrivate fino al 40%. Peronospora e oidio non sono presenti. La vegetazione ha un anticipo di 15 giorni rispetto a un anno standard (stadio di chiusura del grappolo). Tuttavia, la produzione è prevista in lieve aumento rispetto al deficit dello scorso anno (+ 7%).

Charentes

A causa delle forti gelate di fine aprile la produzione è prevista in calo del 30% rispetto all'anno precedente.

Bordeaux

La produzione è pesantemente influenzata dalla gelate tardive nel mese di aprile con un drastico calo che potrebbe raggiungere il 50% in meno rispetto alla vendemmia del 2016. Per il momento, la vegetazione ha un vantaggio di 2 a 3 settimane rispetto al 2016. Lo stato di salute è per ora soddisfacente anche se ci sono alcuni attacchi di oidio.

Languedoc-Roussillon

Le forti gelate hanno colpito i vigneti di Hérault e Aude, dove, in parte, si sono aggiunte anche grandinate. Nel Gard, l'abbassamento delle temperature ha colpito soprattutto il Grenache. I vigneti del Roussillon hanno un vantaggio di almeno dieci giorni rispetto al 2016. La produzione è prevista in ribasso (- 6%). A nord la grandine ha danneggiato alcune aree, in particolare in Ardèche. In questa zona le uve sono risultate affette da impallinamento o acinellatura (fr. millerandage), perlopiù su Grenache. Nel sud, è forte la presenza di oidio. La produzione è prevista verso il basso del 10% su base annua.

Corsica

Nonostante il gelo, l'aumento della superficie coltivata potrebbe mantenere il livello di produzione del 2016. La vegetazione ha una settimana di anticipo. L'evoluzione della carenza d'acqua nei prossimi mesi sarà decisivo.

lunedì 24 luglio 2017

Viticoltura Sostenibile. Biodiversità: ecco il modello di gestione avanzata del Soave

Ufficializzate in un unico documento le pratiche e linee guida che il Consorzio di Tutela persegue all’interno di tutta la filiera produttiva dal 1982 sul fronte della sostenibilità.

Si chiama “Modello di gestione avanzata del Soave – La biodiversità in vigna” ed è l’insieme delle linee guida che il Consorzio di Tutela attiva all’interno di tutta la filiera produttiva sin da 1982 e che adesso ha finalmente riunito all’interno di un documento di sintesi presentato e approvato nel corso dell’ultimo consiglio di amministrazione, a validazione dei diversi percorsi intrapresi dalle singole aziende in tema di sostenibilità

Scopo di questo modello è ottimizzare dal punto di vista della sostenibilità i risultati tecnici, l’attenzione ambientale e la tutela dell’operatore su tutto il comprensorio di riferimento per ridurre al minimo l’uso di fitofarmaci. In vista di tale obbiettivo sono coinvolti al massimo livello tutte le filiere collegate alla produzione integrata nel vigneto quindi produttori, tecnici di campagna, istituzioni, rivenditori e ditte produttrici dei presidi sanitari e delle macchine operatrici. I documenti di riferimento sono i disciplinari di produzione e le linee tecniche di difesa integrata che il Servizio fitosanitario regionale aggiorna di anno in anno.

Cinque le parole chiave di questo approccio: conoscenza, competenza, condivisione, misurazione, validazione.

Conoscenza
Grazie a 15 stazioni agro-metereologiche vengono rilevati i dati meteo nei 7000 ettari vitati del Soave in tempo reale. Questo garantisce un monitoraggio continuo dell’andamento stagionale ed è alla base di decisioni tempestive ed efficaci.

Competenza
Sulla base dei dati agro-metereologici raccolti la commissione fitosanitaria, che dal germogliamento alla fine della vendemmia si riunisce settimanalmente al Consorzio, monitora l’andamento climatico, effettua prelievi fogliari, di prodotto e di terreno e, infine, fornisce assistenza tecnica ai produttori, stilando le linee di pronto intervento in vigna.

Condivisione
La sostenibilità è un valore condiviso dalle oltre 3000 aziende produttrici che operano all’interno della filiera. Sulla base di questo valore condiviso ogni azienda ha individuato il percorso più idoneo – biodinamico, biologico, integrato… -  in vista di una gestione del vigneto “amica dell’ambiente”, per tutta la stagione vegetativa.

Misurazione
A fine campagna fitosanitaria il Consorzio di tutela, in base agli indici di Biodiversità previsti dal protocollo Biodiversity Friends, misura la qualità ambientale del “vigneto Soave” raggiunta attraverso i differenti “percorsi verdi” intrapresi dalle singole aziende. Questo protocollo, messo a punto nel 2010 dalla World Biodiversity Association, oltre alla qualità ambientale, considera anche i metodi di difesa dalle avversità, il ripristino della fertilità del suolo, la gestione delle risorse idriche, la presenza di siepi e boschi, la conservazione della biodiversità agraria, l’utilizzo di energie rinnovabili e le particolarità naturalistiche dell’area utilizzando gli Ortotteri come bioindicatori.

Validazione
A fronte dei parametri d’analisi utilizzati (indici di biodiversità per aria, acqua, suolo) il “Sistema Soave” viene validato dal Consorzio di tutela che è così in grado di rilevare l’impatto dell’attività vitivinicola sul territorio. Nella stagione 2016, in base all’indice di biodiversità del suolo IBS-BF, l’indice di biodiversità delle acque superficiali IBA-BF e l’indice di biodiversità lichenica per l’aria, il Sistema Soave ha raggiunto il risultato complessivo del 70% a fronte di una soglia minima del 60% per potersi certificare “Biodiversity friend”.

Quello del Soave è ad oggi l’unico consorzio italiano che utilizza il protocollo della biodiversità come sistema di misura – un vero e proprio termometro – in grado di valutare l’incidenza delle fasi produttive su terra, acqua, aria. In questo modo la biodiversità diventa una sorta di “ponte” che gradualmente conduce le aziende produttrici, già impegnate in tema di rispetto dell’ambiente, verso il vero obiettivo finale: la sostenibilità dell’intero sistema produttivo.

Città del Vino. Opportunità del P.S.R. dell'Umbria per il settore vitivinicolo al Simposio Europeo sull’Enoturismo

L’Associazione Nazionale Città del Vino ha recentemente organizzato a Torgiano (PG) un “Simposio Europeo sull’Enoturismo: Marketing e redditività d’impresa” incentrato sull’approfondimento degli aspetti tecnici imprescindibili allo sviluppo dei territori del vino italiani e non, all’internazionalizzazione dell’offerta, alla qualificazione degli standard, alla brand reputation. 

Sono stati chiamati a confrontarsi alcuni prestigiosi protagonisti del mercato del turismo del vino (docenti, responsabili di progetti nazionali e internazionali per la promozione del turismo enogastronomico, esperti di internazionalizzazione, giornalisti del settore ed esperti di comunicazione on line). Dei loro interventi vogliamo darvi nota, anche alla luce della rilevanza e delle opportunità che sempre più possono svilupparsi dall’enoturismo e dal marketing territoriale.

La 4° Sessione del Simposio - “IL PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE. Illustrazione degli strumenti e delle possibilità per il territorio umbro: interventi, strategie, obiettivi” - è stata animata dall’intervento del Dott. Giuseppe Antonelli (Assessorato Agricoltura Regione Umbria) che ha illustrato misure, investimenti e priorità del P.S.R. per il settore vitivinicolo umbro che rappresenta una delle più importanti filiere del sistema agroalimentare regionale. Una realtà caratterizzata da una superficie vitata di 12.700 ettari (dato 2016), 985 ettari (di cui 760 ex diritti e 225 nuove autorizzazioni) di autorizzazioni all’impianto/reimpianto e 240 strutture di trasformazione (circa il 20% condotte da giovani imprenditori), 2 DOCG:Torgiano Rosso Riserva e Montefalco Sagrantino, 13 DOC: Amelia, Assisi, Colli Altotiberini, Colli Martani, Colli Perugini, Colli del Trasimeno, Lago di Corbara, Montefalco, Orvieto, Rosso Orvietano, Spoleto, Todi, Torgiano e 6 IGT: Umbria, Spello, Cannara, Allerona, Bettona e Narni.

La dimensione media delle aziende viticole umbre è di poco superiore all'ettaro. La produzione regionale di vino, a seconda delle annate, è pari a circa l'1-1,5% del totale nazionale. Qualità delle produzioni, investimenti nei vigneti e nelle cantine, promozione, innovazioni e sostenibilità ambientale delle produzioni, rappresentano le linee guida delle politiche regionali per aumentare la competitività del settore vitivinicolo.

Gli interventi a sostegno del settore sono attuati e finanziati attraverso le misure previste dall'OCM Vino - Programma nazionale di sostegno del settore vino (P.N.S.) che finanzia gli interventi gli interventi strutturali nelle cantine, per il rinnovamento dei vigneti, e la promozione sui mercati extra U.E., le assicurazioni per il settore, vendemmia verde e distillazione dei sottoprodotti, per il periodo 2014 – 2018 e dal P.S.R. per l'Umbria 2014 – 2020 che finanzia invece le misure dell'innovazione, la promozione sul mercato interno, le misure agroambientali, ovvero: Servizi di consulenza (Misura 2), Sostegno alla partecipazione a sistemi di qualità (Misura 3.1.1), Aiuto all’avviamento di imprese per giovani agricoltori (Misura 6.1.1), Produzione integrata (Misura 10), Agricoltura biologica (Misura 11), Innovazione e cooperazione per lo sviluppo di filiere corte (Misura 16).

La Regione ha scelto di fissare una demarcazione per la misura investimenti (esclusività del sostegno), per la misura ristrutturazione e riconversione dei vigneti e per la misura promozione sul mercato interno e nei Paesi terzi (le risorse disponibili sono gestite per il 70% a livello regionale con progetti regionali ed il restante 30% dal MIPAAF con progetti nazionali).

Vendemmia 2017. Cortona Doc: caldo e siccità non precludono una buona annata, ma cala la quantità

Sarà una vendemmia all’insegna del calo delle uve raccolte quella che ci si aspetta nel territorio della Denominazione della Cortona Doc. 


Sono positive a oggi le previsioni di annata fatte dalle aziende del Consorzio Vini Cortona. Nei vigneti della Cortona Doc, lavoro importante per tutelare la qualità dell’annata. Per il Syrah, vitigno principe della Denominazione, vendemmia prevista nei tempi canonici. Gelo prima, caldo torrido e siccità poi, eppure è il lavoro in vigna a non compromettere la qualità del prodotto.

E' presto, naturalmente, per fare previsioni precise su quantità e qualità del prodotto finale, ma il Consorzio Vini Cortona ha comunque voluto valutare in anticipo quello che sarà il risultato di un’annata che al momento si presenta con il minimo storico di acqua piovana degli ultimi 50 anni.

Da un primo saggio nelle aziende della Doc un dato condiviso è il calo delle quantità, che al momento è calcolato in previsione sul -15% rispetto alla media stagione. Un calo dipeso soprattutto dalle alte temperature e dalla siccità che si stanno registrando tra giugno e luglio, due dei mesi più caldi degli ultimi cinquant’anni. «Nonostante questo sappiamo che i nostri viticoltori stanno applicando in vigna le misure per tutelare la qualità del prodotto finale – spiega il presidente del Consorzio Vini Cortona, Marco Giannoni – e anche le piogge dei giorni scorsi hanno aiutato a una migliore gestione del suolo, tutto ciò a oggi ci fa comunque ben sperare in una annata positiva dal punto di vista della qualità del prodotto finale».

Il punto di vista tecnico. Entrando nei dettagli tecnici, l’annata 2017 ha visto la vegetazione delle viti in anticipo rispetto alla media stagionale con una ottima cacciata e una buona fioritura tuttavia in parte a rischio per la gelata storica di aprile. Il risultato della gelata sono grappoli più spargoli con acini molto più piccoli, soprattutto per quanto riguarda i vitigni a bacca rossa del territorio, Sangiovese e Syrah. Questo comporterà un calo della qualità del raccolto. Il caldo torrido e la siccità storica del mese di giugno e luglio sono stati invece amministrati dai vignaioli della denominazione intanto con una diversa gestione del suolo, attraverso pratiche che hanno migliorato il livello di umidità del terreno. Dall’altro con la gestione della spalliera che ha visto potature meno importanti, lasciando il verde a copertura del grappolo e senza l’eliminazione totale di femminelle. Per quanto riguarda i tempi tecnici di vendemmia non si prevedono grandi anticipi dal momento che le alte temperature hanno comunque contribuito alla parziale chiusura degli stomi e quindi a una sorta di blocco del metabolismo che invece sta riprendendo in questi giorni con una invaiatura di buon livello. Il caldo comporterà un leggero aumento della gradazione delle uve, con un grado babo in media più alto di 2 o 3 punti rispetto alla media stagionale degli altri anni.

Vendemmia a Cortona vuol dire anche impiego. Sono centinaia infatti gli avventizi, soprattutto studenti e giovani, che in questi giorni stanno contribuendo al lavoro delle aziende. Il vino a Cortona rappresenta infatti sempre di più un importante indotto economico. Dalla creazione della Doc Cortona le aziende si sono moltiplicate di anno in anno e il settore ha richiamato numerosi investimenti. Attualmente vengono prodotte in media circa 700 mila bottiglie all’anno, mentre il valore economico, con un fatturato medio che supera i 3 milioni di euro. Oltre 500 sono gli addetti ai lavori coinvolti, senza contare l’indotto (tra turismo e aziende artigiane) che rappresenta per questo borgo toscano. A livello di mercati nel 2016 la bilancia è protesa verso l’estero per il 70% circa. Usa, Nord Europa sono i principali mercati, ma sono in crescita il Canada, Brasile, Cina e Giappone. La restante fetta percentuale va in Italia, Toscana, Lombardia e Lazio in particolare.

Ricerca e crescita costante, si alza il livello qualitativo delle produzioni vinicole al 45° Concorso Enologico Nazionale Douja d’Or

Sono 48 i vini che hanno ottenuto un punteggio pari o superiore a 90/100, il doppio rispetto alla passata edizione. Ecco tutti i vincitori dell’annuale edizione del Concorso Enologico Nazionale Douja d’Or. 


La Camera di Commercio di Asti con la collaborazione tecnica dell’O.N.A.V. (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino), come ogni anno bandisce il Concorso Enologico Nazionale per vini a DOC e a DOCG denominato “Premio Douja d’Or“ dove le aziende vinicole interessate inviano ad Asti i campioni di vino delle loro produzioni più prestigiose per le verifiche qualitative.


Sono stati resi noti, nel corso di una conferenza stampa nella sede della Camera di Commercio di Asti, i vincitori del 45° Concorso Enologico Nazionale Douja d’Or. 316 produttori hanno presentato 863 vini doc e docg. Le aziende premiate, che hanno dovuto ottenere una valutazione minima pari a 87/100, sono state 175 per un totale di 299 vini. Tra i 90 produttori piemontesi che hanno ottenuto il riconoscimento, ben 40 sono della provincia di Asti. Come ha dichiarato lo stesso Presidente della Camera di Commercio Erminio Renato Goria.

I vini che hanno ottenuto un punteggio pari o superiore a 90/100, quest’anno sono 48, il doppio rispetto alla passata edizione, e sono stati insigniti dell’Oscar della Douja. Solamente nel Piemonte 19 aziende si sono meritate l’Oscar, 11 in più rispetto al 2016. Le aziende astigiane che hanno ottenuto l’ambito premio sono 6, quattro in più confrontate con l’anno precedente, con 7 etichette premiate a fronte delle 2 dello scorso anno.

L’organizzazione del Concorso è stata affidata come per le passate edizioni all’Onav (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino) la cui sede nazionale è ad Asti. Rispetto alla passata edizione, che ha introdotto per il primo anno una soglia di valutazione più elevata, abbiamo assistito ad un incremento della qualità delle produzioni vinicole presentate in degustazione, ha precisato il Presidente Goria, segno di una costante crescita e ricerca da parte delle aziende del territorio per raggiungere sempre più alti livelli qualitativi. Tra le novità, la scelta della formula della valutazione dei campioni da parte di ogni singolo degustatore, rispetto a quella collegiale utilizzata nelle passate edizioni.

Altra novità di questa edizione del Concorso, l’attribuzione delle menzioni speciali alle imprese delle provincia di Asti i cui vini doc e docg del territorio hanno ottenuto il punteggio più elevato nell’ambito delle selezioni. 8 sono state le imprese che hanno ottenuto il riconoscimento per le seguenti denominazioni: Alta Langa, Asti, Moscato d’Asti, Barbera d’Asti Superiore Nizza, Brachetto d’Acqui, Grignolino d’Asti e Malvasia di Castelnuovo Don Bosco.

Il punteggio finale attribuito ad ogni campione, spiega il Direttore dell’Onav Michele Alessandria, è il risultato della media delle valutazioni dei componenti la commissione escludendo la votazione più alta e quella più bassa. Da quest’anno è stato anche inserito un tetto massimo per i vini premiati pari al 35%. Tale tetto non è stato raggiunto anche se ci si è avvicinati molto a tale percentuale, tenuto conto che il 2017 è stata un’ottima annata come confermato dall’attribuzione di molti più Oscar rispetto allo scorso anno.

Il Concorso Enologico Nazionale Douja d’Or è una manifestazione che, selezionando il meglio del patrimonio enologico del nostro Paese, riesce sempre più ad essere volano di promozione per le eccellenze vinicole non solamente di Asti e del Monferrato. Parte del territorio astigiano è uno dei migliori esempi di sviluppo integrato e sostenibile, dove natura, cultura e storia, grazie al secolare lavoro dell’uomo, hanno saputo creare un paesaggio dalle peculiarità uniche in tutto il mondo, fino a ottenere dall’UNESCO il riconoscimento di Patrimonio Mondiale ai Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.

Ecco l’elenco dei vini premiati che prenderanno parte al Salone Nazionale che si terrà dall’8 al 17 settembre a Palazzo Ottolenghi www.doujador.it/tutti-i-vini-premiati-2017/

Agroalimentare. Il marchio "Qualità Trentino" per assicurare qualità e riconoscibilità delle produzioni del territorio

Sono i disciplinari a definire la zona delle produzioni e vincolano la provenienza dei prodotti al territorio della provincia di Trento, specificata sul marchio di qualità. Oltre alla zona di provenienza, specificate anche le caratteristiche e le modalità di lavorazione. Da oggi adottati anche per birra, miele e prodotti da frutto.


Assicurare la riconoscibilità nei confronti del consumatore dei prodotti agroalimentari territoriali trentini ad elevato standard di qualità nelle attività di distribuzione, commercializzazione e vendita attraverso un rigoroso processo di certificazione: è questo l’obiettivo che ha portato ad istituire il marchio “Qualità Trentino”.

Il forte legame con il territorio assicurato dai disciplinari quindi. Un impegno che prosegue e anzi si incrementa oggi, con la decisione della Giunta provinciale, su proposta dell’assessore all’agricoltura Michele Dallapiccola, di adottare i disciplinari per i settori agroalimentari della birra, del miele e dei prodotti da frutto e di aggiornare quello della produzione degli ortaggi e loro trasformati e che si vanno ad aggiungere a quelli già approvati per Lampone, Mora, Mirtillo, Ribes, Uva Spina, Mela, Fragola e Fragolina, Ciliegia, Patata, ortaggi e loro trasformati, farina di mais da polenta, latte vaccino o ovicaprino e prodotti lattiero caseari, carni bovine e/o suine lavorate e loro trasformati, prodotti dell’acquacoltura e carni bovine fresche.

Nei disciplinari vengono individuati criteri oggettivi e selettivi e norme più rigorose e specifiche di quelli istituiti dalla legislazione comunitaria e nazionale. Come ha tenuto a sottolinare l’assessore Dallapiccola: “La qualità di vita di un territorio si misura anche dalla qualità delle sue produzioni agroalimentari. E’ anche con questi strumenti che vogliamo vincere la sfida dell’attrattività del nostro territorio”.

“Quello della valorizzazione della qualità dei prodotti del nostro territorio – ha aggiunto l’assessore – è un percorso destinato a proseguire ampliando ulteriormente l’elenco delle eccellenze agroalimentari della nostra terra, che sono frutto di un ambiente sano ma anche di una storia e di una identità”.

Prosegue quindi in Trentino l’investimento, in termini di promozione, di un settore, l’agroalimentare, che riveste un ruolo fondamentale per la tutela dell’agricoltura e favorisce l’inserimento dei giovani agricoltori. Considerando anche che la produzione, la distribuzione e la promozione dei prodotti agricoli ed agroalimentari di qualità riveste un ruolo rilevante anche a livello comunitario.

Il Marchio di Qualità con indicazione di origine si prefigge in primo luogo di comunicare e identificare la qualità del prodotto agroalimentare territoriale secondo criteri noti, oggettivi e selettivi e, in secondo luogo, di specificare l’origine del medesimo. Di conseguenza la conformità ai requisiti di qualità sarà verificata da organismi di controllo indipendenti ed accreditati.

Nel caso di prodotti agroalimentari trentini il marchio, sotto il profilo grafico, sarà armonizzato con il Marchio territoriale, a cui si affiancherà nella prospettiva di sviluppare ulteriormente la promozione di un'immagine unitaria del Trentino sui mercati nazionali ed internazionali, ma anche di promuovere e valorizzare le complementarietà e le sinergie funzionali con le altre forme di promozione dell’offerta distintiva del territorio provinciale.

Il marchio Qualità Trentino è di proprietà della Provincia Autonoma di Trento e la sua gestione è affidata a Trentino Sviluppo S.p.A.  (delibera di Giunta nr. 986 del 13 maggio 2011), oggi Trentino Sviluppo S.p.A.. La proposta grafica risulta conforme alle indicazioni degli Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale approvati dalla Commissione europea nel 2006.

venerdì 21 luglio 2017

Al via la quarta edizione di Che Grana... il Grignolino, l’evento che si propone di contribuire a promuovere e divulgare la conoscenza dello storico vitigno piemontese

Incontri, degustazioni abbinate a prodotti tipici e lo speciale wine tasting alla scoperta delle anime del Grignolino.

Che Grana... il Grignolino si svolgerà come di consueto a Grana, piccolo comune del basso Monferrato nel cuore della produzione del Grignolino d’Asti, che per l'occasione si trasformerà in un banco d’assaggio tutto dedicato allo storico vitigno piemontese. Il Comune di Grana ospita la manifestazione, d’intesa con l’associazione Go Wine da sempre impegnata nella valorizzazione dei vitigni autoctoni italiani.

Go Wine, da sempre impegnata nella valorizzazione dei vitigni autoctoni italiani, ha raccolto l’attenzione di una pattuglia di produttori vinicoli del territorio intenti a richiamare una sempre maggiore attenzione da parte del pubblico, a favore di uno dei vini che storicamente firmano il patrimonio viticolo della regione Piemonte.

I produttori presenti direttamente e disposti lungo il Corso Garibaldi, animeranno le degustazioni raccontando il territorio ed i vini in degustazione. Una speciale Enoteca raccoglierà le etichette di altre aziende in modo da offrire uno spaccato significativo sulla produzione in Piemonte, e nelle diverse denominazioni.

Uno spazio infine sarà riservato ai prodotti tipici, presenti: la Pro Loco di Grana, la Pro Loco di Montemagno e la Farinata "Da Fabrizio", che prepareranno alcune specialità creando un menù da gustare in abbinamento alle degustazioni del Grignolino. Ed inoltre.. Camminata al tramonto nei Vigneti e non mancherà l’intrattenimento musicale a cura di TRIOLINA.

L’ appuntamento è fissato per sabato 22 luglio 2017 dalle ore 19.00 alle ore 23.30.

Le aziende presenti direttamente al banco d'assaggio:

AMELIO LIVIO – Grana (At) ameliovini@virgilio.it
Grignolino d’Asti 2016

CANTINA SOCIALE DI CASTAGNOLE MONFERRATO            
Grignolino d’Asti 2016
Grignolino d’Asti Terre dei Roggeri 2016

CASTAGNERO – Agliano Terme (At) silvia.castagnero@gmail.com
Grignolino d’Asti Ferlingot 2015

CRIVELLI MARCO – Castagnole M.to (At) info@ruchecrivelli.it
Grignolino d’Asti 2016

GARRONE EVASIO E FIGLIO – Grana (At) azienda.garrone@libero.it
Grignolino d’Asti 2016
Grignolino d’Asti 2015

LA FIAMMENGA – Penango (At) tenutalafiammenga@gmail.com
Grignolino d’Asti Gioan 2015

TENUTA DEI RE – Castagnole M.to (At) info@tenutadeire.it
Grignolino d’Asti 2016

TENUTA MONTEMAGNO – Montemagno (At) info@tenutamontemagno.it
Grignolino d’Asti Ruber 2016

I vini delle aziende presenti in Enoteca:

Grignolino d’Asti Emilio 2016
Alemat, Ponzano Monferrato (Al)

Grignolino d’Asti PiandelPrete 2016
Bersano, Nizza Monferrato (At)

Grignolino d’Asti Limonte 2016
Braida di Bologna Giacomo, Rocchetta Tanaro (At)

Grignolino d’Asti 2016
Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli, Agliano Terme (At)

Grignolino d’Asti 2016
Cantina Sociale di Casorzo e zone limitrofe, Casorzo (At)

Grignolino d’Asti 2016
Cantine Post dal Vin, Terre del Barbera, Rocchetta Tanaro (At)

Grignolino d’Asti San Patelu 2016
Crotin 1897, Maretto (At)

Grignolino d’Asti Il Grignolino di Gianni Doglia 2016
Doglia Gianni, Castagnole Lanze (At)

Grignolino d’Asti L’Anarchico Testabalorda 2016
Durando Fratelli, Portacomaro (At)

Grignolino d’Asti Montalto 2016
Gatto Pierfrancesco, Castagnole Monferrato (At)

Grignolino d’Asti Brunot 2016
Goggiano, Refrancore (At)

Grignolino d’Asti 2016
Marchesi Incisa della Rocchetta, Rocchetta Tanaro (At)

Grignolino d’Asti Fiortere 2016
Rabino Marco, Montaldo Scarampi (At)

Grignolino d’Asti Casalina Bio 2016
Rovero Fratelli, Asti

Grignolino d'Asti Arlandino 2015
Tenuta Santa Caterina, Grazzano Badoglio (At)

Grignolino del Monferrato Casalese Bricco del Bosco 2016
Accornero Giulio, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Grignò 2016
Beccaria Davide, Ozzano Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese 2016
Buzio Oreste, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Celio 2015
Canato Marco, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Il Ruvo 2016
Castello di Gabiano, Gabiano (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Gaudio 2016
Gaudio, Bricco Mondalino, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Tumas 2014
La Scamuzza, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese 2015
Olivetta, Castelletto Merli (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese .G 2016
Vicara, Rosignano Monferrato (Al)

Vino Rosso Ciuchinoi (100% uve Grignolino) 2016
Carussin, San Marzano Oliveto (At)

Vino Rosso Il Cornalasca (100% uve Grignolino)
Saccoletto Daniele, San Giorgio Monferrato (Al)

IL PROGRAMMA

SABATO 22 LUGLIO 2017

ore 17.00: convegno di presentazione

 ore 19.00: apertura dei banchi d’assaggio alla presenza dei produttori; punto gastronomicoe intrattenimento musicale.

 ore 20: wine tasting libero e alla cieca (a favore di professionisti ed enoappassionati, gratuito su prenotazione)

 Ore 23.30: chiusura delle degustazioni.

Costo delle degustazione del Grignolino euro 8,00 (degustazioni illimitate)

Un wine tasting per saperne di più…
Nell’ambito del programma dell’evento, Go Wine promuove un tasting alla cieca, riservato a quanti intendano approfondire le loro conoscenze sulla varietà e sui diversi stili di produzione.Il tasting si svolgerà con orario libero dalle 20, esclusivamente si prenotazione e a favore di coloro che partecipano come pubblico al banco d’assaggio.

Per prenotazioni contattare il numero 0173 364631 oppure inviare una e-mail a stampa.eventi@gowinet.it

Il menù di “Che Grana…il Grignolino”

Pro Loco di Grana
Acciughe Fritte
Agnolotti
Panna Cotta

Pro Loco di Montemagno
Verdure in pastella
Bruschette

Da Fabrizio
Farinata

Convengo inaugurale
Ore 17,00 in Via delle Scuole

 Intervengono:
sig. Cristiano Gavazza
Sindaco del Comune di Grana

dott. Filippo Mobrici
Presidente del Consorzio Tutela Vini d’Asti e del Monferrato

sig.ra Piera Genta
Giornalista de italiaatavola.it

sig. Mauro Giacomo Bertolli
Giornalista de food24 (Il Sole 24 Ore) e italiadelvino.it

avv. Massimo Corrado
Presidente Associazione Go Wine

Con la collaborazione e organizzazione  del Comune di Grana

Per informazioni

tel. 0173 364631
stampa.eventi@gowinet.it
www. gowinet.it

50 TOP PIZZA: È “PEPE IN GRANI” DI FRANCO PEPE LA MIGLIORE PIZZERIA D’ITALIA DEL 2017

Nella top 50 “comanda” la Campania con 19 locali; staccate Lazio (6) e Toscana (5). Ecco la classifica completa.

Migliore Pizzeria di Stile Napoletano fuori dall’Italia a Ober Mamma (Parigi). A Enzo Coccia il Premio alla Carriera, Ciccio Vitiello Giovane dell’anno. Seguono sul podio “Gino Sorbillo ai Tribunali” e “Francesco & Salvatore Salvo”. A Francesco Martucci de “I Masanielli” il Premio Speciale Pizzaiolo dell’anno. 

È “Pepe in Grani” la migliore pizzeria d’Italia del 2017 secondo 50 Top Pizza, la prima guida on line interamente dedicata alle pizzerie del Bel Paese, firmata dal giornalista enogastronomico Luciano Pignataro, da Albert Sapere e Barbara Guerra, curatori delle Strade della Mozzarella (LSDM), ed edita da Formamentis. Il locale di Caiazzo (Caserta) del maestro Franco Pepe si è aggiudicato il gradino più alto del podio della classifica stilata in forma anonima da 100 ispettori sulla base della qualità, ma anche del servizio, della carta dei vini e delle birre, della ricerca e dell’arredamento. In seconda e terza posizione altre due mete sacre dell’arte pizzaiola partenopea: Gino Sorbillo ai Tribunali (Napoli) e Francesco & Salvatore Salvo di San Giorgio a Cremano (Napoli).

Nella serata che ha avuto come teatro la suggestiva sede di Castel dell’Ovo a Napoli, sono state svelate le prime 50 posizioni della classifica. Tra queste ben 19 i locali campani, a conferma della naturale leadership che la regione “madrepatria” della pizza continua a detenere. Ad essere ben rappresentata è però tutta la Penisola, a cominciare dal Lazio, che piazza 6 insegne nella top 50; la metà di queste tra l’altro (Sforno, Tonda e Sbanco), portano la firma di un unico interprete: Stefano Callegari. Solo un gradino sotto c’è la Toscana (5); seguono ex aequo Lombardia ed Emilia Romagna (4). Folto il gruppo a quota 2, con Puglia, Sicilia, Abruzzo e Trentino Alto Adige che si uniscono al Veneto, le cui 2 pizzerie sono entrambe posizionate tra le prime 10 dello Stivale. E stiamo parlando de “I Tigli” di Simone Padoan (San Bonifacio - Verona) e “Saporè” di Renato Bosco (San Martino Buon Albergo - Verona). Chiudono Piemonte e Basilicata con un locale.

Assegnati inoltre diversi Premi Speciali. Oltre a quelli, già annunciati, a Isabella De Cham (1947 Pizza Fritta, Napoli) come Pizzaiola dell’anno, a Pierluigi Roscioli (Antico Forno Roscioli, Roma) come Fornaio dell’anno e a “Morsi & Rimorsi” (Aversa - Caserta) come Pizzeria novità dell’anno, sono stati premiati:

Francesco Martucci de I Masanielli (Caserta) come Pizzaiolo dell’anno

Ciccio Vitiello di Casa Vitiello (Caserta) come Giovane dell’anno

Bonci – Pizzarium (Roma) per la Pizza dell’anno (Mozzarella di Bufala Campana a crudo, Funghi Prataioli e Prosciutto Crudo)

Francesco & Salvatore Salvo per la Miglior Carta dei Vini

La Gatta Mangiona (Roma) per la Miglior Carta delle Birre

Berberè (Castelmaggiore - Bologna) per la Miglior Carta degli Oli Extravergine di Oliva

I Tigli per il Miglior Servizio di Sala

La Masardona (Napoli) per la Miglior Proposta dei Fritti

Concettina ai Tre Santi (Napoli) per il Miglior Asporto

Di Matteo (Napoli) per la Frittatina di Pasta dell’anno

Dry (Milano) per il Miglior Comfort e Benessere Complessivo

Fandango Racconti di Grani (Filiano - Potenza) per la Sostenibilità Ambientale

Tonda per la Valorizzazione del Made in Italy

Gino Sorbillo ai Tribunali per la Miglior Comunicazione Web e Social

A Enzo Coccia (Pizzaria La Notizia 94, Napoli) è stato assegnato l’importante Premio alla Carriera

Carmine Donzetti e Vincenzo Esposito, a sorpresa, hanno ricevuto il Premio del Cuore per aver messo la loro arte della pizza al servizio di chi ha bisogno, senza cercare alcuna pubblicità

Migliore Pizzeria di Stile Napoletano fuori dall’Italia a Ober Mamma (Parigi)

“50 Top Pizza - spiegano i tre curatori della guida, Luciano Pignataro, Barbara Guerra e Albert Sapere – oltre ad essere un utilissimo vademecum per chiunque sia in cerca di un’ottima pizza (e noi ne segnaliamo ben 500) in qualsiasi angolo del Paese, rappresenta un vero e proprio viaggio attraverso i diversi stili e prodotti tipici d’Italia. Un omaggio quindi al concetto di alta qualità Made in Italy, legato al totem gastronomico tricolore che ci ha resi celebri nel mondo.”

Ecco la classifica finale dal primo al cinquantesimo posto di 50 Top Pizza:

1 Pepe in Grani – Caiazzo (CE), Campania

2 Gino Sorbillo ai Tribunali – Napoli, Campania

3 Francesco & Salvatore Salvo - San Giorgio a Cremano (NA), Campania

4 Pizzaria La Notizia 94 – Napoli, Campania

5 I Tigli - San Bonifacio (VR), Veneto

6 I Masanielli – Caserta, Campania

7 Concettina Ai Tre Santi – Napoli, Campania

8 50 Kalò - Napoli , Campania

9 La Gatta Mangiona – Roma, Lazio

10 Saporè - San Martino Buon Albergo (VR), Veneto

11 L’Antica Pizzeria Da Michele – Napoli, Campania

12 ‘O Fiore Mio – Faenza, Emilia Romagna

13 Dry – Milano, Lombardia

14 Santarpia – Firenze, Toscana

15 Pizzaria Starita a Materdei – Napoli, Campania

16 Sforno – Roma, Lazio

17 Guglielmo Vuolo a Eccellenze Campane - Napoli, Campania

18 La Masardona – Napoli, Campania

19 La Sorgente - Guardiagrele (CH), Abruzzo

20 La Kambusa - Massarosa (LU), Toscana

21 in Fucina – Roma, Lazio

22 Pizzeria Da Attilio – Napoli, Campania

23 Piccola Piedigrotta - Reggio Emilia, Emilia Romagna

24 Carmnella – Napoli, Campania

25 Pomodoro & Basilico - San Mauro Torinese (TO), Piemonte

26 Percorsi Di Gusto - L'Aquila, Abruzzo

27 Pizzarium – Roma, Lazio

28 Il Vecchio Gazebo - Molfetta (BA), Puglia

29 Berberè - Castelmaggiore (BO), Emilia Romagna

30 Pizzeria Da Albert – Trento, Trentino Alto Adige

31 Casa Vitiello – Caserta, Campania

32 Tonda – Roma, Lazio

33 Korallo Pizza & Drink – Trento, Trentino Alto Adige

34 La Braciera – Palermo, Sicilia

35 La Divina Pizza – Firenze, Toscana

36 Pizzeria Apogeo - Pietrasanta (LU), Toscana

37 Ranzani13 – Bologna, Emilia Romagna

38 Lievito Madre al Duomo – Milano, Lombardia

39 Ristorante Pizzeria Le Parule – Ercolano (NA), Campania

40 Mistral dal 1959 – Palermo, Sicilia

41 La Pizzeria Sud – Firenze, Toscana

42 Pizzeria Montegrigna Tric Trac – Milano, Lombardia

43 10 Diego Vitagliano Pizzeria – Pozzuoli (NA), Campania

44 La Campagnola – Bitritto (BA), Puglia

45 Carlo Sammarco Pizzeria 2.0 – Aversa (CE), Campania

46 Sbanco - Roma, Lazio

47 Marghe – Milano, Lombardia

48 Lievito Madre al Mare – Napoli, Campania

49 Fandango Racconti di Grani - Filiano (PZ), Basilicata

50 Pizzeria Di Matteo – Napoli, Campania

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giovedì 20 luglio 2017

Vino&Ricerca. Nasce la rete SUSGRAPE, il progetto italo-sloveno per l’innovazione sostenibile in viticoltura

Grazie a soluzioni ICT, il progetto SUSGRAPE punta ad abbattere l'uso di sostanze chimiche ed emissioni di CO2 nei vitigni. Allo studio anche lo sviluppo di nuovi biopesticidi.


Introdurre innovazioni a sostegno dei viticoltori italiani e sloveni per produzioni migliori sia dal punto di vista del prodotto sia per quanto riguarda il minor impatto ambientale. E’ questa l’esigenza da cui prende le mosse il progetto transfrontaliero SUSGRAPE – avviato grazie a un finanziamento Interreg V-A Italia-Slovenia 2014-2020 –  coordinato da AREA Science Park.

Attraverso l’adozione di tecnologie ICT in viticoltura, si punta a ottenere  la riduzione dell’uso di sostanze chimiche, delle emissioni di CO2, dei consumi d’acqua per l’irrigazione, aumentando allo stesso tempo la salubrità e la qualità del prodotto finale. L’idea di SUSGRAPE nasce dalla necessità delle aziende vitivinicole partner del progetto di transitare verso modalità di lavorazioni agricole più sostenibili, rispetto a quelle attualmente in uso, nel contrasto alle due patologie che solitamente pregiudicano la salute della pianta e ne compromettono la produzione: la peronospora e l’oidio. Uno dei principali obiettivi è anche saggiare le potenzialità della microbiologia applicata all’agricoltura, attraverso analisi genetiche transfrontaliere delle popolazioni batteriche che caratterizzano le viti, con lo scopo di sviluppare nuovi biopesticidi.

Intorno al progetto è già nata una rete stabile composta da diciassette imprese, due centri ricerca, un’università  –  aperta a nuovi ingressi futuri – tra cui, oltre ad AREA Science Park di Trieste, spiccano il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie – ICGEB, Primo Principio, Camera di Commercio Italo-Slovena di Capodistria, Università del Litorale in Slovenia, Consorzio di Tutela Vini del Collio e Vinakoper, storica azienda vitivinicola slovena con più di 500 ettari di produzione.

“La penetrazione della tecnologia digitale nelle aziende agricole italiane è una priorità inserita nel piano Industria 4.0 del Governo, che nel giro di cinque anni dovrebbe proiettare l’Italia ai vertici europei, aumentando gli ettari lavorati con tecnologie innovative dall’1 al 10% – sottolinea Federico Longobardi, direttore tecnico di Primo Principio. Con SUSGRAPE contiamo di dimostrare al mercato agricolo che chi investe in tecnologie e competenze appropriate ottiene risultati di eccellenza. Poniamo le basi per la diffusione capillare di tecnologia IoT (internet delle cose, o meglio delle piante) in agricoltura, il cui successo sarà ovviamente legato alla sostenibilità economica dell’investimento richiesto ai produttori”.

Con SUSGRAPE sarà sperimentato un Sistema di Supporto Decisionale (DSS) nella gestione della vigna da adottare in due diverse zone agricole sul confine italo-sloveno. Il DSS è composto da un sistema di monitoraggio ambientale associato allo sviluppo di due modelli previsionali agronomici integrati in un software.

Offerte di lavoro. L'OIV cerca un gestore di database vitivinicoli. Data di inizio dell'incarico: 1 ottobre 2017

Le mansioni del canditato ideale, sotto l'autorità del direttore generale, si sostanziano nella creazione e implementazione di un database unico su SQL Server con integrazione, raccolta e utilizzo dei dati esistenti. Partecipazione all'analisi statistica e lo svolgimento di altre funzioni connesse e di segreteria eventualmente necessarie.

L'OIV è un'organizzazione intergovernativa che stabilisce le norme scientifiche e tecniche della filiera vitivinicola a livello mondiale. Si occupa inoltre della raccolta, dell'elaborazione e della diffusione di dati statistici e tecnici, in particolare mediante database statistici relativi alle varietà di vite, alle indicazioni geografiche e ai corsi di formazione internazionali.

I database esistenti sono attualmente gestiti in modo indipendente in Excel e Access e vi è consentito l'accesso parziale e statico attraverso il sito web dell'OIV. Il fine è disporre di un database permanente
che in una fase successiva possa essere utilizzato (per ricerche, rapporti, grafici, ecc.) sia internamente sia attraverso il sito web dell'OIV mediante estrazioni che permettono l'esplorazione visiva e ludica di dati configurabili.

Le condizioni di assunzione sono:

1 – Classificazione: categoria III
Statuto del personale dell'OIV (www.oiv.int – L’OIV – Documenti fondamentali);
2 – periodo di prova di 3 mesi;
3 – regime fiscale proprio delle organizzazioni internazionali (esenzione dalle imposte
sulle retribuzioni);
4 – orario di lavoro: settimana di 39 ore;
5 – congedi annuali: 30 giorni lavorativi;
6 – previdenza sociale e copertura sanitaria;
7 – trattamento retributivo lordo mensile tra 2.523 € e 3.013 € (13 mensilità) [pari a uno
stipendio netto annuale non imponibile compreso tra 25.500 € e 30.600 €], in base alle
qualifiche e all'esperienza + regime indennitario specifico (bonus, indennità di trasferta,
buoni pasto, assegni famigliari e altri).

Qualifiche richieste:

1 – Studi superiori scientifici (laurea specialistica o master) con specializzazione o
conoscenze approfondite in informatica e statistica; esperienza di almeno 3 anni;
2 – padronanza degli strumenti informatici specialistici (Excel, Access, SQL,
HTML, PHP, ecc.);
3 – ottima conoscenza scritta e parlata di almeno due delle lingue ufficiali
dell'Organizzazione: francese, tedesco, inglese, spagnolo e italiano;
4 – essere cittadino di uno Stato membro dell’OIV;
5 – capacità di sintesi e buona capacità analitica e redazionale per l'elaborazione di
rapporti e analisi congiunturali;
6 – la conoscenza del settore vitivinicolo e il possesso di competenze statistiche
settoriali costituiscono un punto a favore;
7 – capacità di gestire il lavoro in funzione delle priorità;
8 – attitudine al lavoro di squadra e alla comunicazione interna ed esterna.

Termine per la presentazione delle domande di assunzione: 31 agosto 2017

Modulo di candidatura

Guide Enogastronomiche. New York Style, Chicago Style, Oceania Style, Asia Style, Nord Europa Style, Giappone Style, Sud America Style, ecco le migliori pizzerie d'oltreoceano

Tappa internazionale per 50 Top Pizza, la prima guida on line interamente dedicata al mondo della pizza, con una classifica stilata in forma anonima da un team di ispettori che si sono basati, oltre che ovviamente sulla qualità delle pizze, anche sul servizio, la carta dei vini e delle birre, la capacità di ricerca e l’arredamento.

Edita da Formamentis, realtà la cui attività è dedicata soprattutto alla formazione professionale nel settore agroalimentare ed enogastronomico, e curata da Barbara Guerra e Albert Sapere, ideatori del fortunato format LSDM (Le Strade della Mozzarella), e da Luciano Pignataro, giornalista che da anni si dedica alla scoperta delle migliori pizzerie italiane, la guida proprio in questi giorni entra nella fase “calda” del suo countdown che porterà proprio oggi, giovedì 20 luglio, negli splendidi spazi di Castel dell’Ovo a Napoli, a scoprire i primi 50 maestri pizzaioli della penisola.

“Ma la pizza ormai è una sorta di patrimonio comune – hanno spiegato i curatori – e quindi, sin dall’inizio, abbiamo pensato che non potesse mancare, nella nostra guida, una sezione internazionale. Abbiamo dunque coinvolto ispettori di tutti i continenti che ci hanno segnalato quei locali che, nei quattro angoli del mondo, fossero in grado di distinguersi nella proposta di uno tra i prodotti più iconici del panorama gastronomico mondiale”.

E dato che, come dicono i newyorkesi “se non accade a New York, semplicemente non è accaduto”, gli organizzatori hanno scelto proprio la Grande Mela come teatro di questa sfida. Location d’eccezione il ristorante Ribalta di Rosario Procino, un posto di cultura e gastronomia partenopea oltreoceano che porta la firma in cucina dello chef Pasquale Cozzolino. In gara i campioni di 7 differenti stili di pizza per un challenge serrato che ha visto arrivare alla finalissima 5 candidati per ognuna delle categorie previste.

Ecco i vincitori, premiati alla presenza, tra gli altri, di Giuseppe Melara, Direttore di Formamentis:

Migliore Pizzeria New York Style: Di Fara Pizza, Brooklyn, NY;

Migliore Pizzeria Chicago Style: The Art of Pizza, Chicago;

Migliore Pizzeria in Oceania: Rosso Pomodoro, Sidney (Australia);

Migliore Pizzeria in Asia: Fire and Ice Pizzeria, Kolkata (India);

Migliore Pizzeria in Nord Europa: Baest, Copenaghen (Danimarca);

Migliore Pizzeria in Giappone: I Love Pizza, Osaka;

Migliore Pizzeria in Sud America: Bràz Pizzeria, Rio de Janeiro (Brasile).

La giuria ha inoltre voluto assegnare un premio speciale sul tema dell’innovazione e sostenibilità a Matthew Kenney’s Vegan Pizzeria 00+Co di New York.

http://www.50toppizza.com/  -  ispettore@50toppizza.com - FB

Dalla viticoltura alla ristorazione: il territorio casertano celebra le sue eccellenze. Ecco il programma

Le eccellenze casertane protagoniste del Casavecchia Wine Festival: l’evento, giunto alla sua terza edizione e promosso dalla Condotta Slow Food Volturno con il patrocinio del Comune di Pontelatone e dell’Associazione Nazionale Città del Vino, è in programma sabato 22 e domenica 23 luglio a Pontelatone (Caserta).

Vite centenaria di Casavevecchia
Due giorni in cui le peculiarità territoriali – dalle espressioni del vitigno autoctono, il Casavecchia di Pontelatone Dop, fino alla gastronomia di qualità con le produzioni tipiche dell’area – saranno declinate in vari momenti ed in diversi contesti: degustazioni, Area Food, Spazio Cultura, convegni, Biodiversità, Laboratori del gusto e gemellaggi, in grado di rappresentare la forte identità del territorio casertano.

Si comincia sabato alle ore 18.30, presso la Cappella dell’Annunziata, con il convegno di apertura sul tema “Promozione e sviluppo enoturistico: strategie e attività sinergiche di sviluppo territoriale”, al quale interverranno Adriana Esperti, Sindaco di Pontelatone, Raffaele Ferraioli, Sindaco di Furore (Salerno) e coordinatore regionale delle Città del Vino della Campania, Peppe Iannicelli, giornalista ed inviato di VG21 e Canale 21, Peppe Chillemi, presidente Strade del Vino Casavecchia di Pontelatone, Raffaele Zito, portavoce presso Agenda 21 per Carditello e i Regi Lagni, Nicola Sorbo, presidente associazione Città-Paesaggio e Raffaele Cutillo, architetto e protagonista di una delle mostre in programma durante l’evento. A moderare l’incontro sarà il giornalista e scrittore Antonio Fiore.

Alle ore 20 apertura del percorso di degustazione del Casavecchia di Pontelatone nelle sue diverse espressioni aziendali: saranno presenti le cantine Agricola Antropoli, Alois, Cantina di Lisandro, Il Verro, Le Fontanelle, Sclavia, Terre del Principe, Vestini Campagnano, Vigne Chigi, Viticoltori del Casavecchia. L’Area Food vedrà la presenza di tre importanti rappresentanti della gastronomia casertana, ristoratori selezionati che serviranno piatti preparati al momento con farine da grani antichi, materia prima esclusivamente da agricoltura biologica, carni selezionate da produttori che lavorano su filiera corta, seguendo rigorosamente la filosofia del "buono, pulito e giusto" che rappresenta il principio fondamentale dell’attività di Slow Food. L’Agriturismo Le Fontanelle presenterà in menu gnocchi con ragù di maiale nero di razza casertana, paccheri (del pastificio Punto e Pasta) al Casavecchia con genovese (cipolla di Alife, presidio Slow Food, dell’azienda agricola Filippelli) di bufalo, arrosticini di maiale nero di razza casertana; il Cast Luxury Event & La Baronia presenteranno un menu con trucioli di fresellina bianca con corbarino Dop, cubotto di bufala e julienne di peperoncino di fiume, millefoglie di mozzarella di bufala Dop (La Baronia) e pomodoro cuore di bue, pizza liquida con coulis di pomodorino del Piennolo, stracciata di bufala, olio EVO di varietà caiazzana e sentori di basilico. Il Ristorante Plinius proporrà al pubblico paccheri (del pastificio Punto e Pasta) del montanaro con pomodoro, basilico, salamella piccante e scaglie di ricotta secca di pecora e stufato di bufala al Casavecchia. Il pane che i visitatori troveranno è del Panificio Fratelli Caputo.

Alle ore 20 presso Piazza Cutillo si terrà il primo Laboratorio del Gusto, incentrato sulla mozzarella, con il Master of Food Armando Palumbo. Alle ore 21, presso Casa Slow Food in Piazza Cutillo, il primo dei due laboratori in programma sul Casavecchia di Pontelatone, per approfondire le caratteristiche della denominazione e le peculiarità della produzione di ciascuna azienda presente: il primo laboratorio sarà guidato da Paolo De Cristofaro, giornalista e assaggiatore (prenotazioni all’indirizzo segreteria@miriadeweb.it). Alle ore 21.30 spazio alla musica in Piazza Cutillo con Giusy Vigliotti Quartet.

Domenica 23 luglio si comincerà alle ore 18.30 presso la Cappella dell’Annunziata con un convegno sul tema “Biodiversità e sostenibilità come volano di crescita dei comuni rurali”. Dopo il saluto degli organizzatori Peppe Santagata e Francesco Scaramuzzo, interverranno Antonio Carusone, Vice Sindaco di Pontelatone, Vincenzo Coppola, fiduciario Slow Food Volturno, Vito Trotta, responsabile regionale del Progetto Presidi e membro della Commissione nazionale biodiversità, Enzo Piccirillo, Slow Food Caserta, Diana Cataldo, esperta di marketing territoriale, Michele Scognamiglio, Scuola di specializzazione in patologia clinica e biochimica clinica dell’Università “Luigi Vanvitelli”, Mario Basco dell’azienda I Cacciagalli. Modera il giornalista Luciano Pignataro.

Alle ore 20 l’apertura del percorso di degustazione e dell’Area Food e, in piazza Cutillo, il secondo Laboratorio del gusto su olio e grani antichi con il fiduciario Slow Food Vincenzo Coppola. Alle ore 21, in Casa Slow Food in Piazza Cutillo, secondo laboratorio di degustazione e approfondimento sul Casavecchia di Pontelatone, guidato da Giuliana Biscardi, degustatore ufficiale AIS, Associazione Italiana Sommelier (prenotazioni all’indirizzo segreteria@miriadeweb.it). Alle ore 21.30 in Piazza Cutillo musica con Simona De Rosa Quartet.

In entrambe le giornate sarà possibile visitare l’installazione di arte multimediale a Palazzo Galpiati realizzata dal maestro Giovanni Izzo e dall'architetto Raffaele Cutillo dal titolo “Città cruda”, la mostra “Ex vite vita. Casavecchia stories” a cura di Enzo Battarra, e le opere di Peppe Ferraro, Battista Marello e Giovanni Tariello. Una intera area, a ridosso del centro storico, sarà destinata in entrambi i giorni ai produttori di Presìdi e alle Comunità di Terra Madre.

Casavecchia Wine Festival sarà un grande palcoscenico culturale a cielo aperto per una delle denominazioni d’eccellenza della Campania, il Casavecchia di Pontelatone Dop, la cui zona di produzione ingloba 8 comuni, dislocati tra la piana di Pontelatone e la fascia collinare che si affaccia verso il Matese e il Sannio, tra Castel Campagnano e Ruviano - con l’obiettivo di creare un’occasione di incontro tra operatori del settore vitivinicolo, agroalimentare e turistico sviluppando sinergie di promozione e commercializzazione, contribuendo alla realizzazione di un sistema di offerta turistico-enogastronomica basato sulle risorse autoctone. 

Per informazioni è possibile collegarsi alla pagina Facebook CasavecchiaWineFestival oppure contattare i numeri 338.7543231 - 349.7253207).