giovedì 26 aprile 2018

Congiuntura vitivinicola mondiale: evoluzioni e tendenze. Ecco i dati OIV

L'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) ha presentato presso la sede di Parigi i dati sul potenziale produttivo viticolo, il bilancio del raccolto e la situazione del mercato e degli scambi internazionali nel 2017. 




Produzione bassa, consumo ben orientato e prosecuzione dell'internazionalizzazione degli scambi. Questo in sintesi quello che emerge dai dati sulla congiuntura vitivinicola mondiale. In dettaglio nel 2017 sono stati prodotti 250 Mio hl di vino, una produzione storicamente bassa, in calo dell'8,6% rispetto all'anno precedente, le cui cause sono da ricercarsi in particolare nelle condizioni climatiche sfavorevoli nell'UE (-14,6% rispetto al 2016). I consumi si attestano invece a 243 Mio hl di vino che risultano di fatto quasi stabilizzati dopo la crisi economica del 2008 e che segna una tendenza positiva da 3 anni. Per quanto riguarda il commercio mondiale di vino, il saldo è molto positivo sia per volume (108 Mio hl, +3,4% rispetto al 2016) sia per valore (30 Mrd EUR, +4,8% rispetto al 2016).

Dal 2008, stabilizzazione del vigneto mondiale a 7,6 Mio ha

Il dato fa riferimento al vigneto mondiale destinato alla produzione di uva da vino, uva da tavola o uva passa, già in produzione o non ancora in produzione. Nel 2017 si riduce il ritmo di crescita del vigneto cinese (+6 mha), mentre diminuisce la dimensione dei vigneti turco (-20 mha) e spagnolo (-8 mha). In Europa, il solo vigneto in crescita è quello italiano (+5 mha). La Spagna rimane saldamente in testa per quanto riguarda le superfici coltivate, con circa 1 Mio ha di vigneti, davanti alla Cina (0,87 Mio ha) e alla Francia (0,79 Mio ha).

Produzione mondiale di vino storicamente bassa

La produzione mondiale di vino (esclusi succhi e mosti) nel 2017 cade a 250 Mio hl, segnando un calo del 8,6% rispetto al 2016. L'Italia (42,5 Mio hl) si conferma primo produttore mondiale, seguita dalla Francia (36,7 Mio hl) e dalla Spagna (32,1 Mio hl). Il livello di produzione rimane alto negli Stati Uniti d'America (23,3 Mio hl) e in Australia (13,7 Mio hl). In America del Sud, dopo una vendemmia 2016 fortemente segnata dall'influenza de El Niño, le produzioni vinicole si sono evolute in modi differenti. Mentre in Argentina (11,8 Mio hl) e in Brasile (3,4 Mio hl) si è registrata una crescita rispetto al 2016, tornando a livelli di produzione medi, la produzione cilena è in calo per il secondo anno consecutivo, attestandosi a 9,5 Mio hl. Il livello di produzione del Sud Africa si stabilizza a 10,8 Mio hl, ossia in crescita del 2,6% rispetto al 2016.

Il consumo mondiale di vino è stabile a 243 Mio hl

Il consumo di vino del 2017 è stimato in 243 Mio hl, in leggera crescita rispetto all'anno precedente. Dopo la flessione dovuta alla crisi economica del 2008/2009, il consumo mondiale di vino ritrova un'evoluzione positiva. Questa tendenza alla crescita si osserva dal 2014. Con 32,6 Mio hl di vino consumati nel 2017, gli USA confermano la posizione di 1º consumatore mondiale, detenuta dal 2011, seguiti da Francia (27 Mio hl), Italia (22,6 Mio hl), Germania (20,2 Mio hl) e Cina (17,9 Mio hl). Il calo del consumo nei paesi storicamente consumatori (Francia, Italia e Spagna) sembra essersi stabilizzato, mentre il consumo negli Stati Uniti d'America, in Cina e in Australia continua a crescere.

Commercio internazionale: aumento del volume e del valore

Nel 2017, il commercio mondiale di vino è aumentato in termini di volume (+3,4%, 108 Mio hl), e ha continuato a crescere in termini di valore, attestandosi a 30 Mrd EUR (+4,8% rispetto al 2016). L'entità di questi scambi è stata sospinta in particolare dalla crescita delle esportazioni dei vini spumanti (+11,2% in volume e +8,9% in valore rispetto al 2016). Queste cifre confermano la crescente internazionalizzazione del mercato del vino.

Prime stime dei raccolti 2018 nell'emisfero australe

I Paesi considerati sono Sud Africa, Argentina, Brasile, Cile, Uruguay, Australia, Nuova Zelanda. Il livello di produzione nell'emisfero sud rimane stabile nel 2017 (52,7 Mio hl). Questa apparente stabilità è il risultato di evoluzioni diverse: sebbene le previsioni per Argentina, Cile, Nuova Zelanda e Uruguay siano positive, la produzione di vino 2018 in Sud Africa (fortemente influenzata dalla siccità), in Australia e in Brasile sarà inferiore rispetto al 2017.

Volevo ricordare che l'OIV è un organismo intergovernativo a carattere scientifico e tecnico avente una competenza riconosciuta nel settore della vite, del vino, delle bevande a base di vino, delle uve da tavola, dell'uva passa e degli altri prodotti della vitivinicoltura. Si compone di 46 Stati membri. Nel suo settore di competenze, l'Organizzazione persegue i seguenti obiettivi: indicare ai propri membri le misure atte a tenere conto delle esigenze dei produttori, dei consumatori e degli altri operatori del settore vitivinicolo, sostenere le altre organizzazioni internazionali intergovernative e non governative, segnatamente quelle che svolgono attività normative, contribuire all'armonizzazione internazionale delle pratiche e delle norme esistenti e, all'occorrenza, all'elaborazione di nuove norme internazionali atte a migliorare le condizioni di produzione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli, come pure alla presa in considerazione degli interessi dei consumatori.