venerdì 20 luglio 2018

Enovitis Extrême, la viticoltura eroica diventa protagonista. Successo della prima edizione in Valle d'Aosta

All'evento presenti oltre 45 espositori con più di 100 macchine in prova e circa 500 visitatori durante la giornata. Luigi Bersano (Consigliere UIV): “Promuovere questa pratica e mandare un messaggio culturale alla politica per la tutela e la valorizzazione dei vigneti eroici”.




“La viticoltura eroica italiana ed europea ha da oggi, finalmente, una manifestazione “dedicata” tesa a valorizzare tante realtà produttive diverse di grande importanza sociale e culturale, oltre che economica. Con Enovitis Extrême siamo riusciti come Unione Italiana Vini, grazie alla collaborazione con CERVIM, VIVAL e la Regione Autonoma Valle d’Aosta, a completare il quadro delle manifestazioni dedicate alle tecnologie per la viticoltura, insieme a Enovitis in campo e a Enovitis Business di Milano, realizzata in concomitanza con SIMEI. Oltre che un luogo di promozione, questo appuntamento vuole facilitare l’incontro tra produttori e l’offerta dell’industria, ma è anche un’occasione per lanciare un messaggio culturale alla politica, alle istituzioni e ai mercati sulla necessità di salvaguardare, tutelare e valorizzare questa nicchia della viticoltura”.

Così Luigi Bersano, consigliere di Unione Italiana Vini, interviene durante la prima edizione di Enovitis Extrême, la nuova fiera dinamica e itinerante dedicata al mondo della viticoltura eroica organizzata da UIV in collaborazione con CERVIM (Centro Ricerca per la Viticoltura di Montagna), con il supporto di VIVAL (Associazione Viticoltori Valle D’Aosta) e il patrocinio della Regione Autonoma Valle d’Aosta.

Come vi avevo annunciato la manifestazione si è svolta ieri, giovedì 19 luglio, a Quart (AO) nei suggestivi vigneti della Società agricola Grosjean Vins, una realtà che conduce direttamente circa 15 ettari di vigna e produce poco meno di 150.000 bottiglie ogni anno. Oltre 500 i visitatori che hanno contribuito a fare dell’evento un momento qualificato di confronto e aggiornamento professionale, che ha consentito a più di 45 espositori con più di 100 macchine in dimostrazione di presentare le innovazioni possibili per l’affascinante sistema della viticoltura eroica.

Numerosi i visitatori giunti – oltre che dalla Valle d’Aosta e dal Piemonte – da Lombardia, Veneto, Toscana, Liguria, Puglia e Lazio e, a testimonianza del valore della pratica ‘eroica’ in Europa, da Francia, Svizzera, Spagna e Belgio.

giovedì 19 luglio 2018

Export agroalimentare, nei primi 5 mesi del 2018 l'Italia corre più dei competitor

In uno scenario di mercato poco favorevole agli scambi commerciali internazionali, l’agroalimentare italiano continua la sua corsa nelle esportazioni, mettendo a segno una crescita nei primi 5 mesi dell’anno pari al +3,5%, una tra le performance più alte se confrontate con i diretti competitor - solo la Francia cresce di più +4%) - mentre la Germania non va oltre il +1%, la Spagna arretra dell’1%, Usa -8%. 



Merito di dinamiche di crescita non solo nei mercati tradizionali (Ue e Nord America, dove i prodotti italiani “sovraperformano” la variazione media delle importazioni) ma anche in quelli “emergenti” dell’Est Europa. È il caso della Polonia, le cui importazioni di Food&Beverage dall’Italia sono aumentate negli ultimi cinque anni di oltre il 46%, un mercato che sarà oggetto di approfondimento – assieme agli impatti della Brexit – del Forum Agrifood Monitor 2018 che si terrà il prossimo 28 settembre a Bologna.

Tra inasprimento dei dazi, ritorno al protezionismo, accordi di libero scambio non ratificati e la Brexit alle porte, l’export agroalimentare dell’Italia in questo (quasi) primo giro di boa del 2018 continua a correre mettendo a segno un +3,5% rispetto all’anno precedente (gennaio-maggio 2018 su stesso periodo 2017 a valore).

“Non dobbiamo però farci ingannare, dato che al momento ci troviamo ancora in una fase di “minacce” e non di “ostacoli” nel senso che tutte le problematiche appena descritte prefigurano uno scenario futuro benché potenzialmente imminente.” ricorda Denis Pantini, Responsabile Area Agroalimentare di Nomisma. In effetti, andando ad analizzare la crescita dell’export italiano per singolo mercato di destinazione, si evince come in molti di quelli oggi sotto “osservazione” per i rischi sopra citati, le esportazioni agroalimentari del nostro paese stanno correndo più di quelle dei concorrenti.

Se negli Usa le importazioni totali di prodotti agroalimentari hanno fatto registrare (a valore) un calo del 4% nel periodo analizzato, quelle dal nostro paese sono invece cresciute del 4,5%. Trend analogo in Canada: a fronte di una riduzione dell’import agroalimentare complessivo del 6,8%, quello di prodotti italiani è aumentato del 4%. Venendo in Europa si registra un incremento dell’import agroalimentare dall’Italia del 2,6% nel Regno Unito (rispetto ad un -2,4% a livello totale) mentre in Germania le importazioni dall’Italia sono cresciute del 5,8%. Infine il Giappone, con il quale si è appena chiuso l’Accordo di Partenariato Economico (Jefta) dove anche in questo caso l’import agroalimentare dal nostro paese è cresciuto del +1,6% contro una riduzione complessiva del 5,3%.

In buona sostanza “un’Italia in netta controtendenza che “fa meglio del mercato”, per usare un termine tanto caro ai trader di Borsa, e che invita a valutare con attenzione i possibili impatti per il settore agroalimentare italiano che potrebbero derivare da una riduzione della spinta propulsiva che il commercio internazionale ha impresso alla crescita delle nostre imprese”, conclude Pantini.

Spinta propulsiva che, in una comparazione tra top exporter in questa prima parte dell’anno, sta ponendo l’Italia al di sopra di tutti, eccezion fatta per la Francia che ci supera per pochi decimali in termini di crescita nell’export. Merito anche dei buoni risultati registrati al di fuori dei mercati tradizionali dell’Europa Occidentale o del Nord America come nel caso del Messico (dove l’export agroalimentare italiano cresce del 23%), della Corea del Sud (+20%), della Romania (+13%) o della Polonia (+8%), dove negli ultimi cinque anni le importazioni di food&beverage dal nostro paese sono aumentate del 46%, grazie anche ad un consumatore locale che ha potuto godere di un maggior livello di benessere e che in prospettiva dovrebbe veder crescere ancora i propri redditi (+18% le previsioni di aumento del pil pro-capite in Polonia nel prossimo quinquennio).

Ed è proprio in relazione a queste performance e al ruolo fondamentale dell’export per la sostenibilità economica delle nostre imprese agroalimentari che la valutazione delle opportunità esistenti nonché dei possibili impatti derivanti dalle diverse minacce che si prospettano all’orizzonte dello scenario di mercato saranno i due temi di approfondimento che il Forum Agrifood Monitor 2018 affronterà il prossimo 28 settembre. Il Forum sarà occasione per esaminare i possibili effetti derivanti dalla Brexit sul sistema agroalimentare italiano e per analizzare il posizionamento, reputazione e percezione che il food&beverage (in particolare i salumi “made in Italy”) detiene presso il consumatore polacco.

Formazione. L’ AgriAcademy di Ismea fa tappa a Bari. 80 giovani agricoltori per la formazione 4.0

Dopo la sessione di Roma e Bologna, le master class di Agricoltura 4.0, digital transformation, internazionalizzazionee marketing si spostano dal 20 al 22 luglio nel capoluogo pugliese. 80 i giovani agricoltori coinvolti, dei 206 ammessi al Programma di formazione.




Si confronteranno su tematiche innovative, ascolteranno esperienze e testimonianze da cui trarre ispirazione, si divideranno in gruppi e, con l’aiuto di professionisti del settore, presenteranno, alla fine del percorso formativo, un proprio progetto di impresa agricola all’avanguardia. Questa la sfida per 80 giovani agricoltori, 17 donne e 63 uomini,che dal 20 al 22 luglio parteciperanno a Bari, all’Hotel Mercure Villa Romanazzi Carducci, al terzo corso dell’Agriacademy di Ismea. 

Si tratta di imprenditori under 40, titolari di aziende agricole selezionate in base alla vocazione all’export e/o innovazione, sostenibilità ambientale, qualità delle produzioni e multifunzionalità.Alla tappa di Bari ci saranno soprattutto aziende del sud, provenienti prevalentemente da Puglia, Calabria, Sicilia, Campagna e Lazio, ma anche da Toscana e Sardegna. 

COM’E’ STRUTTURATO IL CORSO

Lezioni frontali in aula, laboratori pratici, testimonianze e momenti sociali informali servono a stimolare l’attività di netwoking, mentre gli argomenti trattati spaziano da tematiche di stringente attualità come l’agricoltura 4.0, la smart agrifoode la digital transformation, alle strategie di marketing, brand management, e internazionalizzazione.

A facilitare i momenti di condivisione, accoglienza e networking, il team di Vazapp che attraverso il format Contadinner aiuterà i giovani a creare relazioni profonde,sia professionali che di amicizia. Un nuovo modello di networking unico nel suo genere. “Far sentire a casa le persone” questo è l’obiettivo della Contadinner, quando ti senti a casa ti fai casa per accogliere la diversità dell’altro, esci fuori dalla solitudine, dall’individualismo e benedici chi ti sta affianco, il confinante in questo caso. All’interno del team, architetti, social media manager, motivatori, fotografi, videomaker professionisti e docenti dell’Università di Foggia che, rielaborando i dati raccolti durante Le serate, daranno spunti di riflessione a chi si occupa di agricoltura e vorrà accogliere i sogni e i bisogni delle giovani aziende. 

#AgriAcademyè il programma di alta formazione su innovazione ed export promosso in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestalie rivolto, in totale, a 206 giovani imprenditori agricoli vincitori del bando "promuovere lo spirito e la cultura d'impresa". Prevede due week end, uno estivo e uno autunnale, in tre sedi diverse: Roma, Bologna e Bari. Il corso di Bari segue l'alta formazione che si è tenuta a Roma dal 22 al 24 giugno e a Bologna dal 12 al 14 luglio. 

L'AgriAcademy di Ismea si avvale della collaborazione con l'Università di Brescia, il Politecnico di Milano, la Sapienza di Roma, l'Università del Sannio e l’Osservatorio Smart Agrifood. Vede tra i docenti: professori universitari, ricercatori, esperti di settore, economisti e direttori di aziende molto note. 

Per saperne di più www.agriacademy.it/ 

Agricoltura e ricerca, CREA: ricerca e innovazione in campo per una filiera cerealicola di qualità 100% italiana

Le innovazioni in agricoltura per le colture di pieno campo di cereali a paglia e specie orticole, dalla meccanizzazione alle tecnologie e alle tecniche agronomiche che aumentano le rese in maniera sostenibile, all’agricoltura di precisione e alla conservativa, fino all’orticoltura di precisione. In poche parole: valorizzazione della filiera cerealicola di qualità. 




Saranno questi i temi al centro dell’evento di domani Nova Agricoltura in campo, organizzato dal CREA, in collaborazione con Edagricole, a Foggia, presso la sede del CREA Cerealicolture e colture Industriali (S.S. 673 km 25,200).

Gli imprenditori e i produttori agricoli, quindi, potranno toccare con mano le principali innovazioni disponibili per una gestione sostenibile delle attività colturali, sia da un punto di vista ambientale che economico. I ricercatori del CREA, infatti, illustreranno le nuove tecniche di miglioramento genetico per il potenziamento quali-quantitativo delle produzioni di interesse agronomico e le tecnologie applicate ai droni per la caratterizzazione delle varietà. Ma non solo. Lo sviluppo di sensori per il monitoraggio delle informazioni ambientali (pianta/suolo/aria) e di software per l’elaborazione dei dati, e, l’internet of things, nuove tecnologie cioè in grado di certificare la qualità, l’origine e le tecniche di produzione nel mercato interno, ma anche in quello internazionale.

«Giornate come queste – commenta Salvatore Parlato, Presidente del CREA durante il convegno Ricerca e innovazione per la filiera della pasta 100% italiana – sono particolarmente significative per illustrare le potenzialità degli strumenti innovativi disponibili per la salvaguardia e la valorizzazione diun’eccellenza italiana, quella del grano duro e della sua filiera. L’agricoltura 4.0, in particolare, introduce un nuovo paradigma nella definizione e gestione delle filiere, sfruttando le potenzialità delle tecnologie digitali non solo per migliorare gli aspetti della produzione, ma per migliorare e certificare le caratteristichequalitative, nutrizionali e ambientali dei prodotti agli occhi di un consumatore sempre più esigente ed attento alla qualità, alla storia e alle condizioni ambientali del prodotto».

«Innovazione e qualità, un binomio inscindibile per rafforzare la competitività dell’agroalimentare italiano - spiega Alessandra Pesce  Sottosegretario di Stato delle politiche agricole alimentari e forestali. «L’incontro tra la domanda e l’offerta di ricerca permetterà di avere un’agricoltura sempre più sostenibile che premi non solo gli imprenditori e i produttori ma anche i consumatori sempre più attenti alla salvaguardia dell’ambiente e alla qualità del prodotto finale».

Viticoltura e Ricerca, Drosophila suzukii: analizzati i marcatori rilasciati dall'insetto durante l’oviposizione. Saranno utilizzati nella lotta integrata

L’unità di entomologia agraria di San Michele all’Adige ha caratterizzato per la prima volta i marcatori rilasciati da Drosophila suzukii - meglio conosciuto come moscerino della frutta -  durante l’oviposizione per utilizzarli nella lotta integrata. Per la ricerca premiata al Congresso europeo di Entomologia Gabriella Tait, dottoranda FEM. 





Gabriella Tait, dottoranda alla Fondazione Edmund Mach, è stata premiata per la sua presentazione orale all’undicesimo Congresso Europeo di Entomologia svoltosi dal 2 al 6 luglio a Napoli. La ricercatrice trentina ha convinto la giuria di esperti con uno speech sulla lotta integrata al moscerino della frutta Drosophila suzukii. L’unità di entomologia agraria di San Michele all’Adige, infatti, per la prima volta ha caratterizzato i marcatori rilasciati dagli insetti durante l’oviposizione come possibili strumenti per interferire sulla diffusione della Drosophila, specie aliena particolarmente dannosa per i piccoli frutti.

Gabriella Tait, laureata in Biologia a Pavia e vincitrice di una borsa di dottorato in convenzione con l’Università degli studi di Udine, ha ottenuto il riconoscimento assieme ad altri quattro studenti da Svezia, Belgio, Polonia e Stati Uniti durante il Congresso organizzato a Napoli dall’Accademia nazionale italiana di entomologia, dalla Società entomologica italiana e dall’Università di Napoli. All’evento, il più importante meeting europeo sul tema, hanno partecipato oltre un migliaio di esperti da 65 Paesi, con 500 speaker intervenuti in cinque giorni.

La presentazione della dottoranda trentina è stata inserita nella sezione “Chemical ecology and multitrophic interactions”. Nei quindici minuti a disposizione, Gabriella Tait ha illustrato il suo lavoro sulle dinamiche di oviposizione della Drosophila suzukii, che hanno messo in evidenza come il parassita tenda a marcare la superficie del frutto con un liquido la cui funzione e presenza non era mai stata evidenziata in passato. Gli esperimenti di laboratorio hanno permesso di definire la composizione del liquido e dimostrare come la marcatura sia in effetti un indicatore per le altre femmine di un buon substrato di crescita per la progenie. In questo modo le femmine di Drosophila risultano attratte dai frutti marcati.

Grazie a queste nuove informazioni sarà possibile mettere a punto nuove tecniche di attrazione, di interferenza e di manipolazione del movimento dell’insetto, basandosi direttamente su ciò che la specie produce naturalmente. Il premio è un’ulteriore conferma del valore della ricerca FEM nel settore entomologico, dopo la realizzazione del primo vigneto vibrazionale al mondo.

venerdì 13 luglio 2018

Vino&Lavoro. Coldiretti: metà dei voucher per la vendemmia, fare presto

Occorre fare presto perché circa la metà dei voucher in agricoltura viene impiegata per la raccolta delle uve. Così Roberto Moncalvo all’Assemblea annuale di Coldiretti. Secondo un sondaggio Coldiretti/Ixe’, il 68% dei giovani italiani sarebbe disponibile a partecipare alla vendemmia che quest’anno parte con gli inizi di agosto.




Il ritorno nei campi dei voucher è stato accolto molto positivamente da parte della Coldiretti, in quanto circa 50mila posti di lavoro occasionali possono essere recuperati con trasparenza nelle attività stagionali in campagna dove con l’estate sono iniziate le attività di raccolta e presto ci sarà la vendemmia.

E' stato il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio, il fautore della reintroduzione dei voucher per le attività in agricoltura e per le colf, una presa di posizione importante che è stata fortemente sostenuta dalla Coldiretti dopo che la riforma ha di fatto azzerato questa opportunità in agricoltura che consente di integrare il reddito delle categorie più deboli ma anche per avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti o mantenere attivi anziani pensionati

I voucher rispondono a esigenze di specifici settori come quello dell’agricoltura, ha detto Di Maio presente all'Assemblea annuale di Coldiretti che si è aperta questa mattina a Roma. "A queste condizioni noi ci stiamo, se invece qualcuno vuole introdurli per sfruttare i lavoratori noi alzeremo un muro di cemento armato". Per quanto riguarda le reintroduzione delle causali nei contratti a termine, il leader del Movimento Cinque Stelle spiega che "i contratti stagionali hanno una loro disciplina, adesso sta girando questa fake news secondo cui io avrei mollato sulle causali dei contratti stagionali, ma i contratti stagionali non hanno mai avuto le causali; hanno una loro disciplina". "Abbiamo reintrodotto, con il decreto dignità, le causali per i contratti a termine generici, quelli che si occupano in generale del tempo determinato”, ha poi continuato Di Maio., concludendo che per scongiurare gli abusi nell’utilizzo dei voucher “dobbiamo scrivere la norma molto bene. La scriveremo insieme alle categorie, insieme a Coldiretti, insieme al mondo rappresentativo dell’agricoltura in modo tale che possano essere funzionali e non uno strumento che si presti ad abusi”.

I voucher erano stati introdotti per la prima volta in via sperimentale nel 2008 per la vendemmia proprio per le peculiarità dell’offerta di lavoro nelle campagne. Nel corso degli anni successivi l’agricoltura è stata l’unico settore che è rimasto praticamente fedele all’originaria disciplina “sperimentale” con tutte le iniziali limitazioni (solo lavoro stagionale e solo pensionati e studenti) a differenza de altri settori. Non è un caso che il numero di voucher impiegati in agricoltura sia praticamente rimasto stabile dal 2011 senza gli abusi che si sono verificati in altri settori. In agricoltura sono stati venduti nell’ultimo anno prima dell’abrogazione circa 2 milioni di voucher, più o meno gli stessi dei 5 anni precedenti pari all’incirca a 350mila giornate/anno di lavoro che hanno aiutato ad avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti e a mantenere attivi molti anziani pensionati nelle campagne.

Ora occorre fare presto poiché l’estate coincide con il periodo di maggior impiego di lavoro nelle campagne a partire dalle attività di raccolta di verdura e frutta come albicocche o pesche, fino ad arrivare appunto alla vendemmia che quest'anno inizierà i primi di Agosto e si concentrerà nel mese di settembre. Secondo un sondaggio Coldiretti/Ixe’ il 68% dei giovani italiani sarebbe disponibile a partecipare alla vendemmia o alla raccolta della frutta. I voucher sono quindi uno strumento positivo per l’economia e il lavoro dei territori interessati ma sono anche validi nel favorire l’emersione del sommerso.

“L’Italia non può permettersi di perdere le grandi opportunità di lavoro che vengono da uno dei settori più dinamici dell’economia” ha detto il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, sottolineando l’importanza di “assicurare al settore uno strumento che semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego e dall’altra generi opportunità di integrazione al reddito di cui c’è particolarmente bisogno”.

giovedì 12 luglio 2018

Promuovere la sostenibilità in agricoltura, si rinnova partnership tra FAO ed enti di ricerca italiani

Siglato il rinnovo dell’accordo fra FAO e gli enti di ricerca italiani: CNR, CREA, ENEA, ISPRA. La partnership per promuovere la sostenibilità in agricoltura verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile.




Innovazione agricola, cambiamenti climatici, nuove tecnologie e protocolli per la qualità del cibo e della nutrizione umana, gestione del suolo e delle risorse idriche e qualità degli ecosistemi. Sono questi i temi principali della rinnovata collaborazione fra il CREA, insieme ai CNR, ENEA ed ISPRA, e la FAO.

La partnership, della durata di 3 anni, è fondata sulla condivisione delle conoscenze e sullo sviluppo di nuove iniziative basate su un approccio olistico alla sostenibilità per centrare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Per far fronte alla crescente domanda di cibo nel 2050 la produzione agricola dovrà aumentare di circa il 50 per cento rispetto ai valori del 2012 (secondo le stime FAO). La ricerca, quindi, ricoprirà un ruolo cruciale per trovare il giusto equilibrio tra aumentare la produttività agricola, gestire in modo sostenibile le preziose risorse naturali e conservare gli ecosistemi.

«Il trasferimento dell’innovazione verso gli agricoltori, i produttori a livello familiare e i piccoli proprietari – ha dichiarato Salvatore Parlato, Presidente del CREA – è di fondamentale importanza per imprimere un cambiamento significativo nei sistemi agricoli. Non vanno assolutamente trascurate, inoltre, le potenzialità offerte dai 4 maggiori enti di ricerca italiana, che sono in grado di realizzare a pochissima distanza dalle sede della FAO attività dimostrative e di formazione presso le aziende e i centri di ricerca del polo romano».

mercoledì 11 luglio 2018

Ricerca, innovazione e divulgazione, al via in Val d'Aosta Enovitis Extrême, la prima manifestazione dedicata alle tecnologie per la viticoltura eroica

In Val d'Aosta la prima edizione di Enovitis Extrême avrà l'obiettivo di andare incontro alle esigenze delle aziende del settore ‘eroico’ presentando le tecnologie più avanzate in ambito vitivinicolo e le diverse soluzioni per facilitare una tipologia di coltivazione molto impegnativa.




Enovitis Extrême, tutta incentrata sulla viticoltura di montagna, si svolgerà il 19 luglio 2018 a Quart, in Val d'Aosta, presso la storica Società Agricola Grosjean all’interno nel vigneto ‘Rovettaz’. L’evento, dedicato alle tecnologie per la coltivazione dei vigneti eroici in alta quota, è organizzato dall’Unione Italiana Vini in collaborazione con il Centro di ricerca per la viticoltura di montagna (CERVIM), il supporto dell’Associazione dei viticoltori della Valle d’Aosta VIVAL, ed è patrocinato dalla Regione autonoma Valle d’Aosta.

Abbiamo accolto con piacere la richiesta di collaborazione di Unione Italiana Vini all’iniziativa Enovitis Extrême che si pone l’obiettivo di valorizzare la pratica della viticoltura eroica, che sul nostro territorio ha un valore culturale e sociale, oltre che economico. Mantenendo l’impostazione di Enovitis in Campo, già collaudata da Unione Italiana Vini, con i quali siamo davvero lieti di collaborare, anche qui in Valle d’Aosta avremo una giornata intera dedicata alle tecnologie per la coltivazione dei vigneti, con particolare attenzione a quelli dedicati in alta quota e con giaciture ad elevata pendenza. Alle prove sul campo e dimostrazioni con attrezzature e macchinari specifici abbiamo voluto inoltre abbinare un momento più tecnico con una tavola rotonda sugli aspetti concernenti la tutela, la valorizzazione e la commercializzazione del settore vitivinicolo a cui parteciperanno oltre all’Assessorato, altri partner con i quali sono in corso collaborazioni specifiche per la promozione del settore” – dichiara l’Assessore all’Agricoltura e ambiente Elso Gerandin.

Con Enovitis Extrême – spiega Ernesto Abbona, Presidente di Unione Italina Vini – la viticoltura di montagna trova la sua vetrina con un appuntamento dedicato alla scoperta dei macchinari, delle innovazioni e delle soluzioni migliori per lavorare in quei territori. Questa manifestazione vuole essere anche un luogo dove confrontarsi sui problemi e sulle prospettive di questa nicchia produttiva di grande valore, ma anche un’occasione per lanciare un messaggio culturale alla politica, alle istituzioni e ai mercati sulla necessità di salvaguardare e sostenere questo settore della viticoltura. Con tali presupposti abbiamo promosso, insieme alla Regione autonoma Valle d’Aosta, a CERVIM e a VIVAL, l’appuntamento di Enovitis Extrême, che Unione Italiana Vini aveva in mente da diversi anni e che ora finalmente è realtà.

Esprimono soddisfazione anche i partner coinvolti nell’iniziativa Roberto Gaudio, Presidente CERVIM e Stefano Celi, Presidente di VIVAL, per un evento capace di unire gli aspetti di ricerca, innovazione e divulgazione, con un’attenzione particolare alle aziende.

Grande soddisfazione infine anche da parte del comune di Quart che accoglie sul proprio territorio l’evento. Commenta così Massimiliano Lale Demoz, Vicesindaco : Il Comune di Quart, grazie alle sensibilità e alle scelte dell’Amministrazione comunale ha saputo mantenere, nonostante la vicinanza alla città di Aosta, una vocazione prettamente agricola, come testimoniano i numerosi vitigni e le numerose ed importanti realtà imprenditoriali presenti in loco. Per queste ragioni e con l’intento di valorizzare le nostre eccellenze locali abbiamo deciso di sostenere, grazie anche all’aiuto della Proloco, che si occuperà di allestire un valido punto ristoro per la giornata, questa interessante iniziativa.

La manifestazione, già collaudata a livello nazionale, vuole andare incontro alle esigenze delle aziende del settore ‘eroico’ presentando anche in Valle d’Aosta le tecnologie più avanzate in ambito vitivinicolo e le diverse soluzioni per facilitare una tipologia di coltivazione molto impegnativa.

Concorsi Enologici. Il Concours Mondial de Bruxelles parte in tour con i vini vincitori dell’edizione n.25

E’ iniziata da Roma la missione promozione del Concours Mondial de Bruxelles, unico concorso itinerante al mondo che toccherà diversi paesi europei, ma anche Usa, Cina e Giappone. Prossima tappa europea nella città svizzera di Aigle, dal 2 al 5 maggio 2019.




Dopo il debutto record in Cina per la sua 25esima edizione da poco conclusa, la storica competizione enologica internazionale porta infatti i vini neo vincitori in giro per il mondo con un tour che, dopo la Capitale, toccherà diversi paesi dell’Europa, ma anche l’Asia, gli Usa e la California. Tappe - in programma per tutto il 2018 e fino ai primi mesi del 2019 - che prevedono il coinvolgimento delle aziende che hanno trionfato a Pechino e un ricco calendario di iniziative, tra cerimonie di premiazione, presentazioni a stampa e influencer, incontri b2b e partecipazioni a eventi di settore.

Per l’esordio del tour, l’organizzazione del concorso ha scelto una delle terrazze più suggestive di Roma, quella di Civita a Palazzo Generali, per premiare i 35 produttori campioni, che hanno permesso all’Italia di entrare nella top 3 dei Paesi per numero di medaglie conquistate quest’anno (434 tra grande oro, oro e argento).

“Il conseguimento di una delle prestigiose medaglie previste dalla competizione – ha detto Thomas Costenoble, direttore delConcours Mondial de Bruxelles - è solo un punto di partenza per le aziende vincitrici. Il nostro intento è infatti quello di consolidare la visibilità dei vini premiati a livello mondiale e in modo continuato, ma anche favorire contatti strategici a vantaggio della loro distribuzione e commercializzazione. Ciò significa creare occasioni e punti d’incontro decisivi per permettere ai produttori aderenti alla nostra rete di consolidare la propria presenza sul mercato oppure di cogliere nuove opportunità. E la missione promozionale dei prossimi mesi incarna perfettamente questo intento. Non a caso a Roma, accanto alla cerimonia di premiazione, abbiamo organizzato un’esclusiva degustazione per addetti ai lavori con le etichette italiane e una selezione di quelle straniere che sono state riconosciute eccellenti dalla giuria internazionale della gara”.

Nel dettaglio, sono state 14 le gran medaglie d’oro assegnate al Belpaese, 123 quelle d’oro e 297 quelle d’argento. A fare la parte del leone, in particolare, la Puglia, seguita da Sicilia, Veneto e Toscana che oltre ad aggiudicarsi i migliori punteggi in assoluto, hanno conquistato anche tre dei 14 premi speciali previsti dalla competizione: Rivelazione Internazionale 2018 vino rosso (La Togata Riserva 2012 - La Togata, Toscana); Rivelazione Internazionale 2018 vino biologico (Maria Costanza Riserva 2013 - G. Milazzo, Sicilia); Rivelazione 2018 Italia (Papale Linea Oro 2015 – Varvaglione, Puglia).

A stabilirlo, un panel di circa 330 giudici internazionali (di cui 32 italiani), tra giornalisti, buyer, enologi e sommelier, chiamati quest’anno a valutare oltre 9.180 vini provenienti da 48 Paesi. Numeri che confermano quella cinese, che si è svolta a Pechino nel distretto di Haidian, un’edizione da record sul fronte delle iscrizioni e del numero di esperti degustatori partecipanti. Senza dimenticare che l’unico concorso itinerante al mondo ha registrato per il 2018 la partecipazione di due new entry (Albania e Kazakistan) e la grande scalata del Celeste Impero, per la prima volta tra i primi 5 paesi per vini iscritti, subito dopo Francia, Spagna, Italia e Portogallo.

“Quest’anno ci siamo spinti oltre i confini europei – ha aggiunto Thomas Costenoble - consapevoli del ruolo strategico che riveste questa straordinaria nazione nel panorama vitivinicolo mondiale e all’interno della stessa competizione. Oltre ad essere la più grande dell’Asia, la Cina è infatti tra le più dinamiche a livello globale per commercio e consumi e ora anche per numero di vini partecipanti al concorso, più di 480 (+90,2% sul 2017) da oltre 150 aziende. Tale contributo ha, tra l’altro, riscosso un enorme successo tra i giudici coinvolti, colpiti dalla spiccata curiosità dei cinesi verso l’universo vino e dalla loro professionalità nell’approcciare a questo settore”.

Chiusa quindi con successo l’edizione extraeuropea di quest’anno, il Concours Mondial de Bruxelles nel 2019 torna di nuovo nel Vecchio Continente (Aigle in Svizzera, dal 2 al 5 maggio), ma intanto si prepara a sbarcare a ottobre nell’ambasciata del Portogallo in Cina (Pechino) e in Svizzera (Berna) per le prossime tappe del tour promozionale. A seguire, nello stesso mese, sarà la volta di Bratislava in Slovacchia. Chiudono il tour, Cina, Bulgaria, Bruxelles (Salone Megavino, 19-21 ottobre 2018), Tokyo (Wine Complex, ottobre 2018), Shanghai (ProWine China, 13-15 novembre 2018), New York, San Francisco e Parigi (Vinisud, 10 - 12 febbraio 2019).

Formazione. Regione Campania, nasce il primo corso di laurea triennale in Scienze Gastronomiche Mediterranee

Si è svolta lo scorso 9 luglio, presso il Galoppatoio Monumentale della Reggia di Portici, la presentazione del primo corso di laurea triennale in Scienze Gastronomiche Mediterranee del Dipartimento di Agraria della Federico II di Napoli. De Luca: dalla Regione pieno sostegno all'iniziativa.


L'Università Federico II di Napoli arricchirà la sua offerta didattica con il primo corso di laurea triennale in Scienze Gastronomiche Mediterranee. 


Alla presentazione, Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, ha parlato di un'iniziativa che si integra con lo sforzo di valorizzazione di tutto il comparto agroalimentare della Campania, a cominciare dal rilancio del settore vinicolo con la presenza coordinata di tutti i produttori regionali in occasione di Vinitaly. De Luca ha anche messo in risalto l'ottenimento, per iniziativa della Regione, del riconoscimento UNESCO come patrimonio dell'umanità dell'arte della Pizza Napoletana. Da anni sono in corso iniziative per valorizzare la dieta mediterranea e questo corso di laurea permetterà di creare nuovi professionisti, non solo strettamente nel settore enogastronomico, anche in campo aziendale ed economico per far crescere tutta la regione e i suoi prodotti di eccellenza. Per questo la Regione è pronta a dare pieno sostengo all'iniziativa, ha concluso De Luca.

All'incontro hanno partecipato Gaetano Manfredi, rettore dell'Università degli Studi di Napoli Federico II e presidente Crui, Marco Bussetti, ministro per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca, Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde, Paolo Scudieri, presidente Eccellenze Campane, Aniello Anastasio, vicedirettore Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali, Matteo Lorito, direttore del Dipartimento di Agraria Federico II. In sala oltre 40 chef stellati della Campania.

L'Università degli Studi di Napoli Federico II è un'università statale fra le più antiche d'Italia e del mondo che gode di un acclamato prestigio. La sua fondazione risale al 1224, anno in cui l’Imperatore svevo al quale deve il nome ne ufficializzò l’apertura e ad oggi risulta il principale ateneo partenopeo, con rilevanza nell’intero ambito accademico nazionale ed europeo. La Facoltà di Agraria dell’Università ha sede nella prestigiosa Reggia dei Portici e si caratterizza per un’elevata qualità della didattica. Nella sede distaccata ad Avellino si svolgono le attività didattiche del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia.

martedì 10 luglio 2018

Premio Oiv della letteratura vitivinicola, ex equo a l'Italia dei Vitigni di Cotarella e al Manuale di Potatura di Marco Simonit

Il Premio Oiv 2018 nella sezione Viticultura è stato assegnato ex equo a Riccardo Cotarella con il libro “Vinifera - l’Italia dei Vitigni” e Marco Simonit con la "Guide pratique de la taille guyot – Prévenir les maladies du bois’. Ad assegnare i premi la giuria internazionale dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e de Vino, riunitasi a Parigi lo scorso 5 luglio. La cerimonia di premiazione si terrà in ottobre a Parigi.




Un premio ex equo all'edizione 2018 del Premio OIV, che va nelle mani di due dei più influenti attori della vitivinicoltura italiana: Riccardo Cotarella e Marco Simonit, entrambi premiati, come ha tenuto a sottolineare il direttore generale dell’Oiv, Jean-Marie Aurand, “Per il contributo dato alla promozione dell’immagine e della cultura del vino”.

E' considerato un vero e proprio ‘Premio Nobel della letteratura vitivinicola’ quello istituito dall'Organizzazione Internazionale della Vigna e de Vino che, come ogni anno, attraverso una giuria internazionale, premia le 10 alle migliori opere, tra le categorie stabilite relative al settore vitivinicolo, pubblicate nel corso dei due anni precedenti per le quali gli autori o gli editori hanno proposto la candidatura.categorie stabilite e relative al settore vitivinicolo.

Il libro “Vinifera - l’Italia dei Vitigni” di Riccardo Cotarella ed edito da Assoenologi è il frutto dell'opera di numerosi enologi, ricercatori, professori universitari, esperti e storici della vite e del vino, nonché di tutti i componenti del Consiglio di amministrazione di Assoenologi, che hanno lavorato per dare ai professionisti del settore uno strumento unico e completo sui più rappresentativi vitigni italiani, utile per il loro lavoro, ma anche per la loro cultura del territorio, ma nello stesso tempo il volume, forte di oltre 400 pagine, complete di immagini, foto e tabelle, si rivolge a tutti gli appassionati che vogliono arricchire le proprie conoscenze sul patrimonio viticolo italiano.

I testi sono tratti da quanto pubblicato sui numeri de “l’Enologo”, a partire dal gennaio 2014. I lavori originali sono stati rivisitati in un’ottica di semplificazione e armonizzazione, integrandoli nelle parti mancanti. Il libro costituisce un’opera unica nel suo genere, poiché alla base ha un’ottima ricerca aggiornata alla luce delle più recenti indagini, come quelle sul Dna. È suddiviso in due parti. La prima riporta un’introduzione al lavoro svolto a cura di Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi; un capitolo di Attilio Scienza sul paesaggio vitivinicolo italiano, e un contributo di Enzo Vizzari sul rapporto tra cibo, vino e paesaggio. Protagonisti delle successive 400 pagine trentadue vitigni simbolo del territorio italiano.

La "Guide pratique de la taille guyot – Prévenir les maladies du bois’, edito da France Agricole GFA è sostanzialmente la versione francese del “Manuale di potatura della vite: Guyot”, edito da Edizioni L’Informatore Agrario, un manuale multimediale firmato da Marco Simonit per una potatura “ramificata” della vite con allevamento a Guyot, una tra le forme di allevamento della vite più diffuse al mondo. La guida spiega passo dopo passo il rivoluzionario Metodo Simonit&Sirch, applicato in oltre 130 aziende italiane ed europee che, forte di oltre vent’anni di studio e applicazione nei vigneti di Italia ed Europa e del consenso ottenuto da istituti di ricerca internazionali e da decine di grandi aziende italiane e straniere che lo hanno scelto per salvaguardare il loro patrimonio viticolo, è stato codificato per la prima volta in questa pubblicazione che diventa uno strumento pratico e del tutto innovativo di formazione, rivolto sia ai professionisti sia ai semplici appassionati di verde e natura, che desiderano imparare a potare la vite. Il Metodo Simonit&Sirch, che in questo libro è applicato alla potatura a Guyot, rivoluziona radicalmente il concetto di spazio che la vite deve avere a disposizione per crescere, dato che le permette di svilupparsi non solo verticalmente, in altezza, ma anche orizzontalmente, sfruttando anche lo spazio orizzontale fra una pianta e l’altra. Si fonda su 4 regole base che possono essere applicate universalmente: permettere alla pianta di crescere con l’età, di occupare spazio col fusto e con i rami; garantire la continuità del flusso linfatico; eseguire tagli di piccole dimensioni sul legno giovane, poco invasivi; utilizzare la cosiddetta tecnica “del legno di rispetto” per allontanare il disseccamento dal flusso principale della linfa. Tutto ciò viene insegnato con dovizia di dettagli nel Manuale, strumento innovativo per la formazione del personale e per la tutela del patrimonio viticolo.

Nel corso degli anni l’aumento del numero di opere pervenute alla Giuria per i Premi dell’OIV è legato non solo all’ampliamento su scala mondiale della bibliografia relativa alla vite e al vino da parte di numerosi autori, ma è anche dovuto all’importanza di un riconoscimento internazionale attribuito alla Premi dell’OIV : un punto di riferimento in un settore in costante movimento e in pieno sviluppo.

Qui troverete tutte le opere premiate

Formazione. Innovazione, internazionalizzazione e sostenibilità, AgriAcademy fa tappa a Bologna. Al via il secondo corso pensato per i giovani imprenditori agricoli

L’AgriAcademy di Ismea fa tappa a Bologna. Dopo la sessione di Roma, le master class di Agricoltura 4.0, digital transformation, internazionalizzazionee marketing si spostano nel capoluogo emiliano. 80 i giovani agricoltori coinvolti, dei 206 ammessi al Programma di formazione. 




Si confronteranno su tematiche innovative, ascolteranno esperienze e testimonianze da cui trarre ispirazione, si divideranno in gruppi e, con l’aiuto di professionisti del settore, presenteranno, alla fine del percorso formativo, un proprio progetto di impresa agricola all’avanguardia. Questa la sfida per 80 giovani agricoltori, 27 donne e 53 uomini, che dal 12 al 14 luglio parteciperanno a Bologna presso il Resort di Palazzo di Varignana al secondo corso dell’Agriacademy di Ismea. 

Si tratta di imprenditori under 40, titolari di aziende agricole selezionate in base alla vocazione all’export e/o innovazione, sostenibilità ambientale, qualità delle produzioni e multifunzionalità. Alla tappa di Bologna ci sarà una nutrita rappresentanza di aziende del nord, in particolare dall'Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige e Piemonte. Presenti anche aziende campane, marchigiane, del Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Umbria, Toscana, Sicilia, Calabria, Valle d'Aosta, Abruzzo, Basilicata e Liguria. Mentre i settori sono in prevalenza ortofrutticolo, cerealicolo, florovivaistico, zootecnico e vinicolo.

COM’E’ STRUTTURATO IL CORSO

Lezioni frontali in aula, laboratori pratici, testimonianze e momenti sociali informali servono a stimolare l’attività di netwoking, mentre gli argomenti trattati spaziano da tematiche di stringente attualità come l’agricoltura 4.0, la smart agrifood e la digital transformation, alle strategie di marketing, brand management, e internazionalizzazione.

A facilitare i momenti di condivisione, accoglienza e networking, il team di Vazapp che attraverso il format Contadinner aiuterà i giovani a creare relazioni profonde,sia professionali che di amicizia. Un nuovo modello di networking unico nel suo genere. “Far sentire a casa le persone” questo è l’obiettivo della Contadinner, quando ti senti a casa ti fai casa per accogliere la diversità dell’altro, esci fuori dalla solitudine, dall’individualismo e benedici chi ti sta affianco, il confinante in questo caso. All’interno del team, architetti, social media manager, motivatori, fotografi, videomaker professionisti e docenti dell’Università di Foggia che, rielaborando i dati raccolti durante Le serate, daranno spunti di riflessione a chi si occupa di agricoltura e vorrà accogliere i sogni e i bisogni delle giovani aziende. 

#AgriAcademy è il programma di alta formazione su innovazione ed export promosso in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestalie rivolto, in totale, a 206 giovani imprenditori agricoli vincitori del bando "promuovere lo spirito e la cultura d'impresa". Prevede due week end, uno estivo e uno autunnale, in tre sedi diverse: Roma, Bologna e Vari. Il corso di Bologna segue l'alta formazione che si è tenuta a Roma dal 22 al 24 giugno e che ha visto la partecipazione di 46 giovani agricoltori.

L'AgriAcademy di Ismea si avvale della collaborazione con l'Università di Brescia, il Politecnico di Milano, la Sapienza di Roma, l'Università del Sannio e l’Osservatorio Smart Agrifood. Vede tra i docenti: professori universitari, ricercatori, esperti di settore, economisti e direttori di aziende molto note. 

www.agriacademy.it/

Puoi seguire #Agriacademy su Facebook, Instagram e twitter @Ismeaofficial e @agricolturagiovani

lunedì 9 luglio 2018

Vino&Territori. Le colline del Prosecco alla soglia del riconoscimento a Patrimonio Unesco

Importante risultato nel corso della 42esima sessione del World Heritage Committee (Wch), svoltosi  nel Bahrain. La Commissione Unesco si è espressa con un “Referral” che prevede alcuni aggiustamenti al Dossier per poi ridiscuterlo all’assemblea annuale 2019.




Si è conclusa in questi giorni a Manama, nel Bahrain, (Golfo Persico), la discussione in Commissione Unesco riguardante l’iscrizione delle colline del Prosecco alla World Heritage List.  Nonostante la valutazione di apertura fosse di NOT INSCRIBE, proposta da ICOMOS (organismo non governativo e consultivo) l’assemblea si è espressa con il parere “REFERRAL” (rinvio), che prevede alcuni approfondimenti al Dossier, per poi ridiscuterlo all’assemblea annuale 2019 a Baku.

Va sottolineato come, durante l’esposizione del report valutativo da parte di ICOMOS, tra gli elementi positivi emersi dalle loro analisi, è stata evidenziata la buona conservazione e gestione del sito candidato, ovvero le misure di conservazione adottate sono state definite adeguate, tant’è che durante il lungo confronto non ci sono stati accenni, né da parte degli Stati membri né da ICOMOS, legati a tematiche critiche ambientali.  Infatti, nel corso della sessione di questa mattina è stata presentata una proposta di INSCRIBE (quindi iscrizione del sito come Patrimonio Unesco), che è stata votata a favore da 12 Stati membri, ma senza raggiungere il numero dei 14 voti necessari all’approvazione: siamo quindi sulla “soglia” di questo importante riconoscimento.

“Il percorso per la candidatura del territorio collinare tra Conegliano e Valdobbiadene a Patrimonio Unesco dell’Umanità è stato avviato nel 2008” dichiara Innocente Nardi, Presidente dell’Associazione Temporanea di Scopo “Colline di Conegliano Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità” e del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG

 “Un impegno articolato su ben dieci anni, dove il primo traguardo è stato raggiunto nel 2010 con il suo inserimento nella Tentative List Italiana. Quindi, all’inizio del 2017 siamo stati Candidati ufficialmente e sapevamo che il traguardo poteva richiedere ancora un po’ di lavoro e di tempo: restiamo determinati nel raggiungere questo obiettivo nell’estate 2019.  E, nel frattempo, ci complimentiamo con la delegazione della città di Ivrea per l’ottimo risultato raggiunto: ovvero l’iscrizione a patrimonio Unesco come città industriale.”

Giunti a questo punto, si legge nella nota stampa del Consorzio di tutela, è doveroso ringraziare tutti coloro che con entusiasmo e dedizione stanno collaborando alla candidatura delle colline di Conegliano Valdobbiadene a Patrimonio Unesco, cominciando dall’impegno encomiabile del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia e dei suoi funzionari, alla cura e attenzione sempre prestata dall’Ambasciatrice Lomonaco, al costante valido lavoro profuso dai rappresentanti del Governo e dei Ministeri competenti, nonché da parte di tutti i componenti del Comitato scientifico, nessuno escluso. Predisporre un Dossier che sta raccogliendo consenso è una importante occasione ed esperienza per il nostro territorio che ha saputo dimostrare quanto sappiamo lavorare in sinergia tra amministrazioni locali e centrali, enti pubblici e organizzazioni imprenditoriali, mondo dell’accademia e della scienza che hanno saputo agire e parlare all’unisono, facendo squadra quando si tratta di valorizzare il nostro bene più prezioso: la nostra terra.

Un sincero grazie va anche a tutta la popolazione delle colline del Prosecco, che sta partecipando con noi al coinvolgente percorso della candidatura Unesco: le ricerche di opinione ci dicono che i cittadini di Conegliano Valdobbiadene stanno seguendo con attenzione e interesse tutte le fasi della vicenda (Ricerca Swg del settembre 2017: la candidatura di Conegliano Valdobbiadene a patrimonio Unesco è importante per 92% degli italiani e per il 70% avrebbe ricadute positive sul territorio).  È un’esperienza importante che coinvolge tutti, perché la predisposizione del dossier Unesco ha consentito a molti di prendere coscienza della grande bellezza e dell’assoluto valore di queste terre di Conegliano Valdobbiadene, frutto del “duro” lavoro di tutela e valorizzazione del paesaggio profuso delle generazioni passate e mantenuto e protetto dai discendenti che vi operano ora.

Testo Unico e nuovo Comitato Nazionale Vini, richiesto incontro con il Ministro Centinaio

Le organizzazioni della filiera vitivinicola chiedono incontro con il neo-Ministro del Mipaaf Gian Marco Centinaio per sboccare Testo Unico e nomine del Comitato Nazionale Vini.




Le organizzazioni che rappresentano la filiera vitivinicola italiana rinnovano le congratulazioni rivolte a Gian Marco Centinaio per l’incarico ricevuto dal nuovo Governo e, attraverso una lettera firmata da tutti i presidenti delle organizzazioni (Confagricoltura, CIA, ACI agroalimentare, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc, Assoenologi), chiedono con urgenza al neo-Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali un incontro per condividere le sfide e discutere delle impellenze che il mondo del vino italiano si troverà ad affrontare nei prossimi mesi.

Un’occasione per confrontarsi e portare sul tavolo istituzionale le priorità d’azione che la filiera del vino ritiene necessarie e a questo punto irrevocabili. Un incontro che negli auspici delle organizzazioni dovrà dare il via ad un dialogo costante e proficuo con il nuovo governo.

Le urgenze maggiormente sentite e non più prorogabili per il mondo del vino italiano riguardano principalmente i decreti di attuazione del Testo Unico, provvedimenti necessari per implementare le semplificazioni e innovazioni introdotte dalla legge quadro entrata in vigore nel 2017. La filiera, in particolare, chiede che quest’armonizzazione legislativa sia messa all’ordine del giorno dei lavori del Ministero, soprattutto per via degli effetti che questo insieme di provvedimenti può avere in materia di controlli e certificazione delle DOP/IGP, di anticontraffazione e di schedario viticolo.

Un altro aspetto cruciale e prioritario per le organizzazioni riguarda la nomina da parte del Ministro del nuovo Comitato Nazionale dei Vini DOP/IGP. Questo organo è infatti indispensabile sia per approvare le modifiche dei disciplinari delle denominazioni e delle indicazioni geografiche sia per riconoscerne di nuove. Atti, questi, spesso decisivi per modulare la produzione nazionale in funzione delle richieste di un mercato in continua evoluzione che richiede un sempre più rapido adeguamento delle leggi e delle discipline per continuare ad essere competitivi a livello internazionale.

venerdì 6 luglio 2018

L'Associazione Italiana Sommelier compie 53 anni. Nuovi progetti e iniziative di respiro sempre più internazionale

Formazione, comunicazione e coinvolgimento. Questi i regali che l’Associazione Italiana Sommelier porge ai suoi quarantamila soci e ai futuri corsisti in occasione del suo compleanno.




L’Associazione Italiana Sommelier il 7 luglio festeggia cinquantatré anni di onorata carriera al servizio del vino italiano. Nata a Milano nel 1965 per opera di quattro soci, si è poi ramificata in tutte le regioni d’Italia e oggi rappresenta il più grande sodalizio di comunicatori del vino nel mondo.

Per l’immediato futuro sono in programma nuovi progetti di sviluppo, per regalare a soci vecchi e nuovi gli strumenti più adeguati per crescere: una formazione sempre più competitiva per lavorare nel settore; una comunicazione dei valori adeguata ai tempi; un ampio coinvolgimento nelle iniziative.

Il percorso didattico diventa sempre più solido, forte di una tradizione didattica ben rodata e in continua evoluzione. Il proseguimento gode della partnership con enti rinomati, come ALMA e la Scuola Superiore Sant’Anna, il cui master di alta formazione in vini italiani e mercati mondiali arriva quest’anno alla quarta edizione.

A metà tra formazione e comunicazione si collocano, invece, le nuove competizioni dedicate ai vitigni autoctoni italiani, come il recente master incentrato sul Nero di Troia. La strada dei concorsi, sempre più articolata, si sta rivelando essenziale per valorizzare produttori e territori, nonché per selezionare i comunicatori più talentuosi di domani. Una vetrina prestigiosa per il futuro lavorativo di tanti giovani.

Si delinea per l’AIS uno scenario sempre più internazionale: corsi di lingua e occasioni di lavoro all’estero saranno parte integrante del futuro formativo degli associati, molti dei quali già ora animano enoteche e ristoranti da Londra a Tokyo. Ad accompagnarli, una nutrita schiera di Club presenti nei cinque continenti, pronti a sostenere i propri membri nei progetti di sviluppo.

Una nuova missione dai contorni ben definiti, perché ogni socio possa superare le frontiere di un lavoro in continuo rinnovamento, in nome di un’AIS senza confini.

giovedì 5 luglio 2018

Moscato Wine Festival in Tour, a Roma di scena tutti i volti del Moscato Italiano

Si svolgerà a Roma una delle tappe del Moscato Wine Festival in Tour: incontri di degustazione promossi da Go Wine in varie città d’Italia nelle serate d’estate, per far conoscere i tanti volti del moscato italiano.




L’evento è giunto alla diciottesima edizione e viene riproposto nella Capitale dopo i significativi riscontri nelle ultime edizioni. Una sorta di viaggio virtuale con il calice da Nord a Sud dell’Italia, per approfondire la conoscenza con una varietà antica e ricca di storia, che ha contributo in molti luoghi a diffondere la cultura del vino.

Il vitigno moscato è uno dei più diffusi della penisola che regala vini eccezionali accomunati dal tipico sentore di uva e muschio, da cui appunto il suo nome deriva. Se ne conoscono molte varietà, anche molto diverse tra loro e dai differenti colori: bianco, giallo, rosa, rosso.

In degustazione oltre 60 etichette saranno complessivamente presentate nelle enoteche tematiche del moscato che saranno allestite per l’occasione.

Nelle enoteche tematiche in degustazione i vini:

La selezione del Moscato d’Asti

MOSCATO D’ASTI 2017 - ADRIANO MARCO & VITTORIO – Alba (Cn)
MOSCATO D’ASTI 2017 – ARIANO & ARIANO – S. Stefano Belbo (Cn)
MOSCATO D’ASTI “BOSC D’LA REI” 2017 – BATASIOLO – La Morra (Cn)
MOSCATO D’ASTI “VIGNA MONCUCCO” 2017 – CA’ DU SINDIC – Santo Stefano Belbo (Cn)
MOSCATO D’ASTI “LA MUSCATELA” 2017 – CASCINA BERTOLOTTO – Spigno Monferrato (Al)
MOSCATO D’ASTI 2017 - CASCINA CASTLET– Costigliole d’Asti (At)
MOSCATO D’ASTI 2017 - DOGLIA GIANNI – Castagnole Lanze (At)
MOSCATO D’ASTI “PODERI GALLINA” 2017 – FRANCONE – Neive (Cn)
MOSCATO D’ASTI 2016 – LA TORRE DI CASTEL ROCCHERO – Castel Roccheto (At)
MOSCATO D’ASTI “SCRAPONA” 2017 - MARENCO – Strevi (Al)
MOSCATO D’ASTI 2017 – PIAZZO COMM. ARMANDO – Alba (Cn)
MOSCATO D’ASTI 2017 – PRUNOTTO – Alba (Cn)
MOSCATO D’ASTI “TENUTA DEL FANT” 2017 - TENUTA IL FALCHETTO – S. Stefano Belbo (Cn)
MOSCATO D’ASTI 2017 – TENUTA LANGASCO – Alba (Cn)
MOSCATO D’ASTI “SPATUSS” 2017 - TERRENOSTRE – Cossano Belbo (Cn)
MOSCATO D’ASTI “TOSTI” 2017 – TOSTI – Canelli (At)
ARDI’ VINO BIANCO SECCO DA UVE MOSCATO – ADRIANO MARCO & VITTORIO – Alba (Cn)
L’INCOMPRESO VINO BIANCO DA UVE MOSCATO 2017 – CA ED CUREN – Mango (Cn)
MOSCATO SPUMANTE ROSE’ 2017 – BATASIOLO – Alba (Cn)
MOSCATO PASSITO DI STREVI “PASSRI’ SCRAPONA” 2013 - MARENCO – Strevi (Al)

I Moscato d’Italia

LIGURIA

ASSOCIAZIONE MOSCATELLO DI TAGGIA – Taggia (Im) con una selezione di etichette

LOMBARDIA

MOSCATO IGT PROVINCIA DI PAVIA 2017 – VERDI BRUNO – Canneto Pavese (Pv)

TRENTINO

TRENTINO MOSCATO GIALLO 2016 - CANTINE MONFORT – Lavis (Tn)

TRENTINO MOSCATO GIALLO SECCO 2016– DE TARCZAL – Isera (Tn)

TRENTINO MOSCATO ROSA 2015 – ZENI ROBERTO – San Michele all’Adige (Tn)

ALTO ADIGE

ALTO ADIGE MOSCATO GIALLO 2017 – CANTINA PRODUTTORI BOLZANO – (Bz)

ALTO ADIGE MOSCATO GIALLO PASSITO “VINALIA” 2016 – CANTINA PRODUTTORI BOLZANO (Bz)

ALTO ADIGE MOSCATO ROSA “ATHESIS” 2013 – KETTMEIR – Caldaro (Bz)

VENETO

COLLI EUGANEI FIOR D’ARANCIO 2017 – SAN NAZARIO – Vo’ (Pd)
COLLI EUGANEI FIOR D’ARANCIO PASSITO “ZANOVELLO” 2016 – CA’ LUSTRA – Cinto Euganeo (Pd)
VENETO IGT MOSCATO SECCO “CA’ SUPPIEJ” 2017– SAN NAZARIO – Vo’ (Pd)
VENETO IGT DINDARELLO BIANCO PASSITO 2017 – MACULAN – Breganze (Vi)
VINO DA TAVOLA ROSSO “NERO MUSQUE’” 2015 – CA’ LUSTRA – Cinto Euganeo (Pd)

TOSCANA

MOSCADELLO DI MONTALCINO “PASCENA” 2013 – COL D’ORCIA – Montalcino (Si)

MARCHE

BIANCO NERO 2016 – MORODER – Ancona

LAZIO

MOSCATO GIALLO SECCO 2017 – CASA DELLA DIVINA PROVVIDENZA – Campoverde (Lt)

ABRUZZO

MOSCATO SPUMANTE DOLCE “SPLENDORE” – CANTINA COLLE MORO – Frisa (Ch)
MOSCATO SPUMANTE DOLCE “PLASIR” – ZACCAGNINI – Bolognano (Pe)
COLLINE PESCARESI IGT MOSCATO PASSITO “PLASIR” 2016 - ZACCAGNINI – Bolognano (Pe)

MOLISE

MOLISE MOSCATO “APIANAE” 2013 – DI MAJO NORANTE – Campomarino (Cb)

PUGLIA

PUGLIA MOSCATO SECCO “POLVANERA” 2017 – POLVANERA – Gioia del Colle (Ba)
MOSCATO DI TRANI “PIANI DI TUFARA” 2016 – RIVERA – Andria (Bt)

BASILICATA

LA POSTILLA SPUMANTE (Metodo Charmat) – CANTINE DEL NOTAIO – Rionero in Vùlture (Pz)

SICILIA

MOSCATO DI SIRACUSA “SILENÒS” 2015 - BLUNDO GAETANO - Siracusa
MOSCATO DI SIRACUSA 2014 – FAUSTA MANSIO – Siracusa
MOSCATO SECCO “MICOL” 2017 – FAUSTA MANSIO – Siracusa
MOSCATO DI PANTELLERIA “KABIR” 2017 – DONNAFUGATA – Marsala (Tp)
TERRE SICILIANE IGT PASSITO 2014 - COLOSI – Messina
TERRE SICILIANE IGT “GRECALE” – FLORIO – Marsala (Tp)
MOSCATO IGP SICILIA VINO LIQUOROSO “HERITAGE” – FRANCESCO INTORCIA & FIGLI – Marsala (Tp)

SARDEGNA

MOSCATO DI CAGLIARI “SIMIERI” 2015 – CANTINA TREXENTA – Senorbi (Ca)
ISOLA DEI NURAGHI MOSCATO PASSITO “LAJCHEDDU” 2014 – TONDINI ORLANDO – Calangianus (Ot)

Le distillerie

GRAPPA DI MOSCATO RISERVA – DISTILLERIA REVEL CHION – Chiaverano (To)
GRAPPA DI MOSCATO – DISTILLERIA SANTA TERESA F.LLI MAROLO – Alba (Cn)
GRAPPA DI MOSCATO “APRES”– DISTILLERIA SANTA TERESA F.LLI MAROLO – Alba (Cn)
GRAPPA DI MOSCATO - DISTILLERIA SIBONA - Piobesi d’Alba (Cn)

Partecipa come ospite speciale:

D'ALFONSO DEL SORDO - San Severo (Fg)
con il PUGLIA IGT BIANCO "DAMMISOLE" 2017 e con gli altri vini della sua produzione

Vino e territori. Collio: il Consorzio sempre più orientato verso una viticoltura green, di qualità e a basso impatto ambientale.

Il Consorzio di Tutela Vini Collio organizza un incontro nel segno della sostenibilità. La tavola rotonda si svolgerà a Capriva del Friuli. Il punto sul progetto italo-sloveno Susgrape.




Il Consorzio di Tutela Vini Collio – da sempre in prima linea nella valorizzazione del territorio – si fa promotore anche quest’anno di una viticoltura a basso impatto ambientale, organizzando, martedì 10 luglio, presso Villa Russiz a Capriva del Friuli (GO), una giornata dedicata alla sostenibilità.  Incontri, approfondimenti e dibattiti per analizzare con esperti del settore un argomento cruciale ed attuale come la salvaguardia dell’ambiente in ambito vitivinicolo.

Dalle 16 alle 19 numerosi interventi animeranno la giornata per approfondire la tematica da prospettive differenti: dalle analisi dei trend di consumo dei vini sostenibili, alla certificazione SQNPI, che identifica prodotti conformi ad una produzione integrata; dallo standard Equalitas – Vino Sostenibile alle azioni concrete da adottare in vigna; e, ancora, durante le conferenze si parlerà del progetto italo-sloveno Susgrape, che promuove l’adozione delle ICT nella gestione della vigna per un minore impatto ambientale, e del progetto Cantina 4.0 che punta ad introdurre i principi dell’Industria 4.0 nel settore vinicolo.

Una ricca scaletta per offrire ai partecipanti una panoramica a tutto tondo sulla tematica, uno spazio di approfondimento e informazione che conferma ancora una volta la volontà del Consorzio di farsi portavoce dei valori ecosostenibili, promuovendo una viticoltura green, di qualità e a basso impatto ambientale.

mercoledì 4 luglio 2018

Vino&Cinema. Oenovideo, si è concluso il festival dedicato ai film a tema vitivinicolo. Ecco i premiati

Si è svolta nella Champagne la 25ma edizione di Oenovideo International grape&wine film festival. I Paesi premiati: Cile, Cina, Spagna, Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia, Italia e Libano.




Oenovideo Internationl grape&wine film festival è andato in scena nella città di Epernay dal 28 giugno al 1° luglio 2018, con il patrocinio dell'Oiv (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino). Quest'anno sono 38 i film, tra cortometraggi, documentari e fiction, selezionati dalla giuria su un totale di 128 opere presentate da 19 paesi in concorso.

A presiedere il Grand Jury, Noel Balen, scrittore, musicista, sceneggiatore e autore della famosa serie di romanzi "Il sangue della vite". 15 i film vincitori.

La presentazione ufficiale dei premi si terrà il 17 ottobre 2018 al Palais du Luxembourg, a Parigi.

Palmarès 2018

Trofeo Grand Jury du Festival

Fermentación Espontánea Espagne
Production : Clara Isamat
Réalisation : Clara Isamat

Premio per il migliore lungometraggio

Vino y cambio climatico en Chile (Wine and Climate Change in Chile) Chili
Production : Cabala Producciones
Réalisation : Gonzalo Argandona

Premio per il migliore cortometraggio

Le Nono de Dédé France
Production : Les Films de la Guyotte
Réalisation : Violaine Labrusse, Gilbert Loreaux

Premio per la migliore fotografia

Vin Émotion France
Production : Mathilde de l'Écotais
Réalisation : Mathilde de l'Écotais

Premio per la migliore scenografia

The Red Stain USA, Italie, Brésil
Production : The Family Coppola
Réalisation : Rodrigo Saavedra

Premio per il miglior film di "Promozione"

Adyar, le vin des monastères Liban
Production : Talos Productions
Réalisation : Fadi Haddad

Premio per il miglior film professionale

Château Pékin France, Chine
Production : Urban Pro – Marie Picard
Réalisation : Boris Pétric

Menzioni Speciali

Mention spéciale del Grand Jury

Nous sommes quelques-uns… France
Production : La Biche est d'accord
Réalisation : Laurent Giacalone, Florence Moëgling

Premio del pubblico a cura del Comité Champagne et la ville d’Épernay

L’invisible France
Production : Green Cub
Réalisation : Sergey Tsoller

Premio del pubblico a cura del Forum Œnologues

Presque Cocagne France
Production : Creadoc
Réalisation : Élodie Gabillard

Premi partenariato

Premio Imaginarium a cura di Imaginarium

Vin Émotion France
Production : Mathilde de l'Écotais
Réalisation : Mathilde de l'Écotais

Premio per la migliore storia d'interesse generale a cura di ANEV/ADELPHE

Tous pour chacun, chacun pour tous France
Production : Calisto Production
Réalisation : Sabine Ternon

Prix de la Revue des Œnologues a cura della Revue des Œnologues

Las podas olvidadas (Les tailles oubliées) Espagne
Production : Julián Palacios Muruzábal, Gonzaga Santesteban
Réalisation : Irene Guede Arbonies

Et pour quelques degrés de plus France
Production : CNRS Images
Réalisation : Christophe Gombert

Premio Scienza e Cultura a cura della Fondation Internationale pour les Sciences & Culture de la vigne et du vin (Aigle, Suisse)

Enquête de région : A la recherche des cépages oubliés France
Production : France 3
Réalisation : Odile Debacker

On English decanters and wine labels Grande Bretagne, USA, France
Production : Timothy Cone
Réalisation : Timothy Cone

martedì 3 luglio 2018

Vino&Mercati. Giappone: il Soave è sempre più “by the glass”

Al via la sesta edizione di Soave “By the Glass”, con numeri sempre più in crescita nel paese del Sol Levante e che si concluderà il 15 agosto.




A 5 anni dalla sua partenza, Soave By the Glass, la campagna promozionale del Consorzio Tutela Vino Soave nel mercato giapponese, tira le somme e si proietta nei prossimi anni.

Il progetto nato in collaborazione con Wellcom, ICE Italia e Shigeru Hayashi ha avuto una crescita esponenziale sia nel numero di ristoranti coinvolti (da 98 a 385) sia nel numero di bottiglie vendute (da 1.700 a oltre 12.000). Un successo oltre le aspettative che ha portato il Soave a essere il vino bianco italiano più conosciuto in Giappone e che crea un coinvolgimento di ristoranti di tutta la nazione. Una vera e propria competizione, dove i vari ristoratori generano anche contenuti creativi di promozione, dalle magliette ai gadget dedicati, alle serate a tema, creando un movimento importante intorno alla denominazione che viene poi riflesso sui social network.

Una campagna pensata su più livelli e target, con un’azione mirata sia sugli importatori che sono sempre in prima linea per il buon successo dell’iniziativa, sia sugli operatori del settore che sposano ogni anno con entusiasmo l’azione promozionale. La novità del 2018 è stato il coinvolgimento della ristorazione tipica giapponese che ben si sposa con il Soave; non solo sushi o sashimi ma anche abbinamento con pollo teriyaki e tempura. Per questo motivo i ristoratori premiati sono stati divisi in varie categorie e oltre a chi vende più bottiglie verranno premiati i ristoranti a seconda della tipologia di cucina che presentano.

Oltre alla promozione si è lavorato anche sulla ricerca di partner per le aziende che grazie a B2B mirati sono riuscite a entrare nel mercato giapponese e intraprendere delle solide relazioni commerciali che saranno sempre più fruttuose a partire dal 2019 quando verranno aboliti di dazi commerciali tra l’Italia e il Giappone grazie al free trade agreement e che culmineranno nel 2020 con le Olimpiadi di Tokyo.

« L’azione sul mercato giapponese continuerà sicuramente nei prossimi anni – spiega Sandro Gini Presidente del Consorzio – rafforzeremo la campagna promozionale aggiungendo nuove stimolanti iniziative sia per le aziende che per gli operatori del settore, per rendere ancora più forte il legame tra il Soave e il Giappone. ».

Vino&Mercati. USA: Vinitaly prosegue con il proprio programma internazionale di eventi business e formazione

Vinitaly sempre più protagonista negli USA, dove nei primi quattro mesi del 2018 il vino italiano registra performance migliori della media-mercato, pur con una crescita timida a valore che risente dell’Euro forte. Il risultato complessivo è un incremento dei volumi (+4,4%) e dell’1% in valore, con 544,7 milioni di euro (dato Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor).




L’Italia rimane il principale Paese fornitore degli USA anche in questa prima parte dell’anno, ma la competizione, con particolare riguardo alla Francia, è molto serrata. Per questo Vinitaly prosegue con il proprio programma internazionale di eventi business e formazione – sono già 47 gli Italian Wine Ambassador statunitensi formati tramite le iniziative della Vinitaly International Academy, mentre i buyer accreditati provenienti dagli USA all’ultima edizione di Vinitaly sono stati oltre 7 mila – ed è stato presente dal 30 giugno al 2 luglio al Padiglione italiano del Summer Fancy Food Show nell’ambito del piano di promozione straordinaria del made in Italy curato da Agenzia ICE in collaborazione con Federalimentare, Cibus, Tuttofood e Vinitaly, che ha presentato oltre 300 aziende sotto il segno distintivo del claim “The Extraordinary Italian Taste”.

In questa occasione, il Vinitaly Wine Bar ha offerto ai buyer del trade e del canale ho.re.ca l’opportunità di conoscere e degustare oltre 600 vini selezionati in collaborazione con il consorzio Italia del Vino, lungo le tre giornate della rassegna, che è terminata ieri, ciascuna dedicata a una zona produttiva diversa: Trento doc, Sicilia Doc e Chianti Classico.

«Gli Stati Uniti sono il principale mercato mondiale della domanda di vino e lo saranno ancora per molto tempo. In questo senso è indicativo ciò che è emerso dall’outlook Vinitaly-Nomisma sulle abitudini al consumo negli Usa: oltreoceano il primo target è rappresentato dai giovani dai 21 ai 35, mentre in Italia l’età dei top consumer è molto più alta. Un dato questo che la dice lunga anche sul fascino esercitato da una bevanda sempre più status symbol per i giovani statunitensi», commenta Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere.

Vino&Ricerca. Dalla “bisnonna” selvatica della vite i geni della resilienza

Grazie ad uno studio condotto dal C3A  la riscoperta nella vite selvatica di geni andati perduti nei processi di domesticazione.




La vite selvatica, antenata della vite europea coltivata in tutto il mondo, è una fonte preziosa per il miglioramento genetico nell’ottica di un’agricoltura più sostenibile. Possiede infatti delle peculiarità “innate” che, se recuperate attraverso il miglioramento genetico, potrebbero conferire maggiore resilienza alla vite domestica per quanto riguarda le sfide del cambiamento climatico, dalla resistenza al deficit idrico, alle alte temperature e agli attacchi di patogeni.

Lo dimostra uno studio coordinato dai ricercatori del Centro Agricoltura Alimenti Ambiente, struttura accademica congiunta Università di Trento- Fondazione Edmund Mach (C3A) in collaborazione con l’Università della California, pubblicato sulla rivista del gruppo Nature “Horticulture Research”.

“La ricerca sul genoma della vite a San Michele all’Adige si conferma ancora una volta all’avanguardia, con una forte vocazione internazionale e con una predilezione per tematiche che hanno una forte valenza applicativa per l’agricoltura”, sottolinea il presidente della Fondazione Edmund Mach, Andrea Segrè.

Finora i programmi di miglioramento genetico della vite si sono concentrati solo sulle resistenze presenti nella specie di Vitis americane. Il team internazionale di studiosi, invece, ha voluto confrontare 48 vitigni di Vitis vinifera sativa – quella attualmente coltivata – con 44 individui di Vitis sylvestris, ovvero il progenitore selvatico, risequenziandone parzialmente i genomi e scoprendo ben 55 mila polimorfisimi di singolo nucleotide (SNP). Studiando le differenze tra sottospecie coltivata e selvatica, i ricercatori sono riusciti a riscoprire geni o varianti geniche andati perduti nei processi di domesticazione, che invece in passato erano stati utili alla pianta selvatica per sopravvivere alle difficoltà dell’ambiente.

La domesticazione, infatti, si è concentrata soprattutto sugli aspetti legati alla qualità del frutto, dando però vita a specie più dipendenti dalle pratiche agricole (fertilizzazione, irrigazione, diserbo e difesa) rispetto a quelle antiche.

Negli ultimi due secoli la specie sylvestris è diminuita drasticamente a causa dei patogeni arrivati dal Nord America e dall’impatto antropico sugli habitat. “Le viti selvatiche europee sono a rischio di estinzione – conferma la coordinatrice del team internazionale e docente C3A, Stella Grando - ma nelle collezioni di germoplasma e nelle regioni dell’Asia centrale ci sono ancora delle risorse da esplorare che speriamo attirino una maggiore attenzione dei breeder e di chi può favorire la salvaguardia delle specie selvatiche”.

Gli studi in laboratorio a San Michele all’Adige sono stati preceduti da un lungo lavoro preparatorio sull’intero germoplasma di vite conservato nei campi della Fondazione Edmund Mach per scegliere i genotipi più rappresentativi e valutare l’autenticità del materiale selvatico conservato ex-situ. Essendo l’incrocio tra vite “moderna” e la sua “bisnonna” selvatica un accoppiamento intra-specie, vitigni innovativi derivati da sylvestris non avrebbero limiti per le Denominazioni di origine controllata (DOC) e nessuna caratteristica negativa sarebbe conferita ai vini.

Inoltre, in virtù della maggiore tolleranza verso gli stress ambientali, gli esperti C3A-FEM stanno sperimentando le Vitis sylvestris come portinnesti per recuperare la radici ancestrali con maggiori capacità di adattamento. Allo stesso modo, in vari laboratori europei, si sta analizzando la tolleranza alla fillossera e alle malattie del legno, oltre alla capacità della specie selvatica di accumulare resveratrolo, un composto con proprietà antiossidanti, antiinfiammatorie, antitumorali e ipoglicemizzanti, come risposta all’attacco di Plasmopara viticola.

Horticulture Research 5, 34 (2018) 
Genomic signatures of different adaptations to environmental stimuli between wild and cultivated Vitis vinifera L
Annarita Marrano, Diego Micheletti, Silvia Lorenzi, David Neale & M. Stella Grando
https://www.nature.com/articles/s41438-018-0041-2

Formazione. Clima, Vite, Cantina, Mercato: come sarà il Sangiovese del futuro?

Questo il tema della 2^ edizione della Summer School di Sanguis Jovis-Alta Scuola del Sangiovese, progetto promosso dalla Fondazione Banfi. Invio domande partecipazione ai corsi entro il 10 agosto 2018.




Il 10 settembre prenderà il via la 2^ edizione della Summer School di Sanguis Jovis- Alta Scuola del Sangiovese, il primo Centro studi sul vitigno più coltivato d’Italia. Dopo il grande successo della precedente edizione, anche per questo nuovo corso il tema sarà di estrema attualità e legato fortemente – ma non solo – al cambiamento climatico in atto: Clima, Vite, Cantina, Mercato: come sarà il Sangiovese del futuro?

Il Professor Attilio Scienza e il Professor Alberto Mattiacci, rispettivamente Presidente e Direttore di Sanguis Jovis, dall’alto della loro riconosciuta eccellenza in campo scientifico e didattico, garantiranno, come in passato, l’assoluto livello qualitativo ed interdisciplinare dei corsi. Il Presidente della Fondazione Banfi, Rodolfo Maralli, precisa che “Il progetto, di cui la fondazione Banfi è promotrice, è nato nel 2017 nel territorio simbolo del Sangiovese, Montalcino, con il desiderio di accrescere e diffondere la cultura di questo straordinario vitigno, attraverso la ricerca scientifica, la comunicazione della conoscenza e l’alta formazione”.

Dal 10 al 14 settembre 2018, presso O.CR.A. Officina Creativa dell’Abitare (Via Boldrini 4, Montalcino- Siena), con la 2^ edizione della Summer School, potranno seguire il percorso di formazione venti studenti (10 Studenti laureati da non più di 18 mesi, e 10 Professionali), tutti selezionati con bando di ammissione. I costi di partecipazione dei 10 Studenti saranno totalmente coperti da borse di studio offerte da aziende ed istituzioni del territorio.

La data ultima per l’invio delle domande è il 10 agosto 2018 ed il bando completo è disponibile sul sito della Fondazione Banfi: fondazionebanfi.it/it/sanguis-jovis/formazione.php.

Durante il corso si cercherà di analizzare e dare delle risposte concrete dal punto di vista enologico, agronomico e di marketing ai cambiamenti climatici che, indubbiamente, stanno modificando e modificheranno la produzione del vino, nello specifico quello a base Sangiovese, grazie a docenti ed esperti in materia che porteranno la loro testimonianza ed esperienza a disposizione della classe.

Si inizierà con “La risposta della vite al cambiamento climatico”, per continuare martedì 11 settembre con “L’impatto del cambiamento climatico sulle caratteristiche fisico-chimiche e biologiche dei suoli e sulle malattie della vite”. Il 12 settembre si parlerà di “Interventi di tecnica colturale per la mitigazione degli effetti del cambio climatico nell'ottica della sostenibilità", mentre il 13 settembre si approfondirà la questione dal punto di vista enologico “Il cambio climatico sulla composizione del vino, gli interventi microbiologici ed enologici”. Venerdì 14 si chiuderà con una giornata interamente dedicata al marketing e alla comunicazione: “Nuovo clima, nuovi mercati?”.

lunedì 2 luglio 2018

Emilia-Romagna del vino. Alle imprese contributi per 5,4 milioni di euro. La regione punta su qualità, innovazione e vendita diretta.

Ok al bando per gli investimenti, dalla Regione Emilia-Romagna gli aiuti per imprese che operano lungo la filiera del settore vitivinicolo. Domande entro il 13 settembre. Caselli: "Aiutiamo le imprese a diventare più competitive".



Arrivano dalla Regione oltre 5,4 milioni di euro per dare ancora più qualità ai vini  dell'Emilia-Romagna, favorire l'innovazione tecnologica e l'ammodernamento delle attrezzature in cantina. E' la dotazione finanziaria di un bando approvato dalla Giunta di viale Aldo Moro; a disposizione delle imprese che svolgono attività di produzione e commercializzazione di prodotti vitivinicoli (vino e mosto d'uva), contributi in conto capitale fino al 40% delle spese per la realizzazione di progetti di intervento, in attuazione della misura "Investimenti" dell'Organizzazione comune di mercato (Ocm) del settore vitivinicolo per il 2019.           

Gli aiuti sono finalizzati ad accrescere la competitività delle imprese che operano in un contesto di filiera e spaziano dalla costruzione e ristrutturazione di immobili, all’acquisto di impianti e macchinari specifici, fino all’allestimento di negozi per vendita diretta al consumatore finale dei prodotti aziendali e alla creazione di siti internet per l’e-commerce.

Un’opportunità, quest’ultima, che può rivelarsi decisiva per consentire anche ai piccoli viticoltori che fanno della qualità la loro bandiera di far conoscere le proprie produzioni nei mercati nazionali e internazionali. Le domande vanno presentate entro il 13 settembre prossimo, secondo le modalità stabilite da Agrea, Agenzia regionale per i pagamenti in agricoltura.     

Contributi fino al 40% dell’investimento. Il budget disponibile è suddiviso in due tranche: il 40% delle risorse è destinato a finanziare i progetti di investimento presentati da imprese agricole che producono vino con le proprie uve e lo vendono direttamente; il restante 60% è invece riservato alle aziende agroindustriali che commercializzano il vino prodotto da materia prima in prevalenza acquistata da terzi o conferita da soci. Saranno pertanto due le graduatorie finali. Escluse dai contributi le imprese che effettuano la sola commercializzazione dei prodotti. 

Circa la dimensione economica dei progetti di investimento, devono essere compresi tra un minimo di 40mila e un massimo di un milione di euro. La percentuale di aiuto è fissata al 40% delle spese ammissibili per le micro, piccole e medie imprese, scende al 20% nel caso di aziende fino a 750 dipendenti e fatturato annuo inferiore ai 200 milioni di euro e al 19% per le imprese ancora più grandi.

Tra i criteri di priorità adottati per la formazione delle graduatorie figurano le produzioni bio e certificate, le etichette Dop ed Igp, l’appartenenza a forme aggregative di filiera, il risparmio energetico. In caso di parità di punteggio la precedenza andrà ai progetti che riguardano i maggiori quantitativi di uva e gli investimenti più onerosi.

Disegnare il futuro del cibo, al via il congresso nazionale Slow Food. Parole chiave: internazionalità, globalità, dialogo e apertura

Slow Food Italia si dà appuntamento a Montecatini Terme per disegnare il futuro del cibo. Dal 6 all’8 luglio 650 delegati riuniti nel IX congresso nazionale. Ecco il programma completo.

Ribadire la forte interconnessione fra il cibo, la sua produzione e i cambiamenti climatici, le migrazioni e il rapporto con la multiculturalità, la salute e il benessere, oltre che dettare l’indirizzo politico e il programma di lavoro per i prossimi anni. Sono questi gli obiettivi con cui 650 delegati di Slow Food Italia si riuniranno a Montecatini Terme (Pt) dal 6 all’8 luglio in occasione del IX Congresso nazionale. 

Accogliendo il significato del Congresso internazionale di Chengdu (Cina, ottobre 2017), che ha tracciato la nuova strada per il movimento della Chiocciola, le parole chiave dell’appuntamento italiano saranno internazionalità, globalità, dialogo e apertura.

La Dichiarazione di Chengdu sintetizza le principali sfide dei prossimi anni: la necessità di battersi affinché a tutti sia garantito l’accesso al cibo buono, pulito, giusto e sano; l’accesso alla conoscenza come un diritto comune e stessa dignità per saperi tradizionali e accademici; il rifiuto di qualunque esclusione di carattere politico, economico e sociale; la salvaguardia dell’ambiente come principale priorità del nostro agire anche grazie a campagne di informazione e sensibilizzazione; la necessità di ribadire che la diversità è la più grande ricchezza di cui disponiamo come esseri umani e come collettività; la volontà di affrontare a tutti i livelli l’iniqua spartizione delle ricchezze e delle opportunità.

«Da Chengdu – dichiara Daniele Buttignol, segretario generale Slow Food Italia – è stata lanciata una visione nuova dell’associazione che ha nell’inclusività e nella partecipazione i suoi tratti distintivi. I principi che caratterizzeranno gli anni a venire, dal punto di vista dell’organizzazione, sono orizzontalità, responsabilità, ascolto e partecipazione».

Una trasformazione che si concretizzerà nel prossimo biennio, al termine dei quale sarà convocato un nuovo congresso: «L’associazione che verrà – spiega Buttignol - a ogni livello non avrà vertici rappresentati da singoli, ma gruppi di lavoro al cui interno le responsabilità saranno condivise. Le sfide che abbiamo di fronte, infatti, sono troppo complesse e ampie e non c’è modo di affrontarle se non con uno spirito di squadra, comunitario, e una gestione collegiale e orizzontale, basata sul rispetto, l’affetto e la correttezza».

Questa tappa del cammino più che trentennale della Chiocciola è fondamentale dal punto di vista del confronto interno all’associazione e per il rinnovamento degli organi associativi ed inoltre un’occasione per proporre modifiche allo Statuto. Un lavoro di sintesi a livello nazionale che si tiene dopo i 300 Congressi delle Condotte Slow Food sul territorio e in seguito a 17 Congressi regionali che si sono svolti a maggio.

Slow Food Italia ha invitato a Montecatini Terme personalità delle istituzioni, della politica e dell’associazionismo che porteranno il loro contributo, suggerimenti e spunti nuovi, oltre che il loro augurio all’associazione che cresce, cambia e sta al passo con i tempi.

Sono più di 250 gli ospiti, osservatori e amici della Chiocciola protagonisti di un’invasione pacifica del centro termale pistoiese e numerosi saranno gli appuntamenti in programma, aperti a tutti e organizzati in collaborazione con il Comune di Montecatini Terme e con numerosi partner locali. 

Ecco tutto il programma del IX Congresso nazionale di Slow Food Italia a Montecatini Terme:

Dalla mattina di venerdì 6 luglio al pomeriggio di domenica 8 Montecatini Terme sarà la “Capitale” di Slow Food Italia. La città termale nel cuore della Valdinievole ospiterà i lavori del IX Congresso nazionale dell’associazione della Chiocciola e numerosi eventi collaterali per gli oltre mille partecipanti, fra delegati, osservatori e ospiti, e aperti a tutta la cittadinanza.

L’anteprima. Venerdì e sabato dalle 8 alle 13 in via Mazzini c’è il Mercato della Terra, una vetrina delle migliori produzioni territoriali con i contadini che animano l’appuntamento ospitato tutte le settimane a Montecatini Terme. A queste proposte si aggiungono i Presìdi Slow Food della Toscana, per “viaggiare” lungo l’intera regione attraverso le eccellenze dell’enogastronomia buona, pulita e giusta. Sarà un’occasione per incontrare i produttori e per scoprire tradizioni contadine e colture che il lavoro silenzioso degli agricoltori, con il supporto dell’Associazione, ha permesso di rivalutare, valorizzare e diffondere sulle tavole e nelle cucine. Bontà da acquistare, ma anche da conoscere, toccare, provare con due laboratori su olio e formaggi, quest’ultimo rivolto in particolare ai bambini e alle loro famiglie. Sono iniziative gratuite e non è necessaria l’iscrizione. Al termine, per chi avrà “imparato la lezione” sono previsti premi golosi.

L’approfondimento. Uno dei temi centrali di Slow Food è il legame tra il cibo (produzione e consumo), la salute e il benessere. Un approfondimento che sarà al centro della tre giorni congressuale. Venerdì 6 luglio dalle 10 alle 12 nella sala convegni dell’hotel Le Tamerici (viale IV novembre 2/b) è in programma il convegno Cibo, salute, ambiente. «La Medicina riconosce come consolidate le relazioni tra il cibo e la salute – spiega la moderatrice Patrizia Ucci, odontoiatra, responsabile Asst-pg23 Bergamo e responsabile Cibo e salute per Slow Food Lombardia -. Meno conosciuti, invece, sono i rapporti tra la qualità del cibo, i metodi di produzione e il benessere. Ne consegue che il tipo di agricoltura scelto ha riflessi sull’ambiente e sulla salubrità di quello che mangiamo ed è per questo che Slow Food vuole affrontare questo argomento e confrontarsi con vari esperti e personalità». Sono in programma gli interventi di Vittorio Fusari, cuoco dell’Alleanza e co-autore, insieme al ricercatore Luigi Fontana, del libro La felicità ha il sapore della salute (Slow Food Editore); Mara Ramploud, medico specializzato in Scienza dell’alimentazione; Michele Sozio, biologo e nutrizionista; Stefano Parini, medico internista e diabetologo Ausl-Bologna, gruppo Associazione Medici Diabetologi; Elena Bressanin, specializzanda in Medicina Termale presso l'Università Sapienza di Roma.

La conferenza stampa. I vertici di Slow Food Italia incontreranno gli operatori dei mass media, venerdì 6 alle 13 nella sala del Consiglio comunale del municipio di Montecatini Terme, per presentare i lavori del congresso, i temi che saranno trattati, le personalità ospiti e per illustrare la strada che l’Associazione ha intrapreso verso il cambiamento, l’apertura e l’inclusione.


I lavori. I lavori del IX Congresso nazionale di Slow Food Italia Insieme per condividere un futuro migliore si apriranno ufficialmente venerdì 6 alle 15 al Teatro Verdi con il saluto del sindaco Giuseppe Bellandi e l’introduzione del presidente nazionale uscente Gaetano Pascale. Concluderà il pomeriggio il discorso del presidente di Slow Food Carlo Petrini. Le attività termineranno alle 18,30. Tra gli interventi previsti quelli di Giovanni Toti e Stefano Bonaccini, presidenti rispettivamente delle Regioni Liguria ed Emilia-Romagna, del direttore generale del Ministero del Turismo Francesco Palumbo, dell’economista Stefano Zamagni, della giornalista e scrittrice Luciana Castellina. Dalle 20,30, per i delegati e gli ospiti del congresso Cena sotto le stelle in via Cavallotti con gli alberghi della città.

Sabato 7 l’intera giornata congressuale sarà dedicata a lavori di gruppo, dalle 9,30 alle 13,30 e dalle 15 alle 18,30. L’obiettivo è raccogliere opinioni, sensazioni e visioni dai 650 delegati su temi organizzativi - come l’apertura di Slow Food ad altre realtà che perseguono scopi comuni e il nuovo ruolo di Condotte e Comunità nei prossimi due anni di transizione - e su argomenti di più ampio respiro quali l’ambiente, la solidarietà, il territorio e la rete dei giovani. Istanze che saranno consegnate al nuovo gruppo dirigente e serviranno per impostare le politiche associative fino al 2020.

«È un grande lavoro di ascolto - come lo definisce il segretario generale uscente di Slow Food Italia Daniele Buttignol – per conoscere meglio l’associazione nelle sue potenzialità e nei suoi bisogni, prestando attenzione a ogni sua ramificazione, anche quelle più periferiche che a volte non hanno la forza di farsi sentire».

Daranno il loro contributo politici, personalità e amici della Chiocciola come i sindacalisti Yvan Sagnet e Aboubakar Soumahoro, Monica Di Sisto di Fairwatch, lo scienziato Salvatore Ceccarelli, Maurizio Pallante del Movimento per la decrescita felice, gli onorevoli Gelsomina Vono (M5S), Susanna Cenni (Pd) ed esponenti, tra gli altri, di Legambiente, Wwf, ActionAid, Cittadinanzattiva, Slow Medicine.

Alle 20,20 delegati, osservatori e ospiti si ritroveranno per la foto ufficiale alle Terme del Tettuccio dove proseguirà la serata con La Toscana incontra Slow Food, una festa per tutti i partecipanti al congresso, che saranno riconoscibili per un indumento o un accessorio di colore rosso.


Domenica, i lavori conclusivi del congresso saranno dalle 9,30 alle 13, riguarderanno la nomina degli organi dirigenti e di controllo dell’Associazione, il cambiamento dello statuto e la relazione finale del nuovo gruppo di persone che saranno chiamate a guidare Slow Food Itala nei prossimi due anni.

E inoltre, arte e cultura a Montecatini Terme. Al Mo.C.A. – Montecatini contemporary art, la galleria civica montecatinese che si trova nel municipio (viale Verdì 46), si potrà visitare Geniale! Gli invasori dell’arte. La rassegna racconta l’evoluzione dell’arte urbana dalla sua nascita, a New York, fino alla sua diffusione in tutto il mondo. Orari: venerdì 10-12, sabato e domenica 10,30-12,30 e 16-19. L’ingresso è libero.